14/05/2022
La Battaglia di Leuttra e la fine dell'egemonia spartana.
Nonostante la vittoria nella guerra del Peloponneso contro Atene, l'egemonia di Sparta non riuscì a reggere a lungo. In seguito alla pace del Re del 386 a.C., la quale fu un momento umiliante dei Greci e il punto più alto dell'influenza persiana sulle cose di Grecia, Tebe subì l'intromissione di un contingente spartano in città al comando di Febida, i quali occupando l'acropoli. Dopo dieci anni di governo oligarchico, degli esuli tebani riconquistarono la città cacciando la guarigione spartana.
Le due figure di spicco del momento nell'orbita tebana erano Pelopida ed Epaminonda; il primo prese parte alla ribellione precedente contro gli spartani, il secondo invece era un eccellente comandante militare molto acculturato.
Tebe dunque, pretese di rappresentare la confederazione beotica, andando in contrasto con gli accordi della Pace del Re.
Ciò porto allo scontro decisivo e all'intervento dell'esercito spartano guidato dal re Cleombroto, il quale giunse in Beozia. A Leuttra si consumó lo scontro fra Cleombroto e l'esercizio confederato guidato da Epaminonda. Le innovazioni militari portate da Epaminonda rivoluzionarono il modo di combattere della falange oplitica, facendola disporre su 50 linee, invece delle tradizioni 8, schierandole in obliquo. Gli opliti spartani, per la prima volta nella loro storia, vennero sconfitti in battaglia, spalancando le porte alla nuova, seppur breve, egemonia tebana, e ad un nuovo modo di fare la guerra.
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