06/01/2026
Anno nuovo e politica nichelinese già in fermento, ne vedremo delle belle in vista delle elezioni amministrative del 2027. Questa volta la guerra scoppia all'interno della cosiddetta "Casa Riformista" e di Italia Viva. Da Torino infatti viene decisa una alleanza con la lista del sempre presente ex assessore D'Aveni, all'ennesima giravolta politica, scatenando la reazione di chi da anni lavora sul territorio.
Di seguito il comunicato di Mauro Turri, responsabile della zona di Nichelino.
“Prendo atto del comunicato diffuso da Italia Viva Torino Sud, che tenta di liquidare anni di lavoro politico sul territorio riducendoli a una presunta scelta di isolamento personale. Una ricostruzione non solo infondata, ma profondamente offensiva verso le persone che, in questi anni, hanno condiviso con me un percorso serio, coerente e riconoscibile.
Da tempo lavoro a Nichelino insieme a iscritti, simpatizzanti, forze civiche e persone della società civile, costruendo relazioni politiche e umane fondate sulla fiducia, sulla trasparenza e su una chiara collocazione nel campo riformista e del centrosinistra. Un lavoro quotidiano, fatto di presenza, confronto e responsabilità, che nessun comunicato potrà cancellare o sminuire.
È bene chiarirlo senza ambiguità: il percorso di costruzione della Casa Riformista a Nichelino che stavo portando avanti era noto, condiviso e legittimato. Ne era a conoscenza la presidente di zona Torino Sud, Ornella Picciau, così come il vicepresidente nazionale di Italia Viva, Enrico Borghi, che in più occasioni mi ha esplicitamente invitato ad andare avanti, riconoscendo il valore del lavoro territoriale in corso. Parlare oggi di “percorso calato dall’alto che non esiste” significa semplicemente negare la realtà dei fatti.
Se il Partito ha scelto di aprire il proprio simbolo e il progetto della Casa Riformista a chiunque, senza alcuna valutazione della storia politica locale, delle alleanze precedenti e, soprattutto, della reale coerenza con una cultura riformista, ne ha pienamente il diritto. Quello che non può fare è pretendere che chi ha costruito consenso, credibilità e relazioni sul territorio segua pedissequamente decisioni prese altrove, accettando per di più di essere delegittimato, svilito o accusato di egoismo personale.
Il lavoro politico non è un “orticello”, ma un patrimonio collettivo fatto di persone, impegno e responsabilità. Denigrare chi ha tenuto viva Italia Viva a Nichelino mentre altri sceglievano strade diverse non rafforza il progetto riformista: lo indebolisce.”
Mauro Turri