07/04/2026
SCUOLA E QUESTIONARIO: CHIAREZZA E SERIETA'
In merito alle recenti nuove esternazioni delle opposizioni sul tema della scuola e del questionario relativo alla possibile riorganizzazione degli spazi scolastici, è necessario riportare il dibattito su un piano di serietà.
L’ipotesi di una diversa riallocazione dei plessi NON nasce dall’Amministrazione comunale (ripetiamo per l’ennesima volta che questa materia è di competenza esclusiva della scuola), ma da una riflessione interna all’istituzione scolastica.
Di fronte a questa proposta, il Comune ha ritenuto di affiancare la scuola con uno strumento trasparente: un questionario rivolto alle famiglie.
Il questionario ha una finalità esclusivamente conoscitiva chiaramente esplicitata nelle premesse: comprendere non solo il grado di condivisione dell’ipotesi avanzata, ma soprattutto le ricadute concrete rispetto alla sostenibilità dei servizi che il Comune sarebbe chiamato a garantire in caso di modifiche.
🔴Nessuna decisione è stata assunta.
🔴Nessun cambiamento è stato deliberato.
🔴Solo ascolto e responsabilità.
Ciò che sorprende – ma ormai fino a un certo punto – è l’atteggiamento delle opposizioni.
Per mesi hanno invocato “ascolto” di famiglie e scuola mentre oggi attaccano proprio lo strumento che consente quell’ascolto.
Una posizione incoerente, che dimostra come l’obiettivo non sia contribuire a soluzioni – di suggerimenti, peraltro, non ne sono mai pervenuti - ma esclusivamente quello di alimentare polemiche.
Qualcuno parla di “gioco delle parti”.
Francamente, riteniamo che il tempo del gioco sia finito da un pezzo.
L’Amministrazione è oggi impegnata ad affrontare una situazione complessa, ereditata da anni in cui la manutenzione e la programmazione degli edifici scolastici – e più in generale del patrimonio pubblico – non hanno avuto nessuna attenzione.
Una responsabilità diffusa che coinvolge pesantemente chi oggi si erge a critico.
Al contrario, l’Amministrazione comunale sta realizzando interventi concreti, che richiedono risorse economiche rilevanti, impegno tecnico e capacità amministrativa.
Scelte difficili, ma necessarie, che nulla hanno a che vedere il “gioco” delle opposizioni, bensì con una visione seria e consapevole del ruolo che si è chiamati a svolgere.
Il dibattito meriterebbe dunque ben altro livello: meno slogan propagandistici e più serietà.
Perché sulla scuola, sul futuro dei ragazzi, sulle loro famiglie e sulla qualità dei servizi, non c’è spazio per il teatro; c’è spazio solo per responsabilità e fatti.