Europa Verde - Verdi Ravenna

Europa Verde - Verdi Ravenna Perché Ravenna ha bisogno di una forte presenza dei Verdi? Facciamolo programmando il futuro sostenibile della nostra città, insieme.

Vogliamo ridare a Ravenna un’identità comune, riconoscere la ricchezza e le specificità del territorio.

24/07/2026

“Con il contributo concreto di AVS, nel Refit una norma urbanistica coerente con la prevenzione del rischio alluvionale*
Queste le parole di Paolo Burani Consigliere regionale dell'Emilia-Romagna e Presidente della Commissione Ambiente, Territorio e Mobilità. Europa Verde nell'Alleanza Verdi e Sinistra

“La crisi climatica sta cambiando profondamente i nostri territori e il comportamento dei fiumi. Le alluvioni che hanno colpito l’Emilia-Romagna nel 2023 e nel 2024 ci hanno insegnato quanto la prevenzione debba diventare una parte fondante della pianificazione urbanistica e territoriale.
Per questa ragione Europa Verde esprime soddisfazione per il lavoro svolto dal gruppo consiliare AVS sull’articolo 8 della legge regionale Refit 2026. Grazie al confronto all’interno della maggioranza è stata modificata la norma relativa ai centri edificati nelle aree interessate dalla pianificazione di bacino, recependo pienamente i criteri e le finalità del Piano di Assetto Idrogeologico del Po.
L’obiettivo è chiaro: accompagnare lo sviluppo dei territori senza aumentare l’esposizione di cittadini, famiglie e imprese al rischio alluvionale, evitando nuovi insediamenti nelle fasce di pertinenza fluviale. Non si tratta di fermare la pianificazione, ma di orientarla tenendo conto di un quadro climatico e idrogeologico profondamente cambiato.
Il testo approvato distingue correttamente il “centro edificato” dal più ampio “territorio urbanizzato” individuato dai PUG. Il PAI adotta infatti criteri più puntuali, riferiti alla città realmente edificata con continuità e ai lotti interclusi, escludendo le aree libere di frangia e le previsioni urbanistiche non ancora realizzate.
I Comuni e le Unioni individueranno i centri edificati attraverso un’apposita deliberazione, nel rispetto dell’articolo 39 del PAI Po. In questo modo gli enti locali potranno operare all’interno di un quadro chiaro e coerente con la pianificazione dell’Autorità distrettuale di bacino.
«Le alluvioni degli ultimi anni ci hanno mostrato che la prevenzione non può più essere considerata un elemento accessorio, ma deve guidare ogni scelta di pianificazione territoriale. Il contributo di AVS e di Europa Verde ha permesso di raggiungere, attraverso il confronto nella maggioranza, una soluzione equilibrata e coerente con le indicazioni dell’Autorità di bacino», dichiara il portavoce di Europa Verde Emilia-Romagna, Enrico Ottolini.
Il risultato raggiunto con il voto della maggioranza dimostra il valore del confronto e del contributo portato da AVS e da Europa Verde. La sicurezza del territorio e delle persone deve essere assunta come un criterio strutturale delle scelte urbanistiche, traducendo in prevenzione concreta quanto abbiamo imparato dagli eventi estremi degli ultimi anni.”

Ogni ogni nuovo intervento urbanistico dovrebbe partire da una domanda molto semplice: come si comporterà questo luogo n...
17/07/2026

Ogni ogni nuovo intervento urbanistico dovrebbe partire da una domanda molto semplice: come si comporterà questo luogo nel clima che avremo tra dieci anni?
Perché il negazionismo climatico non è soltanto quello di chi nega il cambiamento climatico. È anche quello di chi continua ad amministrare e progettare come se non esistesse.

La responsabilità è anche dei cittadini e dei costruttori che chiedono e realizzano opere interrate che saranno soggette ad allagamenti (non "se", ma "quando").

Ricordate bene: non sarà possibile salvare tutto, non sarà possibile proteggere tutti, non sarà possibile rifondere e ricostruire tutto.
Lo dicevamo 10 anni fa, gli eventi di questi ultimi anni ci hanno dato ragione, purtroppo.

Viaggio in una città ferita da forti raffiche di vento e pioggia. Platani caduti in varie zone del centro. Taxista colpito da un ramo e salvo per miracolo. Un portiere di un palazzo ha evitato un allagamento.

27/06/2026
Due giovani GEEV ci insegnano cosa significa avere avere visione comune: guardare lo scenario unire i punti e proporre s...
27/06/2026

Due giovani GEEV ci insegnano cosa significa avere avere visione comune: guardare lo scenario unire i punti e proporre soluzioni. Semplice e potente. Ascoltiamo i giovani mettiamo al centro i bisogni delle persone. Essere idealisti significa avere idee e portarle avanti senza farsi distrarre fino al cambiamento vero e sostenibile!

EUROPA VERDE RAVENNA CELEBRA IL PRIMO ANNO DI ATTIVITÀ: “CAMBIARE MENTALITÀ PER UN FUTURO SOSTENIBILE”Il bilancio dei co...
11/06/2026

EUROPA VERDE RAVENNA CELEBRA IL PRIMO ANNO DI ATTIVITÀ: “CAMBIARE MENTALITÀ PER UN FUTURO SOSTENIBILE”

Il bilancio dei co-portavoce Antonio Tonino Lazzari e Valentina Croci : dal no alla cementificazione e al rigassificatore, al rilancio di eolico off-shore, PUG e comunità energetiche contro la povertà sociale.

RAVENNA, 8 GIUGNO 2026 – “Un anno di Europa Verde. Un anno verso ciò che è giusto”. Questa frase, del padre fondatore dei Verdi europei Alexander Langer, ha campeggiato sulla torta di compleanno di Europa Verde Ravenna, che ha celebrato nei giorni scorsi il suo primo anno di attività. Nella cornice dell’“Officina Ubuntu”, all’interno del giardino Rasponi, il gruppo ravennate si è riunito in occasione del Consiglio Federale Regionale, alla presenza di esponenti da tutta l’Emilia-Romagna, per tracciare il bilancio di un percorso intenso che ha riportato il partito ambientalista al centro della politica locale dopo vent’anni di assenza.

"In poco più di dodici mesi abbiamo ragionato sulla nostra idea di città sulla base delle competenze eterogenee di ciascuno di noi", dichiara il co-portavoce Antonio Lazzari. "Il nostro obiettivo è dare un contributo competente all’interno della coalizione di maggioranza di cui facciamo parte, supportando l’alleanza Verdi-Sinistra (AVS) in una collaborazione fattiva volta al bene comune".

I temi al centro dell'azione politica del primo anno sono stati numerosi e complessi, a partire dall'urbanistica e dalla gestione del territorio. "Ravenna subisce la pressione di forti interessi; negli anni passati abbiamo assistito a una iper-cementificazione frutto di vecchi piani edilizi. Oggi, grazie al lavoro di Valerio Calistri sul nuovo PUG (Piano Urbanistico Generale) e all'analisi di oltre 500 osservazioni, siamo impegnati a difendere il principio del consumo di suolo zero entro il 2050", spiega Lazzari.

I Verdi ravennati mantengono una posizione fortemente critica su opere come il rigassificatore e il futuro impianto CCS, ponendo l'accento sulla necessità di una transizione ecologica che tuteli anche l'economia locale: "Non può esistere benessere economico e sociale senza sostenibilità ambientale. Le nostre industrie sono in sofferenza per il costo dell'energia: solo la conversione verso le rinnovabili può emanciparle dalle fonti fossili. Anche il turismo costiero rischia il collasso senza la difesa delle dune, barriera naturale contro l'erosione. Quale futuro può avere una costa con un arenile ridotto e un rigassificatore all'orizzonte? Le alluvioni, sempre più intense a causa dell'impatto antropico, dimostrano che la tutela dell'ambiente non è un vezzo superfluo, ma il motore del futuro".

Sulle soluzioni concrete interviene la coportavoce Valentina Croci: "Non c’è da inventarsi niente, basta guardare ai benefici occupazionali dei territori che hanno scelto coraggiosamente le rinnovabili. A Ravenna rischiamo di perdere opportunità straordinarie osteggiando progetti come l’eolico off-shore di Agnes, ancora fermo al palo, o frenando sulle comunità energetiche e solidali, che potrebbero contrastare efficacemente la povertà energetica delle famiglie".

Un focus necessario riguarda anche il mondo del lavoro, come sottolinea Marco Maiolini (Ambiente e Territorio): "Nel porto si percepisce il timore che la transizione ecologica possa penalizzare l'occupazione legata all'industria tradizionale. Ma questa realtà si sta già sgretolando. L'industria sopravvive se si trasforma e si emancipa dal giogo delle fossili e dalle incertezze dei mercati internazionali".

Insieme ai co-portavoce di Europa Verde AAntonio Tonino Lazzari e VValentina Crocinumerosi iscritti ad Europa Verde Rave...
29/05/2026

Insieme ai co-portavoce di Europa Verde AAntonio Tonino Lazzari e VValentina Crocinumerosi iscritti ad Europa Verde Ravenna si sono recati a firmare l'esposto dell'avvocato Andrea Maestri contro gli adesivi proposti dai "compagni" di Vannacci atti ad identificare con il luogo di nascita e non con l'origine dei prodotti venduti, l’italianità di alcuni esercenti commerciali.
Vediamo perfettamente il fine nel distinguere con un adesivo l’italianità come se una mera voce sulla carta d'identità di un esercente fosse la misura di una minor capacità di contribuire al benessere di una comunità con le proprie tasse, rispetto ad un esercente italiano a prescindere dalla provenienza dei propri prodotti.
Non vogliamo nemmeno pensare ai ben noti spregevoli cartelli che diedero avvio al periodo più buio e tragico della nostra storia nel secolo scorso.
Ma tuttavia oggi come allora è necessario non lasciarsi manipolare da chi propone soluzioni false e rimanere vigili!
Oggi come allora non di deve fare l'errore di sottovalutare un gesto così anacronistico, tanto più in un’epoca in cui si è capito che le frontiere non esistono sia da un punto di vista commerciale che sociale.
Abbiamo chiaro tutti che il mondo è UNO ed esiste solo un NOI di popoli legati dal filo invisibile del clima, delle guerre, delle emergenze sanitarie. Non possiamo illuderci che il mondo rimanga come è stato fino a oggi con una parte privilegiata che sfrutta prodotti e risorse di quella svantaggiata; che esistano persone di serie A e di serie B; le crisi internazionali sono prive di confini e possono impattare su ciascuno di noi e cambiare tutto in un attimo.
Purtroppo, esiste ancora chi tenta di sminuire l'intelligenza umana riportando a galla la paura del diverso al solo scopo di proporsi a difensori di un illusorio benessere "italico" messo a rischio dal "pericoloso negus".
Solo chi è ignorante o in malafede può cercare di individuare un’italianità in un paese che da sempre è un crogiolo di mille culture e anche da ciò ha tratto il suo prezioso valore culturale
Dovremo fare lo sforzo di renderci immuni da questo genere di sterile propaganda.
Siamo grati ai nostri padri costituenti che hanno pensato l'ordinamento democratico definendo reato l'apologia di fascismo e ciascuno di questi futili gesti troverà la risposta nelle sedi opportune.
Ma chi non conosce la storia è condannato a ripeterla. È per questo che diventa impellente porre dei limiti netti per arginare chi oltraggia i principi democratici perché le derive, ci insegna la storia anche recente, sono sempre dietro l’angolo. Questi valori ci hanno protetto per ottant'anni da un passato disonorevole che non vogliamo rivivere e se non ci faremo distrarre ciascuno di noi potrà essere fiera sentinella di democrazia.

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Ravenna

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