Partito Socialista Italiano-PSI federazione di Parma

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Grande soddisfazione questa mattina in via Mazzini a Parma,  per la raccolta firme per le tre petizioni popolari present...
04/09/2026

Grande soddisfazione questa mattina in via Mazzini a Parma, per la raccolta firme per le tre petizioni popolari presentata da "Avanti PSI". Ecco i tre punti:

1) Piano nazionale per la casa e l'abitare
2) La legge contro le tasse anticipate
3) Diamo un futuro ai talenti italiani

Di Michele Rignanese Segretario Cittadino PSI Parma Mario Lupo, Parma e il dovere della memoriaIl 25 agosto 1972 Parma v...
25/08/2026

Di Michele Rignanese Segretario Cittadino PSI Parma

Mario Lupo, Parma e il dovere della memoria

Il 25 agosto 1972 Parma visse una delle pagine più drammatiche della propria storia democratica. Quel giorno venne ucciso Mariano “Mario” Lupo, un giovane operaio siciliano di vent’anni, militante di Lotta Continua, arrivato a Parma con la sua famiglia in cerca di lavoro e di una vita migliore. Mario non arrivò a quella sera senza aver già conosciuto la violenza e le intimidazioni dell’estrema destra. Nelle settimane precedenti era stato minacciato e aggredito. Anche il 25 agosto, nel pomeriggio, si verificarono episodi di provocazione nei suoi confronti. Era quindi una giornata già segnata da una forte tensione politica e da un clima di intimidazione.

La sera Mario si recò verso il Cinema Roma, in viale Tanara, insieme ad alcuni compagni. Lì era stato preparato un agguato. Un gruppo di neofascisti si era appostato nelle vicinanze del cinema, pronto a intervenire.

Intorno alle 22.30, davanti al cinema, l’aggressione ebbe inizio. I fascisti uscirono dal loro nascondiglio e si lanciarono contro il gruppo di giovani. Alfonso Piazza venne aggredito e Mario intervenne per difendere il compagno. Fu in quel momento che venne colpito al cuore da una coltellata. La ferita fu mortale.

Nella ricostruzione di quella terribile aggressione è rimasta anche una frase attribuita agli aggressori e rivolta a Mario: «Non ti uccidiamo perché sei comunista, ma perché sei terrone». Sono parole terribili, che raccontano non soltanto la violenza politica di quegli anni, ma anche il disprezzo razzista e antimeridionale con cui Mario venne colpito. Era un giovane siciliano, un lavoratore, un ragazzo che aveva lasciato la propria terra con la famiglia. Quell’odio verso il “terrone” rappresentava una forma di disumanizzazione che si sommava all’odio politico.

Mario Lupo cadde sull’asfalto davanti al Cinema Roma. Aveva appena vent’anni.

Non fu, dunque, una semplice rissa nata casualmente. La ricostruzione giudiziaria successiva accertò che l’aggressione era stata preparata e organizzata. Nel processo d’appello, celebrato ad Ancona, i giudici stabilirono che l’azione era stata decisa e preordinata e condannarono Edgardo Bonazzi, Andrea Ringozzi e Luigi Saporito per l’omicidio. Questo è un punto che oggi dobbiamo ricordare con chiarezza. Mario Lupo non morì perché si trovò casualmente coinvolto in uno scontro tra due gruppi. Fu vittima di un’aggressione maturata nel clima della violenza politica neofascista che attraversava Parma e l’Italia di quegli anni.

Dopo l’assassinio, la città fu attraversata da dolore, rabbia e indignazione. Ma Parma seppe reagire con la forza della propria tradizione democratica e antifascista.

Il 28 agosto si svolsero i funerali. La città si fermò per lo sciopero generale proclamato dai sindacati e decine di migliaia di persone parteciparono al corteo. La bara di Mario attraversò una Parma popolare, operaia e antifascista. Quella partecipazione popolare fu la risposta di una comunità che non voleva arrendersi alla paura e alla violenza. Parma disse, attraverso migliaia di persone scese in strada, che l’assassinio di un giovane per le sue idee politiche e per le sue origini non poteva essere accettato come un fatto normale. Oggi, a più di cinquant’anni di distanza, abbiamo il dovere di ricordare non soltanto il nome di Mario Lupo, ma anche ciò che accadde quel giorno. Dobbiamo ricordare le minacce che precedettero l’agguato, l’organizzazione dell’azione, l’aggressione davanti al cinema, la coltellata che gli tolse la vita e la risposta democratica di Parma.

Ricordare significa anche pronunciare i nomi di coloro che furono condannati per quell’omicidio: Edgardo Bonazzi, Andrea Ringozzi e Luigi Saporito. Non per alimentare odio o spirito di vendetta, ma perché una memoria seria non può essere costruita sulla rimozione delle responsabilità.

Come segretario cittadino del Partito Socialista Italiano di Parma, ritengo che questa memoria debba appartenere a tutta la città. Non soltanto alla sinistra, non soltanto alle associazioni antifasciste, ma a ogni cittadino che riconosce nella democrazia e nella Costituzione i valori fondanti della nostra Repubblica.

Parma è la città delle Barricate del 1922, della Resistenza e della Liberazione. È una città che conosce il prezzo pagato per la libertà. Per questo non possiamo permettere che il neofascismo venga banalizzato, normalizzato o trasformato in una semplice opinione tra le tante.

Condannare il neofascismo significa difendere la democrazia. Significa anche combattere ogni forma di razzismo, di discriminazione territoriale e di odio verso chi proviene da un’altra parte d’Italia o del mondo.

La memoria non deve essere soltanto commemorazione. Deve diventare responsabilità e impegno. Per questo rivolgo un appello alla città di Parma, alle sue istituzioni, alle forze politiche, alle organizzazioni sindacali, alle associazioni democratiche e soprattutto ai giovani: conosciamo la nostra storia, raccontiamola e difendiamo ogni giorno i valori della libertà, dell’uguaglianza, della giustizia sociale e dell’antifascismo.

Mario Lupo aveva vent’anni quando gli fu tolta la vita.

A noi spetta il compito di non permettere che venga tolta anche la memoria di ciò che accadde. Mai più fascismo. Mai più razzismo. Mai più violenza politica. Mai più odio.

Mario Lupo vive nella memoria democratica e antifascista di Parma.

Michele Rignanese

Segretario cittadino del Partito Socialista Italiano – Parma

https://avantionline.it/mario-lupo-parma-e-il-dovere-della-memoria/

Di Michele Rignanese Segretario Cittadino PSI Parma:Clima, la sfida che riguarda tuttiDa decenni la comunità scientifica...
17/08/2026

Di Michele Rignanese Segretario Cittadino PSI Parma:

Clima, la sfida che riguarda tutti

Da decenni la comunità scientifica, attraverso osservazioni dirette, dati e modelli matematici sempre più precisi, documenta un cambiamento profondo del clima del nostro Pianeta. Oggi le evidenze sono ormai numerose e convergenti: la Terra si sta riscaldando e le attività umane, soprattutto l’utilizzo massiccio di carbone, petrolio e gas, rappresentano la principale causa dell’aumento delle concentrazioni di gas serra nell’atmosfera.

Non siamo di fronte a una minaccia lontana nel tempo. La crisi climatica è già una realtà. Temperature sempre più elevate, periodi di siccità, alluvioni, incendi, eventi meteorologici estremi e dissesto idrogeologico stanno diventando fenomeni con cui le nostre società devono confrontarsi sempre più spesso.

A pagare il prezzo di questo cambiamento non siamo soltanto noi. Gli ecosistemi stanno subendo trasformazioni profonde. Molte specie animali e vegetali cercano di adattarsi: alcuni uccelli modificano i periodi delle migrazioni, diverse piante anticipano la fioritura e molte specie che vivono in montagna si spostano verso quote più elevate, alla ricerca di temperature più favorevoli. Ma la capacità della natura di adattarsi non è infinita e, quando i cambiamenti sono troppo rapidi, molte specie rischiano di non riuscire a sopravvivere.

Il limite di 1,5°C di aumento della temperatura media globale rispetto all’epoca preindustriale rappresenta un obiettivo fondamentale per contenere le conseguenze più gravi del riscaldamento. L’Unione Europea si è posta l’obiettivo di ridurre entro il 2030 le proprie emissioni nette di gas serra di almeno il 55% rispetto ai livelli del 1990.

I dati sulle concentrazioni atmosferiche confermano l’urgenza. Secondo l’Organizzazione Meteorologica Mondiale, rispetto all’epoca preindustriale la concentrazione di anidride carbonica è aumentata di quasi il 150%, quella del metano del 262% e quella del protossido di azoto del 123%. Nel maggio 2022 la concentrazione media di CO₂ misurata a Mauna Loa ha raggiunto circa 421 parti per milione, un livello eccezionalmente elevato rispetto alla storia recente del Pianeta.

Il riscaldamento globale ha conseguenze che coinvolgono direttamente la nostra vita: maggiore rischio di siccità e alluvioni, difficoltà per l’agricoltura, scarsità d’acqua, perdita di biodiversità, diffusione di alcune malattie e aumento della pressione sugli ecosistemi. Anche il progressivo ritiro dei ghiacci artici rappresenta uno dei segnali più evidenti delle trasformazioni in corso.

L’estate del 2022, in particolare, è stata una delle più calde mai registrate in Europa e il mese di luglio ha fatto registrare in Italia temperature eccezionalmente elevate rispetto alla media storica. Ma non si tratta di un singolo episodio: è la tendenza complessiva osservata negli ultimi decenni a mostrarci quanto il clima stia cambiando.

Di fronte a tutto questo, governi e istituzioni devono accelerare la transizione energetica, ridurre progressivamente la dipendenza dai combustibili fossili e investire con maggiore determinazione nelle fonti rinnovabili, nella mobilità sostenibile, nella tutela del territorio e nell’efficienza energetica.

Ma la responsabilità non può essere lasciata esclusivamente alle istituzioni. Anche i cittadini possono contribuire attraverso comportamenti più consapevoli, riducendo gli sprechi e prestando maggiore attenzione ai consumi energetici. Il risparmio e l’efficienza energetica rappresentano strumenti concreti attraverso i quali ciascuno può fare la propria parte.

La lotta al cambiamento climatico non è una battaglia ideologica, ma una responsabilità collettiva. Significa proteggere l’ambiente nel quale viviamo, ma anche difendere la salute, l’agricoltura, l’economia, il territorio e le condizioni di vita delle generazioni future.

La scienza ci ha fornito gli strumenti per comprendere ciò che sta accadendo. Ora spetta alla politica e alla società trasformare questa consapevolezza in scelte concrete. Il clima che consegneremo alle prossime generazioni dipenderà anche dalle decisioni che prendiamo oggi.

Michele Rignanese
Segretario Cittadino PSI Parma

16/08/2026
Il 134° Anniversario del Partito Socialista Italiano14-15 agosto 1892Nasceva a Genova il Partito dei Lavoratori Italiani...
15/08/2026

Il 134° Anniversario del Partito Socialista Italiano

14-15 agosto 1892
Nasceva a Genova il Partito dei Lavoratori Italiani, che avrebbe assunto il nome di Partito Socialista Italiano in occasione del III Congresso del 1895.

Il socialismo è una grande comunità morale e civile, prima ancora che un'organizzazione politica.
Il PSI di oggi non vive di sola nostalgia: celebra la sua storia per rinnovarla ogni giorno attraverso l'impegno collettivo.

Buon anniversario a tutt3 noi, compagn3!





https://www.instagram.com/p/DcDM3MxNil0/?igsh=MXFjeHhjNHpjZ3Mxdw==

Di Michele Rignanese Segretario Cittadino PSI Parma:"Il caldo record, la siccità, gli incendi e le conseguenze economich...
10/08/2026

Di Michele Rignanese Segretario Cittadino PSI Parma:

"Il caldo record, la siccità, gli incendi e le conseguenze economiche dimostrano che la crisi climatica non è un problema del futuro. È già qui e riguarda tutti.

I dati che arrivano dall’Europa ci consegnano un quadro che non può essere ignorato. Secondo Copernicus, il programma dell’Unione europea dedicato all’osservazione della Terra e al monitoraggio dell’ambiente e dei cambiamenti climatici, l’estate 2026 sta facendo registrare condizioni eccezionali: nell’Europa occidentale il periodo giugno-luglio è stato il più caldo mai osservato, mentre la siccità, già evidente nei mesi precedenti, si è ulteriormente aggravata.

Francia, Spagna, alcune aree della Germania e del Regno Unito hanno registrato livelli particolarmente bassi di precipitazioni e umidità del suolo. Anche grandi fiumi europei come Senna, Reno e Danubio hanno raggiunto portate molto inferiori alla media, con conseguenze sull'approvvigionamento idrico, sull'agricoltura, sulla produzione energetica e sul trasporto delle merci.

A questa situazione si aggiungono gli incendi, favoriti dalla combinazione tra temperature estreme e terreni sempre più secchi. È un circolo vizioso: quando il suolo perde umidità, diminuisce la sua capacità naturale di raffreddare l'ambiente e il calore tende ad accumularsi ulteriormente.

Ma sarebbe un errore considerare tutto questo soltanto come una questione ambientale.

La crisi climatica presenta già un conto economico e sociale.

La siccità che riduce i raccolti significa maggiore pressione sui prezzi degli alimenti. I fiumi con livelli troppo bassi ostacolano il trasporto delle merci. Le difficoltà nel raffreddamento degli impianti energetici possono costringere alcune centrali a ridurre la produzione. Gli incendi richiedono risorse pubbliche per essere combattuti e provocano danni alle attività produttive e al territorio.

Le conseguenze arrivano quindi direttamente nelle tasche dei cittadini.

Una ricerca citata nelle analisi economiche sul clima ha stimato che le ondate di calore estreme del 2022 abbiano contribuito ad aumentare l'inflazione dell'area euro di 0,34 punti percentuali, soprattutto attraverso l'aumento dei prezzi dei prodotti alimentari. Al tempo stesso, le stime indicano possibili riduzioni delle entrate annue dell'1,8% in Francia e dell'1,3% in Italia e Spagna.

E il problema non riguarda soltanto l'oggi. Gli eventi climatici estremi possono produrre conseguenze economiche che si trascinano negli anni, colpendo infrastrutture, produttività, agricoltura, turismo, trasporti ed energia.

È questa la dimensione politica della questione.

Non tutti pagano allo stesso modo il prezzo della crisi climatica. Una famiglia con redditi bassi risente maggiormente dell'aumento dei prezzi alimentari e dell'energia. Un agricoltore subisce direttamente la perdita di un raccolto. Un lavoratore può vedere diminuire le opportunità occupazionali quando un'attività produttiva entra in difficoltà. Un piccolo imprenditore deve affrontare costi crescenti per energia, assicurazioni, trasporti e gestione dei danni.

Per questo, per il Partito Socialista, la lotta al cambiamento climatico non può essere separata dalla giustizia sociale.

La transizione ecologica non deve diventare un nuovo costo scaricato sulle fasce più deboli della popolazione. Deve invece rappresentare un'occasione per modernizzare il Paese, creare lavoro, rendere più sicure le nostre città e i nostri territori, ridurre gli sprechi e garantire energia e servizi accessibili.

Anche Parma e il suo territorio devono essere parte di questa sfida. Servono politiche più coraggiose sulla gestione dell'acqua, sulla manutenzione del territorio, sulla prevenzione degli incendi e del dissesto idrogeologico, sulla tutela del verde urbano, sull'efficienza energetica degli edifici e sulla mobilità sostenibile.

Serve soprattutto una politica capace di prevenire invece di limitarsi a intervenire quando l'emergenza è già esplosa.

Non possiamo aspettare che ogni estate stabilisca un nuovo record, che ogni siccità diventi più grave e che ogni incendio ci ricordi quanto sia fragile il nostro territorio.

Il cambiamento climatico non è una previsione lontana. È già nelle temperature che registriamo, nei fiumi che si abbassano, nei raccolti che diminuiscono, negli incendi che aumentano e, sempre più spesso, anche nei prezzi che paghiamo.

Il conto è già arrivato. La politica ha il dovere di decidere chi deve pagarlo e, soprattutto, di fare tutto ciò che è possibile per ridurlo".

(Michele Rignanese
Segretario Cittadino PSI Parma)

https://avantionline.it/il-clima-presenta-il-conto-leuropa-non-puo-piu-aspettare/

Di Michele Rignanese Segretario Cittadino PSI ParmaVi è un indicatore più di ogni altro capace di misurare il grado di g...
07/08/2026

Di Michele Rignanese Segretario Cittadino PSI Parma

Vi è un indicatore più di ogni altro capace di misurare il grado di giustizia sociale di una comunità: la possibilità, per chi lavora, studia o costruisce una famiglia, di accedere a un'abitazione dignitosa senza sacrificare il proprio futuro. Quando questo equilibrio viene meno, non siamo di fronte a una semplice distorsione del mercato, ma a una questione politica che investe direttamente la qualità della nostra democrazia.

Parma è una città ricca, dinamica e attrattiva. È sede di un'importante Università, di un polo ospedaliero di eccellenza e di un sistema produttivo che continua ad attirare lavoratori qualificati. Tuttavia, proprio questa attrattività, in assenza di adeguate politiche pubbliche, sta determinando una crescente pressione sul mercato immobiliare.

I dati sono eloquenti. Secondo gli osservatori del mercato immobiliare, il canone medio degli affitti in città si attesta oggi intorno ai 12 euro al metro quadrato, mentre nelle zone centrali supera i 13 euro al metro quadrato. Il massimo storico è stato raggiunto nel 2025 con 12,7 euro al metro quadrato. Ciò significa che un appartamento di 80 metri quadrati può raggiungere facilmente i 950-1.000 euro mensili, senza considerare spese condominiali e utenze.

Per un lavoratore con uno stipendio netto di 1.500-1.700 euro, l'affitto arriva così ad assorbire oltre la metà del reddito disponibile, ben oltre la soglia del 30-35% che gli economisti considerano sostenibile. Quando il costo dell'abitazione supera questi livelli, la casa non è più un diritto garantito dal lavoro, ma diventa un fattore di esclusione sociale.

Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. I giovani rinviano l'autonomia, le coppie posticipano la scelta di avere figli, gli studenti faticano a trovare una sistemazione e molte figure professionali indispensabili – infermieri, operatori sociosanitari, insegnanti, appartenenti alle forze dell'ordine, dipendenti del commercio e dei servizi – incontrano crescenti difficoltà nel vivere nella città in cui prestano servizio.

Questa situazione non nasce per caso. È il risultato di un progressivo squilibrio tra domanda e offerta, della crescita delle locazioni brevi, della presenza di immobili inutilizzati e della cronica insufficienza di edilizia residenziale pubblica e sociale. La casa è stata progressivamente trattata come un semplice bene finanziario, mentre ha perso la sua funzione primaria di bene sociale.

Il Comune di Parma ha recuperato, tra il 2023 e il 2025, 532 alloggi di edilizia residenziale pubblica precedentemente sfitti, avviando inoltre programmi che prevedono la realizzazione di circa 300 nuovi alloggi a costi sostenibili attraverso partenariati pubblico-privati. Si tratta di iniziative positive, che dimostrano come l'intervento pubblico possa produrre risultati concreti, ma che devono essere rafforzate e accelerate per rispondere a una domanda abitativa in costante crescita.

Il Partito Socialista Italiano ritiene che sia giunto il momento di una vera politica dell'abitare:

È necessario approvare un Piano Straordinario Comunale per la Casa, con obiettivi misurabili e tempi certi.

Occorre incentivare fiscalmente i proprietari che scelgono contratti a canone concordato, prevedendo riduzioni dell'IMU e agevolazioni comunali, contrastando al tempo stesso la progressiva sottrazione di abitazioni al mercato residenziale.

È indispensabile costituire un Fondo comunale di garanzia, che tuteli i proprietari dal rischio di morosità incolpevole e favorisca l'incontro tra domanda e offerta, superando diffidenze che oggi lasciano numerosi alloggi inutilizzati.

Serve un grande piano di recupero degli immobili pubblici e privati inutilizzati, destinandoli all'edilizia sociale, all'housing universitario e agli alloggi per lavoratori essenziali. Ogni edificio abbandonato rappresenta una sconfitta della politica e un costo per l'intera collettività.

Occorre inoltre rafforzare il patrimonio di edilizia residenziale pubblica, perché negli ultimi decenni gli investimenti sono stati insufficienti rispetto all'evoluzione della domanda abitativa. Una città moderna non può affidare integralmente il diritto alla casa alle sole logiche del mercato.

Infine proponiamo l'istituzione di un Osservatorio permanente sull'abitare, composto da Comune, Università, ACER, organizzazioni sindacali, associazioni degli inquilini e rappresentanze dei proprietari, affinché ogni scelta urbanistica e abitativa sia supportata da dati trasparenti e verificabili.

Questa è una battaglia profondamente socialista. Perché il socialismo non si misura dalla quantità di slogan pronunciati, ma dalla capacità di rendere effettivi i diritti fondamentali. Dopo il lavoro, la casa rappresenta il principale strumento di emancipazione della persona. Senza una casa accessibile non esiste uguaglianza delle opportunità, non esiste mobilità sociale, non existe libertà sostanziale.

Il mercato è uno strumento utile, ma non può sostituire il ruolo della politica quando vengono compromessi i diritti fondamentali. La Costituzione affida alla Repubblica il compito di rimuovere gli ostacoli economici e sociali che limitano l'uguaglianza dei cittadini: il diritto all'abitare rientra pienamente in questa missione.

Parma deve scegliere quale città vuole essere: una città in cui vivere diventa un privilegio riservato a pochi oppure una comunità capace di garantire opportunità, inclusione e dignità a chi lavora, studia e contribuisce ogni giorno al suo sviluppo.

Il Partito Socialista Italiano continuerà a battersi affinché prevalga la seconda visione, perché una città più giusta è anche una città più forte"

Rignanese (Psi): “La casa è un diritto, non un privilegio” https://www.parmadaily.it/rignanese-psi-la-casa-e-un-diritto-non-un-privilegio/

Di Michele Rignanese Segretario Cittadino PSI ParmaVi è un indicatore più di ogni altro capace di misurare il grado di g...
07/08/2026

Di Michele Rignanese Segretario Cittadino PSI Parma

Vi è un indicatore più di ogni altro capace di misurare il grado di giustizia sociale di una comunità: la possibilità, per chi lavora, studia o costruisce una famiglia, di accedere a un'abitazione dignitosa senza sacrificare il proprio futuro. Quando questo equilibrio viene meno, non siamo di fronte a una semplice distorsione del mercato, ma a una questione politica che investe direttamente la qualità della nostra democrazia.

Parma è una città ricca, dinamica e attrattiva. È sede di un'importante Università, di un polo ospedaliero di eccellenza e di un sistema produttivo che continua ad attirare lavoratori qualificati. Tuttavia, proprio questa attrattività, in assenza di adeguate politiche pubbliche, sta determinando una crescente pressione sul mercato immobiliare.

I dati sono eloquenti. Secondo gli osservatori del mercato immobiliare, il canone medio degli affitti in città si attesta oggi intorno ai 12 euro al metro quadrato, mentre nelle zone centrali supera i 13 euro al metro quadrato. Il massimo storico è stato raggiunto nel 2025 con 12,7 euro al metro quadrato. Ciò significa che un appartamento di 80 metri quadrati può raggiungere facilmente i 950-1.000 euro mensili, senza considerare spese condominiali e utenze.

Per un lavoratore con uno stipendio netto di 1.500-1.700 euro, l'affitto arriva così ad assorbire oltre la metà del reddito disponibile, ben oltre la soglia del 30-35% che gli economisti considerano sostenibile. Quando il costo dell'abitazione supera questi livelli, la casa non è più un diritto garantito dal lavoro, ma diventa un fattore di esclusione sociale.

Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. I giovani rinviano l'autonomia, le coppie posticipano la scelta di avere figli, gli studenti faticano a trovare una sistemazione e molte figure professionali indispensabili – infermieri, operatori sociosanitari, insegnanti, appartenenti alle forze dell'ordine, dipendenti del commercio e dei servizi – incontrano crescenti difficoltà nel vivere nella città in cui prestano servizio.

Questa situazione non nasce per caso. È il risultato di un progressivo squilibrio tra domanda e offerta, della crescita delle locazioni brevi, della presenza di immobili inutilizzati e della cronica insufficienza di edilizia residenziale pubblica e sociale. La casa è stata progressivamente trattata come un semplice bene finanziario, mentre ha perso la sua funzione primaria di bene sociale.

Il Comune di Parma ha recuperato, tra il 2023 e il 2025, 532 alloggi di edilizia residenziale pubblica precedentemente sfitti, avviando inoltre programmi che prevedono la realizzazione di circa 300 nuovi alloggi a costi sostenibili attraverso partenariati pubblico-privati. Si tratta di iniziative positive, che dimostrano come l'intervento pubblico possa produrre risultati concreti, ma che devono essere rafforzate e accelerate per rispondere a una domanda abitativa in costante crescita.

Il Partito Socialista Italiano ritiene che sia giunto il momento di una vera politica dell'abitare:

È necessario approvare un Piano Straordinario Comunale per la Casa, con obiettivi misurabili e tempi certi.

Occorre incentivare fiscalmente i proprietari che scelgono contratti a canone concordato, prevedendo riduzioni dell'IMU e agevolazioni comunali, contrastando al tempo stesso la progressiva sottrazione di abitazioni al mercato residenziale.

È indispensabile costituire un Fondo comunale di garanzia, che tuteli i proprietari dal rischio di morosità incolpevole e favorisca l'incontro tra domanda e offerta, superando diffidenze che oggi lasciano numerosi alloggi inutilizzati.

Serve un grande piano di recupero degli immobili pubblici e privati inutilizzati, destinandoli all'edilizia sociale, all'housing universitario e agli alloggi per lavoratori essenziali. Ogni edificio abbandonato rappresenta una sconfitta della politica e un costo per l'intera collettività.

Occorre inoltre rafforzare il patrimonio di edilizia residenziale pubblica, perché negli ultimi decenni gli investimenti sono stati insufficienti rispetto all'evoluzione della domanda abitativa. Una città moderna non può affidare integralmente il diritto alla casa alle sole logiche del mercato.

Infine proponiamo l'istituzione di un Osservatorio permanente sull'abitare, composto da Comune, Università, ACER, organizzazioni sindacali, associazioni degli inquilini e rappresentanze dei proprietari, affinché ogni scelta urbanistica e abitativa sia supportata da dati trasparenti e verificabili.

Questa è una battaglia profondamente socialista. Perché il socialismo non si misura dalla quantità di slogan pronunciati, ma dalla capacità di rendere effettivi i diritti fondamentali. Dopo il lavoro, la casa rappresenta il principale strumento di emancipazione della persona. Senza una casa accessibile non esiste uguaglianza delle opportunità, non esiste mobilità sociale, non existe libertà sostanziale.

Il mercato è uno strumento utile, ma non può sostituire il ruolo della politica quando vengono compromessi i diritti fondamentali. La Costituzione affida alla Repubblica il compito di rimuovere gli ostacoli economici e sociali che limitano l'uguaglianza dei cittadini: il diritto all'abitare rientra pienamente in questa missione.

Parma deve scegliere quale città vuole essere: una città in cui vivere diventa un privilegio riservato a pochi oppure una comunità capace di garantire opportunità, inclusione e dignità a chi lavora, studia e contribuisce ogni giorno al suo sviluppo.

Il Partito Socialista Italiano continuerà a battersi affinché prevalga la seconda visione, perché una città più giusta è anche una città più forte.

Di Michele Rignanese Segretario Cittadino PSI Parma Ciao Francesco...A nome del Partito Socialista Italiano di Parma, es...
07/08/2026

Di Michele Rignanese Segretario Cittadino PSI Parma

Ciao Francesco...

A nome del Partito Socialista Italiano di Parma, esprimo profondo cordoglio per la scomparsa di Francesco Guccini, figura di straordinario rilievo della cultura italiana, poeta, scrittore e cantautore che con le sue opere ha saputo raccontare il nostro Paese, le sue trasformazioni, le sue speranze e le sue contraddizioni. La sua produzione artistica rappresenta un patrimonio culturale destinato a rimanere vivo nella memoria collettiva.

Negli ultimi anni Francesco Guccini aveva affrontato con grande riservatezza una grave forma di maculopatia bilaterale, una patologia degenerativa che gli aveva progressivamente compromesso la vista, privandolo anche della possibilità di coltivare pienamente la lettura, una delle passioni che avevano accompagnato la sua vita. Si è spento nella sua Pavana, circondato dall'affetto della moglie Raffaella e della figlia Teresa. I funerali si svolgeranno in forma privata, mentre nel mese di settembre è prevista una cerimonia commemorativa pubblica, affinché quanti lo hanno amato possano rendergli l'ultimo saluto.

Nel corso della sua vita Guccini rivendicò sempre la propria indipendenza intellettuale. In un'intervista ricordò di aver votato il Partito Socialista, precisando di non essersi mai definito comunista e richiamando la propria vicinanza alla tradizione azionista e ai valori della libertà e dell'antifascismo. Una testimonianza che contribuisce a delineare il profilo di un uomo libero, estraneo a ogni appartenenza ideologica rigida e sempre fedele alla propria coscienza.

Il Partito Socialista Italiano di Parma ricorda con rispetto questo aspetto della sua biografia, nella consapevolezza che Francesco Guccini appartiene al patrimonio culturale dell'intera Nazione. Il suo percorso artistico e umano ha rappresentato un costante invito al pensiero critico, alla difesa della dignità della persona e al valore della libertà, principi che trovano piena cittadinanza nella migliore tradizione democratica del nostro Paese.

Alla famiglia di Francesco Guccini rivolgiamo le nostre più sincere e sentite condoglianze, unendoci al cordoglio della città di Bologna e di tutti coloro che oggi piangono la scomparsa di un protagonista della cultura italiana.

Michele Rignanese
Segretario Cittadino PSI Parma

https://avantionline.it/ciao-francesco/

Indirizzo

Parma
43126

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