03/08/2025
Il 3 agosto, presso il cimitero della Badiuzza, dichiarato luogo della memoria, si tiene ogni anno la commemorazione dell’eccidio della famiglia Einstein, avvenuto per mano di soldati delle SS tedesche presso Villa il Focardo, a Rignano sull’Arno.
Quella tragica notte del 1944 furono barbaramente uccise nella loro abitazione di campagna Nina Mazzetti, Luce e Annamaria Einstein: rispettivamente moglie e figlie di Robert Einstein, cugino del celebre scienziato Albert Einstein.
Dalla notte della strage, Nina, Luce e Annamaria riposano nel piccolo cimitero della Badiuzza, poco distante da Villa il Focardo, luogo del massacro.
Robert Einstein riuscì a sfuggire all’uccisione nascondendosi nei boschi circostanti, dai boschi, quel 3 agosto 1944, udì il crepitio delle mitragliatrici e vide le fiamme avvolgere un’ala della villa, ma non poté fare nulla per salvare i suoi cari. Sopraffatto dal dolore, si tolse la vita un anno dopo, nel 1945. Anche lui è sepolto alla Badiuzza.
Oltre alle vittime dell’eccidio del 1944, il cimitero accoglie anche le spoglie di Paola e Lorenza Mazzetti, nipoti di Nina, che oggi riposano accanto alla loro famiglia.
È una vicenda che non dobbiamo dimenticare.
La memoria è fondamentale per evitare che simili tragedie si ripetano, e per costruire un futuro diverso, fondato sui valori della pace, della libertà, dell’uguaglianza tra gli esseri umani, e sul rispetto della dignità di ogni persona. Purtroppo, oggi più che mai, sembra che si stia smarrendo la memoria, mentre giungono notizie di nuove atrocità da varie parti del mondo, come se il passato non ci avesse insegnato nulla.
Per questo risuonano ancora più forti le parole di Anne Frank:
“Quel che è accaduto non può essere cancellato, ma si può impedire che accada di nuovo.”