30/07/2026
Oggi il Consiglio comunale ha adottato la variante normativa semplificata al vigente Regolamento Urbanistico della Città di Potenza.
Si tratta di un provvedimento che ha potuto vedere la luce grazie anche al nuovo approccio introdotto dalla Regione Basilicata con la L.R. n. 7/2024, che ha innovato la L.R. n. 23/1999, offrendo ai Comuni strumenti più efficaci per superare criticità che, nel tempo, avevano irrigidito l’applicazione del Regolamento Urbanistico.
Ho sempre interpretato questa variante come un provvedimento di ispirazione liberale: modifiche puntuali, finalizzate a semplificare le procedure, ridurre gli ostacoli burocratici e favorire i processi di trasformazione della città, senza alterare l’impianto complessivo dello strumento urbanistico.
È un passo importante per Potenza.
Resta però una considerazione sul metodo.
Una variante urbanistica del capoluogo avrebbe meritato un percorso istruttorio condiviso con gli Ordini professionali, le associazioni di categoria e tutti i soggetti che, quotidianamente, operano nella pianificazione e nel governo del territorio.
Dispiace che ciò non sia avvenuto.
Per altri provvedimenti, come il Regolamento del Verde, l’Amministrazione ha ritenuto opportuno coinvolgere Università, Ordini professionali e portatori di interesse. Per una variante urbanistica, invece, si è scelto un percorso sostanzialmente autoreferenziale.
Credo che la pianificazione urbanistica non possa essere considerata una materia di secondo piano. Al contrario, rappresenta uno degli strumenti più importanti per costruire il futuro della città e, proprio per questo, richiede confronto, competenza e partecipazione.
L’auspicio è che, nella fase delle osservazioni e prima dell’approvazione definitiva, si apra un dialogo vero con il mondo delle professioni e con tutti gli attori interessati, perché una buona pianificazione nasce anche dall’ascolto e dal contributo di chi il territorio lo conosce e lo vive ogni giorno.