𝑴𝒊 𝒑𝒓𝒆𝒔𝒆𝒏𝒕𝒐 𝒄𝒐𝒏 𝒊𝒍 𝒄𝒖𝒐𝒓𝒆 𝒆 𝒄𝒐𝒏 𝒊 𝒇𝒂𝒕𝒕𝒊. Mi chiamo 𝑬𝒏𝒓𝒊𝒄𝒐 𝑬𝒓𝒊𝒄 𝑪𝒂𝒑𝒓𝒂, di madre Parigina e padre Casteddaio, ma le mie vere origini risiedono a Quartu. Sono nato a Cagliari il 30 novembre 1977, e sono innanzitutto il padre di Sofia. Ma sono anche un 𝐢𝐧𝐠𝐞𝐠𝐧𝐞𝐫𝐞 𝐦𝐞𝐜𝐜𝐚𝐧𝐢𝐜𝐨 che da oltre vent’anni lavora nella sicurezza sul lavoro e nell’antincendio, 𝐢𝐦𝐩𝐫𝐞𝐧𝐝𝐢𝐭𝐨𝐫𝐞 e socio della De Gioannis Antincendio e S
icurezza e della De Gioannis Formazione. Ho avuto una formazione solida – il Liceo Pacinotti, Ingegneria Meccanica a Cagliari, un Erasmus a Bordeaux che mi ha insegnato che uscire dal proprio recinto rende migliori – ma sono stati i lavori fatti da ragazzo a formarmi davvero: manovale, consegne, estintori, barista, traduttore, receptionist, skipper. Fatiche normali, che però mi hanno regalato una cosa preziosa: 𝒊𝒍 𝒓𝒊𝒔𝒑𝒆𝒕𝒕𝒐 𝒊𝒏𝒇𝒊𝒏𝒊𝒕𝒐 𝒑𝒆𝒓 𝒄𝒉𝒊 𝒐𝒈𝒏𝒊 𝒈𝒊𝒐𝒓𝒏𝒐 𝒔𝒊 𝒔𝒑𝒐𝒓𝒄𝒂 𝒍𝒆 𝒎𝒂𝒏𝒊. Oggi so di essere preciso, metodico e responsabile. Non il migliore del mondo, ma uno che non scappa davanti ai problemi. Ho guidato da 𝐕𝐢𝐜𝐞-𝐏𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞 per due legislature il 𝐆𝐫𝐮𝐩𝐩𝐨 𝐆𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐢 𝐈𝐦𝐩𝐫𝐞𝐧𝐝𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐝𝐢 𝐂𝐨𝐧𝐟𝐢𝐧𝐝𝐮𝐬𝐭𝐫𝐢𝐚, dei quali sono stato anche il 𝐃𝐞𝐥𝐞𝐠𝐚𝐭𝐨 𝐑𝐞𝐠𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞; e da 𝐒𝐞𝐧𝐢𝐨𝐫 sono stato 𝐏𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐞𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐏𝐌𝐈 𝐌𝐞𝐭𝐚𝐥𝐦𝐞𝐜𝐜𝐚𝐧𝐢𝐜𝐚; ho imparato che le battaglie delle piccole imprese si vincono con pazienza e onestà. E nel 2013, durante l’alluvione di Olbia, ho fatto il volontario con la 𝐏𝐫𝐨𝐭𝐞𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐂𝐢𝐯𝐢𝐥𝐞: mi hanno nominato 𝐒𝐨𝐜𝐢𝐨 𝐎𝐧𝐨𝐫𝐚𝐫𝐢𝐨, ma vi giuro che ho solo fatto quello che chiunque avrebbe dovuto fare. Da allora collaboro con Caritas e AIRC, spesso portando con me Sofia, perché voglio che cresca sapendo che la solidarietà non è un optional – è una responsabilità. Dal 2023 sono nel direttivo dell’𝑨𝑺𝑴𝑺, 𝒍’𝑨𝒔𝒔𝒐𝒄𝒊𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝑺𝒄𝒍𝒆𝒓𝒐𝒔𝒊 𝑴𝒖𝒍𝒕𝒊𝒑𝒍𝒂 𝑺𝒂𝒓𝒅𝒆𝒈𝒏𝒂, e da gennaio 2025 ne sono il 𝐏𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞. Lo faccio con umiltà: le persone che seguiamo affrontano ogni giorno sfide che io non posso nemmeno immaginare. Il minimo che posso fare è mettere al loro servizio le mie competenze organizzative, con discrezione, continuità e tanto cuore. Porto un cognome che è una storia – il 𝐦𝐢𝐨 𝐛𝐢𝐬𝐧𝐨𝐧𝐧𝐨 𝐀𝐦𝐬𝐢𝐜𝐨𝐫𝐚 𝐂𝐚𝐩𝐫𝐚 fondò la Birreria Ichnusa, portò il tram al Poetto, costruì la prima società per azioni della Sardegna. Non lo sfoggio come un titolo, ma cerco di onorarlo ogni giorno: visione, reinvestimento nel territorio, servizio alla comunità. Nel 2014 provai a intitolargli il lungomare del Poetto, non ce la feci del tutto, ma nel 2016 una piazza a Quartu prese il suo nome. Imparai che le battaglie civiche richiedono tempo – e che anche un risultato parziale è una vittoria. Parlo italiano e francese da madrelingua, inglese e spagnolo piuttosto bene; me la cavo col portoghese; e ho un po' di basi di tedesco; ovviamente son fiero di parlare anche il Sardo, la nostra lingua; e questo lo scrivo non per fare lo splendido, ma perché le lingue mi hanno insegnato che i nostri problemi non sono unici: altrove esistono già soluzioni funzionanti, basta avere la curiosità di cercarle e l’umiltà di adattarle a casa nostra. E ora arrivo alla parte che mi riempie di entusiasmo.
𝐍𝐨𝐧 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐞𝐥𝐞𝐭𝐭𝐨. Ma il mio impegno per Quartu non solo non finisce qui – cambia passo, e diventa più forte di prima. Perché io ho un programma vero, non slogan. Numeri, tempi, costi, fonti di finanziamento. Roba solida. Vediamo insieme che cosa possiamo costruire, e io sono ottimista perché so che funziona:
- 𝐔𝐧 𝐏𝐫𝐨𝐧𝐭𝐨 𝐒𝐨𝐜𝐜𝐨𝐫𝐬𝐨 𝐚 𝐐𝐮𝐚𝐫𝐭𝐮 – siamo l’unica città sopra i 50mila abitanti in Italia senza. Un infarto non può aspettare 25 minuti di viaggio verso Cagliari. Ce la faremo.
-𝐄𝐧𝐞𝐫𝐠𝐢𝐚 𝐠𝐫𝐚𝐭𝐢𝐬 𝐩𝐞𝐫 𝐜𝐡𝐢 𝐡𝐚 𝐦𝐞𝐧𝐨 – comunità energetiche solidali sui condomini ERP: più basso è l’ISEE, più energia senza costi. Almeno 350 euro all’anno di risparmio per le famiglie. Immaginate che cosa significa.
- 𝐀𝐬𝐢𝐥𝐢 𝐧𝐢𝐝𝐨 𝐞 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐞𝐠𝐧𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐟𝐚𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐞 – due nuovi asili da 80 posti e contributi “Benvenuto Bambino”. Per aiutare chi fa fatica e rilanciare l’occupazione femminile. Le donne di Quartu non aspetteranno ancora.
- 𝐋𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐠𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐢 𝐞 𝐝𝐨𝐧𝐧𝐞 – una 𝑍𝑜𝑛𝑎 𝐴𝑟𝑡𝑖𝑔𝑖𝑎𝑛𝑎𝑙𝑒 𝐼𝑛𝑡𝑒𝑙𝑙𝑖𝑔𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑎 𝐼𝑠 𝑀𝑜𝑟𝑡𝑜𝑟𝑖𝑢𝑠 𝑒 𝑢𝑛 𝑖𝑛𝑐𝑢𝑏𝑎𝑡𝑜𝑟𝑒 𝑝𝑢𝑏𝑏𝑙𝑖𝑐𝑜 𝑔𝑟𝑎𝑡𝑢𝑖𝑡𝑜 𝑝𝑒𝑟 𝑠𝑡𝑎𝑟𝑡𝑢𝑝 marine, senza chiedere equity. O̲b̲i̲e̲t̲t̲i̲v̲o̲:̲ ̲8̲0̲0̲-̲1̲.̲2̲0̲0̲ ̲p̲o̲s̲t̲i̲ ̲n̲u̲o̲v̲i̲ ̲e̲n̲t̲r̲o̲ ̲i̲l̲ ̲2̲0̲3̲6̲. Io ci credo con tutto me stesso.
- 𝐔𝐧 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐢𝐨 𝐬𝐚𝐧𝐢𝐭𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐚 𝐅𝐥𝐮𝐦𝐢𝐧𝐢 – 𝑔𝑢𝑎𝑟𝑑𝑖𝑎 𝑚𝑒𝑑𝑖𝑐𝑎 𝐻24 𝑒 𝑢𝑓𝑓𝑖𝑐𝑖 𝑐𝑜𝑚𝑢𝑛𝑎𝑙𝑖 𝑖𝑛 𝑢𝑛𝑎 𝑐𝑎𝑠𝑎 𝑐𝑎𝑛𝑡𝑜𝑛𝑖𝑒𝑟𝑎 𝑟𝑒𝑐𝑢𝑝𝑒𝑟𝑎𝑡𝑎, con un parco pubblico attrezzato. Costo sotto 1,5 milioni.
- 𝐑𝐚𝐝𝐢𝐜𝐢 𝐃𝐢𝐠𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢 – la banca del tempo tra giovani e anziani: i ragazzi insegnano SPID e videochiamate, gli anziani tramandano lingua sarda, mestieri, ricette. Combattiamo insieme solitudine e fuga dei giovani.
- 𝐕𝐨𝐮𝐜𝐡𝐞𝐫 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥𝐢 𝐜𝐨𝐧 𝐒𝐚𝐫𝐝𝐞𝐱 – senza stampare moneta, senza nuove tasse. Il Comune incassa canoni in moneta complementare e li trasforma in aiuti per oltre 400 famiglie all’anno.
- 𝐀𝐜𝐜𝐞𝐬𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐩𝐞𝐫 𝐝𝐢𝐬𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢 – 𝐢 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐢 𝟑𝟖 𝐬𝐢𝐭𝐢 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐜𝐢 – 𝐧𝐮𝐫𝐚𝐠𝐡𝐢, 𝐛𝐮𝐧𝐤𝐞𝐫, 𝐜𝐡𝐢𝐞𝐬𝐞 𝐜𝐚𝐦𝐩𝐞𝐬𝐭𝐫𝐢 – devono essere di tutti. Percorsi accessibili, audioguide, realtà aumentata. Quartu diventerà un esempio. E io avevo promesso la metà del mio stipendio da consigliere donato. Lo rifarei cento volte. Perché un amministratore deve essere un servitore, non un padrone. E lo dichiaro senza indugi: 𝒔𝒆 𝒂 𝑸𝒖𝒂𝒓𝒕𝒖 𝒏𝒂𝒔𝒄𝒆𝒓𝒂̀ 𝒖𝒏 𝒃𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒑𝒆𝒓 𝒖𝒏 𝒊𝒏𝒄𝒂𝒓𝒊𝒄𝒐 𝒕𝒆𝒄𝒏𝒊𝒄𝒐 𝒆 𝒅𝒐𝒗𝒆𝒔𝒔𝒊 𝒗𝒊𝒏𝒄𝒆𝒓𝒍𝒐, 𝒓𝒊𝒏𝒖𝒏𝒄𝒆𝒓𝒐̀ 𝒂𝒍𝒍'𝒊𝒏𝒕𝒆𝒓𝒐 𝒄𝒐𝒎𝒑𝒆𝒏𝒔𝒐 𝒑𝒆𝒓 𝒊𝒍 𝒘𝒆𝒍𝒇𝒂𝒓𝒆 𝒍𝒐𝒄𝒂𝒍𝒆. L'idea è 𝐝𝐞𝐯𝐨𝐥𝐯𝐞𝐫𝐞 𝐥𝐨 𝐬𝐭𝐢𝐩𝐞𝐧𝐝𝐢𝐨 𝐬𝐭𝐢𝐦𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝟐.𝟏𝟎𝟎 𝐞𝐮𝐫𝐨 𝐧𝐞𝐭𝐭𝐢 𝐚𝐥 𝐦𝐞𝐬𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐞 𝟐𝟎 𝐟𝐚𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐥'𝐈𝐒𝐄𝐄 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐛𝐚𝐬𝐬𝐨, 𝐠𝐚𝐫𝐚𝐧𝐭𝐞𝐧𝐝𝐨 𝐚 𝐜𝐢𝐚𝐬𝐜𝐮𝐧𝐚 𝟏𝟎𝟓 𝐞𝐮𝐫𝐨 𝐦𝐞𝐧𝐬𝐢𝐥𝐢 tramite i Servizi Sociali.
𝐒𝐮 𝐛𝐚𝐬𝐞 𝐬𝐞𝐦𝐞𝐬𝐭𝐫𝐚𝐥𝐞, 𝐫𝐢𝐧𝐮𝐧𝐜𝐞𝐫𝐨̀ 𝐚 𝐜𝐢𝐫𝐜𝐚 𝟏𝟑.𝟎𝟎𝟎 𝐞𝐮𝐫𝐨 𝐧𝐞𝐭𝐭𝐢 (𝐭𝐫𝐞𝐝𝐢𝐜𝐞𝐬𝐢𝐦𝐚 𝐢𝐧𝐜𝐥𝐮𝐬𝐚) 𝐩𝐞𝐫 𝐚𝐬𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐮𝐧 𝐚𝐢𝐮𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝟔𝟓𝟎 𝐞𝐮𝐫𝐨 𝐚 𝐟𝐚𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐚. L̲o̲ ̲s̲c̲e̲n̲a̲r̲i̲o̲ ̲è̲ ̲i̲p̲o̲t̲e̲t̲i̲c̲o̲, ma spero che questo bando veda la luce per mettere professionalità e solidarietà al servizio della città. Vedete, io sono un ingegnere, un imprenditore, un volontario, un padre. 𝐍𝐨𝐧 𝐮𝐧 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐨 𝐝𝐢 𝐦𝐞𝐬𝐭𝐢𝐞𝐫𝐞. E credo con tutto il cuore che Quartu meriti una stagione nuova: amministrazione efficiente, procedure chiare, pianificazione decennale vincolante, digitalizzazione vera, valorizzazione del nostro litorale, dei nostri giovani, dei nostri anziani. Non siamo il dormitorio di nessuno. 𝐍𝐨𝐢 𝐬𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐐𝐮𝐚𝐫𝐭𝐮. Continuerò a fare ciò che so fare meglio: analizzare, progettare, organizzare e proporre soluzioni. Senza poltrone da difendere. Con una sola catena: la parola data a mia figlia Sofia, e a voi tutti.
𝑳𝒆 𝒄𝒂𝒎𝒑𝒂𝒈𝒏𝒆 𝒆𝒍𝒆𝒕𝒕𝒐𝒓𝒂𝒍𝒊 𝒇𝒊𝒏𝒊𝒔𝒄𝒐𝒏𝒐. 𝑳𝒆 𝒊𝒅𝒆𝒆 𝒓𝒆𝒔𝒕𝒂𝒏𝒐. 𝑬 𝒊𝒍 𝒍𝒂𝒗𝒐𝒓𝒐 𝒗𝒆𝒓𝒐 𝒄𝒐𝒎𝒊𝒏𝒄𝒊𝒂 𝒔𝒆𝒎𝒑𝒓𝒆 𝒅𝒐𝒑𝒐.
𝑰𝒍 𝒃𝒆𝒍𝒍𝒐 𝒅𝒆𝒗𝒆 𝒂𝒏𝒄𝒐𝒓𝒂 𝒗𝒆𝒏𝒊𝒓𝒆 – 𝒆 𝒗𝒊 𝒑𝒐𝒓𝒕𝒆𝒓𝒐̀ 𝒄𝒐𝒏 𝒎𝒆, 𝒐𝒈𝒏𝒊 𝒑𝒂𝒔𝒔𝒐. Perché io sono profondamente ottimista. Non perché sia ingenuo, ma perché ho visto che quando le persone si mettono insieme con serietà e cuore, le cose cambiano.
𝑬 𝒏𝒐𝒊 𝒄𝒂𝒎𝒃𝒊𝒆𝒓𝒆𝒎𝒐 𝑸𝒖𝒂𝒓𝒕𝒖. 𝑰𝒏𝒔𝒊𝒆𝒎𝒆.
- 𝑬𝑵𝑹𝑰𝑪𝑶 "𝑬𝒓𝒊𝒄" 𝑪𝑨𝑷𝑹𝑨