DSP Roma

DSP Roma DSP - Roma Capitale

AREE VERDI: ADOZIONI VOLONTARIE AL VIAIl I Municipio rinnova il bando per l’adozione volontaria di oltre 150 aree verdi ...
14/04/2026

AREE VERDI: ADOZIONI VOLONTARIE AL VIA

Il I Municipio rinnova il bando per l’adozione volontaria di oltre 150 aree verdi pubbliche nel cuore della città, dal quartiere di Trastevere fino all’Esquilino.
Circa 340 mila metri quadri di verde decentrato possono essere presi in cura direttamente dai romani.
DSP Roma vede con favore queste iniziative che arrivano in un contesto in cui il Servizio Giardini di Roma Capitale soffre da tempo di una cronica carenza di personale e mezzi, che rende sempre più difficile garantire la manutenzione ordinaria di tutti gli spazi verdi con la frequenza e la qualità necessarie.
In questa situazione, il coinvolgimento diretto dei cittadini è necessario per evitare che il verde pubblico divenga preda del degrado.
Ma i romani, che amano molto i propri quartieri e vogliono vederli belli e curati, anche ovviando alle difficoltà degli organi preposti, sono ben felici di essere coinvolti.
Magari vorrebbero esserlo più spesso e in altri contesti, soprattutto quando progetti che riguardano i territori vengono decisi.
Le Istituzioni non chiedano aiuto ai cittadini solo quando conviene farlo, ma provino ad ascoltarli più spesso per coinvolgerli maggiormente nella progettualità e vivibilità degli spazi condivisi.

MASSIMINA: ROMA CAPITALE FACCIA CHIAREZZADemocrazia Sovrana Popolare sollecita le istituzioni competenti affinché venga ...
14/04/2026

MASSIMINA: ROMA CAPITALE FACCIA CHIAREZZA

Democrazia Sovrana Popolare sollecita le istituzioni competenti affinché venga fatta piena chiarezza in merito alla reale situazione giuridico-patrimoniale delle aree interessate
dall’intervento di urbanizzazione primaria, relativo al Programma straordinario per la
riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie delle città metropolitane e dei comuni capoluogo di provincia, con specifico riferimento all’Intervento 3.2 "Polo di rigenerazione urbana quartiere Massimina – Sistemazione Piazza Nicola Garrone".
Nella relativa determinazione si afferma che le aree interessate dagli interventi risultano essere di proprietà di Roma Capitale, come da pareri rilasciati dal Dipartimento Patrimonio Sviluppo e
Valorizzazione in sede di Conferenze di Servizi.
Tuttavia, tale ricostruzione non risulterebbe coerente con la situazione effettiva delle aree oggetto di
intervento, che comprendono tratti di via Nicola Garrone e via Benvenuto Griziotti, ancora oggi ricadenti – secondo la documentazione disponibile e gli atti urbanistici vigenti – in aree di proprietà
privata, già peraltro incluse nel Piano Particolareggiato di Esecuzione n. 20 “Massimina A”, per le quali il procedimento espropriativo risulta, allo stato, ancora non concluso.
La Determina Dirigenziale n. 660/2024 del Dipartimento di Roma
Capitale, inoltre, risulta in contrasto con quanto riportato nell’ultimo aggiornamento disponibile sul sito istituzionale di Roma Capitale relativo all’Elenco delle strade del Municipio XII, per il
quale via Benvenuto Griziotti e via Nicola Garrone risultano essere ancora classificate come strade private.
Tale circostanza pone interrogativi rilevanti in merito alla legittimità e alla corretta impostazione
amministrativa degli interventi di urbanizzazione primaria, laddove insistenti su aree non ancora formalmente acquisite al patrimonio pubblico.
Per tali ragioni, DSP rinnova la richiesta di un intervento immediato e trasparente da parte delle
amministrazioni competenti, al fine di:
• chiarire in modo definitivo la natura giuridica delle aree interessate dagli interventi;
• verificare lo stato effettivo delle procedure espropriative;
• garantire il rispetto delle normative vigenti in materia di acquisizione delle aree;
• assicurare piena trasparenza amministrativa nei confronti dei cittadini coinvolti.
DSP ribadisce la necessità che ogni intervento di trasformazione urbana avvenga nel pieno rispetto
della legalità, della certezza del diritto e della corretta conclusione dei procedimenti amministrativi,
con particolare attenzione ai diritti dei proprietari.

CENSURARE IL LIBERO PENSIERO NEL 2026: VERGOGNA!
13/04/2026

CENSURARE IL LIBERO PENSIERO NEL 2026: VERGOGNA!

IL PROBLEMA DEI CLOCHARDIl problema dei clochard (termine più gentile e meno degradante del più conosciuto e italianissi...
13/04/2026

IL PROBLEMA DEI CLOCHARD

Il problema dei clochard (termine più gentile e meno degradante del più conosciuto e italianissimo 'barboni') presenti nella Capitale, sembra essere cresciuto a dismisura, apportando numeri davvero elevatissimi.
Da dati Istat, la presenza dei 'senza fissa dimora' è aumentata in maniera esponenziale, raggiungendosi nel 2024 il numero di 26.347 soggetti con residenza fittizia iscritti all’Anagrafe. Ovviamente, va da sé che questi numeri sono destinati a crescere, se si tiene conto di quanti 'senza fissa dimora' non sono nemmeno iscritti alla suddetta Anagrafe, pur affollando le strutture in cui trovano riparo e ristoro.
Per i meno fortunati che dormono per strada anche durante l’inverno, il destino è ancor più crudele, venendo inesorabilmente decimati dalle nottate passate all’addiaccio.
Può la Capitale di un Paese che si proclama democratico e cattolico, permettere che degli esseri umani vivano per strada e senza nessuna assistenza? La risposta è NO!
Non lo si dovrebbe mai permettere!
E non solo per una questione di decoro urbano.
Considerando la permanenza di buona parte dei clochard in pieno centro città - clochard che le migliaia di romani che si recano in centro per lavoro e i turisti che visitano monumenti, sono inevitabilmente destinati ad incontrare sin dalla prima mattina - la giunta capitolina ha deciso di arginarne il fenomeno con la decisione più facile: un generalizzato allontanamento dalla zona della Stazione Termini, ove appunto stazionavano tutte le notti.
Peccato, però, che l'allontanarli dai viali limotrofi alla Stazione, non abbia costituito né la migliore soluzione, né la soluzione definitiva al problema...ma solo l'ennesimo atto di facciata del voler nascondere la polvere sotto il tappeto, attraverso un intervento concretamente assai poco efficace, perennemente mai risolutivo.
Il 'focus', invece, dovrebbe centrarsi sul grave aspetto umano del problema, oltre che sulla giusta esigenza legata alla sicurezza dei cittadini (temporanea sicurezza, peraltro, dato che puntualmente, tempo poche settimane...e tutto ritorna come prima).
Dinanzi a tale emergenza umanitaria e alle necessità legate alla sicurezza sociale, DSP Roma non può restare in silenzio, denunciando la solita inattività delle istituzioni mascherata da attività di facile propaganda, con cui scaricare costantemente negligenze e responsabilità sulle associazioni cattoliche di zona.
Basta giochetti alle spalle delle umane fragilità e di chi se ne occupa con quotidiana coscienza.

STOP A B&B SELVAGGIOIl centro storico di Roma sta perdendo i suoi residenti.Interi palazzi svuotati per far posto a bed ...
13/04/2026

STOP A B&B SELVAGGIO

Il centro storico di Roma sta perdendo i suoi residenti.
Interi palazzi svuotati per far posto a bed & breakfast e affitti brevi.
Dalla 'gentrificazione' (che almeno deriva dalla riqualificazione di aree spesso problematiche) siamo passati alla 'turistificazione' del cuore della città.
L’esplosione incontrollata delle piattaforme online ha accelerato il processo, con pochi clic sufficienti a convertire un’abitazione in una struttura ricettiva.
Il risultato: prezzi alle stelle per case, servizi e negozi; scomparsa delle botteghe di vicinato e strade trasformate in luoghi di passaggio caotico.
Con i residenti progressivamente costretti a lasciare quartieri in cui hanno vissuto per tutta la vita.
Il turismo rappresenta un’importante opportunità economica, ma deve svolgersi nel pieno rispetto del decoro urbano e della storia millenaria del centro storico di Roma.
Non è accettabile che tale patrimonio dell'umanità venga degradato a dormitorio low-cost per flussi turistici senza limiti.
DSP Roma chiede quindi che le Istituzioni competenti intervengano con urgenza per lo stop alla conversione selvaggia di abitazioni residenziali in strutture turistiche; che venga posto un tetto massimo al numero di strutture per zona e durata limitata delle locazioni; che vi siano controlli effettivi sulle piattaforme digitali e sanzioni per chi evade norme e obblighi fiscali; e che, infine, vengano introdotti incentivi per riportare gli immobili sul mercato residenziale e favorire il ritorno dei residenti.
Solo così si potrà tutelare l’identità storica e culturale di Roma, garantire la vivibilità del centro e difendere i diritti dei cittadini contro un modello che privilegia il profitto facile a scapito del bene comune.

ROMA NON È UNA CARTOLINA ELETTORALEC’è una Roma che si racconta nei progetti, nelle riaperture annunciate, nelle immagin...
13/04/2026

ROMA NON È UNA CARTOLINA ELETTORALE

C’è una Roma che si racconta nei progetti, nelle riaperture annunciate, nelle immagini curate per restituire l’idea di una città che riparte...e poi c’è una Roma che si vede davvero, quella che vive tra baracche, roghi tossici e insediamenti abusivi a pochi passi dai simboli della “riqualificazione”.
È in questo contrasto che si misura il fallimento della giunta Roberto Gualtieri.
Il caso del 'Tiberis' è emblematico: da una parte, la volontà di restituire uno spazio urbano ai cittadini; dall’altra, una realtà fatta di degrado strutturale, con accampamenti dove si bruciano fili elettrici per estrarre rame, mettendo a rischio sicurezza e salute pubblica.
Non è una contraddizione casuale: è il risultato di una politica che interviene sulla superficie, lasciando irrisolti i problemi alla radice.
E lo stesso schema si ripete nei campi nomadi. Dovevano essere chiusi, superati, trasformati in percorsi di integrazione.
E, invece, sono ancora lì. Migliaia di persone continuano a vivere in condizioni precarie, mentre i fondi pubblici si disperdono in piani che non arrivano mai a compimento.
Si smantella un insediamento e se ne forma un altro.
Si annuncia inclusione, ma si perpetua marginalità.
Questo non è solo un limite amministrativo, è una responsabilità politica.
Perché amministrare una città come Roma non significa moltiplicare annunci o inaugurazioni, ma garantire legalità, sicurezza, decoro.
Significa, altresì, evitare che intere aree diventino zone fuori controllo, dove lo Stato arretra e il degrado avanza.
E, invece, oggi Roma appare sospesa, incapace di trasformare le promesse in risultati concreti.
Ed è qui che l’attacco diventa inevitabile: al di là delle operazioni di facciata...cosa ha davvero risolto questa giunta?
Il degrado è stato eliminato o solo spostato?
I campi sono stati superati o semplicemente gestiti?
La sicurezza è stata rafforzata o solo raccontata?
La risposta, per chi vive la città ogni giorno, è sotto gli occhi di tutti.
In questo contesto, ipotizzare una ricandidatura non è solo una scelta politica: è una forzatura che ignora la realtà.
Perché il consenso non può basarsi sulla narrazione, ma sui risultati. E i risultati, oggi, non giustificano continuità.
Ma fermarsi alla denuncia non basta: perché Roma non ha bisogno solo di cambiare amministrazione, ma di cambiare modello.
È qui che si inserisce la visione di Democrazia Sovrana Popolare, che rompe con la logica della gestione emergenziale e della politica di immagine, per riportare al centro un principio fondamentale: la sovranità del territorio.
Sovranità significa una cosa semplice e concreta: lo Stato - e quindi il Comune - deve tornare a essere presente, autorevole, capace di governare ogni metro della città.
Nessuna zona franca, nessuna tolleranza per illegalità strutturali.
Gli insediamenti abusivi non si gestiscono: si risolvono.
Occorre riportare la legalità al centro dei progetti: non come slogan, ma come fondamento.
Non esiste inclusione senza regole, non esiste integrazione senza rispetto della legge.
I campi nomadi, così come concepiti fino ad oggi, sono il simbolo di un approccio fallimentare: milioni spesi senza risultati, senza dignità per chi ci vive e senza sicurezza per chi sta intorno.
Serve un cambio netto: stop alla gestione ideologica dei problemi sociali e avvio di percorsi concreti, con responsabilità chiare e tempi certi.
E soprattutto, basta politica di facciata.
Roma non può essere divisa tra luoghi vetrina e periferie abbandonate.
La riqualificazione deve essere reale, diffusa, visibile nella vita quotidiana dei cittadini, non solo nelle inaugurazioni.
Trasparenza, responsabilità, risultati: ogni euro speso deve produrre effetti concreti. Ogni fallimento deve avere un nome e un cognome.
Roma non può essere ridotta a una scenografia.
Non è accettabile che si continui a raccontare una realtà che non esiste: Roma non ha bisogno di essere raccontata meglio, ha bisogno di essere governata meglio.
E finché si continuerà a confondere l’immagine con la sostanza, il rischio sarà sempre lo stesso: una città bellissima, ma prigioniera del proprio degrado.
Roma merita di più.
Roma merita ordine.
Roma merita rispetto.
Roma merita sovranità.

CORSI E RICORSI STORICI
12/04/2026

CORSI E RICORSI STORICI

Aisha Gheddafi, figlia del leader libico, ha rivolto un appello al popolo iraniano: "I negoziati con i lupi non portano alla salvezza del gregge, ma fissano solo la data della prossima caccia". L'Occidente assicurò suo padre che se avesse rinunciato alle armi nucleari e ai missili, gli avrebbero aperto le porte. È finito trucidato dalla NATO e dai francesi.

BUON GOVERNO PER IL TERRITORIOIl Parco d’affaccio sul Tevere all'altezza di Ostia Antica, inaugurato a maggio 2025 in p*...
12/04/2026

BUON GOVERNO PER IL TERRITORIO

Il Parco d’affaccio sul Tevere all'altezza di Ostia Antica, inaugurato a maggio 2025 in p***a magna, è già preda dell’incuria.
L’area verde (costata oltre un milione e mezzo di euro) si è trasformata in una giungla incolta con erba alta, rifiuti e assenza di manutenzione.
Questo non è un incidente: è il simbolo di una politica che ama autocelebrarsi, ma che poi abbandona le opere al proprio destino.
DSP Roma ribadisce che governare non significa solo tagliare nastri a favore di telecamera ma prendersi cura del territorio ogni giorno, con manutenzione responsabile e attenta. Non serve un parco "trofeo" che dopo pochi mesi si trasformi nell’ennesimo angolo degradato della città!
Ai residenti di Ostia Antica e a tutti i romani non interessano i comunicati trionfali e le passerelle finalizzate ai like social o al servizio per il tg.
I cittadini vogliono parchi vivibili, puliti e sicuri...non giungle o discariche a pochi passi dal tesoro archeologico di Ostia Antica.
È ora di passare dalle fanfare alla seria gestione del territorio.

PER TESTACCIODopo un lungo iter amministrativo, il Campidoglio ha riconosciuto il prevalente interesse pubblico alla con...
11/04/2026

PER TESTACCIO

Dopo un lungo iter amministrativo, il Campidoglio ha riconosciuto il prevalente interesse pubblico alla conservazione dell’ex palestra di via Caio Cestio nell'area di Campo Testaccio, storico cuore sportivo del quartiere.
Non si tratta solo di salvare una singola struttura, ma di ambire ad un progetto più ampio di riqualificazione dell’intero complesso che fu il primo stadio della Roma.
L’obiettivo è trasformare il sito in un vero centro sportivo e sociale polifunzionale.
DSP Roma sostiene il progetto e osserverà con attenzione il suo sviluppo, perché Testaccio è un luogo carico di storia e di identità popolare romana. Riqualificare l’intera area significa difendere un patrimonio della città, evitare sprechi di suolo pubblico e riconsegnare ai cittadini uno spazio vivo, accessibile e al servizio della comunità.
Non si cancella il passato, lo si valorizza guardando al bene comune e alle esigenze reali dei quartieri. L’amministrazione capitolina prosegua ora con decisione per restituire nel più breve tempo possibile a Testaccio un luogo di socialità, sport e aggregazione che leghi assieme passato e futuro.

OSTIA TRA LEGALITÀ E CRITICITÀIl nodo delle concessioni balneari torna al centro del dibattito: si riaccendono, infatti,...
11/04/2026

OSTIA TRA LEGALITÀ E CRITICITÀ

Il nodo delle concessioni balneari torna al centro del dibattito: si riaccendono, infatti, i riflettori sulla complessa situazione del litorale di Ostia, dove l’avvio della stagione balneare si intreccia con un’operazione senza precedenti di verifica della legalità e riordino delle concessioni.
Un processo che le istituzioni definiscono “storico”, ma che continua a sollevare interrogativi e preoccupazioni già evidenziate da tempo anche a livello territoriale.
Roma Capitale sembra impegnata in un’azione coordinata con Procura, Guardia di Finanza, Agenzia del Demanio e altri enti, finalizzata a garantire che gli stabilimenti balneari operino esclusivamente in presenza di titoli pienamente regolari.
I numeri parlano chiaro: su circa 73.000 metri quadrati di strutture rilevate sul demanio, una quota significativa risulta abusiva, rendendo inevitabili demolizioni, sequestri e chiusure.
L’obiettivo dichiarato dall’amministrazione è quello di “voltare pagina”, mettendo fine a decenni di irregolarità e restituendo trasparenza e legalità alla gestione del mare di Roma. In quest’ottica, si inseriscono anche le prime dodici concessioni annuali derivanti dal bando comunale, che
interesseranno stabilimenti risultati conformi alle normative urbanistiche.
Tuttavia, dietro la narrazione istituzionale di “svolta epocale”, emergono criticità che non possono
essere ignorate.
Il clima di incertezza tra operatori e cittadini, la tempistica ristretta in vista della stagione estiva e le conseguenze economiche delle verifiche in corso rappresentano elementi di
forte tensione sul territorio.
Non a caso, il coordinamento di DSP – Democrazia Sovrana Popolare Municipio X Roma Capitale, si era già espresso in merito il 12 marzo 2026, denunciando proprio i rischi legati a una gestione poco chiara e potenzialmente penalizzante per lavoratori, imprese locali e cittadini. Una presa di posizione che oggi appare ancora più attuale alla luce degli sviluppi descritti.
Il tema centrale resta quello dell’equilibrio tra legalità e sostenibilità sociale.
Se da un lato è
indiscutibile la necessità di contrastare l’abusivismo e garantire regole certe, dall’altro è fondamentale che il processo avvenga con trasparenza, gradualità e attenzione alle ricadute sul tessuto economico locale.
Parallelamente, il progetto del Parco del Mare e i lavori di riqualificazione del lungomare, con un
investimento significativo e una visione di rilancio turistico e ambientale, rappresentano
un’opportunità importante per il futuro di Ostia.
Ma anche in questo caso, la sfida sarà quella di
coniugare sviluppo e partecipazione, evitando che le trasformazioni vengano percepite come calate dall’alto.
In definitiva, Ostia si trova oggi in una fase di transizione delicata: tra la necessità di sanare il
passato e l’ambizione di costruire un nuovo modello di gestione del litorale.
Un passaggio che
richiede non solo interventi amministrativi e giudiziari, ma anche un confronto politico e sociale più
ampio, capace di includere le istanze del territorio già sollevate, tra gli altri, da DSP lo scorso marzo.

Indirizzo

Via
Rome
00100

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando DSP Roma pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi