Il giovedì Roma torna capitale della movida tra musica dal vivo, dj set
buona cucina e uno spettacolo che unisce essenze del divertimento
per una cultura innovativa sullo sfondo di una tradizione millenaria
Sold-out a ripetizione per “Opera - One night in Rome”: il top della creatività tutto in una sera per un target dai 22 anni in su. Roma bocciata dai tabloid inglesi per scarsa originalità nel
la vita notturna, discoteche che chiudono e raduni all'addiaccio pur di fare qualcosa per incontrarsi.la sera. Ma la genialità italiana non è mai scomparsa né tantomeno il gusto e il piacere di divertirsi e di far divertire: così è nato “Opera - One night in Rome”, per iniziativa di Roberto Fantauzzi e Fabrizio Simeoni che hanno ripreso il brand internazionale di un filone teatrale e musicale dove l’azione scenica s'integra alla perfezione con la musica e il canto. Con l'aggiunta, non indifferente, del gusto e dello stile made in Italy che si esaltano all'interno di Palazzo Brancaccio, in via Merulana, adagiato sul fianco di viale del Monte Oppio dove, al civico 7, è ubicato lo storico e fiabesco plesso architettonico. Non casuale, dunque, la scelta della location che tutti i giovedì sera - dalle 21 alle 4 del mattino - si trasforma in un set cinematografico in cui si sviluppano nuove tendenze. Pur non tralasciando il recupero dei migliori valori dello spettacolo dal vivo, unito alle eccellenze musicali e a quelle eno-gastronomiche. Insomma, un rendez-vous di gran classe con la mondanità - termine troppo spesso abusato a Roma - che ritrova finalmente la proprietà del suo significato, in un alveo selezionato della vita notturna. E ogni giovedì andrà in scena un'Opera prima, nel senso che il pubblico vivrà un'emozione originale e diversa lungo una locandina di qualità. Gli appuntamenti che si susseguono ogni settimana coordinati artisticamente dall'Accademia degli Artefatti, vedono impiegati artisti anche di caratura internazionale, come nel caso delle Appassionante, un trio di bellissime Soprano che rivisitano la musica lirica in versione Pop. Proprio con queste artiste come protagoniste Opera sta per diventare un progetto a carattere nazionale e internazionale che verrà prodotto nei migliori teatri in Italia e all'Estero in concomitanza di grossi happenings mondani che le città ospiteranno. I prossimi appuntamenti durante il Salone del Mobili a Milano e durante gli Internazionali di Tennis a Roma
Il progetto
Arte allo stato puro: è questo il must che anima il progetto di Opera - One night in Rome, con il coinvolgimento, ogni giovedì sera, di artisti di strada e di alcuni del Cirque du Soleil, per realizzare una coreografia accattivante e coinvolgente, un fil rouge sottile quanto innovativo che tanti consensi ha già riscosso nei primi due mesi di programmazione. La serata-evento si dipana su tre livelli di offerta, tre piani paralleli dove lo scambio di conoscenze e il divertimento troveranno, poi, a tarda sera totale spazio di intercomunicazione. Si va, quindi, dalla grande e sontuosa sala dove viene servita una cena placé, al dopocena e alla pista da ballo con musica dal vivo e dj set. Il tutto preceduto, abbinato o sostituito dal classico aperitivo, degno di nota per la variegata offerta di pietanze e la ricca e selezionata cantina. La storia di Palazzo Brancaccio e la leggenda di Nerone
Ultimo Palazzo del patriziato romano, è stato costruito tra il 1886 e il 1912 per iniziativa dell'ereditiera americana Elisabeth Field, moglie del principe Salvatore Brancaccio di Napoli, che ne affidò la realizzazione a due famosi architetti dell'epoca umbertina: Gaetano Koch (oltre a Palazzo Koch ha edificato i due Palazzi Esedra in piazza della Repubblica) e Luca Carimini, noto anche come scultore. Lo stile è quello del classicismo barocco. All'interno di Palazzo Brancacio alberga anche una leggenda legata a Nerone: infatti, si dice che la Torre di Mecenate sia stata inglobata nel Palazzo: è la stessa Torre dove Nerone, nel 64 a.C., osservò “estasiato” l'incendio che, secondo la tradizione storiografica, egli stesso appiccò. Di sicuro, oggi il “mecenatismo” non manca, con la promozione dell'arte e la rivalutazione delle bellezze storiche della città, aspetti mai tenuti in secondo piano nel progetto vincente di Roberto e Fabrizio.