Collettivo 26x1

Collettivo 26x1 Antifascismo, antimperialismo, lotta di classe e pluralismo. Organizziamo resistenza e pensiero critico.

03/06/2026

L’invasione del Libano comincia a presentare un alto costo per Israele

L'invasione israeliana del Libano non sarà un pasto gratis. L'esercito israeliano ha infatti confermato che altri due soldati sono stati uccisi in combattimento nel sud del Libano, aggiungendosi ad un bilancio in aumento. Altri quattro erano stati uccisi domenica.
Le morti arrivano mentre Washington ha avanzato alcune proposte per fermare gli attacchi israeliani su Beirut e ridurre il volume di fuoco di Hezbollah contro Israele. L’agenzia Reuters riporta che i combattimenti nel sud del Libano sono continuati anche mentre si discutevano le ipotesi di de-escalation parziale.

La Difesa Civile libanese ha dichiarato che sei persone sono state uccise in due attacchi con droni israeliani nell'area di Al-Hawsh nel distretto di Tiro.
Il Ministero della Salute riferisce che cinque persone sono morte e 48 ferite, tra cui un medico e operatori sanitari presso l'ospedale Tebnine, dopo quasi 24 ore di attacchi israeliani nell'area di Bint Jbeil.
Ulteriori attacchi e bombardamenti sono stati segnalati a Siddqin, Arzoun, Blat, Dibbine e Deir Qanoun-Ras al-Ain, mentre le operazioni militari israeliane continuavano nel sud del Libano.

Hezbollah dal canto suo ha dichiarato di aver compiuto 13 attacchi contro le forze israeliane nel sud del Libano, prendendo di mira concentrazioni di truppe, veicoli militari e postazioni di comando con razzi, artiglieria, missili guidati e droni d'attacco.
Secondo il gruppo, alcuni dei combattimenti più intensi si sono svolti a Haddatha e nell'area di al-Balou', dove Hezbollah ha affermato di aver colpito diversi carri armati Merkava e di aver fatto esplodere un ordigno esplosivo contro un veicolo militare, costringendo le truppe israeliane a fermare l'avanzata e a ritirarsi sotto copertura aerea israeliana.
Hezbollah ha inoltre segnalato attacchi contro posizioni israeliane vicino al Castello di Beaufort e a Biyyada, affermando che salve di razzi e missili guidati hanno preso di mira i quartieri generali del comando e le unità corazzate.

Questo divario tra diplomazia e realtà sul campo è diventato uno degli elementi chiave della crisi attuale. Pubblicamente, i leader parlano di moderazione e calma graduale. Sul terreno invece continuano i combattimenti.

Reuters ha riferito che Israele ha già subito vittime militari e civili nel nuovo scontro, e ogni nuova morte aumenta i dubbi su quanto la campagna stia producendo veri vantaggi strategici.
La stessa agenzia riferisce che la proposta americana di tregua puntava prima di tutto a fermare gli attacchi contro Beirut e i suoi sobborghi meridionali in cambio della fine degli attacchi di Hezbollah contro Israele.

In un intervento durante una riunione governativa, Netanyahu ha affermato che le misure di fortificazione che si estendono fino a 7 km dal confine libanese sono "un'aggiunta alla sicurezza" israeliana.

Il portavoce del Dipartimento di Stato USA, Tommy Pigott, ha dichiarato che le delegazioni israeliane e libanese hanno concluso un altro ciclo di negoziati diretti a Washington, DC, focalizzati sul raggiungimento di un accordo politico e di sicurezza globale, aggiungendo che un altro ciclo di colloqui è previsto per oggi, mercoledì.

31/05/2026

Solidarietà a Marco Pascai, segretario della FILCAMS CGIL, vittima di una brutale e vigliacca aggressione neofascista a Piacenza.

Potere al Popolo!, Collettivo 26x1 e Partito della Rifondazione Comunista esprimono solidarietà a Marco Pascai, aggredito vigliaccamente alle spalle da un gruppo di persone aderenti a movimenti neofascisti. Pascai stava tornando col figlio da un concerto di una band che esplicitamente si ispira ai valori antifascisti. È stato spintonato e poi colpito, e tutt'ora resta ricoverato in ospedale.

Mentre, anche a Piacenza, i rappresentanti della destra fanno campagna elettorale parlando di 'sicurezza' in modo strumentale, sdoganando concetti razzisti intollerabili, come quello della 'remigrazione', chi partecipa ad eventi che promuovono la cultura antifascista, su cui è stata fondata la nostra Costituzione, subisce un'aggressione che ricorda i tempi più bui della nostra storia.

Piacenza è antifascista e non lascerà spazio a queste bassezze squadriste.

29/05/2026

Palestinesi arrestati in Italia. Cassazione annulla la conferma del carcere. Il riesame chiamato a decidere

Qui di seguito il comunicato degli avvocati del collegio di difesa alla luce della motivazioni con cui la Corte di Cassazione ha smontato l’operazione che ha portato a dicembre agli arresti di Mohammed Hannoun e altri esponenti palestinesi in Italia. Una montatura commissionata da Israele andata a male.

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Presunti finanziamenti ad Hamas: la Cassazione annulla con rinvio la conferma della custodia cautelare. Inutilizzabili le “fonti aperte” non specificate; il Riesame dovrà rivalutare i fondamenti dell’impianto cautelare come richiesto dalle difese.
Depositate il 27 maggio 2026 le motivazioni delle sentenze con cui la Quinta Sezione penale della Corte di cassazione, in accoglimento di uno dei motivi di ricorso sollevati dalle difese, ha annullato con rinvio le ordinanze del Tribunale del riesame di Genova sulla custodia cautelare degli indagati nell’inchiesta genovese sui presunti finanziamenti ad Hamas attraverso enti di solidarietà con il popolo palestinese.

La Corte ha in sostanza affermato che il giudice può fondare la decisione solo su materiale acquisito in contraddittorio e di provenienza accertata: le “fonti aperte” indeterminate, prive di indicazione dell’origine e di vaglio di attendibilità, non equivalgono al “fatto notorio” e sono inutilizzabili (al pari del materiale proveniente dai servizi israeliani). La mancata specificazione della fonte e della sua qualità ed attendibilità ne preclude l’utilizzabilità.

Contestualmente, la Corte ha depositato le motivazioni con cui ha dichiarato inammissibile il ricorso della Procura, che insisteva per l’utilizzabilità del materiale di provenienza bellica. La Suprema Corte ha osservato che le obiezioni dell’ufficio ricorrente, irrispettose del vincolo dell’autosufficienza in caso di dedotto travisamento probatorio – per la mancata allegazione della prova delle evidenze riguardanti la veicolazione delle risorse all’estero fino a febbraio 2025 – si rivelano nel complesso volte a sollecitare la Corte di cassazione a una non consentita rivisitazione ricostruttiva del compendio delle prove indiziarie.

Il giudice del rinvio dovrà quindi rivedere l’intero thema probandum: selezionare provenienza, portata e attendibilità delle fonti aperte e, ove queste vengano meno, verificare se residuino altri elementi autonomi e utilizzabili sufficienti a sorreggere la stessa decisione; pronunciarsi sulla rispondenza delle attività delle associazioni agli elementi costitutivi del reato e sulla consapevolezza, da parte degli indagati, delle finalità anche terroristiche dei finanziamenti; chiarire se questi transitino per Hamas, se Hamas sia movimento con scopi in tutto o in parte terroristici e quale sia la reale natura delle charities richiamate negli atti.

Le difese rilevano che al Tribunale del riesame sarà dunque richiesta una motivazione molto stringente, ancorata a elementi processualmente utilizzabili, di provenienza accertata ed attendibili, senza presunzioni né scorciatoie argomentative.
La nuova udienza dinanzi al Tribunale del riesame di Genova è attesa entro quindici giorni.

Il Collegio di difesa

Avv. Nicola Canestrini
Avv. Sandro Clementi
Avv. Angela Ferravante
Avv. Fausto Gianelli
Avv. Elisa Marino
Avv. Gloria Ninci
Avv. Gilberto Pagani
Avv. Pier Francesco Poli
Avv. Marina Prosperi
Avv. Federico Riboldi
Avv. Dario Rossi
Avv. Flavio Rossi Albertini
Avv. Nabil Ryah
Avv. Giuseppe Sambataro
Avv. Fabio Sommovigo
Avv. Emanuele Tambuscio
Avv. Gianluca Vitale
Avv. Samuele Zucchini

26/05/2026

Palestina. Fatah ha perso un'altra occasione
di Michele Giorgio*

Dieci anni dopo il precedente congresso e mentre la causa palestinese attraversa una delle sue stagioni più drammatiche, Fatah ha chiuso ieri sera a Ramallah il suo ottavo congresso senza la svolta radicale che la base auspicava con l’auspicio che i palestinesi possano ritrovare l’unità nazionale. I risultati delle elezioni interne hanno confermato la forza di figure simboliche della storia del movimento, ma anche la capacità della vecchia guardia moderata di mantenere saldamente il controllo dell’apparato politico e istituzionale del partito che rappresenta il pilastro della tanto criticata l’Autorità nazionale palestinese (Anp) di Abu Mazen.

Un dato significativo è arrivato dall’elezione di Marwan Barghouti, il più popolare dei prigionieri politici palestinesi detenuti nelle carceri israeliane, risultato il candidato più votato per il Comitato centrale di Fatah. Un esito dal forte valore simbolico e politico. Barghouti, condannato all’ergastolo da Israele durante la seconda Intifada, continua a rappresentare per molti l’immagine di una leadership nazionale combattiva, capace di parlare tanto ai sostenitori di Fatah quanto ai palestinesi che negli ultimi anni si sono spostati in massa verso il movimento islamico Hamas.

Subito dietro di lui però si è piazzato un uomo di apparato e di dialogo con Usa e Israele, Majid F***j, capo dei servizi segreti dell’Anp. Il suo risultato consolida ulteriormente il peso delle agenzie di sicurezza all’interno di Fatah e conferma il ruolo centrale assunto negli ultimi anni dagli uomini più vicini ad Abu Mazen. Al terzo posto è arrivato un dirigente storico, Jibril Rajoub, seguito da Hussein Sheikh, il più stretto collaboratore di Abu Mazen e considerato il suo successore designato.

Tra le sorprese figura il quinto posto ottenuto da Laila Ghannam, governatrice di Ramallah e Al-Bireh, entrata per la prima volta nel Comitato centrale con 1.472 voti. Poco dietro Mahmoud al-Aloul, figura storica del movimento, e Tawfiq al-Tirawi, anch’egli esponente della vecchia guardia e uomo di lungo corso dell’apparato di sicurezza palestinese.

Le elezioni hanno assegnato 18 seggi nel Comitato centrale e 80 nel Consiglio rivoluzionario, il parlamento interno del movimento. Nonostante alcuni volti nuovi, il risultato finale riflette soprattutto la continuità con la linea passiva di fronte alle politiche di Israele tenuta negli ultimi 15 anni dai vertici del partito. La vecchia leadership ha mantenuto le posizioni decisive e il quasi novantenne Abu Mazen è stato rieletto per acclamazione presidente del movimento già nel primo giorno del congresso. Un passaggio che ha evidenziato ancora una volta la difficoltà di Fatah ad aprire un vero confronto sul futuro politico palestinese.

L’ingresso nel Comitato centrale di Yasser Abbas, figlio di Abu Mazen, ha inoltre alimentato le critiche di quanti denunciano da anni la crescente concentrazione del potere attorno a un ristretto gruppo dirigente. Parallelamente, la forte affermazione di F***j e la centralità di Hussein al-Sheikh confermano le opinioni di chi afferma che la successione ad Abu Mazen venga gestita all’interno di un circuito politico e securitario molto ristretto, distante dalle richieste di rinnovamento provenienti dalla base.

Tra gli elementi che deviano dalla continuità c’è l’elezione di due ex detenuti liberati da Israele nello scambio dello scorso anno tra ostaggi israeliani e prigionieri politici palestinesi. Zakaria Zubaidi, popolare ex comandante delle Brigate dei Martiri di Al Aqsa a Jenin durante la seconda Intifada e Taysir Bardini di Gaza. La loro presenza è stata letta da molti delegati come un tentativo di recuperare almeno simbolicamente il legame storico tra il movimento e la militanza popolare. Anche Gaza ha ottenuto una rappresentanza significativa nel Comitato centrale con quattro seggi..

I piccoli segnali di novità non attenuano il dato di fondo: Fatah non ha prodotto una nuova piattaforma politica capace di rilanciare il movimento e più di tutto ridefinire la strategia nazionale palestinese assieme alle altre forze politiche islamiste o di sinistra. Nel suo intervento inaugurale Abu Mazen ha parlato soprattutto delle riforme nell’Anp che gli hanno intimato Usa e Ue, ribadendo l’intenzione di tenere future elezioni presidenziali e legislative senza però indicare alcuna data concreta. Ha denunciato Israele perché ha di fatto confiscato circa cinque miliardi di dollari di fondi palestinesi e ha lasciato intendere che l’Anp sarebbe pronta ad assumere il controllo amministrativo di ciò che resta della Striscia di Gaza, senza però ipotizzare un accordo o un’intesa con Hamas. Il dibattito perciò è rimasto limitato quasi esclusivamente alla gestione dell’Anp e agli appelli rituali alla soluzione dei due Stati, una prospettiva in cui ormai pochi sembrano credere alla luce delle politiche di annessione della Cisgiordania praticate da Israele.

Le voci critiche non sono mancate, anche se marginalizzate. Diversi quadri intermedi hanno boicottato il congresso. Ahmed Ghneim, vicino a Barghouti, ha accusato la leadership di avere “emarginato le figure storiche e i quadri più legati alla tradizione militante del movimento”. Secondo Ghneim, soltanto un maggiore protagonismo degli ex prigionieri e delle giovani generazioni potrà impedire “il definitivo svuotamento politico di Fatah”. Ancora più duro il giudizio dello scrittore e poeta Mutawakkil Taha, che ha definito l’ottavo congresso “un’occasione mancata” per ridefinire programmi, leadership e strategie alla luce della nuova realtà palestinese.
*da Pagineesteri.it

Ringraziamo Irene per l'articolo uscito su Libertà riguardante il nostro ultimo incontro pubblico "Guerra e austerità: c...
26/05/2026

Ringraziamo Irene per l'articolo uscito su Libertà riguardante il nostro ultimo incontro pubblico "Guerra e austerità: chi paga?" con Clara Mattei

Giornata impegnativa quella di ieri.Sono stati ben due gli eventi che abbiamo organizzato ed entambi hanno visto protago...
20/05/2026

Giornata impegnativa quella di ieri.

Sono stati ben due gli eventi che abbiamo organizzato ed entambi hanno visto protagonista la professoressa Clara Mattei, nota economista e docente presso l'università di Tulsa in Oklahoma.

Al mattino abbiamo accompagnato Clara, che ringraziamo per la disponibilità e per gli interessanti spunti di riflessione che ci ha regalato, a parlare ai ragazzi delle scuole superiori, dove si è affrontato il tema della produzione della nostra costituzione antifascista nata dall'impegno eroico dei partigiani combattenti.

Al pomeriggio, ci siamo spostati alla Cooperativa Popolare Infrangibile 1946 dove abbiamo discusso, in un incontro organizzato insieme ai compagni di Potere al Popolo Piacenza , in merito ad un tema di preoccupante e di stringente attualità come le politiche economiche di austerità che stanno preparando la popolazione al dispiegamento di guerre infami in giro per il mondo, atte solo a servire gli interessi dei potenti, scaricati come al solito sui salari e le vite del popolo lavoratore.

Due assemblee che hanno approfondito temi cruciali della nostra storia e della nostra attualità, indispensabili per ba***re le due destre che oggi purtroppo riempiono lo spazio politico istituzionale: quello della destra post fascista del governo e quello del campo largo fintamente di sinistra ma intimamente suprematista e bellicista della finta opposizione.

Grazie ancora a Clara, ai docenti e agli istituti Liceo G.M. Colombini e IIS A. Casali per aver reso possibile l'incontro con gli studenti, alla Cooperativa Infrangibile per gli spazi che ci ha concesso e a tutti quelli che hanno potuto partecipare a questi incontri.

https://www.youtube.com/live/Fd6w_y7hMxE?is=18WD-IUKbxrNGb9BLINK DELLA DIRETTA YOUTUBE
19/05/2026

https://www.youtube.com/live/Fd6w_y7hMxE?is=18WD-IUKbxrNGb9B

LINK DELLA DIRETTA YOUTUBE

✊ GUERRA E AUSTERITÀ: CHI PAGA?
🗓️ Martedì 19 maggio
🕖 Ore 18:30
📍 Cooperativa Infrangibile - Piacenza, via Alessandria 16

Il Collettivo 26x1 e Potere al Popolo Piacenza sono orgogliosi di ospitare Clara E. Mattei, vincitrice del prestigioso Premio Herbert Baxter Adams 2023 della American Historical Association per il suo libro "The Capital Order: How Economists Invented Austerity and Paved the Way to Fascism".

L'opera, pubblicata in Italia come "Operazione austerità, come gli economisti hanno aperto la strada al fascismo" (Einaudi), è stata elogiata anche dal Financial Times come uno dei dieci migliori libri di economia del 2022.

Docente di Economia all’Università di Tulsa, Oklahoma, Clara E. Mattei è una delle voci più influenti della nuova generazione di economisti.

Sarà nostra ospite il 19 Maggio alle ore 18.30 presso la Cooperativa Infrangibile per discutere e dialogare in occasione dell’uscita del suo nuovo libro “Fuga dal capitalismo”, edito da Fuoriscena.

Riempiamo la coop 🍷🚩✊🔥

19/05/2026

Ieri alcune imbarcazioni della Global Sumud flotilla | گلوبل صمود فلوٹیلا sono state illegalmente fermate ieri in acque internazionali, in pieno giorno.

Altre imbarcazioni stanno proseguendo la rotta verso Gaza. Denunciamo Israele, il genocidio e tutti i suoi complici, domani anche a Piacenza scendiamo in piazza alle 18.30!

Vi aspettiamo martedì!
17/05/2026

Vi aspettiamo martedì!

✊ GUERRA E AUSTERITÀ: CHI PAGA?
🗓️ Martedì 19 maggio
🕖 Ore 18:30
📍 Cooperativa Infrangibile - Piacenza, via Alessandria 16

Il Collettivo 26x1 e Potere al Popolo Piacenza sono orgogliosi di ospitare Clara E. Mattei, vincitrice del prestigioso Premio Herbert Baxter Adams 2023 della American Historical Association per il suo libro "The Capital Order: How Economists Invented Austerity and Paved the Way to Fascism".

L'opera, pubblicata in Italia come "Operazione austerità, come gli economisti hanno aperto la strada al fascismo" (Einaudi), è stata elogiata anche dal Financial Times come uno dei dieci migliori libri di economia del 2022.

Docente di Economia all’Università di Tulsa, Oklahoma, Clara E. Mattei è una delle voci più influenti della nuova generazione di economisti.

Sarà nostra ospite il 19 Maggio alle ore 18.30 presso la Cooperativa Infrangibile per discutere e dialogare in occasione dell’uscita del suo nuovo libro “Fuga dal capitalismo”, edito da Fuoriscena.

Riempiamo la coop 🍷🚩✊🔥

14/05/2026

NON VOGLIAMO EVENTI SIONISTI E NEGAZIONISTI DEL GENOCIDIO IN CITTÀ! PIACENZA SA DA CHE PARTE STARE

Veniamo a sapere che domani 15 maggio, alle 17, la libreria Romagnosi ospiterà la presentazione di un libro, dal titolo 'Fact-checking su Israele' di Nathan Greppi.
Leggendo la descrizione dell'evento, se ne individua subito l'intento negazionista: mettere in dubbio il genocidio compiuto da Israele in Palestina, Libano e Siria, i bombardamenti di scuole e ospedali e il blocco degli aiuti umanitari, con l'aggravamento delle condizioni igienico-sanitarie e la condanna alla fame della popolazione.

Il presunto 'fact-checking' pare più un tentativo di manipolare la realtà, provando a raccontarci, ancora una volta, dell'unica democrazia in Medio Oriente, mentre Israele è, per sua stessa ammissione, lo 'Stato nazione del popolo ebraico': un progetto di supremazia etnica e
non, quindi, uno stato di diritto.

Proprio domani, 15 maggio, si ricorda l'anniversario della Nakba, ovvero l'espulsione, nel 1948, di circa 700.000 palestinesi dalle proprie terre, a seguito dell'occupazione israeliana, che continua, ancora oggi, nella sua espansione, violenta e illegale.

Israele attua un apartheid che si basa sul razzismo e sulla sistematica violazione del diritto internazionale, come dimostrano, recentemente, anche i continui attacchi alla Global Sumud Flotilla, missione internazionale che da anni tenta di rompere il blocco navale in corso in Palestina, portando aiuti umanitari.

Chi vive a Piacenza, come in tantissime altre città in Italia e nel mondo, ha dimostrato più volte, in piazza e in numerose iniziative, di volere la fine di questo genocidio e delle politiche xenofobe e fasciste.

L’evento di domani deve essere annullato!

Dopo oltre 70.000 morti, di cui almeno 20.000 bambini, dopo tonnellate di bombe, torture accertate nelle carceri e l'approvazione della pena di morte su base razziale, non è più possibile negare la realtà.
Non si può non sapere da che parte stare: quella dei popoli oppressi, per una Palestina finalmente libera.

Collettivo 26x1 Usb Piacenza ControTendenza Piacenza Cooperativa Popolare Infrangibile 1946 Si cobas Piacenza

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