Passeggiate nella Storia

Passeggiate nella Storia Per esplorare, conoscere e apprezzare le innumerevoli testimonianze storiche e archeologiche del nostro Paese.

Questo spazio virtuale Γ¨ nato con l'intento di esplorare un vasto orizzonte storico e culturale nell'ambito del territorio laziale: dagli Etruschi ai Sabini, dai Falisci fino ai Romani. Una ricerca che prosegue nel medioevo con le testimonianze di cultura rupestre della Tuscia, con le ricche abbazie, i castelli diruti e i luoghi dei Templari e, infine, percorre le strade di Roma tra le sue infinite bellezze.

27/04/2026
27/04/2026

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Una visita ai templi repubblicani di Piazza di Torre Argentina.

10/05/2025

Il "Teatro Marittimo" di Villa Adriana a Tivoli

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28/04/2025

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Le enigmatiche Sfingi delle cattedrali

Nella cattedrale di Civita Castellana, precisamente nell'oratorio del Cuore di Maria, e a Roma nel chiostro di San Giovanni in Laterano, si trovano due piccole sculture medievali raffiguranti delle "Sfingi" sorridenti in maniera particolare. Sono opere certamente interessanti che si prestano a essere "indagate" maggiormente. Queste sculture, realizzate nel corso del XIII secolo, sono opera dei marmorari romani ispirati, evidentemente, dall’Egitto faraonico e tolemaico. Nel corso del XIII secolo, infatti, vennero presi a modello sfingi e leoni egittizzanti, da parte dei marmorari locali, che invece di utilizzare materiale proveniente dallo spoglio di antichi monumenti, realizzano nuove creazioni con uno stile antico. Il risultato di questa produzione fu una serie di leoni e sfingi egittizzanti a guardia di recinti presbiteriali, chiostri. Tali rappresentazioni, infatti, furono installate all'ingresso delle chiese, nei chiostri e nei recinti presbiteriali, con la funzione di sorveglianza. E' probabile che questo incarico derivi dal ruolo ricoperto nei luoghi sacri egizi; un ruolo ampiamente documentato nei testi letterari e nei bestiari del medioevo. In seguito a degli studi Γ¨ possibile assegnare alla bottega dei Vassalletto un ruolo di primo piano nella produzione di questi modelli egizi.

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31/03/2025

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"I Segni dell'uomo", una serie di post nei quali descriverΓ² delle testimonianze storiche e archeologiche, esposte nei musei o situate nel nostro "bel Paese", forse poco conosciute o valorizzate.

La chiesetta della Madonna degli Angeli, ripresa in queste foto scattate quasi trent'anni fa, si trova lungo la strada che da Sezze conduce a Bassiano, in provincia di Latina. Ormai della chiesetta restano soltanto i ruderi, spesso nascosti da una folta vegetazione. L'ingresso Γ¨ crollato e ai lati rimangono due finestre rettangolari. L'interno della chiesetta Γ¨ a navata unica lunga circa 12 metri e si notano ancora tracce di affreschi. Nella parete di fondo dell'altare maggiore Γ¨ rimasto (forse) un affresco che raffigura la Madonna in trono con bambino. La Madonna indossa un manto di colore rosso scuro con bordo dorato; ai suoi lati due personaggi rappresentati in piedi, a sinistra forse un vescovo con folta barba che tiene un libro, a destra un uomo, anch'esso con barba e con aureola, mentre sorregge a un bastone. La chiesetta probabilmente risale al XV secolo e faceva parte di edifici religiosi extra urbani custodite da eremiti.

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29/03/2025

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Ho definito "I Segni dell'uomo" questo post e quelli che seguiranno in quanto con essi cercherΓ² di raccontare la genesi di alcuni reperti archeologici, di varie epoche e civiltΓ , presenti nei nostri musei che, forse, non sono sufficientemente conosciuti ed esaminati dai visitatori. Questi reperti rappresentano, con modalitΓ  e strutture diverse, "i Segni" lasciati dall'uomo nel corso del tempo che oggi conserviamo e studiamo per conoscere meglio il nostro passato.
Il reperto che descriverΓ² ora Γ¨ stato definito "L'uomo a PHI" per la somiglianza con la relativa lettera greca. Si tratta di un dipinto rupestre scoperto nel 1936 dall'archeologo Alberto Carlo Blanc, durante le sue ricognizioni presso le grotte dei Monti Lepini. In una di queste, chiamata "Arnalo dei Bufali" in prossimitΓ  di Sezze (LT), egli rinvenne questo reperto.
Dopo il rinvenimento alcuni dei piΓΉ noti studiosi di preistoria dell’epoca svolsero un sopralluogo sul sito assieme a Blanc ed esaminarono il dipinto, confermandone l’autenticitΓ  e la rilevante antichitΓ . Questa misteriosa raffigurazione schematica era stata tracciata circa 6.000 anni fa, utilizzando un colore rosso (ocra), all’interno di un piccolo avvallamento lungo la parete di un grande riparo calcareo. L'importanza di tale reperto Γ¨ dovuta al fatto che si trattava del primo dipinto rupestre preistorico segnalato in Italia. Il blocco con il dipinto venne poi asportato e portato a Roma al Museo delle CiviltΓ , dove Γ© tuttora custodito. Nel 2016 sul sito Γ© stata invece posizionata una riproduzione.

Un grande ringraziamento ai miei nuovi follower! Sono felice di avervi tra noi! Cleyves Aosta Ge, Carmela Conversano
01/12/2024

Un grande ringraziamento ai miei nuovi follower! Sono felice di avervi tra noi! Cleyves Aosta Ge, Carmela Conversano

Indirizzo

Rome

Sito Web

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