21/08/2026
DA PESARO-URBINO PARTE L’AFFONDAMENTO DEL COSIDDETTO CAMPO LARGO
La candidatura del sindaco di centrodestra di Urbino a presidente della Provincia di Pesaro Urbino, proposta ed incentivata dal gruppo dirigente del PD locale, potrebbe sembrare una delle tante
battute estive da fare sotto l’ombrellone nell’estate 2026. Si è trattato di decisioni sorprendenti, ma non per chi, come il PCI, da anni denuncia ai settori popolari e sinceramente democratici la
totale deriva a destra del PD, tanto che c’è qualcuno all’interno di quel partito che si scandalizza (e questa è comunque una buona cosa) e non vuole accettare tale corsa a destra. Il problema più
evidente, che costoro non riescono a risolvere, è quello dell’impossibilità di opporsi a queste scelte all’interno dello stesso PD. In altre parole, una sorta di gruppo dirigente, in pochi e sempre gli stessi, che nei meccanismi decisionali, senza consultazioni popolari dal basso, fa e disfa a suo piacimento, e a seconda di interessi non popolari.
Le continue sconfitte elettorali nella Provincia di Pesaro-Urbino e nelle Marche, a partire dalle elezioni regionali, fino a quelle nei piccoli comuni, non hanno insegnato niente a costoro e, come
suol dirsi, non ritengono neppure di iniziare a studiare. Basta leggere le incredibili giustificazioni per la proposta di Maurizio Gambini per comprendere la nullità ideologica e culturale che
caratterizza il Partito Democratico. Cosa possano c’entrare tali scelte, nella logica della Sinistra maiuscola, è del tutto evidente: assolutamente nulla. Non serve che ora il PD voglia spiegarci la
strategia per non far vincere la destra, quando loro stessi praticano e diffondono la pratica della destra. Non più gli interessi popolari reali, ma il rincorrere strategie che possano legittimare interessi economici ed altro, per pochi gruppi e persone.
Vogliamo dirlo con estrema chiarezza: riteniamo che in questa deriva ideologica e culturale, oltre All’oggettivo disprezzo verso coloro che ancora li votano, ci sia un sottile filo nero che li unisce, che riguarda torbidi interessi economici, come la gestione dei servizi pubblici locali.
La successiva vittoria, e la conseguente elezione a presidente della Provincia di Pesaro-Urbino, da parte del sindaco di Cagli Alberto Alessandri, esponente ufficiale del centro destra, avvenuta il 12
luglio, oltre a galvanizzare la destra provinciale e la sua ansia revanscista, spiega quindi molto bene il caos esistente nel cosiddetto Campo Largo a livello nazionale e locale e, nello specifico, nel PD.
Si perde perché la destra è più forte, o perché si è incapaci, politicamente, di fare politica? Avere consegnato la Provincia, oltre ai tanti comuni del pesarese e della Regione, alla destra, non
dimostra che costoro abbiano una ragione in più, ma dimostra piuttosto che non si hanno ragioni da contrapporre. Quale differenza ideologica, culturale, sociale, differenzia il PD dalla destra? Solo briciole e sottili distinguo, e non una politica antagonista e sociale nella discesa in campo per i diritti dei lavoratori, dei giovani, degli anziani, per la Sanità Pubblica, la Scuola Pubblica, per le esigenze del lavoro e per la progettualità del futuro dei giovani.
Il Caso di Maurizio Gambini candidato dal PD (non dalla sinistra) rende giustizia a chi, come il PCI, parlava di connubi ed interessi che non riguardavano diritti ed interessi popolari, ma piuttosto
oscuri progetti economici.
A questa deriva il PCI non si rassegna, e chiama tutti alla più grande vigilanza ed attenzione.
Sappiamo bene che ampi settori del PD ripugnano queste pratiche e, noi vogliamo parlare con costoro. Non basta più la seppur doverosa autocritica per 20 anni di errori devastanti compiuti dal
PD, perché ormai sarebbe tardiva. Occorre mandare a casa questi gruppi dirigenti e la loro politica antipopolare.
Il PCI rinnova pertanto l’appello a tutte le forze comuniste e socialiste di questo territorio, a respingere queste pratiche vergognose, e per una reale alternativa a questo falso bipolarismo, che sta da tempo affossando la nostra Provincia, la nostra Regione e la nostra Nazione.
PCI - Partito Comunista Italiano
Federazione di Pesaro Urbino
DA PESARO-URBINO PARTE L’AFFONDAMENTO DEL COSIDDETTO CAMPO LARGO
La candidatura del sindaco di centrodestra di Urbino a presidente della Provincia di Pesaro Urbino, proposta ed incentivata dal gruppo dirigente del PD locale, potrebbe sembrare una delle tante
battute estive da fare sotto l’ombrellone nell’estate 2026. Si è trattato di decisioni sorprendenti, ma non per chi, come il PCI, da anni denuncia ai settori popolari e sinceramente democratici la
totale deriva a destra del PD, tanto che c’è qualcuno all’interno di quel partito che si scandalizza (e questa è comunque una buona cosa) e non vuole accettare tale corsa a destra. Il problema più
evidente, che costoro non riescono a risolvere, è quello dell’impossibilità di opporsi a queste scelte all’interno dello stesso PD. In altre parole, una sorta di gruppo dirigente, in pochi e sempre gli stessi, che nei meccanismi decisionali, senza consultazioni popolari dal basso, fa e disfa a suo piacimento, e a seconda di interessi non popolari.
Le continue sconfitte elettorali nella Provincia di Pesaro-Urbino e nelle Marche, a partire dalle elezioni regionali, fino a quelle nei piccoli comuni, non hanno insegnato niente a costoro e, come
suol dirsi, non ritengono neppure di iniziare a studiare. Basta leggere le incredibili giustificazioni per la proposta di Maurizio Gambini per comprendere la nullità ideologica e culturale che
caratterizza il Partito Democratico. Cosa possano c’entrare tali scelte, nella logica della Sinistra maiuscola, è del tutto evidente: assolutamente nulla. Non serve che ora il PD voglia spiegarci la
strategia per non far vincere la destra, quando loro stessi praticano e diffondono la pratica della destra. Non più gli interessi popolari reali, ma il rincorrere strategie che possano legittimare interessi economici ed altro, per pochi gruppi e persone.
Vogliamo dirlo con estrema chiarezza: riteniamo che in questa deriva ideologica e culturale, oltre All’oggettivo disprezzo verso coloro che ancora li votano, ci sia un sottile filo nero che li unisce, che riguarda torbidi interessi economici, come la gestione dei servizi pubblici locali.
La successiva vittoria, e la conseguente elezione a presidente della Provincia di Pesaro-Urbino, da parte del sindaco di Cagli Alberto Alessandri, esponente ufficiale del centro destra, avvenuta il 12
luglio, oltre a galvanizzare la destra provinciale e la sua ansia revanscista, spiega quindi molto bene il caos esistente nel cosiddetto Campo Largo a livello nazionale e locale e, nello specifico, nel PD.
Si perde perché la destra è più forte, o perché si è incapaci, politicamente, di fare politica? Avere consegnato la Provincia, oltre ai tanti comuni del pesarese e della Regione, alla destra, non
dimostra che costoro abbiano una ragione in più, ma dimostra piuttosto che non si hanno ragioni da contrapporre. Quale differenza ideologica, culturale, sociale, differenzia il PD dalla destra? Solo briciole e sottili distinguo, e non una politica antagonista e sociale nella discesa in campo per i diritti dei lavoratori, dei giovani, degli anziani, per la Sanità Pubblica, la Scuola Pubblica, per le esigenze del lavoro e per la progettualità del futuro dei giovani.
Il Caso di Maurizio Gambini candidato dal PD (non dalla sinistra) rende giustizia a chi, come il PCI, parlava di connubi ed interessi che non riguardavano diritti ed interessi popolari, ma piuttosto
oscuri progetti economici.
A questa deriva il PCI non si rassegna, e chiama tutti alla più grande vigilanza ed attenzione.
Sappiamo bene che ampi settori del PD ripugnano queste pratiche e, noi vogliamo parlare con costoro. Non basta più la seppur doverosa autocritica per 20 anni di errori devastanti compiuti dal
PD, perché ormai sarebbe tardiva. Occorre mandare a casa questi gruppi dirigenti e la loro politica antipopolare.
Il PCI rinnova pertanto l’appello a tutte le forze comuniste e socialiste di questo territorio, a respingere queste pratiche vergognose, e per una reale alternativa a questo falso bipolarismo, che sta da tempo affossando la nostra Provincia, la nostra Regione e la nostra Nazione.
PCI - Partito Comunista Italiano
Federazione di Pesaro Urbino