05/09/2026
Un grande dolore per l'AMI tutta.
Ci ha lasciato Giovanni Mariani, già Direttore della Biblioteca Civica di Gallarate.
Gli amici gallaratesi ne ricordano l’impegno in applicazione del pensiero mazziniano in difesa della democrazia, dei diritti civili, della memoria storica della città.
Un ringraziamento alla signora Rosanna per le amorevoli cure prestate, con sacrificio e dedizione, durante la lunga malattia.
Il funerale si terrà martedì mattina, alle ore 10:00, nella chiesa di Arnate.
Abbiamo conosciuto Giovanni Mariani nel momento in cui ha presentato, con la lunga trafila allora necessaria, la richiesta di iscrizione alla Sezione di Gallarate del Partito Repubblicano.
Erano gli anni in cui si difendeva la Legge sul Divorzio, messa in discussione da un violento quanto anacronistico attacco vetero clericale, e diverse persone si raggruppavano in città intorno alla figura carismatica di una grande educatrice, Ebe Piccoli, punto di riferimento per il largo movimento democratico gallaratese in difesa dei diritti civili.
Insieme a lui arrivarono nella nostra vecchia sezione in Via Cantoni, quella che si trovava quasi di fronte ai locali dove era stata la prima sede ottocentesca post risorgimentale, un gruppo di giovani che rinvigorirono il Partito in città.
L’adesione al glorioso PRI era una cosa molto seria e non agevole ai quei tempi: la richiesta doveva essere controfirmata e garantita da due tesserati, e la domanda doveva restare affissa all’albo per i mesi necessari a far sì che chiunque potesse esprimere un parere motivato. La decisione, non sempre favorevole, avveniva poi con il voto segreto di tutti gli iscritti.
Per quelli che provenivano da un altro Partito la trafila era ancora più complicata, perché la decisione era demandata a un livello superiore, provinciale o regionale o addirittura nazionale.
Erano gli anni in cui si vedevano ancora in Assemblea, anche a Gallarate, alcune cravatte alla Lavallière che ci ricordavano il vecchio Partito storico e popolare su cui si era innestato il filone azionista di Ugo La Malfa.
Ma c’erano anche alcuni giovani con la doppia tessera (allora era possibile mantenerle entrambe) radicale e repubblicana.
L’iscrizione al Partito comportava automaticamente anche l’iscrizione all’ENDAS, che si curava dell’azione sociale, e alla Associazione Mazziniana.
L’azione politica di Giovanni Mariani in città, nei successivi anni, si è sempre svolta soprattutto all’interno della Associazione Mazziniana, pur senza mai ricoprire – se ben ricordo – un incarico ufficiale di rappresentanza.
Questa sua ritrosia derivava da un puntiglioso (a nostro avviso eccessivo) rispetto del ruolo di dipendente comunale: secondo la sua regola di vita sarebbe stata inappropriata una confusione dei ruoli.
Attività di studio, quindi, e di conservazione della memoria storica cittadina, ma evitando sempre una qualsiasi esposizione che potesse far pensare a un utilizzo improprio del ruolo politico nell’ambito lavorativo.
Non a caso, anche negli anni in cui tanti amici repubblicani ricoprivano posti di responsabilità politica a livello locale, provinciale, regionale o nazionale, lui che pure dirigeva il più antico e prestigioso presidio culturale cittadino non arrivò mai al ruolo di Dirigente comunale.
A lui la città di Gallarate deve, oltre a tante altre iniziative, l'idea e la realizzazione della prestigiosa rassegna DUEMILALIBRI, che si rinnova con successo da decenni.
La sua rinuncia alla richiesta dei benefici derivanti da una più che meritata posizione dirigenziale rappresentava una estrema forma di rispetto per l’istituzione, accompagnata da una orgogliosa rivendicazione di una libertà di pensiero al servizio di una azione politica sempre attiva ma sempre fuori dalle stanze del potere.
Così, per più di sessanta anni, Giovanni Mariani è stato il nostro mentore, la persona capace di consigliarci e di spiegarci ogni giorno, con parole chiare, cosa succedeva nel mondo. Sapendo guardare sempre lontano, grazie a lucidità di pensiero e radici storiche e culturali profonde.
E così anche negli ultimi anni di una malattia accettata con civile ma attiva rassegnazione e segnati da una forzata immobilità, resa ancora più penosa dall’ignobile e stupido ostacolo a lungo frapposto, a livello locale, al suo diritto ad esprimere un voto domiciliare.
Una battaglia questa, l’ultima, che è riuscito a vincere solo all’ultimo e dopo tanto penare.
Tutto è superato, oggi, nel momento del ricordo dei fatti della vita e del cordoglio per la morte.
Morendo, Giovanni ha voluto lasciare tutto il proprio patrimonio finanziario a diverse benefiche associazioni, con dei lasciti importanti, grazie ai risparmi di una vita più che morigerata.
Saranno in tanti a dovergli riconoscenza.
Che la terra gli sia lieve.