Eurostop.info

Eurostop.info EUROSTOP

La paura della destra produce altri mostri(....) I risultati delle elezioni europee prima e di quelle francesi poi, hann...
09/07/2024

La paura della destra produce altri mostri

(....) I risultati delle elezioni europee prima e di quelle francesi poi, hanno perimetrato gli allarmi – spesso più che strumentali – di una valanga della destra sugli equilibri politici in Europa.

Sullo sfondo di una guerra dentro l’Europa e contro la Russia che le attuali classi dirigenti intendono continuare ad alimentare, le rendite di posizione delle rappresentanze politiche tradizionali del bipolarismo (conservatori e socialdemocratici, entrambi allineati al liberismo) hanno subìto forti sollecitazioni ma hanno – per ora – sostanzialmente tenuto. Il risultato delle elezioni francesi e quelli delle europee ci dicono sostanzialmente questo.

Dopo aver portato l’intera politica economica e internazionale a destra, aumentando enormemente le disuguaglianze sociali e le ambizioni guerrafondaie, le classi dirigenti bipartisan europee hanno scoperto che qualcuno poteva attuare una politica di destra attingendo all’originale invece che alla sua mutuazione liberale.

Ma hanno anche verificato che mantenere il potere sul terreno “Tina” (There Is Not Alternative) non è più gratis.

(.....) In Francia è fin troppo evidente come i partiti dei ricchi cercheranno di sgretolare il Nuovo Fronte Popolare per cooptarne una parte nella coalizione di governo che dovrà convivere con Macron e il suo programma antipopolare. Imbarcheranno socialisti e verdi ed emargineranno violentemente La France Insoumise nonostante i pesanti compromessi in politica estera che questa ha accettato in nome dell’unità antifascista.

(....) E in Italia? E’ già fin troppo evidente l’eccitazione che pervade le forze del cosiddetto “campo largo” per mettersi tutti insieme e rovesciare il governo Meloni e ipotecarne una seconda edizione. Nè più né meno di quanto è avvenuto con Berlusconi, producendo però come alternativa due governi Prodi e un governo Monti con tutti i danni politici, sociali e istituzionali che hanno prodotto e che appare difficile rimuovere o dimenticare.

Leggi di più sull'editoriale di Contropiano.org
https://contropiano.org/editoriale/2024/07/09/la-paura-della-destra-puo-produrre-altri-mostri-0174041

Una prima analisi del voto in Europa e in Italia Il risultato delle elezioni europee ci restituisce un quadro di sostanz...
13/06/2024

Una prima analisi del voto in Europa e in Italia

Il risultato delle elezioni europee ci restituisce un quadro di sostanziale stabilità dentro quello che negli anni abbiamo definito come il polo imperialista europeo anche se, inevitabilmente vista la sua natura, sta spostando il suo baricentro verso destra.

Una stabilità alla quale la borghesia europea non intende rinunciare in vista dell’acutizzarsi della competizione globale con i paesi emergenti. Il problema, semmai, è l’avventurismo delle classi dirigenti europee oggi messe a disposizione dal mercato politico.

(....) il vero capolavoro di avventurismo politico non lo ha fatto la destra ma il “liberale” Macron, il quale ha convocato su due piedi le elezioni anticipate a fine giugno con il rischio concreto di consegnare il governo al partito della Le Pen e ai suoi alleati di destra.

Siamo decisamente in presenza di quell’avventurismo delle classi dirigenti indicato da Gramsci, cosa che abbiamo già visto all’opera sul terreno della guerra contro la Russia.

(......) In Italia l’astensionismo ha superato ormai il 50%. Sulla base di questo dato, che nessuno si prende la briga di analizzare seriamente, il partito di Giorgia Meloni è cresciuto in percentuale ma ha perso quasi 700mila voti rispetto alle politiche del 2022. Non sono bruscolini.

(....) Occorre prendere atto che i settori popolari – proletari, periferie, lavoratori e lavoratrici a basso reddito etc. – a votare non ci vanno più e che l’opportunismo del M5S ha ormai disinnescato, disperso e disilluso anche quello che era stato il “voto per vendetta” degli anni scorsi

(....) In qualche modo stiamo assistendo alla fine de facto del suffragio universale, un obiettivo auspicato in questi anni dai liberali agitando lo spauracchio del populismo.

Due grafici sul nesso tra condizione sociale e di classe e voti elaborati dal Cise-Luiss ci aiutano a capirlo meglio

Leggi di più su: https://contropiano.org/news/politica-news/2024/06/12/una-analisi-dei-risultati-elettorali-in-europa-e-in-italia-0173357?fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTAAAR0f10q1JzmoiJVuqv_RoLu2omMLNsZwO7ypeeM0pszIWby4XmbdxtRx76o_aem_ZmFrZWR1bW15MTZieXRlcw

Parlare di terza guerra mondiale, con insostenibile leggerezzaOrmai si parla con “nonchalance” di terza guerra mondiale,...
06/06/2024

Parlare di terza guerra mondiale, con insostenibile leggerezza

Ormai si parla con “nonchalance” di terza guerra mondiale, a conferma che nei circoli delle classi dominanti in Occidente la questione è ormai all’ordine del giorno. Occorre fermare questa corsa e raddrizzare il piano inclinato. Whatever it takes!!!

(....) “Il Regno Unito dovrebbe essere meglio preparato a una Terza guerra mondiale” ha dichiarato il capo di Stato maggiore uscente dell’Esercito britannico, Patrick Sanders, che si dimetterà nei prossimi giorni dopo due anni in carica.

(....) Un “documento segreto” del ministero della Difesa tedesco svelato a gennaio dal giornale Bild, con tanto di cifre di mobilitazione militare, azioni di “guerra ibrida” e sviluppo sul terreno mese dopo mese, delinea nel dettaglio un possibile “percorso verso il conflitto” tra la Russia e la Nato.

(....) Lo storico statunitense Graham Allison nel suo libro “Destinati alla guerra”, afferma che a questa si arriva per tre motivi: quelli economici, quelli geopolitici e poi per “l’onore” dei governi. E’ questo il motivo che deve farci temere il crescendo di toni delle dichiarazioni e di fatti compiuti che si vanno accumulando sul terreno, fatti compiuti e dichiarazioni dalle quali è poi è difficile tornare indietro “senza perdere la faccia”.

Dobbiamo fermare questo treno verso la guerra. Whatever it takes!!!
leggi di più su: https://contropiano.org/editoriale/2024/06/06/parlare-di-terza-guerra-mondiale-con-insostenibile-leggerezza-0173203

Il Giardino e la Jungla. Come misurarsi con la frammentazione del mercato e della politica mondialeE’ uscito ed è dispon...
02/04/2024

Il Giardino e la Jungla. Come misurarsi con la frammentazione del mercato e della politica mondiale

E’ uscito ed è disponibile il volume “Il Giardino e la Jungla” contenente gli atti del forum organizzato a marzo dello scorso anno dalla Rete dei Comunisti. Il sottotitolo del forum e del libro richiama quella frammentazione del mercato mondiale che oggi molti analisti stanno finalmente rilevando come caratteristica di questa fase dello sviluppo capitalistico e dei conflitti che ne derivano a livello internazionale.

Nel volume troverete venti contributi di studiosi, militanti e ricercatori che hanno analizzato in quattro sessioni la rottura del mercato mondiale e la crisi sistemica; lo scontro tra blocchi e la guerra come possibilità; il logoramento della supremazia di Stati Uniti ed Unione Europea; le conseguenze sui settori di classe della rottura della mondializzazione.

Nel libro si trovano i contributi di Mauro Casadio, Roberto Fineschi, Leonardo Bargigli, Giorgio Gattei, Franco Russo, Rita Martufi, Luciano Vasapollo, Sergio Cararo, Giacomo Marchetti, Angelo Baracca, Francesco Dall’Aglio, Max Gazzola, Giorgio Cremaschi, Paolo Ferrero, Ernesto Screpanti, Francesco Piccioni, Marcella Grasso, Andrea Mencarelli, Alessandro Scassellati, Chiara Pollio, Alessandro Perri, Giorgio Casacchia.

La Rete dei Comunisti intende continuare a confrontarsi sui caratteri di questa nuova fase storica, gli scenari possibili e le forze materiali che agiscono su e dentro di essa.

Il volume nelle prossime settimane verrà presentato in diverse città italiane.

Francia e Germania si accordano sul nuovo carro armato “europeo”, e non soloIl processo di integrazione del complesso mi...
26/03/2024

Francia e Germania si accordano sul nuovo carro armato “europeo”, e non solo

Il processo di integrazione del complesso militare-industriale europeo, spinto come non mai dai venti di guerra, ha fatto un altro passo in avanti dopo gli intoppi dei mesi scorsi.

Germania e Francia hanno infatti raggiunto una intesa decisiva nel programma di sviluppo del nuovo carro armato di prossima generazione noto come Main Ground Combat System (Mgcs) o meglio noto come “carro armato europeo” di nuova generazione.

Dopo mesi di ritardi, dovuti ad accese discussioni tra i due principali produttori, avevano visto spostarsi la data prevista dell’ingresso in servizio del nuovo carro armato al 2040 rispetto al 2035 come originariamente previsto.

Ma venerdi scorso a Berlino, c’è stato un vertice tra i ministri della Difesa di Germania e Francia che ha portato a un accordo finale sulla ripartizione del lavoro tra la società francese Nexter e la tedesca Krauss-Maffei Wegmann, consorziatesi per l’occasione nella holding Knds, per una divisione al 50% dei volumi industriali del programma del carro armato Mgcs. Il nuovo carro armato, andrà a sostituire i Leopard 2 tedeschi i Leclerc francesi,

In realtà l’accordo sul carro armato europeo si interseca con un secondo progetto delle industrie degli armamenti franco-tedesche, perché viaggerà in parallelo con lo Scaf (Système de Combat Aérien du Futur), il progetto per un cacciabombardiere di sesta generazione, a cui partecipa anche la Spagna, che si pone in concorrenza con il cacciabombardiere Tempest che è un progetto britannico, italiano e giapponese,

I due programmi militari appaiono strettamente correlati tra loro ed emblematici dei livelli di integrazione tra le industrie belliche europee.

Alla Germania spetterà una sorta di primato progettuale del carro armato Mgcs con le aziende tedesche Rheinmetall e Krauss-Maffei Wegmann, alla Francia toccherà quello per lo Scaf, con le industrie francesi Dassault e Thales a guidare la progettazione del caccia bombardiere europeo di sesta generazione.

di Stefano Porcari

Reintrodurre la leva obbligatoria per i giovani. Ce lo chiederà l’Europa?di Alessandro Avvisato I Paesi europei dovrebbe...
26/03/2024

Reintrodurre la leva obbligatoria per i giovani. Ce lo chiederà l’Europa?
di Alessandro Avvisato


I Paesi europei dovrebbero reintrodurre il servizio militare obbligatorio e aumentare la spesa per la difesa riportandola ai livelli della Guerra fredda a causa della presunta minaccia proveniente dalla Russia.

Ad affermarlo in una intervista al Financial Times è il presidente lettone Edgars Rinkevics, secondo cui “La questione della coscrizione militare deve essere discussa seriamente”.

Secondo Rinkevics, ciò aiuterà a far fronte ai problemi legati alle carenze di personale nelle forze armate dei Paesi europei, nonostante il fatto che i vertici militari preferiscano “truppe pienamente professionali”. Le autorità della Lettonia hanno ripristinato la coscrizione obbligatoria l’anno scorso, mentre l’Estonia sta prendendo in considerazione questa iniziativa.

Il governo della Danimarca intende far approvare una legge che, a partire dal 2026, renderà obbligatorio il servizio militare anche per le donne e aumenterà il periodo durante il quale si svolge l’addestramento all’uso delle armi.

Attualmente le giovani donne danesi possono arruolarsi solo volontariamente nelle forze armate, ma non sono soggette al servizio militare obbligatorio valido invece per gli uomini, estratti a sorte per coprire i posti non occupati dai volontari.

In tutto l’Occidente le forze armate stanno facendo i conti con una crescente carenza di “vocazioni militari”, cioè con il crollo verticale dei reclutamenti: una tendenza riscontrabile da diversi anni ma che si è aggravata negli ultimi due anni in seguito al conflitto in Ucraina e al rischio tangibile di uno scontro militare tra NATO e Russia.

Sulle difficoltà del reclutamento di carne da cannone, già da tempo sono emersi problemi in due paesi guerrafondai come Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna.

In quest’ultima il 2023 aveva visto un crollo verticale del numero dei militari britannici. A rivelarlo era stato un rapporto del ministero della Difesa di Londra il quale confermava come la tendenza fosse già apparsa evidente nel 2022 ma nel 2023 il numero dei membri delle forze armate britanniche è sceso ulteriormente a 184.860 contro i 195.050 dell’ottobre 2020.

Negli Stati Uniti la percentuale di giovani americani che prenderebbero in considerazione una carriera militare è scesa dal 13% nel 2018 al 9% nel 2021-22. Nel 2022 la Us Air Force ha scontato un sottoreclutamento del 10% rispetto al fabbisogno di unità.

La Us Army addirittura del -25%, con un buco di 15.000 soldati corrispondenti alle unità di un’intera divisione. Per il 2023, dal Pentagono fanno sapere che l’obiettivo dell’Esercito di reclutare 65.000 soldati è fallito.

Ma il problema è venuto fuori anche in Germania da due anni alle prese con una frenesia militarista sconosciuta dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.

La Bundeswehr ha dichiarato di disporre di 181.383 invece dei 203.000 che Berlino punta a raggiungere entro il 2025. Nell’ultimo anno il ministro della Difesa Pistorius ha puntato a rendere la carriera nella Bundeswehr più attraente , tra le proposte vi è anche la reintroduzione della coscrizione obbligatoria, sospesa in Germania nel 2011. Provvedimento a cui ha fatto seguito una profonda riforma e riduzione delle forze armate.

In Europa, ad oggi, la leva obbligatoria esiste ancor in appena otto paesi: Danimarca, Estonia, Finlandia, Lituania, Svezia, Austria, Cipro e Grecia. Ad eccezione della Svezia, la coscrizione obbligatoria riguarda però soltanto gli uomini. Per il resto dell’Unione Europea, si è proceduti all’abolizione graduale, tra il 1992 il 2011.

L’Italia ha sospeso – ma non abolito – la leva obbligatoria nel 2005. Sono infatti previsti due scenari per i quali il governo potrebbe procedere alla riattivazione della coscrizione obbligatoria: lo stato di guerra o una grave crisi internazionale che richieda un aumento numerico delle Forze Armate.

Due scenari verso cui l’Italia si sta dirigendo come un treno in corsa. Fermiamoli!!

Le tentazioni guerrafondaie dei leader europei. Contro la Russia, ma con o senza gli Stati Uniti?(....) Con il rischio i...
16/03/2024

Le tentazioni guerrafondaie dei leader europei. Contro la Russia, ma con o senza gli Stati Uniti?

(....) Con il rischio incombente che Donald Trump possa essere eletto presidente degli Stati Uniti a novembre e ridurre il ruolo degli Stati Uniti nella Nato, Macron vuole che l’Europa aumenti la sua “autonomia strategica”.
Scholz, nel frattempo, cerca ancora copertura dagli Stati Uniti per ogni grande passo che fa sull’Ucraina. “Penso che Macron abbia l’impressione che i tedeschi di Scholz si siano ritirati nella loro identità transatlantica, che agiranno solo di pari passo con la Casa Bianca”, ha detto Jacob Ross, analista del German Council on Foreign Relations.

(....) La discussione vigente tra i leader europei non sembra essere se arrivare o meno alla guerra contro la Russia, ma se arrivarci da soli – e quindi con un intenso processo di riarmo e di coordinamento militare tra i vari paesi della UE– oppure, come avvenuto sistematicamente fino a ieri, di attendere le decisioni degli Stati Uniti. Uno scenario da incubo in entrambi i casi.

Leggi di più su: https://contropiano.org/news/politica-news/2024/03/16/le-tentazioni-guerrafondaie-dei-leader-europei-contro-la-russia-ma-con-o-senza-gli-stati-uniti-0170450

E' ora di rompere....L'editoriale di Contropiano Il governo Meloni – come i precedenti – è un governo di crisi, guerra e...
15/03/2024

E' ora di rompere....

L'editoriale di Contropiano

Il governo Meloni – come i precedenti – è un governo di crisi, guerra e declino. Una rovina per le classi popolari e per le prospettive stesse del Paese.

(....) Siamo in definitiva avviati verso un baratro da cui sarà tanto più difficile riemergere quanto più si tarderà ad arrestare la corsa al disastro. Il quadro politico attuale non permette illusioni.
Le “alternative” sono quelle che hanno dato vita ai governi precedenti. Hanno praticato e predicato le stesse politiche di bilancio, le identiche politiche di privatizzazione e desertificazione industriale, i medesimi tagli al welfare, all’istruzione, alla ricerca.

(....) Fermare la corsa all’impoverimento popolare e al declino definitivo del paese richiede, in modo ormai evidente, davanti ai rischi di guerra mondiale che si sommano e superano a quelli della crisi economica, una rottura decisa con il tran tran degli ultimi 40 anni.

Una rottura, in primo luogo, con i vincoli esterni che ogni governo – e ancora di più quello ha rispettato, difeso, esteso, fino alla paralisi.

(....) C’è spazio per cambiare. Ma bisogna rompere quei vincoli, a cominciare dal governo Meloni, il più fascista della storia del dopoguerra.

E’ tempo che tutto questo si manifesti apertamente, nelle piazze di questo paese, dando visibilità e contenuti ad una rottura sempre più necessaria.

Leggi di più su: https://contropiano.org/editoriale/2024/03/15/e-ora-di-rompere-i-vincoli-esterni-0170416?fbclid=IwAR298oP4K5Q0GwDiZ7jsSfZaihWWC-cagqXxv1IpeLpUHXGL66KqakUZ_SY

La flotta militare italiana ed europea nel Mar Rosso è una operazione di guerra, la popolazione ne è consapevole?“E’ una...
11/03/2024

La flotta militare italiana ed europea nel Mar Rosso è una operazione di guerra, la popolazione ne è consapevole?

“E’ una missione di guerra, non è una missione di pace, con tutti i rischi che ne conseguono”. Nelle disinibite valutazioni dell’ammiraglio Sanfelice di Monteforte troviamo non solo la conferma che la missione è – de facto – una missione di guerra, ma è anche l’attuazione di quanto evocato nella Maritime Security Strategy dell’Unione europea approvata il 10 marzo 2023 (quindi ben sette mesi prima del conflitto a Gaza estesosi poi al Mar Rosso, ndr),

(....) A rafforzare lo scenario di una missione di guerra, arriva anche l’intervista della Adnkronos a Nasr al-Din Amer, uno dei dirigenti del partito yemenita Ansar Allah (Houthi), il quale ha commentato l’operazione condotta nei giorni scorsi dal cacciatorpediniere italiano “Duilio” che ha abbattuto un drone nello Stretto di Bab al-Mandab: “Non sarebbe dovuto accadere. Non abbiamo deciso di prendere di mira le navi dell’Italia, ma il fatto che abbia fermato la nostra operazione è inaccettabile”. Non solo. Nasr al-Din Amer ha anche evidenziato che “mettersi a protezione delle navi israeliane e americane” espone l’Italia a rischi e, in particolare, “minaccia la sicurezza delle sue navi in ​​futuro”.

(....) A chi in Parlamento si è accontentato delle rassicurazioni del ministro degli Esteri Tajani sul carattere “difensivo” della missione militare nel Mar Rosso, vorremmo ricordare che queste somigliano alla stessa menzogna che ha chiamato negli anni passati “missioni di pace” gli interventi militari – anche di truppe italiane – in Afghanistan e Iraq.

Leggi di più su: https://contropiano.org/news/politica-news/2024/03/11/quella-nel-mar-rosso-e-una-missione-di-guerra-0170184

La Von der Leyen evoca la guerra alla Russia, la Germania la prevededi Sergio CararoCome una pietra che rotola, in Europ...
29/02/2024

La Von der Leyen evoca la guerra alla Russia, la Germania la prevede

di Sergio Cararo

Come una pietra che rotola, in Europa dilagano gli apprendisti stregoni sulla guerra.

Dal Parlamento europeo al Reichstag alcuni leader sembrano aver imboccato la strada dell’escalation bellica contro la Russia come un treno senza freni. A peggiorare le cose ci sono poi le notizie che vengono dalla Transnistria e dalla Bielorussia.

Due giorni fa è stato Macròn ad evocare l’ipotesi di mettere sul campo in Ucraina dei soldati dei paesi della Nato suscitando, per fortuna, scarsi entusiasmi.

Ieri in un discorso al Parlamento europeo di Strasburgo, che somiglia de facto ad una dichiarazione di guerra, la Von der Leyen ha dichiarato che “una guerra in seno all’Europa non è imminente, ma non è neppure impossibile”.

(.....) Al momento le sparate di Macròn sembrano essere state stoppate mentre si registra troppa indulgenza sia verso i fomenti della Von der Leyen che verso la militarizzazione dell’economia tedesca.

I peggiori scenari da incubo si stanno palesando sotto i nostri occhi e proprio nel cuore dell’Europa. E’ un treno in corsa che va fermato, con ogni mezzo necessario.

Leggi di più su: https://contropiano.org/news/politica-news/2024/02/29/la-von-der-leyen-evoca-la-guerra-alla-russia-la-germania-la-prevede-0169913

Indirizzo

Rome
00100

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Eurostop.info pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi