11/07/2026
Non parliamo del delitto. Parliamo di cosa è successo dopo, nelle stanze della Procura di Pavia, tra il 2016 e il 2017.
La Procura di Brescia lo scrive nero su bianco:
intercettazioni mai trascritte. Accessi agli audio negati per anni alla difesa di Stasi. Contatti tra un carabiniere e l'indagato prima ancora che questi sapesse di essere indagato. Interrogatori che gli inquirenti definiscono oggi "guidati". Nessuna perquisizione. Nessuna copia forense del cellulare.
II procuratore aggiunto Civardi la mette così: appena Sempio finisce nel registro degli indagati, lui e il padre si sarebbero attivati per reperire denaro utile a ottenere una rapida archiviazione.
Ipotesi: un sistema di favori tra magistratura, forze dell'ordine e società private legate alle intercettazioni.
Un'ipotesi, appunto - nessuna sentenza definitiva la conferma.
Nel frattempo l'ex capitano Cassese rompe il silenzio sugli orari sovrapposti nei verbali del gennaio 2008 e sul malore di Sempio durante gli interrogatori.
E quel foglio anonimo trovato nel fascicolo? Conteneva correzioni a una bozza di archiviazione, poi finite in quella vera.
Un tassello che si aggiunge a un'inchiesta, Clean 2, che ha già portato a una condanna definitiva per corruzione.
La domanda non è più "chi ha ucciso Chiara Poggi". È: chi ha deciso, nel 2017, che nessuno dovesse più chiederselo.
(Fonti primo commento)
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