04/09/2026
📰 Il Giorno
Burgio: “Rassicuro il ministro Salvini: non solo conosco benissimo dove si trovano Rogoredo, Corvetto, Bovisa, Niguarda o Gallaratese, ma conosco soprattutto l’ansia e il senso di abbandono che provano le famiglie e i commercianti di quei quartieri quando scende la sera. Milano è una grande metropoli internazionale che non chiede il certificato di residenza o di nascita a chi vuole servirla: chiede soluzioni concrete, competenza e visione”. E ancora: “Ridurre il futuro della nostra città a una questione di anagrafe o a rivendicazioni di piccolo cabotaggio politico significa non cogliere la gravità dei problemi che i milanesi affrontano ogni giorno, a partire dalla sicurezza e dal degrado - aggiunge Burgio -. Non avere vincoli con le dinamiche di potere o con gli interessi consolidati della politica cittadina è un enorme vantaggio: significa essere davvero liberi, non condizionati, senza conflitti di interesse e con un’unica priorità: l’interesse dei cittadini e la libertà di rivoluzionare ciò che non funziona”. “Non sono un politico di professione né cerco poltrone: la mia storia parla per me. Arrivo a questa candidatura libero da condizionamenti, da calcoli di bottega e da logiche consociative. Riconsegnare sicurezza, efficienza e decoro ai residenti - conclude Burgio - non è una questione di geolocalizzazione, ma di volontà politica e capacità gestionale. È questo ciò che offriremo ai milanesi”.