Associazione Mazziniana Italiana

L'Associazione Mazziniana Italiana è una libera associazione che propugna i principi di emancipazione morale, politica e sociale sostenuti da Giuseppe Mazzini e della tradizione politica del pensiero repubblicano. Fondata nel 1943 da importanti personalità del movimento antifascista, l'AMI ha mantenuto sempre una netta posizione contro il fascismo ed ogni forma di totalitarismo. I membri dell'Asso

ciazione Mazziniana, fin dalla sua fondazione, hanno perseguito con continuità e con impegno volontario l'obiettivo di una educazione delle donne e degli uomini d'Italia alla cultura della partecipazione democratica. Anche in ragione delle sue profonde radici nelle esperienze storiche del Risorgimento e della resistenza, l'Associazione Mazziniana si è efficacemente impegnata negli anni per mantenere vivo il lascito ideale di questi fondanti momenti di libertà nella storia italiana moderna.

Un grande dolore per l'AMI tutta.
05/09/2026

Un grande dolore per l'AMI tutta.

Ci ha lasciato Giovanni Mariani, già Direttore della Biblioteca Civica di Gallarate.
Gli amici gallaratesi ne ricordano l’impegno in applicazione del pensiero mazziniano in difesa della democrazia, dei diritti civili, della memoria storica della città.
Un ringraziamento alla signora Rosanna per le amorevoli cure prestate, con sacrificio e dedizione, durante la lunga malattia.
Il funerale si terrà martedì mattina, alle ore 10:00, nella chiesa di Arnate.

Abbiamo conosciuto Giovanni Mariani nel momento in cui ha presentato, con la lunga trafila allora necessaria, la richiesta di iscrizione alla Sezione di Gallarate del Partito Repubblicano.
Erano gli anni in cui si difendeva la Legge sul Divorzio, messa in discussione da un violento quanto anacronistico attacco vetero clericale, e diverse persone si raggruppavano in città intorno alla figura carismatica di una grande educatrice, Ebe Piccoli, punto di riferimento per il largo movimento democratico gallaratese in difesa dei diritti civili.
Insieme a lui arrivarono nella nostra vecchia sezione in Via Cantoni, quella che si trovava quasi di fronte ai locali dove era stata la prima sede ottocentesca post risorgimentale, un gruppo di giovani che rinvigorirono il Partito in città.
L’adesione al glorioso PRI era una cosa molto seria e non agevole ai quei tempi: la richiesta doveva essere controfirmata e garantita da due tesserati, e la domanda doveva restare affissa all’albo per i mesi necessari a far sì che chiunque potesse esprimere un parere motivato. La decisione, non sempre favorevole, avveniva poi con il voto segreto di tutti gli iscritti.
Per quelli che provenivano da un altro Partito la trafila era ancora più complicata, perché la decisione era demandata a un livello superiore, provinciale o regionale o addirittura nazionale.
Erano gli anni in cui si vedevano ancora in Assemblea, anche a Gallarate, alcune cravatte alla Lavallière che ci ricordavano il vecchio Partito storico e popolare su cui si era innestato il filone azionista di Ugo La Malfa.
Ma c’erano anche alcuni giovani con la doppia tessera (allora era possibile mantenerle entrambe) radicale e repubblicana.
L’iscrizione al Partito comportava automaticamente anche l’iscrizione all’ENDAS, che si curava dell’azione sociale, e alla Associazione Mazziniana.

L’azione politica di Giovanni Mariani in città, nei successivi anni, si è sempre svolta soprattutto all’interno della Associazione Mazziniana, pur senza mai ricoprire – se ben ricordo – un incarico ufficiale di rappresentanza.
Questa sua ritrosia derivava da un puntiglioso (a nostro avviso eccessivo) rispetto del ruolo di dipendente comunale: secondo la sua regola di vita sarebbe stata inappropriata una confusione dei ruoli.
Attività di studio, quindi, e di conservazione della memoria storica cittadina, ma evitando sempre una qualsiasi esposizione che potesse far pensare a un utilizzo improprio del ruolo politico nell’ambito lavorativo.
Non a caso, anche negli anni in cui tanti amici repubblicani ricoprivano posti di responsabilità politica a livello locale, provinciale, regionale o nazionale, lui che pure dirigeva il più antico e prestigioso presidio culturale cittadino non arrivò mai al ruolo di Dirigente comunale.
A lui la città di Gallarate deve, oltre a tante altre iniziative, l'idea e la realizzazione della prestigiosa rassegna DUEMILALIBRI, che si rinnova con successo da decenni.
La sua rinuncia alla richiesta dei benefici derivanti da una più che meritata posizione dirigenziale rappresentava una estrema forma di rispetto per l’istituzione, accompagnata da una orgogliosa rivendicazione di una libertà di pensiero al servizio di una azione politica sempre attiva ma sempre fuori dalle stanze del potere.

Così, per più di sessanta anni, Giovanni Mariani è stato il nostro mentore, la persona capace di consigliarci e di spiegarci ogni giorno, con parole chiare, cosa succedeva nel mondo. Sapendo guardare sempre lontano, grazie a lucidità di pensiero e radici storiche e culturali profonde.
E così anche negli ultimi anni di una malattia accettata con civile ma attiva rassegnazione e segnati da una forzata immobilità, resa ancora più penosa dall’ignobile e stupido ostacolo a lungo frapposto, a livello locale, al suo diritto ad esprimere un voto domiciliare.
Una battaglia questa, l’ultima, che è riuscito a vincere solo all’ultimo e dopo tanto penare.

Tutto è superato, oggi, nel momento del ricordo dei fatti della vita e del cordoglio per la morte.
Morendo, Giovanni ha voluto lasciare tutto il proprio patrimonio finanziario a diverse benefiche associazioni, con dei lasciti importanti, grazie ai risparmi di una vita più che morigerata.
Saranno in tanti a dovergli riconoscenza.
Che la terra gli sia lieve.

Oggi alla Domus Mazziniana.
04/09/2026

Oggi alla Domus Mazziniana.

IL DOVERE DELLA MEMORIA
Alla Domus Mazziniana un incontro per l’88° anniversario delle leggi razziali
Teatro, musica e testimonianze d’epoca venerdì 4 settembre a Pisa, promossi da Fondazione Insigniti OMRI e Domus Mazziniana.
enerdì 4 settembre 2026, alle ore 16:00, la Domus Mazziniana di Pisa (Via Massimo d’Azeglio 14) ospita l’incontro pubblico “Il Dovere della Memoria”, promosso insieme al Comitato Provinciale di Pisa della Fondazione Insigniti dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana (FOMRI).

L’iniziativa ricorda l’88° anniversario delle leggi razziali, emanate proprio a Pisa, nell’allora tenuta reale di San Rossore il 5 settembre 1938.

Quel giorno vennero firmate da Vittorio Emanuele III le leggi “per la difesa della razza”, con cui lo Stato italiano introdusse una discriminazione sistematica, fondata su falsi presupposti razziali, nei confronti dei propri cittadini di origine e fede israelita, in un clima di diffusa indifferenza da parte dell’opinione pubblica dell’epoca. L’impatto sul mondo dell’istruzione fu immediato: università e scuole allontanarono docenti e studenti ebrei. Solo a Pisa, l’Ateneo sospese venti docenti ed espulse oltre duecento studenti stranieri.

L’incontro nasce dalla collaborazione tra la Domus Mazziniana — luogo simbolico della storia risorgimentale e democratica italiana — e la Fondazione Insigniti OMRI, impegnata nel dialogo tra istituzioni e società civile, nell’ambito di una consolidata collaborazione tra le due istituzioni per la promozione della cultura costituzionale e dei valori repubblicani.

La memoria dei fatti del 1938 sarà ripercorsa intrecciando teatro, musica e testimonianze d’epoca.

Dopo i saluti istituzionali e l’introduzione del direttore scientifico della Domus Mazziniana, prof. Pietro Finelli, il ricordo si aprirà con la trasmissione in video del monologo Numeri di Annick Emdin, interpretato dall’attore Francesco Pelosini, ricostruisce la vicenda di uno studente universitario ebreo negli anni delle persecuzioni.

Il clarinettista Cosimo Profita eseguirà brani tratti dal Quatuor pour la fin du temps (Quartetto per la fine del tempo), l’opera composta da Olivier Messiaen nel 1940 durante la prigionia nello Stalag VIII-A di Görlitz.

Seguirà la lettura di brani di testimoni diretti dell’epoca — Naftoli Emdin, Giorgio Bassani, Primo Levi ed Elio Toaff —affidata ad Aldo Paolicchi, Elisa Guidi e Gianni Guerrieri.

Tra i testi proposti: le parole lette da Elio Toaff proprio alla Domus Mazziniana nel 1988 in occasione del 50° delle leggi razziali, le lettere di Naftoli Emdin ai figli dopo l’espulsione da scuola, pagine di Giorgio Bassani e la riflessione morale di Primo Levi.

Concluderà la giornata il presidente del Comitato Provinciale di Pisa della Fondazione Insigniti dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana (FOMRI), prof. Michele Emdin.

L’evento sarà trasmesso sui canali social della Domus Mazziniana.

Informazioni : tel. 050 24174 – mail: [email protected]

28/08/2026

Sebrenica piange sempre.

Oggi ancora di più.

Benito Lorigiola.L'Associazione Mazziniana Italiana piange la scomparsa di Benito Lorigiola, a lungo membro della Direzi...
17/08/2026

Benito Lorigiola.

L'Associazione Mazziniana Italiana piange la scomparsa di Benito Lorigiola, a lungo membro della Direzione Nazionale AMI e già Presidente della Sezione di Padova, il cui impegno per L'Associazione resterà indelebile.

23/07/2026

Auguri al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

22/07/2026

Giuliana Conti.

La comunità Mazziniana si stringe attorno al dolore di Leonardo, Lapo e Lorenzo Conti per la scomparsa della madre Giuliana, prima moglie di Lando Conti, già Sindaco di Firenze, barbaramente ucciso dalle Brigate Rosse il 10 febbraio del 1986.

Ora e sempre!

12/07/2026

Srebrenica.

Un dolore non marginabile.

Un disonore per le istituzioni internazionali.

06/07/2026

6 luglio 1849.

Moriva Goffredo Mameli.

Indirizzo

Via Don G. Verità, 33
Modigliana
47015

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