Paolo Quercia

Paolo Quercia Pagina di Paolo Quercia, Assistente Sociale Specialista
Mediatore esperto in Giustizia Riparativa Assistente Sociale Specialista e Mediatore Penale. Montecchi.

Responsabile dell'U.O. Emergenze Sociali del Comune di Palermo. Referente funzione 9 "assistenza alla popolazione" del Piano di Protezione Civile. Referente cittadino interventi di emergenza sociale per il Covid 19. Allievo, quale mediatore penale, del Criminologo Prof. Adolfo Ceretti Università degli Studi di Milano e della Prof.ssa Claudia Mazzucato, Diritto Penale dell’Università Cattolica Milano. Formazione in Criminologia presso l’Università degli Studi di Enna “Kore” Facoltà di Giurisprudenza con il Prof. Nicola Malizia e in precedenza presso l’Università di Palermo, Dipartimento di Scienze Penalistiche e Criminologiche – Cattedra di Antropologia Criminale approfondendo gli aspetti atropo – criminologici e medico legali legati alla violenza sessuale. Formazione sul maltrattamento e abusi sui minori condotta presso il Centro per il Bambino Maltrattato di Milano, il Centro Hansel & Gretel di Torino e l’Ospedale Bambino Gesù di Roma – Divisione di Neuropsichiatria del Prof. Ha frequentato la Scuola di Analisi Transazionale della Prof.ssa M.T. Romanini per l’approfondimento della famiglia nella analisi transazionale. Ha rivestito ruolo di Componente privato del Tribunale per i Minorenni di Roma e Consigliere dell’Ordine Professionale degli Assistenti Sociali della Regione Lazio.

“Chi ha meriti riconosce anche i meriti altrui, […] ma colui a cui manchi ogni pregio e merito desidera che non ce ne si...
20/10/2026

“Chi ha meriti riconosce anche i meriti altrui, […] ma colui a cui manchi ogni pregio e merito desidera che non ce ne siano affatto: vederli negli altri è come venir disteso sull'eculeo; la pallida invidia gli rode il cuore.
Non c’è vizio che nuoccia tanto alla felicità dell’uomo come l’invidia. Come la ruggine consuma il ferro, così l’invidia consuma gli invidiosi".

(Arthur Schopenhauer)

https://www.ilpost.it/podcasts/orazio/ep-344-riparare-serve
14/10/2026

https://www.ilpost.it/podcasts/orazio/ep-344-riparare-serve

Nel 2022, con la riforma della giustizia dell’allora ministra Marta Cartabia, il governo di Mario Draghi ha fatto accordi per istituire 36 centri di giustizia riparativa in Italia. Oggi una storia di giustizia riparativa raccontata dalla persona che più di tutte l’ha proposta in Italia, il crim...

"Capitano, mio Capitano"
11/10/2026

"Capitano, mio Capitano"

10/10/2026

Mio figlio mi rubava i soldi dal portafoglio.
Mi chiamo Marco, ho 44 anni.
All’inizio erano 10€. Poi 20. Una sera ho lasciato apposta 50€ nel portafoglio. La mattina dopo ne mancavano 20.
Mio figlio Matteo ha 15 anni. Da quando io e sua madre ci siamo separati, parla poco con me. Una settimana a casa mia. Una settimana a casa sua. Una valigia che ogni Domenica cambia casa. Pensavo fosse semplicemente l’età. Poi sono iniziati a sparire i soldi. La prima volta ho pensato di essermi sbagliato. La seconda ho controllato. La terza ho smesso di avere dubbi. Una sera l’ho aspettato in cucina.
“Matteo, mi stai prendendo dei soldi?”. È diventato rosso.
“No”
“Non mentirmi”. Silenzio.
“Si*****te?”. Ha scosso la testa.
“Giochi?”. Ancora no.
“Matteo, dove finiscono questi soldi?”. Mi ha guardato.
“Lascia stare”. Poi è andato in camera. Quella notte ero furioso. Ma più passavano le ore, più la rabbia diventava paura. Da quando io e sua madre ci eravamo separati, Matteo era cambiato. Parlava meno. Passava più tempo chiuso in camera. Avevo sempre pensato:
“ha 15 anni. È normale”. Quella notte ho iniziato a chiedermi se mi fossi sbagliato. E se la separazione gli avesse fatto più male di quanto mostrava? E se frequentasse persone che non conoscevo? Si*****te? Scommesse? Qualcosa che comprava di nascosto? Continuavo a pensare a quei soldi. Poi mi è venuta la paura peggiore:
e se mio figlio avesse avuto bisogno di aiuto e io non me ne fossi accorto? Il giorno dopo ho fatto una cosa di cui non vado fiero. L’ho seguito dopo scuola. Alle 13:20 è uscito dal cancello.
Non è andato verso la fermata dell’autobus. Ha attraversato 2 strade. Poi è entrato in un supermercato. Sono rimasto in macchina ad aspettare. Dopo circa 15 minuti è uscito. Aveva una busta della spesa in mano. Per un attimo mi sono sentito sollevato. Forse mi ero immaginato tutto. Poi Matteo ha preso la direzione opposta a casa nostra. Ho continuato a seguirlo. A distanza. Dopo qualche minuto ha imboccato una strada che conoscevo benissimo. Ho rallentato. Era la strada di casa di sua madre. La mia ex moglie. A quel punto ho smesso completamente di capire. Matteo ha suonato. Lei è scesa. Lui le ha consegnato la busta. Lei ha guardato dentro. Poi lo ha abbracciato. Sono rimasto fermo in macchina a guardarli. Quella sera ho aspettato che Matteo andasse a farsi la doccia. Poi ho chiamato sua madre.
“Che cosa ti ha portato Matteo oggi?”. Silenzio.
“Come fai a saperlo?”
“Dimmi cosa c’era nella busta”. Altra pausa. Poi ha iniziato a elencare: pasta, latte, caffè, detersivo e qualcosa per la colazione.
Poi mi ha detto quello che non sapevo. Aveva perso il lavoro quasi due mesi prima. Non me l’aveva detto. Ma Matteo l’aveva scoperto da solo. Un pomeriggio aveva aperto il frigorifero a casa sua. Dentro c’era quasi niente. Una bottiglia d’acqua. Mezzo cartone di latte. Qualche yogurt.
“Mamma, perché non c’è niente?”
“Devo ancora fare la spesa”. Matteo non aveva insistito. Ma aveva capito. Da quel giorno aveva iniziato a comprare qualcosa prima di tornare da lei. Prima con i soldi della merenda. Poi con quelli del salvadanaio. Quando erano finiti, aveva iniziato a prendere i miei. Sono entrato nella sua camera.
“Ho parlato con mamma”. Si è irrigidito.
“Perché?”
“Perché non mi hai detto niente?”. Ha abbassato gli occhi.
“Perché quando parlate di soldi litigate sempre”
“E quando ti ho accusato?”. È rimasto qualche secondo in silenzio. Poi ha detto:
“Se ti dicevo la verità, mamma si vergognava”. Aveva 15 anni. E mentre io cercavo un ladro dentro casa mia, mio figlio stava cercando di fare l’adulto in 2 case diverse. Sono andato in cucina e gli ho lasciato 60€ sulla scrivania.
“Questi puoi prenderli senza rubarli”. Da allora, prima che torni da sua madre, gli chiedo:
“serve qualcosa di là?”.
Perché Matteo non aveva bisogno di una punizione. Aveva bisogno che tornassimo a fare noi gli adulti.

(da “Te lo dico così”)

Non erano banchieri erano bambini.La ricordate la storia di  Henryk Goldszmit, meglio conosciuto con il suo pseudomino d...
10/10/2026

Non erano banchieri erano bambini.

La ricordate la storia di Henryk Goldszmit, meglio conosciuto con il suo pseudomino di Janusz Korczak ? Era un medico e pedagogista, ma soprattutto un maestro.
Nel 1913 fonda un orfanotrofio nel quartiere ebraico di Varsavia, “La casa dell’orfano”, una struttura rivoluzionaria per quei tempi, dove Korczak sperimenta le sue idee educative: in primo luogo bandisce le punizioni corporali (all’epoca ancora molto diffuse), inoltre crea una sorta di società dei bambini basata sui principi di fratellanza, solidarietà e uguaglianza dei diritti e doveri tra bambini e adulti. Inoltre Korczak, insieme al suo braccio destro, la pedagogista e insegnante Stefania Wilczyńska, propone anche attività più complesse, dalla recitazione alla redazione di un giornale, interamente scritto da bambini e ragazzi.
Nel frattempo Korczak scrive libri, saggi di pedagogia, racconti per bambini, opere teatrali, collabora a programmi radiofonici, insegna all’università. Ma si dedica talmente all’orfanotrofio, che decide di non sposarsi e non avere figli suoi, come scriverà in una lettera del 1937: «Uno schiavo non ha diritto ad avere bambini. Io, ebreo polacco sotto l’occupazione zarista, (nel 1911) ho scelto di servire il bambino e la sua causa».
Poi arriva l’occupazione nazista, il 1940 e l’ordine di trasferirsi nel ghetto di Varsavia. Janus, Stefania e tutti i bambini finiscono in uno spazio di fortuna, angusto e inadatto. Ma non si perdono d’animo e continuano a organizzare lezioni, giochi, laboratori. La vita va avanti anche se con grandi difficoltà quotidiane, dovute alla mancanza di cibo, ai ripetuti arresti di Korczak, alle epidemie.
Ma ciononostante Janus e Stefania cercano di tenere alto l’umore dei bambini. Lui rifiuterà diverse proposte di suoi amici che vogliono farlo scappare dal ghetto, non ha alcuna intenzione di abbandonare i suoi bambini.
E infatti resterà con loro fino alla fine: il 4 agosto 1942, lui, insieme a Stefania Wilczyńska, altri educatori e 192 bambini vengono fatti uscire dall’orfanotrofio e portati alla Umschlagplatz, il punto di raccolta per la deportazione. Camminano tutti in fila per quattro, i bambini con i loro vestiti della domenica.
Insieme saliranno sui treni e arriveranno a Treblinka, dove saranno tutti assassinati nelle camere a gas.
I nazisti offrirono più volte a Janus e Stefania la possibilità di salvarsi, ma loro rifiutarono. Perché non si abbandonano i bambini. Non si feriscono i bambini. Non si uccidono i bambini.
I nazisti però l'hanno fatto. E i fascisti anche. Perché quando li caricavano sui treni diretti in Germania sapevano benissimo che destino avrebbero avuto.
Forse qualcuno oggi dovrebbe studiare di più la storia.

(La farfalla della gentilezza)

07/10/2026
«Se ci fosse nel mondo un numero piùcospicuo di persone che desideranola propria felicità più di quantodesiderino l'infe...
06/10/2026

«Se ci fosse nel mondo un numero più
cospicuo di persone che desiderano
la propria felicità più di quanto
desiderino l'infelicità altrui, potremmo
avere il paradiso nel giro di qualche anno».

(Bertrand Russell)

Penso che la cosa più eccitante, creativa e fiduciosa nell'azione umana sia precisamente il disaccordo, lo scontro tra d...
05/10/2026

Penso che la cosa più eccitante, creativa e
fiduciosa nell'azione umana sia precisamente
il disaccordo, lo scontro tra diverse opinioni,
tra diverse visioni del giusto, dell'ingiusto,
e così via. Nell'idea dell'armonia e del consenso
universale, c'è un odore davvero spiacevole di
tendenze totalitarie, rendere tutti uniformi,
rendere tutti uguali. Alla fine questa è un'idea
mortale, perché se davvero ci fosse armonia e
consenso, che bisogno ci sarebbe di tante
persone sulla terra? Ne basterebbe una: lui
o lei avrebbe tutta la saggezza, tutto ciò che
è necessario, il bello, il buono, il saggio, la verità.
Penso che si debba essere sia realisti che morali.
Probabilmente dobbiamo riconsiderare come
incurabile la diversità del modo di essere umani.

(Zygmunt Bauman)

"Figlioli, dovete combattere per trovare la vostra voce. Più tardi cominciate a farlo, più grosso è il rischio di non tr...
26/09/2026

"Figlioli, dovete combattere per trovare la vostra voce. Più tardi cominciate a farlo, più grosso è il rischio di non trovarla affatto. Thoreau dice "molti uomini hanno vita di quieta disperazione", non vi rassegnate a questo. Ribellatevi! Non affogatevi nella pigrizia mentale, guardatevi intorno! Osate cambiare, cercate nuove strade."

(John Keating - Robin Williams)

"L'attimo fuggente"

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