14/08/2026
Da dove veniamo per capire chi siamo.
È il pensiero che affidiamo a questo tempo feriale, alla vigilia di Ferragosto, insieme a un augurio: continuare ad essere cercatori infaticabili della comunità.
Perché la comunità non è un fatto naturale. È fatica. È una comprensione comune che si costruisce passo dopo passo, anche avanzando e tornando indietro. E proprio perché fondata sull’inclusività, conserverà sempre una quota di vulnerabilità. L’importante è non trasformarla, e non permettere a nessuno di trasformarla, in una fortezza assediata.
Nella storia politica delle amministrazioni precedenti, il grande assente è stato lo spirito di comunità. L’architrave poggiava su due pilastri: disincentivare la cittadinanza attiva e alimentare l’operosità dei cerchi magici gravitanti intorno al governo.
Il nuovo corso politico dell’amministrazione lavora, invece, sul senso di appartenenza alla comunità amministrativa, sociale e culturale. È questo il collante che può favorire processi e risultati.
La squadra di governo del sindaco Minervini non ha la bacchetta magica. E non ricorre a formule seducenti o a meccanismi di delega per dissuadere la cittadinanza attiva e allontanare dall’impegno civico e dalla partecipazione dopo la tornata elettorale.
Demos rinforza questa lettura e rispedisce al mittente le reazioni di pancia e le narrazioni sgrammaticate, soprattutto di quanti fanno “fatica” a credere. Ci dispiace per loro. Forse non hanno sperimentato, in passato, stima, collaborazione e fiducia e ignorano, per questo, quanto possa essere solida una maggioranza fondata sul rispetto e sul sostegno motivato alla visione del sindaco Manuel Minervini.
Stanno succedendo cose in città. E la parola d’ordine è identità: è lì che meritano di convergere attenzioni, energie e passioni civili.
Stiamo uscendo “dal mazzo” delle carte distribuite in passato secondo convenienza. Un passaggio è già stato compiuto.
Non continueremo ad essere come siamo sempre stati.