21/10/2026
Il diritto di manifestare, di partecipare alla vita della comunità, di studiare e di crescere insieme.
Non si possono criticare gli studenti che leggono, si informano e scelgono di scioperare per richiamare l’attenzione sui problemi che affliggono il nostro Paese. La protesta pacifica è un diritto e può diventare un’occasione preziosa di crescita.
Ragazzi, manifestate, fate sentire la vostra voce. Fatelo per un giorno, ma poi tornate in classe: è lì che, attraverso lo studio e il confronto, vi preparate a partecipare al miglioramento della società.
Portate le vostre ragioni anche dentro la scuola. Parlatene in assemblea, insieme ai docenti, coinvolgendo anche chi si unisce al coro senza averne ancora compreso fino in fondo il perché. È così che la partecipazione diventa consapevolezza.
Quanto sta avvenendo in tante scuole — e penso in particolare al liceo classico A. Diaz di Ottaviano — è il segno di una comunità viva.
Preziose le parole della dirigente Esposito, o, perdonatemi, sono anziano, della «preside»: un invito a trovare forme di espressione capaci di far sentire la propria voce, di manifestare, di stupire e di crescere.
Non perdete questi anni. Sono tra i più belli per stare insieme, coltivare amicizie e imparare a pensare con la propria testa. Varcate la soglia del liceo con le vostre domande, le vostre inquietudini e le vostre idee. Cercate il dialogo con i vostri docenti: sapranno ascoltarvi e accompagnarvi.
Non buttate questi giorni. Fatene un’occasione di incontro, di studio e di partecipazione.
Per voi. Per ciò che siete e per ciò che diventerete.