05/06/2026
ALTRO CHE CAMBIAMENTO, A CHIETI CONTE APPOGGIA L'UOMO DI SISTEMA
L'altro ieri Giuseppe Conte si è recato a Chieti, in vista del ballottaggio delle elezioni amministrative. In questa tornata elettorale il partito di Oz supporterà Giovanni Legnini, di cui Conte tesse le lodi parlando di “grande esperienza” e “operatività” e di una figura affidabile.
A noi questa sembra l'ennesima scelta che cancella l'approccio rivoluzionario che il Movimento 5 Stelle aveva introdotto nella politica italiana.
Legnini non è un candidato qualsiasi: è stato uomo del sistema, sottosegretario nei governi Letta e Renzi, vicepresidente del CSM. Un profilo istituzionale pieno, centrale, perfettamente inserito in quella partitocrazia che il M5S avrebbe dovuto combattere.
Inoltre il nome di Legnini è finito in una faccenda piuttosto delicata: l’inchiesta su dossieraggi, informazioni riservate e presunti accessi abusivi. Le ipotesi dell'accusa sono gravi: accesso abusivo e rivelazione del segreto d’ufficio; secondo i pm, Legnini avrebbe aiutato un imprenditore a ottenere informazioni riservate dalla Guardia di Finanza.
A questo punto la domanda sorge spontanea: ma se il criterio non è più la ricerca della rottura con i partiti per cambiare la società, a cosa serve continuare a chiamarsi Movimento?
Quel nome non venne scelto a caso, rappresenta nella sua essenza il distacco dalla partitocrazia.
Se si decide di appoggiare un uomo di sistema come Legnini giudicandolo affidabile, significa che si è deciso di tradire la missione originaria e l'essenza stessa del Movimento.
A questo punto continuare a utilizzare il simbolo e il nome Movimento non solo è un controsenso in termini ma è anche una presa in giro, non trovate?