22/08/2026
INCENDI IN ABRUZZO: LE CRITICITÀ E I TAGLI SONO SCRITTI NEL PIANO DELLA STESSA REGIONE
Fondi “scarni”, prevenzione poco efficace, rete radio incompleta, vasche antincendio da manutenere, pochi Coordinatori delle operazioni di spegnimento e un’organizzazione con i Vigili del Fuoco dichiarata ancora “non definitiva”.
Non lo dice l’opposizione: è scritto nel Piano Antincendio Boschivo 2026-2028 della Regione Abruzzo.
Dopo un’estate segnata da incendi diffusi, con 168 roghi in appena 38 giorni, i consiglieri del Patto per l’Abruzzo hanno annunciato il deposito di un’interpellanza per chiedere conto alla Giunta Marsilio delle scelte compiute dal 2019 a oggi.
Il Piano regionale parla testualmente di “scarni fondi a disposizione” e ammette che l’attuale sistema di finanziamento della prevenzione “ne abbassa enormemente l’efficacia”. Segnala vasche che possono restare fuori uso per perdite o vegetazione e certifica una situazione gravissima sul fronte delle comunicazioni: il nuovo impianto acquistato nel 2025 copriva solo il 60% della provincia di Chieti, mentre le altre tre province non erano ancora raggiunte da alcun segnale radio.
E ancora: pochi COS per coordinare le squadre a terra e un accordo 2026-2028 con i Vigili del Fuoco che, al momento dell’approvazione del Piano, non era ancora definito.
Parliamo di una regione dove tra il 2012 e il 2025 900 incendi hanno percorso oltre 20mila ettari. Un rischio dunque conosciuto, studiato e scritto nei documenti regionali.
Per questo non basta contare i mezzi quando le fiamme sono già divampate. L’efficacia della politica si misura soprattutto da ciò che viene fatto prima dell’emergenza.
Marsilio risponda con fatti, numeri, risorse e date: quanto è stato stanziato e realmente speso? Cosa è stato fatto su prevenzione, vasche, radio, formazione e coordinamento?
E soprattutto: se la Giunta conosceva queste criticità, perché siamo arrivati alla stagione degli incendi senza averle risolte?
Il Presidente Marsilio deve limitare la propaganda e non prendersela con chi fa notare vulnerabilità che non dovrebbero esserci su un’azione di tale importanza.