ANPI Rocca di Papa

ANPI Rocca di Papa La Sez.ANPI di Rocca di Papa si propone l'obiettivo di perseguire le idee e i valori della resistenza

Questa mattina una delegazione della Sezione ANPI “Giorgio Amendola” di Rocca di Papa ha partecipato, insieme all’Ammini...
02/06/2026

Questa mattina una delegazione della Sezione ANPI “Giorgio Amendola” di Rocca di Papa ha partecipato, insieme all’Amministrazione Comunale, alle celebrazioni per gli 80 anni della Repubblica Italiana, nata dalla Resistenza e dall’antifascismo, e per gli 80 anni dal primo voto delle donne in Italia.
Per l’occasione è stata allestita, presso l’Aula Consiliare del Comune di Rocca di Papa, una mostra dedicata alle Madri Costituenti.
Il 2 giugno 1946 le italiane e gli italiani furono chiamati a scegliere la forma istituzionale del nuovo Stato. Quasi 13 milioni di donne si presentarono ai seggi per esercitare il diritto di voto: era la prima volta nella storia del nostro Paese. Con quel voto nacque la Repubblica Italiana.
Ventuno donne furono elette all’Assemblea Costituente: poche nel numero, ma decisive nel contributo. Grazie al loro impegno, lasciarono un’impronta profonda e duratura nella stesura della nostra Costituzione, contribuendo ad affermare i principi di uguaglianza, libertà e democrazia che ancora oggi ne costituiscono il fondamento.



02/06/2026
02/06/2026

𝟐 𝐠𝐢𝐮𝐠𝐧𝐨 𝟏𝟗𝟒𝟔 - 𝟐 𝐠𝐢𝐮𝐠𝐧𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟔: 𝐨𝐭𝐭𝐚𝐧𝐭'𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐑𝐞𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐚, 𝐮𝐧𝐚, 𝐢𝐧𝐝𝐢𝐯𝐢𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞 𝐞 𝐚𝐧𝐭𝐢𝐟𝐚𝐬𝐜𝐢𝐬𝐭𝐚!

Il 2 giugno 1946, dopo circa venticinque anni dalle ultimi libere elezioni tenutesi prima del fascismo, dove però avevano diritto di voto solo gli uomini, le italiane e gli italiani furono chiamati a decidere sulla forma istituzionale della nuova Italia e a scegliere i propri rappresentanti in seno all'Assemblea Costituente, incaricata di dare al Paese una nuova Costituzione.

Il 54,3% dell'elettorato scelse la Repubblica, segnando definitivamente il rifiuto e la condanna di una monarchia collusa con il fascismo e complice delle sue nefandezze: le aggressioni, le uccisioni, gli assalti alle sedi politiche e sindacali, la cancellazione di tutte le libertà che nello Statuto erano concesse dal sovrano. La monarchia fu complice e beneficiaria delle aggressioni colonialiste e imperialiste, con tutte le stragi che vi furono perpetrate, anche da personaggi più fedeli al re che al fascismo come Badoglio e Roatta; la monarchia fu complice firmataria delle leggi razziali.

Il 2 giugno e il 25 aprile rappresentano le date fondanti del calendario democratico prima ancora che antifascista: senza il grande moto di popolo che fu la Resistenza non avremmo avuto né la Repubblica né la Costituzione.

In questo ottantesimo ricordiamo il protagonismo delle donne italiane, relegate al ruolo di custodi del focolare domestico e ad essere spose e madri esemplari dal fascismo. La loro fondamentale attività nella Resistenza gettò le basi per le rivendicazioni politiche del dopoguerra, come la conquista del diritto all'elettorato attivo e passivo e la possibilità di esercitarlo a partire da quel 2 giugno di ottanta anni fa. Le donne votarono e furono elette all'Assemblea Costituente, dove diedero un contributo importantissimo.

Gli 80 anni della Repubblica hanno visto, fin da subito, il costante tentativo delle forze reazionarie orfane del fascismo di mettere in discussione i principi su cui la Repubblica stessa si fonda; ogni mezzo è stato usato: le stragi, gli omicidi politici, gli accordi tra poteri economici nazionali ed internazionali con le organizzazioni mafiose, le massonerie deviate, apparati dello Stato infedeli, il tentativo costante di un revisionismo storico volto ad alleggerire le responsabilità e i crimini commessi e a legittimare ciò che la Storia ha condannato.

Per questo la festa del 2 giugno è per noi memoria viva e partecipazione popolare, riproposizione e condivisione dei valori che furono alla base di quella svolta e che da più parti anche oggi si vorrebbero rimettere in discussione.

Invitiamo i cittadini e le cittadine a partecipare alle celebrazioni istituzionali che si celebreranno in tutti i paesi, borghi e città, e qualora le Istituzioni non ritenessero colpevolmente di celebrare la Festa, di organizzarsi per portare un fiore alle lapidi e ai monumenti ai caduti per la Libertà di tutti e di tutte noi.

https://www.anpiroma.org/2026/06/2-giugno-2026-festa-della-repubblica.html?m=1



30/05/2026

🌹🏳️‍🌈 IL DEPUTATO SOCIALISTA GIACOMO MATTEOTTI PRONUNCIA ALLA CAMERA IL SUO STORICO DISCORSO DI DENUNCIA CONTRO IL FASCISMO 🏳️‍🌈🌹

Il 30 maggio 1924 il deputato socialista Giacomo Matteotti pronunciò alla Camera un duro discorso contro il governo, accusandolo direttamente di essere il responsabile dei soprusi che avevano accompagnato tutto il periodo elettorale finanche il giorno delle elezioni.

Un discorso che animò il Parlamento e che si concluse con una diretta e inequivocabile richiesta:

"Noi difendiamo la libera sovranità del popolo italiano al quale mandiamo il più alto saluto e crediamo di rivendicarne la dignità, domandando il rinvio delle elezioni inficiate dalla violenza alla Giunta delle elezioni”.

Qualche giorno dopo, il 10 giugno 1924, l’onorevole Matteotti fu picchiato e rapito dai fascisti all’uscita della sua abitazione di Roma e poi ucciso.

🌹 Ora e sempre Resistenza!

30/05/2026

NESSUNO SPAZIO AI FASCISTI!
FERMIAMO OGNI RAZZISMO!
Venga impedito lo svolgimento della manifestazione sulla remigrazione, proposta di legge razzista e xenofoba.

Il 3 giugno si terrà l’assemblea del coordinamento permanente “Roma città antifascista”, nato per rafforzare la risposta democratica e antifascista nella Capitale dopo i numerosi episodi di vandalismo, intimidazione e aggressione di matrice neofascista che, nel corso del 2025, hanno colpito sedi sindacali, spazi antifascisti, scuole e realtà politiche e sociali della città.
A questi si aggiungono i numerosi e gravi episodi avvenuti nei primi mesi del 2026, da ultimo, gli spari contro due attivisti dell’ANPI Roma, avvenuti proprio durante le celebrazioni del 25 aprile e l’aggressione avvenuta durante la Consulta provinciale degli studenti nei confronti delle ragazze e dei ragazzi che protestavano pacificamente contro la cancellazione della parola antifascismo da una delle commissioni della Consulta stessa.
Le compagne e i compagni che hanno subito tali aggressioni saranno presenti all’assemblea che, nel proseguire l’iniziativa unitaria contro ogni forma di neofascismo, razzismo, sessismo, omotransfobia e violenza politica nella Capitale, sarà anche un momento per rilanciare l’appello a tutte le istituzioni affinché venga impedito lo svolgimento della manifestazione sulla remigrazione, una proposta razzista e xenofoba che richiama le pagine più buie della storia del nostro Paese, in aperto contrasto con i valori della Costituzione, con i principi fondamentali della democrazia e con la natura antifascista della nostra Repubblica.
Cgil di Roma e del Lazio

Festa della Repubblica - Mostra delle  Madri Costituenti.  Il 2 giugno 1946 non fu soltanto una data politica. Fu un gio...
28/05/2026

Festa della Repubblica - Mostra delle Madri Costituenti.
Il 2 giugno 1946 non fu soltanto una data politica. Fu un giorno di rinascita morale, civile e democratica. Dopo gli anni drammatici della guerra, della dittatura e delle divisioni, il popolo italiano scelse il proprio futuro attraverso il voto libero. Per la prima volta, milioni di donne entrarono nelle urne non come spettatrici della storia, ma come protagoniste.
Quel gesto, semplice e straordinario insieme — mettere una scheda nell’urna — rappresentò una conquista di dignità, uguaglianza e libertà.
Le donne italiane avevano già dimostrato coraggio e responsabilità nei momenti più difficili della nazione: nelle famiglie, nel lavoro, nella Resistenza, nella ricostruzione materiale e morale dell’Italia. Ma fino ad allora erano rimaste escluse dalla piena partecipazione politica. Il voto del 1946 colmò finalmente quella ingiustizia storica e rese la nostra democrazia davvero più completa.
Non possiamo dimenticare le ventuno donne dell’Assemblea Costituente, madri della nostra Costituzione, che portarono nelle istituzioni la voce di milioni di cittadine. Grazie anche al loro impegno, nacquero principi fondamentali che ancora oggi guidano la Repubblica: l’uguaglianza, la tutela della persona, la solidarietà, il diritto al lavoro, la partecipazione democratica.
Celebrare questo anniversario significa allora non soltanto ricordare il passato, ma interrogarci sul presente e sul futuro.
La Repubblica vive ogni giorno nella partecipazione dei cittadini, nel rispetto delle istituzioni, nella difesa dei diritti e nell’assunzione dei doveri comuni. Vive nella scuola che educa alla libertà, nella cultura che unisce, nel lavoro che dà dignità, nella capacità di non lasciare indietro nessuno.
E vive anche nella continua ricerca di una piena parità tra donne e uomini. Molti passi avanti sono stati compiuti, ma restano ancora disuguaglianze, violenze e ostacoli che chiedono il nostro impegno quotidiano. Ricordare il primo voto alle donne significa ribadire che la democrazia cresce solo quando ogni persona può partecipare pienamente alla vita del Paese.
Ottant’anni fa gli italiani e le italiane scelsero la Repubblica scegliendo la libertà, la pace e la responsabilità condivisa. A noi oggi spetta il compito di custodire quella eredità con serietà e coraggio, soprattutto verso le nuove generazioni.
Che questa ricorrenza non sia soltanto memoria, ma anche ispirazione. Perché la democrazia non è mai conquistata una volta per tutte: vive nelle nostre scelte quotidiane, nella partecipazione, nel rispetto reciproco e nella fiducia nel futuro.
Viva le donne che conquistarono il diritto di voto.
Viva la Costituzione.
Viva la Repubblica Italiana.

25/05/2026

La memoria della legalità non può essere selettiva

In occasione della Giornata della Legalità del 23 maggio 2025 e della Giornata della Liberazione del 25 aprile 2026, l’amministrazione comunale di Ardea ha scelto di non invitare la sezione territoriale ANPI Pomezia-Ardea “Teresa Mattei e le altre” alle iniziative istituzionali.

Analoga esclusione dalle iniziative dedicate alla memoria delle vittime delle mafie e all’impegno civile per la legalità democratica si verifica quest’anno, 23 maggio 2026, nel Comune di Pomezia, dove la nostra sezione non è stata coinvolta nelle celebrazioni ufficiali della Giornata della Legalità.

Si tratta di una scelta che appare ancora più significativa se si considera che l’ultimo invito ufficiale rivolto alla nostra sezione dal Comune di Ardea risale al 2 giugno 2024, mentre l’ultimo invito formale ricevuto dal Comune di Pomezia è stato quello dell’8 luglio 2025, in occasione della presentazione della Consulta della Legalità. In quell’occasione, pur non avendo potuto partecipare per indisponibilità dei nostri rappresentanti, la sezione aveva comunque risposto formalmente spiegando le ragioni dell’assenza.

Riteniamo grave e incomprensibile l’atteggiamento assunto da due amministrazioni comunali che dovrebbero invece garantire la più ampia partecipazione delle realtà associative impegnate quotidianamente nella difesa dei valori costituzionali, della memoria antifascista, della giustizia sociale e della cultura della legalità.

L’ANPI, nata dalla Resistenza e custode dei principi della Costituzione repubblicana, ha sempre promosso nelle scuole, nei territori e nelle istituzioni il valore della democrazia, dell’antifascismo e del contrasto a ogni forma di violenza, sopraffazione e criminalità organizzata.

Escludere una realtà come la nostra da momenti pubblici dedicati alla legalità significa impoverire il confronto democratico e trasformare ricorrenze che dovrebbero unire in occasioni segnate da discriminazioni politiche e culturali.

La legalità autentica non può essere piegata a logiche di appartenenza politica né ridotta a celebrazione formale. Essa vive nella partecipazione, nel pluralismo, nella memoria condivisa e nel rispetto di tutte le associazioni che operano nel solco dei valori costituzionali.

La sezione ANPI Pomezia-Ardea “Teresa Mattei e le altre” continuerà, come ha sempre fatto, a lavorare sul territorio con autonomia, coerenza e spirito democratico, promuovendo iniziative di educazione civica, memoria storica e impegno civile, senza lasciarsi scoraggiare da esclusioni che giudichiamo sbagliate e lesive dello spirito unitario che dovrebbe caratterizzare giornate così importanti per il nostro Paese.

Il Direttivo della Sezione ANPI Pomezia-Ardea “Teresa Mattei e le altre”

25/05/2026

"DAVANTI AI PARTIGIANI, VOI FASCISTI REPUBBLICHINI SIETE SEMPRE SCAPPATI"

“La nostra principale «anomalia» rispetto a diversi altri partiti comunisti e operai è che noi siamo convinti che nel processo verso questa mèta bisogna rimanere, e noi rimarremo, fedeli al metodo della democrazia. L’"assalto al cielo", questa bellissima immagine di Marx, non è per noi comunisti italiani un progetto di irrazionalistica scalata all’assoluto”.
Il 25 maggio 1922 nasce a Sassari Enrico Berlinguer.

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Rocca Di Papa
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