Il posizionamento del P.CARC nella strategia della Guerra Popolare Rivoluzionaria di Lunga Durata (GPRdiLD) condotta dal (n)PCI. Il P.CARC riconosce che la carovana del (n)PCI, alla quale è sempre appartenuto e ha dato il suo contributo, è la maggiore e la migliore concentrazione del movimento comunista che esista nel nostro paese. Riconosce che la concezione, la linea, i metodi e i criteri che ha
nno guidato la costruzione del (n)PCI sono fondamentalmente giusti, relativamente giusti. Il P.CARC, dalla primavera del 2005, si è assunto come compito principale il lavoro sul secondo fronte del PGL del (n)PCI: “promuovere, dirigere e organizzare la mobilitazione delle masse popolari a intervenire nella lotta politica borghese”: elezioni e referendum, assemblee elettive, istituzioni, campagne d’opinione, mobilitazioni e scioperi nazionali, ecc. promossi principalmente dai partiti borghesi e dalle organizzazioni di massa di regime. Il P.CARC ritiene che l’intervento dei comunisti nel teatrino della politica borghese ha senso e funziona solo se è collegato e inserito nella strategia della GPRdiLD che il (n)PCI conduce per fare dell’Italia un nuovo paese socialista (PGL, GBP, rivoluzione socialista). Senza questo legame si ridurrebbe a elettoralismo e a fare gli amici degli amici della sinistra borghese o al movimentismo senza obiettivi. Il P.CARC riconosce e fa propria, tenendo conto delle sue caratteristiche e del suo ruolo, l’analisi e la linea indicate dal (n)PCI nel Manifesto-Programma. Riconosce giusta e conforme agli sviluppi della situazione economica e politica determinata dall’entrata della crisi generale nella fase acuta la linea del GBP, la condivide e si adopera per creare le condizioni perché le organizzazioni operaie e popolari costruiscano un loro governo d’emergenza e lo impongano ai vertici della Repubblica Pontificia rendendo ingovernabile il paese da ogni governo formato da questi ultimi. La costituzione del GBP è in questa fase l’obiettivo principale del lavoro del P.CARC.