06/05/2024
𝗤𝗨𝗘𝗦𝗧𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗘𝗟𝗜𝗣𝗢𝗥𝗧𝗢
𝗟’𝗔𝗥𝗘𝗨𝗦 𝗣𝗥𝗘𝗡𝗗𝗔 𝗨𝗡𝗔 𝗗𝗘𝗖𝗜𝗦𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗘 𝗦𝗜 𝗔𝗦𝗦𝗨𝗠𝗔 𝗟𝗔 𝗥𝗘𝗦𝗣𝗢𝗡𝗦𝗔𝗕𝗜𝗟𝗜𝗧𝗔̀ 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗦𝗨𝗔 𝗠𝗔𝗡𝗖𝗔𝗧𝗔 𝗦𝗖𝗘𝗟𝗧𝗔.
𝗟𝗔 𝗠𝗜𝗡𝗢𝗥𝗔𝗡𝗭𝗔 𝗦𝗠𝗘𝗠𝗢𝗥𝗔𝗧𝗔 𝗦𝗜 𝗙𝗔𝗖𝗖𝗜𝗔 𝗨𝗡 𝗘𝗦𝗔𝗠𝗘 𝗗𝗜 𝗖𝗢𝗦𝗖𝗜𝗘𝗡𝗭𝗔 𝗘 𝗦𝗜 𝗥𝗜𝗖𝗢𝗥𝗗𝗜 𝗗𝗘𝗟 𝗦𝗨𝗢 “𝗡𝗢𝗡 𝗙𝗔𝗥𝗘” 𝗗𝗘𝗚𝗟𝗜 𝗨𝗟𝗧𝗜𝗠𝗜 𝟭𝟱 𝗔𝗡𝗡𝗜 𝗦𝗨𝗟𝗟𝗔 𝗤𝗨𝗘𝗦𝗧𝗜𝗢𝗡𝗘
Dire che siamo basiti dall’uscita intempestiva e pilatesca dell’Areus - ancora alambicata ai suoi ragionamenti ed indecisioni - e da quella fuori luogo e smemorata della minoranza che, per 15 anni, si è “non occupata” della questione, è dir poco.
Il solo Murgia, occorre ricordarlo, ha frequentato gli uffici del Comune per ben 10 anni, dapprima come capogruppo di maggioranza (non un ruolo marginale) e, in tempi più recenti, lo scranno di Sindaco.
Leggere a mezzo stampa e sui social la notizia che questa amministrazione è rimasta inerte davanti alle richieste dell’AREUS per l’eliporto non corrisponde a verità e discredita chi, contrariamente a quanto affermato, ha fatto ponti d’oro e suggerito svariate soluzioni, tutte rimaste sul tavolo ed a disposizione di Areus.
𝗠𝗮 𝗮𝗻𝗱𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗮𝗶 𝗳𝗮𝘁𝘁𝗶.
Si premette che poco interessano i commenti di gruppi politici e tantomeno di ex sindaci, assessori e consiglieri comunali vari che, onestamente, dovrebbero scavare nel loro passato e verificare quanto è stato fatto nei quindici anni della loro amministrazione per risolvere questo importante problema.
Occorre in primis ricordare che, durante l’amministrazione della Regione Sardegna di Renato Soru (2004 – 2008), con Assessore alla Sanità Nerina Dirindin (2004 – 2009) e Direttore Generale dell’ASL n. 1 di Sassari Bruno Zanaroli (2005 – 2007), è stata realizzata la nuova ala dell’ospedale civile di Ozieri, collaudata ed inaugurata nel mese di febbraio del 2009. Allora Sindaco di Ozieri era Leonardo Ladu (2007 – 2017).
Nuova costruzione che, per i più “smemorati”, è quella parte che attraverso il famoso tunnel, si collega al vecchio nosocomio e che prevedeva, tra le opere fondamentali, la realizzazione sulla copertura del fabbricato di un eliporto, con annesso ascensore collegato direttamente al Pronto Soccorso (nel padiglione C, per intenderci, collegato al PS tramite ascensore).
Questa sarebbe stata la soluzione ottimale per i pazienti con patologie tempo-dipendenti presso i centri HUB.
È chiaro a tutti che quest’ultima ottimale soluzione avrebbe permesso agli operatori del Pronto Soccorso di gestire direttamente ed immediatamente i pazienti trasportati con gli elicotteri, con un notevole e conseguente abbattimento dei tempi di gestione del malato e senza ovviamente l’ausilio delle Ambulanze.
Basta recarsi in “zona pronto soccorso” per rendersi conto della situazione attuale.
Non si conoscono le reali motivazioni del perché questa struttura non possa essere utilizzata per la funzione per la quale era stata progettata e realizzata, ma su questo argomento, chi ha amministrato la nostra comunità negli ultimi venti anni (i vari Murgia, Ladu, Pala, Fae etc) ci può sicuramente “aiutare” a ricordare.
Il 5 luglio 2022 (l’amministrazione si è insediata il 29 giugno 2022) veniamo contattati dal Responsabile dell’AREUS di Sassari (nostri referenti gli assessori Volpe e Molinu) che sottopone il problema del trasporto dei malati gravi attraverso l’utilizzo dell’elisoccorso.
Concordiamo un primo incontro operativo per il 12 luglio 2022 nel quale iniziamo un’interlocuzione continua con il supporto dell’Ufficio Tecnico e dell’Ufficio Patrimonio del Comune.
Ovviamente il Responsabile dell’AREUS ci informa che, a suo tempo, il problema dell’atterraggio e decollo degli elicotteri nelle vicinanze del Pronto Soccorso di Ozieri era stato già affrontato con le precedenti amministrazioni ma ancora non risolto (uno dei tanti non risolti).
Informiamo l’Areus che ad Ozieri è già presente un eliporto sul lastrico sovrastante il Pronto Soccorso di Ozieri ma di cui non si conoscono le reali motivazioni del suo mancato utilizzo.
La reazione del Responsabile dell’AREUS ci lascia interdetti, in quanto non è assolutamente a conoscenza della presenza di un eliporto sulla copertura dell’Ospedale.
Ci rechiamo sul posto e, a prima vista, già si nota la presenza sulla piattaforma di impianti di vario tipo che, comunque, ne interdirebbero l’utilizzo.
Ovviamente il Responsabile si riserva di verificare quanto visto attraverso la documentazione in possesso dell’ASL.
Andiamo quindi a visitare un altro sito, il campo di calcio (in fase di ristrutturazione) dell’Angelo Masala sul quale, parrebbe, ci fosse già un impegno con le precedenti amministrazioni per un suo utilizzo per le emergenze.
A questo incontro chiediamo la presenza del Direttore dei Lavori del ristrutturando campo di calcio.
Facciamo presente all’AREUS che l’utilizzo del “Masala” per l’atterraggio ed il decollo degli elicotteri sarebbe alquanto inidoneo per la tipologia dei materiali utilizzati.
Il Responsabile dell’AREUS fa presente che in altre parti d’Italia sono state poste in opera superfici idonee sia alla pratica sportiva che all’utilizzo come eliporto, ma con l’unica variabile del costo eccessivo di dette pavimentazioni la cui differenza, con il prezzo di contratto, l’AREUS era comunque disposta a corrispondere.
Sia l’amministrazione, sia il RUP (Responsabile Unico del Procedimento) del progetto del campo, sia il Direttore dei Lavori danno piena disponibilità affinché si porti a compimento questa tipologia di variante in corso d’opera, dando contemporaneamente mandato al Direttore dei Lavori ed all’AREUS di verificare la presenza sul mercato di detta nuova pavimentazione.
Nelle more di queste verifiche (che in qualche misura hanno rallentato anche i lavori di realizzazione del nuovo campo) indispensabili per redigere la Nuova Perizia Supplettiva e di Variante, abbiamo continuato, sempre con la costante collaborazione degli Uffici Comunali, la ricerca di aree comunali (e non) che potessero soddisfare le esigenze dell’AREUS.
Da queste verifiche congiunte, ne scaturiva che “non esistono sul mercato pavimentazioni per campi di calcio su cui possano decollare ed atterrare gli elicotteri”, questo anche a causa dei materiali di riempimento del campo (pallini in gomma) che, aspirati dai velivoli, avrebbero potuto comprometterne la sicurezza; anche la potenza di tali macchine avrebbe deteriorato la nuova pavimentazione del campo di calcio.
I contatti con i dirigenti dell’AREUS sono continuati con cadenza 𝗤𝗨𝗔𝗦𝗜 𝗦𝗘𝗧𝗧𝗜𝗠𝗔𝗡𝗔𝗟𝗘, con la sola variabile (da noi richiesta) che al successivo sopralluogo fossero presenti i piloti elicotteristi per poter meglio valutare tutti i siti da noi proposti.
Dopo qualche settimana, in sede di sopralluogo, abbiamo proposto e visitato, con una delegazione della stessa AREUS composta dal suo Direttore, dall’ingegnere responsabile (degli eliporti) e da due elicotteristi, almeno dieci siti ma nessuno di questi possedeva le caratteristiche da loro richieste.
Fra questi siti visitati, quello che a nostro parere era e rimane il più idoneo a rispondere alle esigenze dell’AREUS per la realizzazione di un eliporto a servizio dell’ospedale è sicuramente l’attuale parcheggio del Pronto Soccorso. Quest’area infatti, ampia nelle dimensioni ed adiacente alla struttura ospedaliera, opportunamente sistemata anche attraverso una sopraelevazione, avrebbe consentito di far atterrare e decollare gli elicotteri in una struttura collegata con il Pronto Soccorso.
Questa soluzione (ancora oggi le motivazioni continuano a non essere chiare) però è stata scartata da AREUS, adducendosi problematiche inerenti le autorizzazioni/certificazioni ENAC (Ente Nazionale Aviazione Civile) in materia di trasporto aereo.
L’unico sito rimasto a disposizione e che pareva potesse rispondere alle esigenze espresse dall’AREUS era quindi il campetto del “Masaleddu”, il primo da noi proposto che però, anche questo, è stato valutato non idoneo.
L’area infatti presentava molteplici complessità, quali la presenza di due linee elettriche su tralicci, pali di illuminazione, recinzioni e soprattutto una pavimentazione in “terra battuta” non idonea per l’atterraggio ed il decollo degli elicotteri se non trattata puntualmente.
Con AREUS abbiamo preso l’impegno di contattare l’ENEL per verificare la possibilità di delocalizzare delle due linee elettriche (possibilmente con oneri a carico dell’ENEL stessa), condizione indispensabile per poter andare avanti con l’idea progettuale.
Solo qualche giorno fa abbiamo avuto un incontro informale con l’ENEL, che ha preso l’impegno di verificare la fattibilità della richiesta (non si capisce ancora chi dovrebbe pagare questo spostamento).
La settimana scorsa, con nostro grande stupore, riceviamo dall’AREUS una nota (oltretutto a firma di dirigenti sicuramente abilitati ma mai conosciuti 𝗘 𝗠𝗔𝗜 𝗣𝗥𝗘𝗦𝗘𝗡𝗧𝗜 𝗔𝗚𝗟𝗜 𝗜𝗡𝗖𝗢𝗡𝗧𝗥𝗜) che individua nel campetto del “Masaleddu” l’unico sito idoneo (prima non lo era, adesso lo è) per la realizzazione dell’eliporto, indicando una molteplicità di interventi da eseguire (particolarmente onerosi) che, necessariamente, devono fare parte di un progetto che dev’essere innanzi tutto finanziato, di seguito redatto e per ultimo realizzato (a spese di chi ?).
Con il responsabile del PS recentemente nominato, che fa i turni di elisoccorso, sono in corso ragionamenti informali sul campo “Masaleddu”, fermi però ostacoli tecnici sopramenzionati non indifferenti.
Con la considerazione - nostra - che, qualora la pavimentazione venga realizzata in calcestruzzo (come richiesto nella suddetta nota di Areus) il campo non sarebbe più utilizzabile come impianto sportivo!!!
Considerazione finale: sottolineiamo che, come parrebbe dalla superficiale denuncia di Murgia, non siamo abituati a non fornire risposte e non occuparci delle questioni a chi ci interpella, tanto più se queste rivestono grande importanza: semmai questo è il marchio di fabbrica di chi ci ha preceduto, dimostrato dalla mancanza (loro) per 15 anni della risoluzione del problema.
Per venerdì prossimo, 10 maggio 2024 alle 10,30, è stata convocata un’ulteriore riunione operativa, alla presenza di AREUS (si è chiesto espressamente che siano presenti gli elicotteristi) e dell’ENEL per capire che decisioni adottare e le modalità operative.
Questa è la vicenda di cui si sono occupati alacremente e con assoluta disponibilità l’assessore ai Lavori Pubblici Giuseppe Volpe ed alla Sanità Margherita Molinu.
Ognuno si assuma le proprie responsabilità.
Noi, dal canto nostro, non abbiamo paura di essere smentiti.