Lavoro&Ambiente #insiemesipuò

Lavoro&Ambiente #insiemesipuò Con le persone al centro, la loro salute e la salvaguardia dell’ambiente

Partire dalle potenzialità del territorio: un paesaggio unico ed il patrimonio storico-archeologico, un SIN da bonificare per l'insediamento di nuove attività imprenditoriali.

La Italis LNG non si muoverà finché non verrà sbloccata una trattativa per individuare un altro sito d'attracco idoneo. ...
27/07/2026

La Italis LNG non si muoverà finché non verrà sbloccata una trattativa per individuare un altro sito d'attracco idoneo. Nel mentre, il territorio (di Piombino) sta perdendo l’opportunità dell’eolico offshore. Ad affermare questo non siamo noi, ma Aurelio Caligiore, da oltre quarant’anni Ufficiale della Marina Militare del Corpo della Guardia Costiera: un Ammiraglio Ispettore da sempre impegnato in attività legate alla tutela dell’ambiente, che nell’ultimo decennio è stato Capo del Reparto Ambientale Marino delle Capitanerie di Porto (RAM) presso il Ministero dell'Ambiente e attualmente è Commissario presso la Commissione PNRR-PNIEC del MASE (Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica).
In un articolo uscito su Greenreport, appare molto chiaramente che a Piombino e al suo porto restano solo un pugno di mosche!
Un territorio ormai beffato ogni giorno. Si pensi al Governatore della Regione che parla del progetto della statale 398 definanziato ma, tranquilli, forse finanziato con i soldi delle compensazioni, divenuti la pozione magica che cura ogni male (chissà quanti regali ci aspettano!). A proposito: è sempre il Presidente della Regione a fare il Commissario? Da mesi appaiono annunci di nomine varie, ma atti ufficiali a tal proposito non ci risultano. Un clima di grande confusione per distogliere l'attenzione da tematiche su cui invece occorre chiarezza, perché alla fine i piombinesi non sono poi così "sciocchi" da accontentarsi di una pacca sulla spalla.
Ormai dovrebbe essere chiaro che sconti in bolletta non sono possibili, e neanche trattamenti speciali ed esclusivi potranno essere adottati per chi ospita un rigassificatore, come testimoniano direttamente il nostro capoluogo di provincia o Ravenna.
Quindi siamo arrivati al punto in cui non avremo alcun progetto per impianti che ci farebbero finalmente iniziare a uscire dal fossile, nessun posto di lavoro sul territorio, ma ci siamo addirittura ridotti a subire una nave lasciata sine die in un porto dalle potenzialità economiche e produttive infinite. Dobbiamo ancora capire come si concilierà la permanenza del rigassificatore con il progetto siderurgico di Metinvest.
Bene ha fatto il Comitato Salute Pubblica a chiedere risposte alla Giunta e al sindaco. La maggioranza non può continuare a ignorare il programma elettorale che ha portato la coalizione a vincere le amministrative per ben due volte. Condividiamo altresì la tirata d'orecchie a tutte le altre forze politiche, colpevoli di un silenzio assordante e oggi tutte eccitate a fare a gara per capire chi strapperà compensazioni maggiori e se ne prenderà il merito.

Lista Civica
Lavoro&Ambiente si può
Piombino 27 Luglio 2026

Martedì sera abbiamo partecipato, come lista civica, ad una nutrita assemblea pubblica alla presenza dei primi cittadini...
19/06/2026

Martedì sera abbiamo partecipato, come lista civica, ad una nutrita assemblea pubblica alla presenza dei primi cittadini Ticciati, Pasquini, Scarpellini e Riccucci, assente l'amministrazione di Piombino. Un incontro che ha fatto emergere, con drammatica chiarezza, una verità: quella che viene chiamata “transizione energetica” si sta manifestando, nei fatti, come una mera e aggressiva speculazione ai danni del paesaggio, dell’economia locale e della qualità della vita dei cittadini.
Siamo di fronte alla piena realizzazione e diffusione di quello che pochi anni fa veniva definito il “Metodo Piombino”.
All’epoca sostenevamo che l’imposizione di impianti calati dall’alto, attraverso leggi 'ad hoc' e commissariamenti che bypassano le comunità locali, non era un’eccezione legata a una specifica emergenza, ma un prototipo. Oggi quel metodo sta venendo applicato, in modo sistematico, a tutto il territorio nazionale.

Allora, per sviare l’attenzione, si arrivò persino a sostenere cinicamente che il problema del rigassificatore fosse puramente estetico, suggerendo che una diversa colorazione della nave avrebbe placato le proteste. Seguendo questa logica distorta e riduzionista, oggi per rendere accettabile la cementificazione dei nostri campi e la saturazione del territorio con impianti fotovoltaici, sistemi BESS, sottostazioni e infrastrutture di collegamento, basterà “verniciarli di verde”.

La transizione ecologica richiede visione e pianificazione, non l’occupazione selvaggia del suolo agricolo e naturale da parte di multinazionali che mirano esclusivamente al profitto immediato.

Siamo stufi di sentirci dire che siamo quelli del no a prescindere. Siamo quelli che ritengono che il 'come e dove' siano fondamentali e
non possiamo più tacere riguardo alle responsabilità di chi ha permesso e agevolato questo scempio. In primis la
Regione Toscana
fallendo nel suo ruolo di difensore degli interessi dei territori, incapace di imporre una programmazione che tuteli la vocazione agricola e turistica della Val di Cornia.

Attraverso l’alibi dell’emergenza energetica, in nome della transizione di cui l'Italia oggi paga ritardi mostruosi di Governi non lungimiranti, subiamo decisioni che scavalcano ogni forma di democrazia partecipativa.
Occorre un cambio radicale e la transizione che tutti auspichiamo deve essere fatta 'con' il territorio. Questo dovrebbero pretendere
tutti, partiti, rappresentati del mondo civico e associazioni. Transizione pianificata e allora il NO che oggi fa così tanto comodo a qualcuno e così tanto strumentalizzato diventerebbe un SÌ deciso.
Lista Civica Lavoro&Ambiente
Lavoro&Ambiente si può

L' ipotesi del cavidottoIn questi giorni in tutti i Comuni della zona la società privata Zhero sta presentando il propri...
20/05/2026

L' ipotesi del cavidotto

In questi giorni in tutti i Comuni della zona la società privata Zhero sta presentando il proprio progetto energetico.
In sintesi l'opera consiste in un cavidotto sottomarino che trasporterà dalla Tunisia all'Italia corrente elettrica continua ad alta tensione, prodotta tramite impianti eolici e fotovoltaici, per poi approdare in Toscana.
Dal deserto della Tunisia, dove occuperanno pare un territorio grande come la provincia di Livorno, perché le condizioni di sole e vento sarebbero ottimali per garantire la continuità produttiva fino alla Toscana in quanto la nostra regione pare sia la più idonea -se non l'unica- per il dispacciamento e l'immissione dell'energia nella rete elettrica nazionale.

Siamo venuti a conoscenza di questi dettagli partecipando ad una assemblea pubblica indetta dalla società.
Eravamo presenti
noi e pochi altri, di certo non abbiamo visto partiti locali, che ci auguriamo di vedere giovedi 21 maggio in occasione della prossima assemblea pubblica.

La società assicura che il progetto garantirà posti di lavoro per le maestranze nel territorio nordafricano e che non ci saranno impatti sull'ecosistema marino, garantendo il pieno rispetto dell'ambiente e delle regole nella fase di cantieristica.

Non possiamo sapere oggi se sarà così. Proprio per questo, sul tema della tutela dell'ecosistema marino e terreste ci auguriamo che le varie associazioni, come il WWF , Legambiente o la neonata in loco Italia Nostra, facciano sentire la loro voce assieme agli enti preposti.
Noi non siamo così certi che un cavo che trasporta elettricità non abbia influssi, ma è anche vero che oramai il Mediterraneo è un'autostrada percorsa da cavi.

Comunque aspettiamo pareri più autorevoli e documentazione puntuale.
Ciò che possiamo fare è dare un contributo alla discussione, ancora in corso, sulla progettazione in Toscana. In realtà abbiamo già cercato di farlo, raccomandano scelte che non consumino nuovo suolo e che procedano invece al recupero di aree già compromesse.
Lo abbiamo fatto anche formalizzando all'azienda alcune proposte ed evidenziando alcune criticità e lo ripeteremo giovedì.

Secondo le ipotesi progettuali attuali il cavo potrebbe approdare nella zona di Pratoranieri o di Torre Mozza, per poi proseguire fino alla stazione di conversione per la quale si valutano le opzioni di Casalappi, Suvereto o Banditelle.
Questa stazione sarà l'unica struttura visibile dell'intero progetto: un complesso di edifici alti fino a 20 metri che occuperà 6 ettari di terreno.
Sul punto di approdo ad oggi si è espresso solo il PD di Follonica, favorevole al progetto, ma contrario all'ipotesi di Prato Ranieri.
La società menziona tra le varie ipotesi la zona della ex centrale Enel, dove però è previsto un grande resort e comunque si tratta di un'area con destinazione turistico-ricettiva.

Sullo sbocco a Torre Mozza, zona di pregio e turistica, come del resto Prato Ranieri, anche noi esprimiamo riserve. Seppur con tutti gli accorgimenti che la società assicura.
Ma soprattutto sulla stazione di conversione pensiamo che sia indicato e opportuno utilizzare, nel territorio del Comune di Piombino, una delle discariche esistenti e così dibattute, precisamente la Li53.
Essa è vicina alla costa e non ha finora alcuna speranza, non essendo stata ricompresa in alcun accordo, è un bubbone mai sanato per questo territorio, è ampia oltre 15 ettari e sarebbe anche prossima al futuro, stabilimento siderurgico, che di energia a costi più contenuti avrà tanta necessità.
Dunque, quale migliore localizzazione?
Certo, andrebbe fatto un accordo tra le varie parti coinvolte.
A noi pare che questo sarebbe il compito della politica in una visione complessiva del territorio e delle varie realtà.

Se lo Stato intende realizzare questo progetto tramite la società Zhero o altri, se la Regione intende appoggiarlo utilizzando anche il nostro mare e il nostro territorio, che almeno ciò si traduca in un vantaggio per il territorio e cioè nel risanamento di una delle nostre discariche, la Li53, senza utilizzare altro suolo per edificare 6 ettari di edifici alti 20 metri.
È una proposta. Una proposta seria, concreta e discutibile pubblicamente.
Il 21 maggio affronteremo di nuovo il tema con la società proponente, ma ci auspichiamo di poterlo fare finalmente anche con le amministrazioni locali e le forze politiche del territorio.

Lista civica Lavoro & Ambiente
Lavoro&Ambiente si può Lavoro&Ambiente
Fonte "Il Tirreno" del 20.05.2026

Oggetto : doverosa risposta al comunicato di AVS  Piombino Domani apparso il 16 maggio 2026.Il comunicato ha un solo obi...
17/05/2026

Oggetto : doverosa risposta al comunicato di AVS Piombino Domani apparso il 16 maggio 2026.

Il comunicato ha un solo obiettivo e cioè attaccare la lista Lavoro & Ambiente perché si è permessa di fare proposte.
I toni del comunicato di Piombino Domani e AVS sono a nostro parere inaccettabili, specie nel passaggio in cui si allude a qualche “baratto” con cui sia stata ripagata la permanenza della lista nella coalizione Ferrari in questi anni. Si rasenta la diffamazione. Così come riteniamo inaccettabile l’invito, censorio, al silenzio. Del resto non ci sorprendono certi toni veementi, offensivi e sempre ai limiti della violenza verbale, tipici di esponenti locali di AVS.
Noi non insultiamo, né dileggiamo. Abbiamo lavorato convintamente e seriamente all’interno dell’attuale maggioranza. Ne siamo usciti con motivazioni chiare, condivisibili o meno, e continuiamo legittimamente a portare il nostro contributo al confronto politico.
Nel merito, torniamo a ribadire l’inesattezza delle affermazioni relative alla vicenda Rimateria: la società era già fallita a causa di una complessa situazione debitoria (debito milionario accumulato nei confronti dell’erario, del demanio, della Regione e degli Istituti di Previdenza Sociale) tanto che l’ultimo bilancio non era stato approvato; la contestuale esistenza di procedimenti penali e di indagini della GdF hanno fatto si che i soci privati, a fronte di prospettive economiche ormai venute meno, abbiano rifiutato l’apporto dei capitali necessari all’ottemperanza delle prescrizioni, decretando con ciò il fallimento della società.
In merito alla LI53.
Su quel sito incombeva, per Rimateria, l’obbligo della messa in sicurezza, tanto che i soci avevano impugnato l’atto relativo: solo con la libertà di “poter conferire qualsivoglia tipo di rifiuto in quelle discariche….senza la rogna dei lavori di risanamento” la società si sarebbe potuto salvare. Dichiarazioni di Pellati rese pubbliche sulla stampa.
E non ebbero seguito, per fortuna e grazie anche alla nostra opposizione
Su quel sito hanno tutti declinato ogni responsabilità: la curatela fallimentare, il demanio e la stessa Regione che ha accettato negli atti autorizzativi, la separazione di quell’area dal resto delle discariche. Quindi il problema era comunque ben lungi dall’essere risolto. Noi, oggi, avanziamo le nostre proposte e apriamo al confronto, non insultando né intimando niente a nessuno.
Diciamo invece una cosa agli autori del comunicato: la maggioranza che governa la regione ha pesanti responsabilità sulla gestione del sito di Ischia di Crociano, avendone avallato ogni indecente passaggio, e la giunta Giani condivide con i governi nazionali imperdonabili responsabilità sul rigassificatore. Il nostro pacato suggerimento è quello di una coerenza tra le parole e gli atti: coerenza vorrebbe che i vostri esponenti regionali uscissero dalla giunta Giani e sostenessero le ragioni del territorio.
Ma uscire dalle Giunte è una scelta difficile e coraggiosa che non tutti riescono a fare.
Lavoro&Ambiente Lavoro&Ambiente si può

Fonte de "Il Tirreno" 16 maggio 2026

Rigassificatore: il “modello Panigaglia” arriva in Procura e invece Piombino va in scena l’ultimo atto della sceneggiata...
15/05/2026

Rigassificatore: il “modello Panigaglia” arriva in Procura e invece Piombino va in scena l’ultimo atto della sceneggiata.

Mentre la politica si perde in proclami e il futuro di Piombino sembra decidersi a tavolino una notizia scuote il panorama energetico nazionale: la Procura di La Spezia ha aperto un’indagine. Al centro dell’inchiesta, nata da un esposto, c’è il rischio derivante dalla vicinanza dell'impianto alle abitazioni e alle attività.
Certo, un’indagine non è una condanna, ma conferma l’esistenza del cosiddetto fumus boni iuris: fatti e comportamenti che meritano di essere accertati. Sebbene le situazioni tecniche siano diverse, il punto di contatto con Piombino è evidente: la presenza di un impianto a rischio di incidente rilevante a pochi metri da case, uffici e navi in transito.
Una domanda di buon senso sorge spontanea: perché altrove le distanze di sicurezza si misurano in chilometri, mentre a Piombino l’impianto è autorizzato a ridosso del centro abitato? È una domanda che i cittadini pongono da anni, che la Procura di La Spezia sembra aver fatto propria.

Ma torniamo allo scenario locale che ormai appare come un copione già scritto in tre atti:
1. L’uscita di scena di Giani, con toni sempre più alti e il gesto plateale delle dimissioni da Commissario, più volte minacciate e ormai imminenti. Dimenticando però che, da Presidente della Regione, avrebbe potuto fare molto di più, seguendo l’esempio di altri presidenti che hanno saputo difendere i propri territori. E soprattutto dimenticando che la sua responsabilità politica resta intatta anche dopo le dimissioni.
Ma oggi bisogna dirlo chiaramente:
la sua firma, ormai, vale quanto carta straccia.
Il Governo ha già autorizzato tutto: VIA, AIA e autorizzazione unica sono già state rilasciate. Non serve certo il suo “via libera” finale.
Allora cosa sta raccontando?
Se davvero volesse opporsi — e non lo vuole, perché continua a inseguire le cosiddette compensazioni — dovrebbe agire da Presidente della Regione con atti concreti e legali contro questa scelta del Governo, non limitarsi a dichiarazioni teatrali;
2. Il passaggio al "Tecnico": una volta uscito il politico, la gestione potrebbe passare a un tecnico (magari lo stesso Prefetto) per normalizzare l’emergenza e procedere senza troppi intoppi politici.
3. Il mai palese ricatto delle compensazioni. Si tratta dell'arma finale. Il mantra è già iniziato: convenzione subito o perderete i 30 milioni e le opere promesse. Scordando tutti che il "Memorandum" era legato ai tre anni di permanenza non ad altri scenari, un dettaglio di non poco conto.

Sicurezza e Sviluppo.
La nostra posizione resta immutata.
Uscire dal fossile investendo realmente in energie rinnovabili, progetti alternativi e nel frattempo spostare immediatamente il rigassificatore Off-Shore.
L’esempio di Panigaglia parla chiaro: questi impianti non possono e non devono stare vicino ai centri abitati e occorre liberare il porto dove la presenza della nave sta bloccando lo sviluppo economico e logistico di Piombino.

Non accetteremo che il futuro della nostra città venga barattato con "manciate di lenticchie" sotto forma di compensazioni, ignorando i rischi per la sicurezza che persino la Magistratura, altrove, ha ritenuto necessario indagare.

Lista Civica Lavoro&Ambiente

Comunicato stampaACCORDO DISCARICA  ex LucchiniL’accordo recentemente siglato con Rinascenza e approvato all’unanimità d...
08/05/2026

Comunicato stampa
ACCORDO DISCARICA ex Lucchini

L’accordo recentemente siglato con Rinascenza e approvato all’unanimità dalla giunta Ferrari impone una riflessione seria, che riporti l’attenzione su un dato di realtà: un quadro amministrativo e ambientale compromesso da anni. In questo contesto, è evidente che i margini di manovra per l’Amministrazione Comunale fossero limitati, ma non al punto da chiudere l’intera vicenda con un’intesa priva di dettagli fondamentali e, soprattutto, di una visione complessiva.

La lista civica Lavoro & Ambiente ha seguito la vicenda fin dall’inizio, anche attraverso il contributo diretto dei propri rappresentanti nelle istituzioni durante il primo mandato della giunta Ferrari: Carla Bezzini, assessore all’Ambiente e Demanio, e Sabrina Nigro, con deleghe tra cui Lavoro e Sviluppo economico. Non va dimenticato che proprio il tema della discarica, insieme a quello del rigassificatore nel porto di Piombino, ha rappresentato uno dei principali pilastri su cui si è costruito il consenso elettorale che ha portato Francesco Ferrari e la sua coalizione a vincere per due mandati.
Nei primi anni di amministrazione, il Comune di Piombino ha percorso tutte le vie legali possibili per contrastare il progetto: ricorsi al TAR contro la VIA e la Conferenza dei Servizi, opposizione alla concessione demaniale e alla delibera regionale. Azioni corrette e doverose, ma sistematicamente respinte in un contesto politico-istituzionale in cui la Regione Toscana ha sempre sostenuto il progetto, prima con Rimateria e poi con Rinascenza, arrivando ad autorizzare anche il conferimento di rifiuti a componente organica inizialmente esclusi.
Il ritiro del ricorso al Consiglio di Stato e la rinuncia agli ulteriori contenziosi non appaiono come una scelta politica autonoma, ma come una presa d’atto di un esito giudiziario ormai segnato. Tuttavia, questi passaggi, che chiudono definitivamente una fase di opposizione istituzionale, avrebbero richiesto maggiore chiarezza e trasparenza nelle motivazioni. Sarebbe stato doveroso un passaggio in consiglio comunale o la convocazione di un’assemblea pubblica: strumenti minimi di confronto che, invece, sono stati completamente ignorati.

Un ulteriore elemento critico riguarda il percorso urbanistico. Nel 2019 fu approvata una variante che rappresentava un tentativo concreto da parte del Comune di indirizzare il destino dell’area ex Lucchini, ponendo limiti e cercando un equilibrio tra esigenze ambientali, industriali e territoriali. Oggi è lecito chiedersi quale sia il reale peso di quella variante: le scelte contenute nell’accordo sembrano averne progressivamente svuotato la portata, riportando il baricentro decisionale lontano dal livello comunale.

Nel merito, il progetto non presenta variazioni sostanziali: il volume complessivo della discarica resta fissato a 350.000 metri cubi. Se da un lato viene introdotta una priorità per rifiuti siderurgici, da bonifica e da infrastrutture territoriali, dall’altro permangono forti dubbi sulla sostenibilità economica del modello. Il rischio concreto è che, per garantire l’equilibrio gestionale, si apra in futuro al conferimento di ulteriori tipologie di rifiuti, riproponendo criticità già emerse.
Anche i protocolli di monitoraggio e la costituzione di un comitato di controllo con la partecipazione delle associazioni non rappresentano elementi straordinari, ma strumenti che dovrebbero rientrare nella normale applicazione delle normative ambientali, soprattutto in un sito già fortemente compromesso.

Dalla delibera emerge inoltre come l’accordo si regga in larga parte sulla prospettiva industriale del progetto Metinvest. L’idea di una discarica “a km zero” è condivisibile, ma i tempi non risultano coerenti: senza una reale sincronizzazione con lo sviluppo industriale, l’intero impianto rischia di perdere sostenibilità economica, con conseguenze che potrebbero rivelarsi difficilmente controllabili.
Altro punto critico è la separazione delle autorizzazioni tra i siti, che di fatto condanna l’area LI53 all’abbandono, escludendo interventi di bonifica che difficilmente verranno realizzati in futuro. E' doveroso ricordare che la responsabilità risale in primis al curatore fallimentare di Rimateria e alla Regione Toscana, ma noi pensiamo che si tratti comunque di un’occasione persa: il momento per mettere in sicurezza quell’area doveva essere proprio all’interno di un accordo complessivo.
Per la nostra lista, la LI53 non può essere nuovamente accantonata. È necessario individuare soluzioni concrete.
In questa direzione si inserisce la proposta che abbiamo avanzato durante un incontro pubblico promosso dalla società Zhero sul progetto TI-Link: un parco energetico da 5 GW in Tunisia, collegato alla Toscana tramite un cavo sottomarino da 2 GW, con punto di connessione previsto a Torre Mozza.
Un progetto di questa portata, sul quale al momento ci sembra prematuro esprimersi perché ancora embrionale, può rappresentare un’opportunità per affrontare e risolvere finalmente il nodo della LI53, evitando ulteriore consumo di suolo e valorizzando aree già compromesse. Questo significa avere una visione: non fermarsi al singolo intervento, ma costruire una programmazione capace di trasformare le criticità in opportunità per il territorio, puntando sulle energie rinnovabili e sulla tutela ambientale.

Lista Civica Lavoro&Ambiente si può

PROROGA RIGASSIFICATORE A PIOMBINO: tra promesse di "ristori" e silenzio delle istituzioni.Il decreto legge che dispone ...
03/05/2026

PROROGA RIGASSIFICATORE A PIOMBINO: tra promesse di "ristori" e silenzio delle istituzioni.

Il decreto legge che dispone la proroga della permanenza del rigassificatore a Piombino sta per essere convertito in legge. In questo contesto, le recenti dichiarazioni di Manfredi Potenti della Lega su ipotetici "ristori" per i cittadini appaiono come un tentativo ambiguo di mitigare il colpo. La stessa Lega che si era recentemente espressa in Regione contro la proroga ora parla di misure condizionate a "vincoli di bilancio" e "fattibilità tecnico-economica": formule vaghe che sembrano più un espediente retorico che una proposta concreta.
Del resto non solo la Lega parla di compensazioni, esse sono state sbandierate dal Presidente Giani e dal Sindaco di Piombino Ferrari in più occasioni, peraltro senza alcuna reazione dal Governo nazionale.

Il punto centrale rimane la violazione degli accordi iniziali: l'impianto doveva restare solo tre anni, termine su cui poggiavano tutte le autorizzazioni. Proporre oggi "misure straordinarie" solo per Piombino solleva dubbi di legittimità e fattibilità.
In altri territori con impianti simili non sono mai stati previsti ristori diretti ai cittadini, ma solo indennizzi ambientali e urbanistici come tra l'altro previsto in questi casi.

Di fatto, la nave rimarrà in porto sine die, ignorando i vincoli temporali originari.

Desta preoccupazione il silenzio dell'Amministrazione comunale e l’incertezza sulla posizione della Regione Toscana. È necessario che il Presidente della Regione (e Commissario, lo è ancora?) e l'assessore Barontini chiariscano se intendono dare seguito alle istanze emerse dal territorio e non ultime alla manifestazione durante la quale lo stesso assessore regionale ha preso l'impegno di tornare da Giani e riferire, oltre che esprimere nel suo intervento contrarieta' alla permanenza del rigassificatore nel porto.

La stessa Nigro ha sempre sostenuto in giunta che la permanenza fosse inaccettabile, ribadendo la necessità di consulti legali, ritenuti fondamentali, con l’avvocato Greco che ha seguito l’iter fino alla sentenza del TAR.
Nessuna compensazione può valere quanto la sicurezza, la salute e lo sviluppo di un porto dalle grandi prospettive. Queste sono le argomentazioni
portate avanti fino alle dimissioni: sicurezza e salute non sono negoziabili.

Cosa intendono fare la Regione Toscana e il Comune di Piombino qualora questa norma venisse approvata?
Neanche una legge può essere in conflitto con norme italiane e comunitarie in materia ambientale e di sicurezza, neanche una legge può essere in contrasto con la Costituzione.

Dal canto nostro siamo a formulare proposte concrete per la sicurezza e la salute del territorio visto che
l' atteggiamento attuale dei principali protagonisti appare remissivo.
-Studio di impatto indipendente: Snam deve finanziare un'analisi approfondita su sicurezza ed emissioni (aria e acqua), considerando l'effetto cumulo con le altre realtà industriali del SIN.
-Comitato di sorveglianza territoriale, in sintesi si chiede di istituire un tavolo con poteri decisionali e di convocazione, composto da enti locali, cittadini e realtà del territorio.
-Spostamento Offshore con avvio immediato dei lavori per il trasferimento dell'impianto in mare aperto. Il Governo sostiene che l'opera sia strategica per il Paese, e su questo ci sarebbe molto da discutere.
Tuttavia, se questo si vuole dire, allora il Governo deve investire per garantirne la massima sicurezza.

Un ultimo aspetto o meglio un monito sulla sicurezza portuale.
L' incendio avvenuto presso l'azienda Pim, a breve distanza dal rigassificatore, è l'ulteriore segnale d'allarme.
Un piccolo incidente, tutto sommato, che però ha creato subito allarme.
La convivenza tra un impianto ad alto rischio, il traffico passeggeri e le attività produttive in uno spazio ristretto è una scommessa pericolosa. Gli incidenti non sono prevedibili; la prevenzione e il rispetto dei patti, invece, sono un dovere politico.

Lista Civica Lavoro&Ambiente si può

Il giorno 11 aprile il ritorno in piazza per manifestare contro l'impianto di rigassificazione che il 3 luglio 2026 risc...
07/04/2026

Il giorno 11 aprile il ritorno in piazza per manifestare contro l'impianto di rigassificazione che il 3 luglio 2026 rischia di permanere in porto.

È una possibilità che non si sarebbe mai dovuta concretizzare, perché l'autorizzazione a firma Giani scade, come tutti i pareri su cui si basa, e perché così stabiliva una sentenza.
I cittadini per tre anni hanno aspettato questa data e ora rischiano di vederla come minimo slittare in avanti.

La lista Lavoro & Ambiente sarà presente come ha sempre fatto in questi anni.
"Le mie dimissioni da assessore dichiara la capolista Sabrina Nigro non cambiano di una virgola la posizione di una lista civica nata per affrontare questioni locali.
Non siamo più in maggioranza, ma rimaniamo impegnati a dare il nostro contributo per difendere il presente e il futuro di questo territorio e l'ambiente, liberi da vincoli e da schieramenti di partito.
I patti devono essere rispettati, il rigassificatore deve andare via e lasciare il porto libero per il suo sviluppo economico".

Il giorno 11 la Lavoro& Ambiente manifesterà per questo scopo.
Sarà anche l'occasione per sentire dalla viva voce dell'assessore regionale Barontini, in città per la presentazione di un libro fin dalla mattina, quale sarà l'atteggiamento della Regione Toscana nella prossima conferenza dei servizi in merito al rinnovo dell'Aia richiesto da Snam.
Dovrà essere l'opportunità per chiedere quali azioni legali la Regione intraprenderà contro un'eventuale legge nazionale, attualmente in discussione. Regione toscana che ricordiamo, afferma la lista, ha fortemente voluto quell'impianto dentro il porto di Piombino.
E naturalmente identiche domande sono da porre alla nostra amministrazione.
Invitiamo quindi tutti i cittadini ad unirsi alla manifestazione affinché sia, di nuovo, la manifestazione del territorio per il territorio.

Lista civica Lavoro & Ambiente

La Lista Civica Lavoro&Ambiente comunica la propria uscita dalla maggioranza di governo del Comune di Piombino. Contestu...
31/03/2026

La Lista Civica Lavoro&Ambiente comunica la propria uscita dalla maggioranza di governo del Comune di Piombino. Contestualmente, l’assessore con delega al Lavoro, Sviluppo economico, Sport e Cultura, Sabrina Nigro, capolista della lista civica, rassegna le proprie dimissioni.
Si tratta di una decisione sofferta, maturata quale presa d’atto del progressivo allontanamento, su alcune tematiche strategiche, dal programma elettorale condiviso.
Nel 2019, anno del primo mandato che ha visto la vittoria di un candidato a sindaco civico, Lavoro&Ambiente ha espresso due assessori in Giunta: Carla Bezzini all’Ambiente e Sabrina Nigro, inizialmente con deleghe a Lavoro e Personale, per poi assumere, a metà mandato, ulteriori responsabilità nei settori del Commercio e del Turismo.
Nel corso del mandato, entrambe hanno operato con impegno su temi ritenuti centrali per la città e per la lista, in un contesto iniziale particolarmente complesso. Lavoro&Ambiente ha inoltre contribuito a mantenere un dialogo costante tra l’amministrazione, i cittadini, i lavoratori e i movimenti ambientalisti.
Alla luce del percorso amministrativo più recente, riteniamo tuttavia che non sussistano più le condizioni per proseguire con la medesima efficacia all’interno del progetto condiviso, pur nel rispetto del lavoro svolto e delle esperienze maturate insieme.

Lista Civica Lavoro&Ambiente

Piombino 31 Marzo 2026

Indirizzo

Piombino

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Lavoro&Ambiente #insiemesipuò pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Scelte rapide

Condividi