29/08/2026
I nostri manifesti contro le violenze al cantiere della Torino–Lione sono stati strappati. Ancora una volta, nessuna risposta nel merito: soltanto il tentativo di cancellare una voce diversa. Sarebbe questa la democrazia rivendicata da chi continua a presentarsi come controparte disponibile al dialogo?
La Torino–Lione è un’opera approvata, finanziata e già in fase di realizzazione. Non si tratta più di rimetterne continuamente in discussione l’esistenza, ma di garantire che i lavori possano proseguire nel rispetto della legalità e delle decisioni assunte dalle istituzioni democratiche.
Soprattutto, bisogna tutelare le imprese coinvolte e i loro lavoratori, che hanno il diritto di svolgere il proprio mestiere senza operare in un clima permanentemente ostile, tra minacce, sabotaggi e azioni violente organizzate. Nessuna causa può giustificare l’intimidazione di chi sta semplicemente lavorando.
Con questi presupposti vengono meno le condizioni minime per un autentico confronto democratico. La democrazia non consiste nell’accettare soltanto le opinioni conformi alle proprie, né nello strappare i manifesti degli altri: significa rispettare le idee, le persone, il lavoro e le decisioni legittimamente assunte. La violenza non è dissenso.