Rione San Giovanniello Napoli

Rione San Giovanniello Napoli Storia e cultura popolare del rione San Giovanniello e dei dintorni del quartiere San Carlo all'Arena

Emiciclo dell'Arenaccia anno 1956. L'emiciclo è uno dei luoghi del quartiere più fotografato in assoluto. Si trovano dec...
25/07/2026

Emiciclo dell'Arenaccia anno 1956. L'emiciclo è uno dei luoghi del quartiere più fotografato in assoluto. Si trovano decine di foto scattate fino agli anni 50, cosa dovuta anche al passaggio del famoso "papunciello".

Oggi 18 luglio, come ogni anno, ricordiamo con affetto Padre Cuomo  01/01/1923 - 18/07/2009. Fu parroco della parrocchia...
18/07/2026

Oggi 18 luglio, come ogni anno, ricordiamo con affetto Padre Cuomo 01/01/1923 - 18/07/2009. Fu parroco della parrocchia di Nostra Signora di Lourdes a Capodichino dalla fondazione della chiesa, da lui voluta, e costruita con i sacrifici suoi e dei suoi parrocchiani. Padre Cuomo conobbe personalmente Padre Pio e fu figlio spirituale e confessore di Don Dolindo Ruotolo. Esorcista ufficiale della diocesi di Napoli per 40 anni, mandato conferito dal Cardinale Ursi e confermato in seguito da tutti i Vescovi successivi. Padre Cuomo ha esercitato tale ministero fino agli ultimi giorni della sua vita.

Una volta Padre Cuomo disse ad una sua figlia spirituale: “Se sei venuta qui per scrivere di me, hai sbagliato. Non permetto che in vita si parli di me; forse tra qualche anno, quando non ci sarò più, potrai raccontare alla gente quello che succede in questa chiesa”

Ogni mercoledì dalle ore 6:00 c'era una fila di 180, 200, 250 persone fuori la chiesa di Nostra Signora di Lourdes provenienti da ogni parte del centro-sud Italia. Ci sono tantissime storie raccontate dal Padre e da quelli che hanno assistito agli esorcismi. La seguente è tratta dal libro “Ricordi di Padre Cuomo “ di Rosario Barone

Un medico molto colto andava da Padre Cuomo. Conosceva 8 lingue e parlava fluentemente anche il Latino e Greco antico. Da piccolo aveva contratto una malattia molto grave e la madre, che era massone, aveva fatto il voto che, se il figlio fosse guarito, lo avrebbe consacrato al diavolo. Il figlio guarì, ma già dai primi anni di vita cominciò a mostrare poteri particolari.

I genitori lo portarono da un presumo esorcista a Terracina,ma,quando il bambino di 5 anni si era avvicinato a quest'uomo gli aveva detto:
– Tu vuoi cacciare me? Tu hai fatto questo… questo... e questo!!
Il bambino stava leggendo la sua anima
– Quell'uomo sta ancora scappando – diceva divertito Padre Cuomo.

Ebbene, questo bambino, divenuto adulto, aveva ricevuto dal diavolo dei poteri particolari sulle donne, aveva una sensualità incredibile! È questo non gli dispiaceva. Il problema era che il suo padrone, il diavolo, a volte gli faceva vivere tutta la disperazione dell'inferno. Era questo il motivo per cui si rivolgeva a Padre Cuomo.

Durante l'esorcismo, racconta Padre Cuomo, la reazione era terribile: in pieno inverno egli sudava addirittura attraverso il cappotto! L'ultima volta che si rivolse a Padre Cuomo, il medico si fece accompagnare da un'altra dottoressa, che era una sua ennesima amante. La dottoressa era convinta che con l'esorcismo quell'uomo avrebbe lasciato le altre donne e avrebbe tenuto solo lei. :

Padre Cuomo si rivolse alla donna e le disse:
– Dottoré, mettetevi ‘sta medagliella’ al collo.
La ‘medagliella’ era la una medaglia miracolosa. La dottoressa obbedì. Poi Padre Cuomo disse al medico:
–professó, mettetevi pure voi al collo sta ‘medagliella’. La reazione del medico fu terribile. Egli era seduto su di una sedia. Si coprì il volto con il braccio destro e gridó disperato:
– Prete, toglimi quell'immagine, che mi uccide. E rimanendo seduto sulla sedia, schizzó con tutta la sedia fuori dalla stanza!
Da allora non si fece più vivo.

– Avete capito allora cosa è la medaglia miracolosa? concludeva Padre Cuomo?

La medaglia miracolosa di cui parla Padre Cuomo è una piccola medaglia ovale realizzata in seguito a quanto accaduto nel 1830 a Parigi, in rue du Bac n. 140, a Santa Caterina Labouré, dopo delle apparizioni Mariane.

Padre Cuomo riposa al cimitero di Poggioreale, all'ipogeo comunale, all'ultimo piano. Sulla sua lapide una scritta recita:

“A Te consacrai gli albori albori del mio sacerdozio, o Maria. In te è la sorgente di ogni bene. Da Te ho imparato a vivere in Gesù con Gesù per Gesù per essere l'estensione del suo stato di sacerdote e vittima” Padre Vincenzo Cuomo.

L'emiciclo dell'Arenaccia in una foto dei primi anni del 900. Pochi sanno che in questo emiciclo ebbe origine una delle ...
11/06/2026

L'emiciclo dell'Arenaccia in una foto dei primi anni del 900. Pochi sanno che in questo emiciclo ebbe origine una delle storie più affascinanti dell'automobilismo italiano. Nel 1906 era la sede della Società Italiana Automobili Darracq, dalle cui radici nacque nel 1910 l'ALFA ROMEO. Questa è forse l'unica foto che mostra ancora l'emiciclo con la scritta originale dell’antica casa automobilistica. Un luogo così simbolico meriterebbe di essere rivalutato come parte del patrimonio storico ed industriale Napoletano. .

https://www.rionesangiovanniello.com/lemiciclo-in-via-arenaccia-ex-tiro-a-segno-sede-darracq-e-dei-vigili-del-fuoco/

Vico Fornelle. Foto ricolorata.Siamo probabilmente negli anni 50. La foto ritrae gli ormai scomparsi vico Fornelle I e I...
25/04/2026

Vico Fornelle. Foto ricolorata.

Siamo probabilmente negli anni 50. La foto ritrae gli ormai scomparsi vico Fornelle I e II. I Vicoletti furono abbattuti dopo il terremoto dell'ottanta. Ci troviamo davanti ad una foto molto caratteristica.

In primo piano, sulla sinistra, una bancarella di frutta e verdura domina la scena. Le cassette sono disposte con attenzione: cavolfiori pomodori, agrumi, mentre dietro si intravedono altre ceste ed un carretto.

Poco dietro un bambino con una scopa in mano, e nel vicoletto in fondo un gruppo di "scugnizzielli". Al civico 28 si vede un uomo che porta della merce tra le mani, e delle donne che conversano. In basso a destra altre donne con bambini ed un uomo particolarmente elegante.

Una bellissima foto di San Giovanniello antica che mostra una scena spontanea di vita quotidiana. Chi ha dettagli da aggiungere scriva nei commenti, dove troverete la foto originale.

Mmiezo ò Corallo, ò palazzo senza porte, ò vico Furnelle.A Napoli le strade ed i luoghi spesso hanno due nomi, un nome u...
20/04/2026

Mmiezo ò Corallo, ò palazzo senza porte, ò vico Furnelle.
A Napoli le strade ed i luoghi spesso hanno due nomi, un nome ufficiale che compare nelle carte, ed uno popolare dato dagli abitanti. Questi nomi popolari dimostrano l'appartenenza al luogo di chi li conosce. Conoscerli vuol dire dare prova di essere di quella zona. Chi li conosce afferma Napoletanamente “Song e ccà”.

Vediamo un po’ i nomi popolari del rione San Giovanniello e dintorni.

Cominciamo dal cuore del rione, dove c'è lo storico mercato. Via Zurlo, la strada del mercato rionale che fa angolo con via Santi Giovanni e Paolo è chiamata “a scesa e Buttazz”, per via di una vecchia attività che portava questo nome (così dicono). Piazza Gian Battista Vico è “Mmiezo ò Corallo”, nome dato dal vecchio cinema. Alle spalle della piazza c'è “a cuparella” cupa Eterno Padre.

Anche i palazzi hanno nomi propri che vanno al di là della semplice via di riferimento. In piazza G. B. Vico c'è “ò palazzo da Maronna e Pompei". Su via Santi Giovanni e Paolo il palazzo del comune di Napoli è detto “ò palazzo e fra Diavolo”.

Sempre in via Santi Giovanni e Paolo c'era “ò Palazzo senza porte”, simbolo del rione e famoso in tutta Napoli nel passato, abbattuto dopo il terremoto. Da questo palazzo hanno origine molte famiglie del quartiere.

Vicino al palazzo senza porte vi era “o vico Furnelle” abbattuto anch'esso dopo il terremoto. Di fronte dove oggi ci sono le case popolari, c'era “o vico Ambra”.

La scalinata che si vede da piazza Ottocalli, sovrastata dalla Tangenziale, con tutte quelle belle ville e case in stile Liberty è detta “n'gopp ò scalone”, nome popolare che eclissa totalmente il toponimo ufficiale di via privata Antonio Vitale.

Il primo tratto di via Filippo Maria Briganti è chiamato “a sagliuta do Gloria” per via dell’ex cinema. La prima traversa privata F. M. Briganti dove c'èra l'istituto tecnico, è detta “aret a terra”. La stessa via Briganti era detta una volta “Cupa Pozzelle”.

La piazzetta semicircolare dell’emiciclo dell’Arenaccia, detta dei pompieri, è chiamata “for ò tiro a segno”, specialmente dalle persone anziane, perché nello stabile anticamente c'era un poligono di tiro, che fu inaugurato dal re Vittorio Emanuele in persona.

Poco più avanti su via Arenaccia, la strada che porta al corso Malta detta via Piazzolla al Trivio, è chiamata “aret ò Tridice”, nome antico di epoca Borbonica sopravvissuto oralmente fino ai giorni nostri. Questo nome nulla ha a che vedere con il numero 13 ma bensì con la parola “tridice”, ovvero 3 vie che si incontrano.

E voi che nomi ricordate? Come si chiamano le vostre strade o palazzi? Chi si ricorda dove si trova “ò palazzo da funtana”?

(C. L.)

L'evoluzione dei murales "n'gopp ó Scalone".Secondo scudetto 1989/90. Coppa Italia 2020. Terzo scudetto 2022/23.Quarto s...
15/04/2026

L'evoluzione dei murales "n'gopp ó Scalone".
Secondo scudetto 1989/90. Coppa Italia 2020. Terzo scudetto 2022/23.Quarto scudetto 2024/25. Scalone piazza Ottocalli.

La Ferrovia Alifana in piazza Carlo IIINegli ultimi tempi si parla spesso della costruzione della nuova metropolitana di...
14/04/2026

La Ferrovia Alifana in piazza Carlo III

Negli ultimi tempi si parla spesso della costruzione della nuova metropolitana di Napoli, la linea 10, che collegherà Napoli da piazza Cavour alla stazione AV di Afragola. Le fermate che rientrano nel comune di Napoli saranno: Carlo III, Ottocalli, Leonardo Bianchi (Calata Capodichino), Secondigliano/San Pietro a Patierno.
Nel passato immaginare una stazione della metropolitana in piazza Ottocalli sembrava davvero fantascienza. Questa parte di Napoli(San Giovanniello/Ponti Rossi/Capodichino) che sempre fu considerata confine tra il centro e la periferia, oggi è una zona ad altissimo potenziale, basti vedere i prezzi degli immobili. Il futuro della mobilità napoletana va in quella direzione, ma vale la pena ricordare che un progetto simile già esisteva: La ferrovia Alifana.

L’Alifana aveva il capolinea in piazza Carlo III. Il palazzo c'è ancora, la dicitura “Ferrovia Napoli Piedimonte Matese” è stata sostituita pochi anni fa dal nome di un albergo. Da Carlo III il treno saliva per la Doganella, dove si trovava la prima stazione e deposito merci. Dopodiché continuava il suo tragitto, prima di passare un tunnel sotto via Don Bosco, costeggiando Filippo Maria Briganti, dove ancora c'è “abbandonato” il ponte in mattoni. Una seconda fermata facoltativa era chiamata “Cupa Pozzelle”, che è il nome originario di Via F.M.Briganti. Una casa cantoniera dovrebbe trovarsi nascosta o inglobata tra i palazzi di via F.M.Briganti.

Il tragitto seguitava costeggiando l'attuale rione Amicizia. Il muro di cinta che divideva i binari dalla strada esiste ancora. Parte del percorso dell’Alifana è stato asfaltato. Il treno poi girava in viale Umberto Maddalena, ed anche qui si vede ancora l’inferriata divisoria, un piccolo tratto di binari ed il palo dell’elettrificazione. Presso piazza Di Vittorio vi era la fermata con stazione di Capodichino. Il ponte in calata Capodichino, abbattuto qualche anno fa, era parte del percorso prima di raggiungere la fermata successiva: Secondigliano.

Rione San Giovanniello Napoli nel 1920. Veduta aerea scattata da un dirigibile. Cliccate sulla foto per vederne i partic...
12/04/2026

Rione San Giovanniello Napoli nel 1920. Veduta aerea scattata da un dirigibile. Cliccate sulla foto per vederne i particolari. In basso a Sinistra si riconosce subito il Rione, con l'emiciclo dell'Arenaccia. Sempre sulla sinistra ma più in alto c'è piazza Ottocalli, con un terreno libero dove fu poi costruita la chiesa dei Santi Giovanni e Paolo. Verso i ponti Rossi si nota lo Jutificio, antico stabilimento dove oggi sorgono le cosiddette "torri". Sulla destra della foto in posizione semi centrale si inerpica un insolita via F.M.Briganti, con ancora poche case sparse. La strada che sale verso nord è Calata Capodichino, si intravede il palazzo dei Francesi ed un terreno dove fu poi costruita la chiesa di "Padre Cuomo" nostra Signora di Lourdes. Ancora più a nord l'ex manicomio Bianchi ed una veduta su Secondigliano, San Pietro a Patierno, e l'aeroporto. La strada larga che sale verso destra al centro della foto è la doganella. E voi cosa altro ci vedete?

Chiesa della Madonna del Rosario a San Giovanniello. Fine anni 70. L'uscita dei 3 Santi.
07/04/2026

Chiesa della Madonna del Rosario a San Giovanniello. Fine anni 70. L'uscita dei 3 Santi.

Piazza Ottocalli sotto la neve nel 2018. Presa dal gruppo "noi che siamo di San Giovanniello". Foto di Rossella Sarnacch...
06/04/2026

Piazza Ottocalli sotto la neve nel 2018. Presa dal gruppo "noi che siamo di San Giovanniello". Foto di Rossella Sarnacchiaro.

Indirizzo

Naples
80100

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