30/10/2020
PACE ECONOMICO-FISCALE
La crisi che stiamo per affrontare è di dimensioni inimmaginabili. SIAE pochi giorni fa ha stimato la perdita di introiti per circa 200 milioni di euro, e ciò prefigurando un ritorno alla "normalita" per gli inizi di giugno. Il quadro sta già mutando e le riaperture appaiono ancora più lontane (si ipotizza addirittura marzo 2021). E' evidente che in questo quadro gli incassi di Autori, Editori, ma ancora di tutta la filiera del settore dello spettacolo e dell'intrattenimento subiranno delle contrazioni inimmaginabili. Per non parlare di tutti coloro che sin d'ora subiscono nell'immediatezza la crisi, penso ai gestori di locali, al personale di servizio, ai tecnici, ai dj's, agli artisti, agli interpreti, agli esecutori, insomma a tutti coloro che partecipano attivamente al settore. SIAE per mezzo del suo DG, Blandini, ha già meso in atto una serie di interventi che cercheranno di attutire il prevedibile collasso economico che subiremo. Ma indubbiamente occorre un intervento governativo, deciso e proficuo per tutti, aziende, operatori, gestori, produttori, artisti ecc.
Il nostro è un settore primario per l'indotto che produce e sarebbe miope per chi gestisce la "cosa pubblica" non cercare soluzioni almeno per farci transitare questo guado così impervio in attesa che vi sia una ripresa fisiologica del settore, magari con regole ed abitudini nuove.
Nel frattempo non si può non valutare come a fronte di una crisi epocale del nostro settore, l'ambito digitale stia vivendo una nuova epoca d'oro. Tutti concordano sull'enorme utilizzo del web sia per i normali contatti interpersonali che per l'entertainment "casalingo". Gli operatori telefonici sono sotto stress per l'enorme domanda di banda che stanno ricevendo, operatori come Netflix o Yutube stanno distribuendo contenuti a qualità ridotta per soddisfare l'enormità della richiesta. Ma anche nel settore più tradizionale delle vendite di prodotti fisici, l'ecommerce sta ottenendo performance impensabili che stanno mettendo a dura prova i vari operatori, per esempio Amazon, ma la stessa Esselunga A Casa per fare esempi a noi vicini.
E allora personalmente ritengo che in questo quadro non sia più ammissibile il rinvio del recepimento della direttiva europea sul copyright, che prevede un sostanziale aumento delle tariffe di equo compenso a favore dei fornitori di contenuti, vedi Autori, Editori, ma anche Artisti, Interpreti Esecutori. Non è il rimedio assoluto e definitivo ma potrebbe essere un elemento compensativo delle enorme perdite che dovremo subire.
E allora sollecitiamo il ministro Franceschini a recepire la direttiva, che pure è ostacolata nella sua attuazione dai suoi alleati di Governo del M5S, che per voce dell'On. Di Maio il giorno stesso dell'approvazione europea ci fece sapere che "questo governo (all'epoca M5S e Lega) non recepirà mai una direttiva illiberale", non tenendo conto che la presunta libertà della rete non è preclusa dal riconoscimento dei minimi diritti dei fornitori dei contenuti, ma forse da chi utilizza spregiudicamente le informazioni che spesso inconsciamente rilasciamo navigando nel web.
Per una SIAE sempre più moderna, efficiente e vicina ad autori ed editori. Per garantire il proseguimento di riforme della società.