31/01/2026
💥COMUNICATO DELLA RES📣
La grande manifestazione di oggi a Torino, convocata contro lo sgombero di Askatasuna e contro l’attacco sistematico agli spazi sociali e di conflitto, ha espresso una rabbia reale, diffusa, radicata nelle contraddizioni profonde di questo paese.
Non esaltiamo gli scontri per pura estetica di piazza, ma siamo figliə della stessa rabbia che esplode quando intere generazioni vengono private di spazi, diritti e futuro, in un clima di crescente repressione. Una rabbia che nasce da condizioni materiali di oppressione e di repressione sistematica del conflitto sociale. Ridurre quanto accaduto a un problema di ordine pubblico significa rimuoverne deliberatamente le cause politiche e sociali.
Allo stesso tempo, esprimiamo piena solidarietà alle migliaia di persone scese in piazza, ai movimenti, ai collettivi, alle realtà sociali e politiche colpite da anni di sgomberi, criminalizzazione del dissenso e progressiva chiusura di ogni spazio di agibilità democratica.
Il governo e le istituzioni che oggi si indignano per l’esplodere di una rabbia violenta e spontanea avrebbero dovuto pensarci prima di sgomberare spazi sociali che sono presìdi di mutualismo, cultura, solidarietà e organizzazione popolare; prima di soffocare ogni forma di conflitto sociale; prima di rispondere ai problemi sociali con repressione, militarizzazione e controllo.
Alla violenza dell'oppressione e della repressione, quella istituzionalizzata dell'ordine costituito, non possiamo che opporre la forza della disobbedienza e della liberazione: rifiutare ogni forma di azione maggiormente incisiva, trovando nelle battaglie istituzionali l'unica via, è mera illusione, fino ad essere strumentale legittimazione del sistema stesso.
La rabbia nasce da precarietà, disuguaglianza, guerre, crisi climatica, autoritarismo, dalla sistematica negazione di diritti e spazi di partecipazione.
Chi semina vento raccoglie tempesta.
La sicurezza non si costruisce militarizzando le città, ma con giustizia sociale, diritti, spazi liberi e democrazia reale.
Continueremo a stare dalla parte di chi lotta, contro un modello economico e sociale che reprime e sfrutta per soffocare ogni vento di liberazione.