20/08/2026
Come ampiamente previsto due mesi fa, il Commissario Prefettizio ha annullato in autotutela la gara per il partenariato pubblico-privato relativo alla gestione del servizio di mensa scolastica.
La procedura era stata avviata nell’ottobre 2025 per una concessione di 25 anni e aveva visto un’unica offerta: quella di Ladisa Srl, individuata come promotore e aggiudicataria nel marzo 2026. L’annullamento è dovuto al mancato rispetto dei principi in materia di concorrenza dettati dalla sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea del 5 febbraio 2026, emessa in seguito a un ricorso presentato nel 2024.
L’argomento era già stato affrontato nel lungo e movimentato Consiglio Comunale del 29 gennaio 2026, convocato, è bene ricordarlo, su richiesta dei consiglieri di centrodestra. In quell'occasione non mancarono i riferimenti al rispetto dei principi di concorrenza, anche se la seduta si caratterizzò soprattutto per una valutazione di merito sulle condizioni previste dall’appalto, ritenute sbilanciate a vantaggio del privato e per nulla favorevoli ai cittadini.
È molto grave che l’aggiudicazione sia avvenuta nonostante la pronuncia europea già intervenuta.
È utile sottolineare che, senza lo scioglimento del Consiglio Comunale, a quest’ora si sarebbe consumata un’illegittimità senza precedenti, dato l'enorme valore economico dell’appalto.
È altrettanto grave che, anche in questa vicenda, l’amministrazione Pomes abbia dimostrato di non saper operare con serena obiettività.
L’annullamento della gara, però, non basta. Occorre valutare se sia davvero opportuno affidare il servizio mensa per un periodo così lungo, unico in Italia. Vanno riviste le condizioni previste nel Capitolato di gara, mettendole in funzione dell’interesse pubblico.
Il futuro va governato, non appaltato.
Obiettivo Comune