04/10/2026
Lode a Francesco e a tutte le sue creature! 🙏
Buon ottocentenario francescano a tutta la popolazione di , perché soprattutto oggi, ritrovi in ogni gesto quotidiano gli insegnamenti che il Poverello ha seminato nella nostra Valle Santa.
Rieti, 4 ottobre 2026
Festa di San Francesco
LODE A FRANCESCO
Da questa Valle Santa Reatina,
conca di silenzio e grembo di prodigi,
come custode e Vescovo di questa Chiesa di Rieti,
innalzo anch'io la mia lode.
Dalla nostra Cattedrale, che ha appena celebrato gli ottocento anni dalla dedicazione di Papa Onorio III,
da questa antica Sede Papale che attirò i tuoi passi di pellegrino,
ti cantiamo la nostra lode, o Francesco.
Sono passati ottocento anni da quando la Sorella Morte ti ha rivestito di luce,
e la tua vita cammina ancora con la nostra storia.
Lodiamo Dio per il tuo messaggio che non conosce autunno. Lo sappiamo, nemmeno le grandi acque possono spegnere l'amore:
un canto mai invecchiato, mai logorato dalle correnti del tempo.
La tua parola è acqua di sorgente, sempre giovane, sempre fresca,
perché non parla di te, ma è trasparenza dell'Eterno. Sei pagina meravigliosa di vangelo da tutti leggibile senza bisogno di aggiunte.
Tu ci riconsegni, intatto e bruciante,
il sapore autentico del Vangelo.
Ci gridi che la Parola non va normalizzata nelle nostre abitudini,
non va blindata nei recinti delle nostre paure,
ma va custodita e annunciata nella sua irruenza divina,
nella sua originaria e scomoda freschezza.
Grazie ti diciamo, Poverello di Dio,
perché gli ultimi anni del tuo pellegrinaggio terreno
hanno trovato casa tra le nostre pietre e i nostri boschi.
In questa terra benedetta ci hai lasciato i tuoi tesori più cari: a Greccio il calore del Presepe, la carne di Dio che si fa vicina;
a Fonte Colombo il sigillo della Regola, tracciato nella roccia;
nei sentieri nascosti de La Foresta l’abbraccio n**o della Provvidenza,
che nutre i passeri e riveste i gigli del campo.
Proprio qui, nei silenzi della Valle Santa,
l’anima tua ha toccato il mistero più profondo:
la certezza del perdono dei tuoi peccati a Poggio Bustone,
il pianto che diventa gioia purissima e sorgiva.
Questa terra Reatina ti ha teso le braccia,
ti ha sollevato e sostenuto mentre la carne pativa,
aiutandoti ad aspirare, con ali di colomba,
all’apice supremo dell'Amore Crocifisso e Risorto.
Ci lasci oggi la lezione più alta: il tuo essere figlio obbediente della Chiesa.
A questa Sede Papale sei venuto non per fuggire il mondo, ma per offrire la tua vita. Non ti sei svenduto, ti sei affidato. E vivere da affidati è il lavorío più faticoso per chi vuol essere discepolo del tuo e nostro Signore Gesù Cristo.
Mai ti sei sganciato dal corpo mistico di Cristo,
anche quando sapevi che quella casa andava aggiustata, migliorata, riparata.
Tu ci insegni che la vera riforma non nasce dal giudizio o dal cambiamento degli altri,
non punta il dito e non distrugge, ma comincia da se stessi. Intraprendere questo viaggio significa camminare nelle vie della santità, lontano da superficialità e mediocrità, avendo lo sguardo fisso sull'Amore anche quando porta il peso delle piaghe.
Riparare la Chiesa è innanzitutto convertire il proprio cuore,
diventando specchi limpidi del volto di Gesù.
Da questo stesso amore ecclesiale grida l'urgenza della pace,
un monito tremendo e necessario per questo nostro tempo ferito.
Dinanzi alla radicalità del tuo messaggio non ci sono scorciatoie:
o si sceglie, ora, di essere testimoni e operatori di pace,
oppure si abdica alla nostra stessa umanità.
Senza questa audacia di riconciliazione non siamo nulla:
non siamo più nemmeno uomini, non siamo più nemmeno donne,
ma gusci vuoti privi dello Spirito che dà la vita.
O Francesco, patrono e fratello,
dal trono della tua beata povertà,
guarda ancora a questa tua Valle amata e alla nostra Cattedrale. Donaci uno sguardo aperto al mondo intero, non farci passare indifferenti dinanzi a chi la vita ha ferito oltre misura.
Insegnaci a non addomesticare mai il Cristo,
rendici artefici instancabili di giustizia e di pace,
e fa’ che la nostra Chiesa Reatina, oggi come allora,
profumi sempre della giovinezza del tuo Vangelo. Sempre e nonostante tutto.
A laude di Cristo!
Amen.
+ Vito Piccinonna