Futuro Nazionale Padova - Comitato 491

Futuro Nazionale Padova - Comitato 491 Futuro Nazionale - Sezione di Padova - Comitato 491

Post muto. 🤭
30/08/2026

Post muto. 🤭

‼️”NON È UNA SERIE TV: È L’INDAGINE SULLE PIAZZE DI SPACCIO DI PADOVA” 🪓Un’aggressione davanti a un kebab con machete, c...
29/08/2026

‼️”NON È UNA SERIE TV: È L’INDAGINE SULLE PIAZZE DI SPACCIO DI PADOVA” 🪓

Un’aggressione davanti a un kebab con machete, coltelli, mazze e spray urticante.

Una moto speronata sulla Tangenziale Nord da un furgone che, secondo la ricostruzione degli investigatori, avrebbe poi cercato di travolgere le vittime in retromarcia.

Due giovani attirati a un distributore per un incontro legato alla droga, aggrediti con mazze e spray al peperoncino e investiti da un SUV.

Non è la trama di una serie televisiva.

Sono tre episodi avvenuti nel territorio padovano nel marzo scorso e ricostruiti dalla Polizia nell’ambito di un’indagine che, secondo l’accusa, porta a una questione ben precisa: il controllo delle piazze di spaccio a Padova e provincia.

Quattro cittadini tunisini tra i 22 e i 27 anni sono oggi destinatari di misure cautelari: per tre è stata disposta la custodia in carcere, per il quarto il divieto di dimora in Veneto.

Naturalmente saranno i processi a stabilire responsabilità e ruoli individuali.

Ma la ricostruzione investigativa pone già oggi una domanda politica che non possiamo far finta di non vedere.

Quanto deve essere radicato e redditizio un mercato illegale perché qualcuno sia disposto, secondo gli investigatori, ad arrivare a questo livello di violenza per controllarlo?

Perché il problema non comincia quando compare un machete.

A quel punto il problema è già esploso.

Il problema comincia molto prima, quando determinate aree diventano abbastanza appetibili per lo spaccio da generare territori da difendere, clienti da conquistare, rivali da intimidire e conti da regolare.

E qui va detto qualcosa con chiarezza: la Polizia ha fatto il proprio lavoro.

Ha indagato, ricostruito gli episodi e portato davanti al giudice gli elementi raccolti. Proprio per questo sarebbe assurdo raccontare che “nessuno fa niente”.

La questione politica è un’altra.

Vogliamo limitarci a intervenire quando la guerra per il mercato della droga è già arrivata ai machete, oppure vogliamo impedire che determinate zone diventino prima di tutto mercati territoriali dello spaccio?

Servono investigazioni, controllo del territorio, PRESSIONE COSTANTE sulle aree più problematiche e capacità di impedire che gli stessi luoghi diventino punti di riferimento stabili per compratori e spacciatori.

E c’è anche un elemento che merita attenzione: uno dei quattro indagati, il 22enne destinatario della custodia cautelare, nel frattempo era già stato espulso dall’Italia e rimpatriato.

Ma proprio quando esistono presupposti per l’allontanamento, Futuro Nazionale sostiene una linea semplice: le espulsioni devono essere effettive.

Padova non può abituarsi all’idea che machete, mazze, speronamenti e spedizioni punitive possano diventare strumenti con cui si regolano i conti attorno al mercato della droga.

Perché quando questo accade, non stiamo più parlando soltanto di qualche dose venduta per strada.

Stiamo parlando di controllo del territorio.

EVENTO ANNULLATO.Ci rivediamo a Settembre con Tuttincampo su TV7 - Canale 19.
24/08/2026

EVENTO ANNULLATO.

Ci rivediamo a Settembre con Tuttincampo su TV7 - Canale 19.

🔴 "ELEONORA MOSCO (LEGA NORD) VUOLE ESAMINARE FUTURO NAZIONALE.."[E anche noi avremmo 4 domandine per lei..] 🤭Secondo al...
23/08/2026

🔴 "ELEONORA MOSCO (LEGA NORD) VUOLE ESAMINARE FUTURO NAZIONALE.."
[E anche noi avremmo 4 domandine per lei..] 🤭

Secondo alcuni organi di stampa locali, Eleonora Mosco, esponente padovana della Lega, ritiene che Futuro Nazionale debba prima “chiarire le idee a livello nazionale”.

Benissimo.

Visto che parliamo di chiarezza, facciamola fino in fondo.

Futuro Nazionale è nato da pochi mesi.
A Padova abbiamo già cominciato a mettere nero su bianco quello che vogliamo fare: sulla sicurezza abbiamo presentato 86 pagine di proposte e faremo lo stesso sugli altri grandi temi della città.

La Lega, invece, non è arrivata ieri.

Governa il Veneto da molti anni, ha rappresentanti, consiglieri e una struttura politica radicata sul territorio ed è da anni all'opposizione dell'amministrazione Giordani.

Per questo oggi ribaltiamo la domanda:

Cara Eleonora Mosco,

prima di preoccuparci delle nostre credenziali, ci aiuti a rispondere a 4 domande?

1. Quali grandi risultati ottenuti per Padova porterà la Lega agli elettori nel 2027?

2. Quali battaglie dell'opposizione leghista hanno concretamente cambiato la nostra città?

3. Quali proposte della Lega sono diventate in questi anni il punto di riferimento dell'alternativa all'amministrazione Giordani?

4. Dopo tanti anni di governo regionale, quali risultati concreti del Veneto a guida Lega rivendicate oggi davanti ai padovani?

Non sono domande retoriche.
Anzi, aspettiamo volentieri le risposte.

Perché noi non abbiamo nessuna intenzione di dichiarare guerre preventive alla Lega o ad altre forze con cui domani potremmo costruire un'alternativa alla sinistra padovana.

Ma c'è una condizione.
Ci si siede allo stesso tavolo.

Non c'è chi distribuisce patenti di “vera destra”, certificati di affidabilità o esami di ammissione e chi deve presentarsi con il libretto universitario in mano.

Facciamo invece una cosa molto più semplice: noi presenteremo ai padovani quello che proponiamo di fare.

Mosco e la Lega presentino quello che hanno fatto e quello che propongono di fare.

Poi lasciamo giudicare i cittadini.

Del resto, chi governa da anni parte persino avvantaggiato rispetto a noi.
Ha i risultati.

Quindi, Eleonora Mosco, nessun problema.

Illustraceli: saremo davvero molto interessati ad ascoltarli.

👇 E ai padovani giriamo la stessa domanda: qual è il risultato ottenuto dalla Lega per Padova negli ultimi anni che ricordate più facilmente?

"PRIMA I NOMI, POI LE IDEE? NOI FACCIAMO ESATTAMENTE IL CONTRARIO.."Stamattina il Gazzettino torna sulle comunali di Pad...
21/08/2026

"PRIMA I NOMI, POI LE IDEE? NOI FACCIAMO ESATTAMENTE IL CONTRARIO.."

Stamattina il Gazzettino torna sulle comunali di Padova del 2027 e mette sul tavolo una proposta interessante.

Sebastiano Arcoraci, membro della segreteria cittadina di Forza Italia, propone le primarie del centrodestra per scegliere il prossimo candidato sindaco.

E tra i nomi citati dal giornale c’è anche quello di Bruno Cesaro per Futuro Nazionale.

La nostra risposta? Parliamone.

Futuro Nazionale non ha paura di confrontarsi con nessuno e l’idea di lasciare agli elettori la possibilità di scegliere il candidato merita certamente di essere discussa.

Ma c’è un problema.

Prima di scegliere CHI deve guidare Padova, forse sarebbe il caso di decidere DOVE vogliamo portarla.

Perché mettere cinque nomi su una scheda è facile.

Molto più difficile è sedersi attorno a un tavolo e rispondere ad alcune domande concrete.

🔴 Che facciamo sulla sicurezza?
🔴 Come vogliamo gestire mobilità, tram, auto e parcheggi?
🔴 Cosa facciamo per commercio, artigiani e piccole imprese?
🔴 Quale futuro immaginiamo per i quartieri?

👉 E soprattutto: quale modello di città vogliamo lasciare ai padovani dopo gli ultimi anni (disastrosi) dell'attuale amministrazione?

Se sulle risposte troviamo un terreno comune, allora discutere del nome diventa interessante.

Se invece dobbiamo scegliere prima il candidato e soltanto dopo capire cosa dovrebbe fare, abbiamo invertito l’ordine delle cose.

Bruno Césaro lo ha detto chiaramente al Gazzettino:

«Le primarie possono diventare l’occasione per aprire finalmente un confronto vero nel centrodestra padovano, coinvolgere i cittadini e mettere a confronto idee diverse sul futuro della città. Allora sì, il discorso cambia».

Ed è esattamente da lì che vogliamo partire.

Non dalla corsa alla poltrona.

Da Padova.

👇 E allora giriamo la domanda direttamente a voi: se domani si sedessero allo stesso tavolo tutte le forze del centrodestra padovano, quale dovrebbe essere il PRIMO tema sul quale pretendere un accordo prima ancora di parlare del candidato sindaco?

Scrivetelo nei commenti.

😱 “HANNO CERCATO DI IGNORARCI IN TUTTI I MODI. POI SONO ARRIVATI I NUMERI..”Stamattina apriamo i giornali e troviamo Fut...
19/08/2026

😱 “HANNO CERCATO DI IGNORARCI IN TUTTI I MODI. POI SONO ARRIVATI I NUMERI..”

Stamattina apriamo i giornali e troviamo Futuro Nazionale Padova raccontato sia dal Gazzettino che dal Corriere del Veneto.

Ma la notizia non è che parlano semplicemente di noi.
La notizia sono i NUMERI che li hanno portati a farlo.

A giugno, nel territorio padovano, i circoli erano 23.
Oggi sono oltre 50.
Gli iscritti sono circa 2.200.

E c'è un dato che, forse, racconta ancora meglio quello che sta succedendo: oltre il 90% di queste persone non aveva mai avuto prima una tessera di partito.

Questo significa che non stiamo semplicemente spostando qualche militante da una sigla all'altra.
Sta succedendo qualcosa di diverso.
Stanno arrivando persone che fino a ieri guardavano la politica da fuori.
Persone che lavorano, hanno famiglia, un'attività, problemi quotidiani e che per anni non hanno trovato nessun motivo valido per entrare in un partito.

E che adesso hanno deciso di metterci la faccia.

È probabilmente questo il dato che dovrebbe interessare di più.
Perché puoi discutere su Roberto Vannacci.
Puoi essere d'accordo o in disaccordo con Futuro Nazionale.
Puoi persino sperare che sia soltanto una fiammata destinata a spegnersi.

Ma quando in due mesi una struttura passa da 23 a oltre 50 circoli e raccoglie circa 2.200 adesioni, far finta che non stia succedendo nulla diventa complicato.

E noi siamo soltanto all'inizio.
Il prossimo obiettivo non è collezionare numeri da mostrare sui giornali: è trasformare quelle adesioni in persone presenti nei quartieri, nei comuni, nelle piazze e nei problemi reali del territorio padovano.

Perché un partito ESISTE DAVVERO soltanto quando esiste fuori dai social.

E questa è la parte che stiamo costruendo adesso.
Una persona alla volta.
Un circolo alla volta.
Un Comune alla volta.

La cosa più interessante?
Molti di quelli che stanno arrivando fino a ieri dicevano: “Io di politica non ne voglio sapere”.

Poi qualcosa è cambiato.

👇 Tu cosa pensi stia spingendo così tante persone che non avevano mai fatto politica a mettersi in gioco proprio adesso?

“QUESTA STORIA SEMBRA UNA BARZELLETTA. PURTROPPO È SUCCESSA A PADOVA”.. 😳Il 12 agosto un cittadino senegalese di 30 anni...
15/08/2026

“QUESTA STORIA SEMBRA UNA BARZELLETTA. PURTROPPO È SUCCESSA A PADOVA”.. 😳

Il 12 agosto un cittadino senegalese di 30 anni entra spontaneamente nella Questura di Padova e chiede aiuto per trovare un posto dove dormire.

Controllano i documenti.
E viene fuori il paradosso.
Quell'uomo aveva già ricevuto un provvedimento di espulsione nel 2022, con DIVIETO DI REINGRESSO nell'area Schengen per cinque anni.

CINQUE ANNI.

Era stato trasferito al CPR di Gradisca d'Isonzo per procedere all'identificazione e al rimpatrio.
Ma quel rimpatrio non è mai stato completato.

Successivamente viene individuato in Svizzera, passa dalla Francia e, mentre il divieto di reingresso è ancora pienamente in vigore, eccolo di nuovo in Italia.

Dove lo ritroviamo? Direttamente alla Questura di Padova.
Oggi è stato arrestato per il reingresso contestato e trasferito al CPR di Macomer.

Ma aspettate, perché nelle stesse ore emerge un secondo caso: un cittadino nigeriano di 39 anni, già condannato a 4 anni e 5 mesi per associazione per delinquere e ritenuto ancora socialmente pericoloso, è destinatario di un provvedimento di espulsione dall'Italia per dieci anni.

Due storie diverse.
E una domanda identica: CHE VALORE HA UN'ESPULSIONE SE POI LO STATO NON RIESCE A RENDERLA EFFETTIVA?

Perché possiamo approvare tutte le leggi che vogliamo.
Possiamo scrivere “ESPULSO” su un provvedimento.
Possiamo stabilire cinque, dieci o vent'anni di divieto.

Ma alla fine conta una cosa sola: quella persona lascia davvero il Paese?
E siamo realmente in grado di impedirle di rientrare mentre il divieto è ancora valido?

Altrimenti rischiamo di avere uno Stato severissimo sulla carta e molto meno efficace nella realtà.
E i numeri di Padova aiutano a capire perché bisogna distinguere le parole dai fatti.
Solo lo scorso luglio sono stati adottati 28 provvedimenti di espulsione e allontanamento.

Alcune persone sono state accompagnate immediatamente alla frontiera, altre trasferite in un CPR, ad altre ancora è stato ordinato di lasciare autonomamente il territorio entro sette giorni.

Non sono la stessa cosa.
Ed è proprio questo il punto.

Un decreto di espulsione non è un rimpatrio.
Un trasferimento in CPR non è un rimpatrio.
Un ordine di lasciare l'Italia non significa automaticamente che quella persona abbia effettivamente lasciato l'Italia.

Una legge non è forte perché usa parole dure.
È forte quando lo Stato riesce a farla rispettare.

Ed è per questo che quando Futuro Nazionale parla di immigrazione mette al centro un concetto molto preciso:
EFFETTIVA.

Se una persona non ha diritto di rimanere in Italia e viene espulsa, il provvedimento deve essere eseguito.
Se uno straniero viene espulso dopo aver commesso reati, deve lasciare realmente il territorio nazionale.
E se gli viene vietato di rientrare, quel divieto deve significare qualcosa anche fuori da un pezzo di carta.

Altrimenti possiamo continuare a celebrare decreti, espulsioni e nuove norme.

Ma il cittadino ha tutto il diritto di fare una domanda molto più brutale: alla fine, questa persona è partita oppure no?

👇 E secondo voi?
Quando lo Stato dispone un'espulsione, dovrebbe diventare prioritario arrivare all'allontanamento effetivo e verificabile dal territorio, anziché considerare sufficiente il semplice provvedimento sulla carta?

1.734 IMPRESE ARTIGIANE IN MENO (E IL VERO PROBLEMA È CHE CI STIAMO ABITUANDO)..Un'officina chiude, un laboratorio abbas...
13/08/2026

1.734 IMPRESE ARTIGIANE IN MENO (E IL VERO PROBLEMA È CHE CI STIAMO ABITUANDO)..

Un'officina chiude, un laboratorio abbassa la serranda, una piccola impresa sparisce.
Presi uno alla volta sembrano episodi isolati.
Poi metti insieme i numeri e il quadro cambia.

Nel territorio di Padova, in cinque anni, abbiamo perso 1.734 imprese artigiane: il 7%.
Un calo superiore alla media veneta.

Qualcuno dirà che è il mercato, che i tempi cambiano, che le imprese devono adattarsi.
Ed è vero: sarebbe troppo facile attribuire tutto a una sola causa o, peggio ancora, dare la colpa a questo o quel livello politico.

Ma proviamo a guardare la questione dall'altra parte della serranda.
Chi gestisce una piccola impresa deve trovare clienti, pagare stipendi e contributi, sostenere energia, affitti e fornitori, affrontare tasse e burocrazia, trovare personale qualificato e, dopo tutto questo, dovrebbe anche avere abbastanza fiducia nel futuro da investire, assumere e magari convincere un figlio che vale ancora la pena continuare l'attività.

Qui nasce la vera domanda: quanto possiamo rendere difficile fare impresa prima che sempre più persone decidano che, semplicemente, non ne vale più la pena?

Non raccontiamoci favole: non è tutta colpa del Comune di Padova.
La pressione fiscale nazionale non si decide a Palazzo Moroni, il problema del ricambio generazionale non si risolve con una delibera e la carenza di personale qualificato non sparisce con una conferenza stampa.

Ma questo non significa che un'Amministrazione locale non possa fare nulla.

Viabilità, gestione dei cantieri, parcheggi e accessibilità delle attività, tempi e rapporti con gli uffici comunali, tributi e tariffe locali dove esistono margini d'intervento: sono tutti elementi che, sommati, possono rendere la vita di una piccola impresa un po' più semplice oppure un po' più complicata.

Ed è su questo che vogliamo porre una domanda all'Amministrazione: Padova sta facendo tutto quello che può per rendere conveniente restare, investire e creare lavoro sul nostro territorio?

Perché quando perdiamo un'impresa artigiana non perdiamo soltanto una partita IVA.
Perdiamo competenze, posti di lavoro, ricchezza che rimane sul territorio e, qualche volta, un mestiere che nessuno raccoglierà più.

Per questo non vogliamo decidere a tavolino quali siano i problemi degli imprenditori padovani.
Vogliamo farceli raccontare da chi ogni mattina quella serranda la alza davvero.

👇 Se sei un artigiano, un commerciante, un piccolo imprenditore, un dipendente o hai un'attività in famiglia, raccontaci: qual è oggi il problema concreto che ti pesa di più nel lavorare e fare impresa a Padova (e provincia)?

Costi e tasse, burocrazia, difficoltà a trovare personale, parcheggi e viabilità, rapporti con gli uffici oppure qualcosa di cui la politica non parla mai?

Scrivilo nei commenti.
Vogliamo partire dai problemi reali di chi produce e lavora sul territorio.

Venerdì 14 agosto, dalle 20 alle 22, Bruno Cesaro di Futuro Nazionale Padova sarà ospite a "Notizie Oggi Linea Sera", in...
13/08/2026

Venerdì 14 agosto, dalle 20 alle 22, Bruno Cesaro di Futuro Nazionale Padova sarà ospite a "Notizie Oggi Linea Sera", in diretta nazionale su Canale Italia.

“PADOVA HA TEMPO FINO AL 31 AGOSTO. POI NON CI SARANNO PIÙ SCUSE.”Quando si parla di sicurezza a Padova, una risposta to...
11/08/2026

“PADOVA HA TEMPO FINO AL 31 AGOSTO. POI NON CI SARANNO PIÙ SCUSE.”

Quando si parla di sicurezza a Padova, una risposta torna spesso: servono più risorse.
Bene.

Adesso un'opportunità c'è.
E vogliamo sapere cosa intende fare il Comune.

La Regione Veneto ha aperto un bando da 650.000 euro complessivi destinato ai Comuni per finanziare interventi di sicurezza urbana.
Non stiamo parlando di milioni.

E non raccontiamo favole: con questo bando non si risolvono i problemi di sicurezza di Padova.
Ma si possono finanziare interventi concreti.

- Videosorveglianza
- Mezzi e dotazioni per la Polizia Locale
- Strumenti per aumentare il controllo del territorio

Per la videosorveglianza il contributo può arrivare fino a 45.000 euro.
Per mezzi e dotazioni fino a 40.000 euro, entro i limiti previsti dal bando.

Saranno pochi?
Forse.
Di certo 40.000 euro non risolvono tutti i problemi.
Possono però contribuire a risolverne uno.

Ed è per questo che oggi Futuro Nazionale Padova rivolge pubblicamente una domanda all'Amministrazione:

IL COMUNE DI PADOVA INTENDE PARTECIPARE AL BANDO?

Non sappiamo quale decisione sia stata presa.
E proprio perché non lo sappiamo, non accusiamo nessuno.
Chiediamo solo una risposta.

Se Padova parteciperà, bene: vogliamo sapere quale progetto verrà presentato, quanto verrà richiesto e soprattutto dove verranno investite le eventuali risorse ottenute.

Se invece l'Amministrazione non intendesse partecipare, vogliamo sapere perché.
E chiediamo che la possibilità venga valutata prima del 31 agosto, quando il bando chiuderà.

Perché sulla sicurezza si può discutere di tutto.
Si può discutere se i fondi regionali siano sufficienti.
E, francamente, 650.000 euro per i progetti di sicurezza urbana di tutti i Comuni del Veneto non sono certo una montagna di soldi.
Possiamo e dobbiamo chiedere di più anche alla Regione.

Ma nel frattempo c'è una regola molto semplice: se esistono risorse concretamente disponibili per migliorare la sicurezza di Padova, bisogna provare a prenderle.
Anche quando sono poche.
Anzi, soprattutto quando sono poche.

Ora però vogliamo sentire i padovani.

👇 Se potessi scegliere UNA zona di Padova dove investire prioritariamente queste risorse, quale indicheresti?
E quale intervento faresti?

Scrivilo nei commenti.
Vediamo quali sono le zone che i cittadini indicano più spesso!

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