01/09/2026
𝐏𝐨𝐳𝐳𝐚𝐥𝐥𝐨: 𝐚𝐜𝐪𝐮𝐚 𝐜𝐨𝐧 𝟑𝟐𝟕 𝐦𝐠/𝐥 𝐝𝐢 𝐜𝐥𝐨𝐫𝐮𝐫𝐢, 𝐢𝐥 𝐥𝐚𝐛𝐨𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨 𝐥𝐚 𝐝𝐢𝐜𝐡𝐢𝐚𝐫𝐚 "𝐧𝐨𝐧 𝐝𝐞𝐬𝐭𝐢𝐧𝐚𝐛𝐢𝐥𝐞 𝐚𝐥 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐮𝐦𝐨 𝐮𝐦𝐚𝐧𝐨".
𝑳𝒂 𝒈𝒆𝒔𝒕𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍'𝒂𝒄𝒒𝒖𝒂 𝒆 𝒅𝒆𝒊 𝒇𝒐𝒏𝒅𝒊 𝒓𝒆𝒈𝒊𝒐𝒏𝒂𝒍𝒊: 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒍𝒂 𝒄𝒐𝒏𝒔𝒕𝒂𝒕𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒅𝒆𝒊 𝒇𝒂𝒕𝒕𝒊 𝒅𝒊𝒗𝒆𝒏𝒕𝒂 "𝒑𝒓𝒐𝒄𝒖𝒓𝒂𝒕𝒐 𝒂𝒍𝒍𝒂𝒓𝒎𝒆"
La pratica dello "scarica barile" nasce con l'uomo. La applica per primo Adamo con Eva, ed Eva con il serpente. C'è chi se ne assume le responsabilità e c'è chi ne fa un metodo di governo costante, spesso accompagnato da minacce più o meno esplicite.
È quello che sta accadendo a Pozzallo. L'Amministrazione, e il Sindaco Ammatuna in particolare, tenta di far passare la semplice constatazione documentale della realtà come un "attentato" alla tranquillità pubblica e lo fa direttamente o per interposta persona.
È successo quando abbiamo messo nero su bianco come sono stati spesi i 175.000 euro arrivati dalla Regione, di cui 46.650 euro per il concerto di Ruggeri, mettendo in moto i quattro consiglieri rimasti per accusarci di essere bugiardi. Salvo poi dover fare i conti con la realtà dei documenti da loro stessi sottoscritti.
Ora tocca alla vicenda più grave e fastidiosa per il Sindaco: quella dell'acqua con il sale.
𝐈 𝐅𝐀𝐓𝐓𝐈, 𝐈𝐍 𝐎𝐑𝐃𝐈𝐍𝐄 𝐂𝐑𝐎𝐍𝐎𝐋𝐎𝐆𝐈𝐂𝐎
𝟏. 𝟐𝟓 𝐚𝐠𝐨𝐬𝐭𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟑 - 𝐎𝐫𝐝𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐒𝐢𝐧𝐝𝐚𝐜𝐚𝐥𝐞 𝐧. 𝟔𝟐: il Sindaco vieta l'utilizzo dell'acqua della rete pubblica pozzallese perché "non potabile". Lo fa su ordine dell'ASP, visto l'elevato contenuto di cloruri, già allora più o meno ai livelli di oggi. La normativa sui cloruri, nel 2023, era sostanzialmente identica a quella attuale.
Ci chiediamo: perché allora l'ASP ritenne l'acqua non potabile? Quello non era "procurato allarme", sig. Sindaco?
Quell'ordinanza resta in vigore per 𝟓𝟏𝟔 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐢, 𝐨𝐥𝐭𝐫𝐞 𝟏𝟕 𝐦𝐞𝐬𝐢, durante i quali nulla viene fatto per risolvere il problema alla radice.
𝟐. 𝟐𝟐 𝐠𝐞𝐧𝐧𝐚𝐢𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟓 - 𝐑𝐞𝐯𝐨𝐜𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥'𝐨𝐫𝐝𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐚: il Sindaco revoca il divieto. Come da lui stesso dichiarato, non perché glielo abbia detto l'ASP, ma perché glielo ha "suggerito" Iblea Acque. Vanno a studiarsi la legge e trovano un cavillo che permette di "far diventare l'acqua potabile".
Perché Iblea Acque dà questo suggerimento? Perché cominciavano ad arrivare richieste di abbattimento del 50% del canone idrico e di depurazione, come previsto da una sentenza della Cassazione. 𝐍𝐞𝐬𝐬𝐮𝐧 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐞𝐬𝐬𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐬𝐚𝐥𝐮𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐢 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚𝐝𝐢𝐧𝐢.
𝟑. 𝐌𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟔 - 𝐈𝐥 𝐝𝐚𝐭𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐥 𝐒𝐢𝐧𝐝𝐚𝐜𝐨 𝐫𝐢𝐭𝐢𝐞𝐧𝐞 𝐬𝐮𝐩𝐞𝐫𝐟𝐥𝐮𝐨: il laboratorio incaricato da Iblea Acque di svolgere le analisi mensili dei pozzi di tutti i comuni della provincia, analizzando il campione prelevato a Pozzallo dal pozzo di contrada Inchiudenda, dichiara testualmente che il campione "𝐧𝐨𝐧 𝐩𝐮𝐨̀ 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐬𝐭𝐢𝐧𝐚𝐭𝐨 𝐚𝐥 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐮𝐦𝐨 𝐮𝐦𝐚𝐧𝐨".
Il riferimento normativo è il D. Lgs. n. 18 del 23-02-23 (G.U. Serie generale n. 55 del 06-03-23) e il D. Lgs. n. 102 del 19-06-25, cioè la stessa normativa che nel 2023 aveva indotto il Sindaco ad emettere il divieto.
Anche il laboratorio va accusato di "procurato allarme"?
Il dato è chiaro: a maggio 2026 la quantità di cloruri era di 327 mg/l contro il limite di 250 mg/l previsto dalla legge. Quanto era a giugno? A luglio? Ad agosto? Presumibilmente molto di più visto che l’aumento di consumi per la stagione estiva porta ad un abbassamento della falda.
Non è dato sapere perché Iblea Acque, che per il 90% dei comuni della provincia dove i parametri sono regolari, pubblica i dati aggiornati a luglio 2026, per Pozzallo li tenga fermi a settembre 2025 e pubblica solo dopo il 12 agosto 2026, i dati del mese di maggio.
Dall'intervista del Sindaco pubblicata da RDM, megafono di Ammatuna che non ha pubblicato il nostro comunicato stampa, apprendiamo che il contenuto di cloruri è arrivato addirittura a 𝟓𝟎𝟎 𝐦𝐠/𝐥, 𝐦𝐞𝐳𝐳𝐨 𝐠𝐫𝐚𝐦𝐦𝐨 𝐝𝐢 𝐬𝐚𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐢𝐭𝐫𝐨.
Ecco perché i dati non vengono pubblicati con tempestività: hanno distribuito acqua salata, 𝐒-𝐀-𝐋-𝐀-𝐓-𝐀.
𝐋𝐄 𝐃𝐎𝐌𝐀𝐍𝐃𝐄 𝐀𝐋 𝐒𝐈𝐍𝐃𝐀𝐂𝐎
Non è una grave omissione per un Sindaco che dice di "amare" la sua città nascondere questi dati quando i cloruri raggiungono livelli così allarmanti?
Afferma di aver avvisato i cittadini delle precauzioni da adottare, ma lo ha fatto solo quando ha emesso l’ordinanza di non potabilità, nel 2023, tacendo fino ad oggi.
Anche se può trincerarsi dietro una norma, dietro l'ASP o dietro Iblea Acque, non ha nessuna giustificazione per il suo comportamento omertoso. E il suo comportamento è ancora più ingiustificabile in quanto medico, che conosce perfettamente i danni che possono provocare 500 mg di sale per litro, non solo a chi soffre di ipertensione.
Ci spiega, sig. Sindaco, in cosa consisterebbe il "procurato allarme"? Nell'aver pubblicamente avvisato i cittadini che un laboratorio certificato ritiene che l'acqua che beviamo quotidianamente non sia potabile?
𝐑𝐢𝐭𝐞𝐧𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐬𝐢𝐚 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐝𝐨𝐯𝐞𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚𝐝𝐢𝐧𝐢 𝐞 𝐝𝐢 𝐦𝐨𝐯𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐢 𝐚𝐯𝐯𝐢𝐬𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚̀ 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐞 𝐯𝐢𝐯𝐢𝐚𝐦𝐨!
𝐋𝐀 𝐍𝐎𝐒𝐓𝐑𝐀 𝐑𝐈𝐂𝐇𝐈𝐄𝐒𝐓𝐀
Chiediamo a Iblea Acque e, in subordine, al Sindaco di Pozzallo di pubblicare lo storico completo del contenuto di cloruri nell'acqua di Pozzallo a partire dal 2023 e di mantenere i dati visibili e accessibili per almeno 5 anni, al fine di permettere a tutti di agire di conseguenza e tutelare la propria salute.
Poco caro Sindaco, non siamo noi a "procurare allarme" e non siamo noi a raccontare bugie. È lei che non informa i suoi cittadini, pur avendo piena conoscenza di notizie fondamentali sulla qualità dell'acqua pubblica.
𝐂𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐢 𝐜𝐨𝐧 𝐢 𝐬𝐮𝐨𝐢 𝐩𝐨𝐬𝐭 𝐚𝐮𝐭𝐨𝐜𝐞𝐥𝐞𝐛𝐫𝐚𝐭𝐢𝐯𝐢, 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐞 𝐬𝐮𝐞 𝐟𝐞𝐬𝐭𝐞 𝐞 𝐢 𝐬𝐮𝐨𝐢 𝐟𝐞𝐬𝐭𝐢𝐧𝐢, 𝐥’𝐨𝐫𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐠𝐢𝐮𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐮𝐚 𝐚𝐦𝐦𝐢𝐧𝐢𝐬𝐭𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐬𝐢 𝐚𝐯𝐯𝐢𝐜𝐢𝐧𝐚!
Immagine generata con Meta.