RovatoW

RovatoW Un movimento civico n-uovo

Il nostro intervento sul Leone(Segnaliamo che gli interventi dei Gruppi consiliari sul Leone hanno sempre meno spazio e ...
08/12/2025

Il nostro intervento sul Leone
(Segnaliamo che gli interventi dei Gruppi consiliari sul Leone hanno sempre meno spazio e per leggerli serve la lente d’ingrandimento)

Non ci fu diffamazione. A stabilirlo è stato il Gip del Tribunale di Brescia che lo scorso ottobre ha disposto l’archivi...
01/12/2025

Non ci fu diffamazione. A stabilirlo è stato il Gip del Tribunale di Brescia che lo scorso ottobre ha disposto l’archiviazione per la denuncia presentata dal sindaco di Rovato Tiziano Belotti (e da altri, tra cui la presidente del consiglio comunale Roberta Martinelli) nei confronti della lista di minoranza RovatoW.

I fatti risalgono alla campagna elettorale del 2020. Quel 16 ottobre la lista rappresentata in consiglio da due eletti e presieduta da Francesco Corbetta pubblicò sulla propria pagina Facebook un post in cui si sottolineava che il Comune avrebbe pagato con una società collegata a un gruppo editoriale bresciano “per fare la campagna elettorale a favore dell’allora candidato Sindaco Belotti”, tramite la pagina Vivi Rovato”. Parole per cui i soggetti citati avevano deciso di sporgere denuncia.

Per quella iniziativa – a seguito di un esposto – anche Agcom (l’Autorità Garante per le Comunicazioni) aveva sanzionato l’ente locale. Ora è arrivata la decisione del Tribunale, sulla stessa linea.

“Loro per primi sapevano che quanto scrivemmo era vero, eppure abbiamo dovuto combattere anni e il Comune ha dovuto spendere fiumi di denaro per difendere l’indifendibile senza successo”, si legge nella nota di RovatoW, che accusa i denuncianti di aver posto “in essere azioni del tutto campate in aria solo per cercare di distruggere l’avversario politico”.

“Non ce l’avete fatta – conclude il comunicato stampa della lista – e rileggete quanto scrivono i Giudici: ‘in particolare, quanto pubblicato da RovatoW sulla propria pagina Facebook sull’iniziativa Vivi Rovato rappresenta espressione della libertà di manifestazione del pensiero riconosciuta dall’art. 21 della Costituzione, che fornisce una lettura, seppur pungente, dei dati oggettivi riportati’. Libera manifestazione del pensiero ed esposizione di dati oggettivi. Gioco, partita, incontro”.

Il nostro intervento sul Leone
29/08/2025

Il nostro intervento sul Leone

Elezioni 2026, politica in fermento per il dopo Belotti L'attuale sindaco: «Non sarò più in Giunta» RovatoW: «Serve dise...
10/05/2025

Elezioni 2026, politica in fermento per il dopo Belotti

L'attuale sindaco: «Non sarò più in Giunta» RovatoW: «Serve disegnare una vera città»

Un ultimo giro di valzer per il sindaco di Rovato, Tiziano Belotti. Complice il post Covid, alla fine l'architetto 58enne governerà la capitale della Franciacorta per undici anni, dal 2015 alla primavera 2026.
Tra un anno esatto si torna infatti al voto nella capitale della Franciacorta: il tempo di certo non manca, ma le acque della politica hanno già iniziato a muoversi.
Dall'opposizione. A gettare per primo il sasso nello stagno è stato Francesco Corbetta, presidente di RovatoW, lista-associazione che nel 2020 portò in Consiglio comunale due esponenti sui banchi dell'opposizione: «In tanti già ci chiedono cosa faremo. Crediamo sia il momento di diventare grandi, con il sindaco che vogliamo. C'è di sicuro una rovatese o un rovatese per fare diventare Rovato la città della Franciacorta; la capitale non ci basta più. Una vera città, con servizi efficienti e tessuto commerciale e industriale migliore, con una linea chiara, che accompagni Rovato nel futuro. Non è semplice, lo sappiamo, ma questa è la nostra missione. Non abbiamo nemici, crediamo fermamente nel nostro impegno civico e siamo qui. Le elezioni 2026 saranno uno snodo importante per Rovato. Questo è il sindaco che vogliamo, ci pensiamo tutto il giorno e lo troveremo».
La replica. Queste parole hanno trovato risposta immediata dalla maggioranza, proprio con il primo cittadino Belotti: «Per fortuna noi non abbiamo bisogno di fare avvisi pubblici per trovare candidati all'altezza, ne abbiamo più d'uno. Di certo, non sarò io: al netto delle normative, non ho alcuna intenzione di fare il terzo mandato, neppure di entrare un domani in Giunta. Farò il mio in campagna elettorale e, nel caso, come consigliere, ma non oltre. Il centrodestra unito con le sue diverse anime può fare tanto a Rovato, come dimostra bene il 2020». Allora Belotti vinse doppiando, in voti assoluti, Valentina Remonato, candidata di La Civica (area Pd), Rovato Vale e Rovato 2020. Solo quest'ultima lista, con la stessa Remonato, è ancora in Consiglio. Le altre componenti, inve ce, hanno preso strade diverse; i consiglieri Stefano Fogliata e Matteo Buizza sono in Rovato Domani, mentre i dem sono appena rientrati in Consiglio come «Partito Democratico» grazie ad Alessandro Botticini, (ri) mettendo così in moto anche l'area del centrosinistra «largo» in direzione delle ele zioni 2026.

Il  nostro  intervento sul Leone:Questi 5 anni in consiglio comunale con i consiglieri di RovatoW Renato Bonassi e Andre...
06/05/2025

Il nostro intervento sul Leone:
Questi 5 anni in consiglio comunale con i consiglieri di RovatoW Renato Bonassi e Andrea Giliberto sono stati fondamentali per il nostro movimento.
Renato e Andrea hanno lavorato, (lavorano e lavoreranno) tanto per tutti noi, bellissimo, sempre con il passo della concretezza e dei tatti, e tutto questo loro impegno ci ha fatto crescere, ci ha fatto entrare nelle cose.
In tanti ci chiedono, e ora che farete? Ora sta per fInire questo periodo ed è il
momento di diventare ancora più grandi. Come? Con il Sindaco che vogliamo. C'è di sicuro una rovatese o un rovatese che potrebbe essere il Sindaco che vogliamo.
Un Sindaco che faccia diventare Rovato la città della Franciacorta, la capitale non basta più. Una vera città, con servizi efficienti e tessuto commerciale e industriale migliore, con una linea chiara.
Un Sindaco che abbia fatto di suo, che non debba spiegare chi è e cosa fa ma che lo faccia subito, che si imponga per talento e non si affaccendi a giocar con le parole.
Un sindaco che attivi tanti cittadini, con generosità e altruismo, per Rovato, che non crei divisioni con colpi di carattere che alla fIne nelle delibere non entrano.
Un Sindaco che rappresenti tutti, che combatta per tutti fuori dalle mura di Rovato che faccia sentir tutti fIeri di essere rovatesi, anche i nuovi cittadini di questi anni.
Un Sindaco che accompagni Rovato nel futuro, che sappia fare oggi certe scelte che potranno diventare strategiche per lo sviluppo della nostra città.

Non è semplice lo sappiamo ma questa è la nostra missione, non abbiamo nemici, crediamo fermamente nel nostro impegno civico e siamo qui. Le elezioni del 2026 saranno uno snodo importante per Rovato. Questo è il Sindaco che vogliamo, ci pensiamo tutto il giorno e lo troveremo.

Francesco Corbetta
pres. Rovatow

«Incarichi professionali C'è poca trasparenza»di Eugenio BarboglioA Rovato la disputa tra minoranza e maggioranza in Com...
27/11/2024

«Incarichi professionali C'è poca trasparenza»
di Eugenio Barboglio

A Rovato la disputa tra minoranza e maggioranza in Comune è finita davanti al Tar

È finito anche davanti al Tar lo scontro tra il sindaco Tiziano Belotti e l'opposizione. Il Tar è solo uno degli step, prima c'è stato il botta e risposta tra gli uffici comunali e i consiglieri di opposizione; ci sono stati i duelli in Consiglio comunale, le intemerate del sindaco, la maggioranza che abbandona l'aula, il sindaco che «allora facciamo il test antidroga», così nel bel mezzo della discussione. Discussione su cosa? Sentenze del Tar su cosa? Guerra politica su cosa? Perché il punto è: cosa succede al Comune di Rovato di cui è stata investita anche la giustizia amministrativa? Il problema è duplice: da un lato è un problema di trasparenza amministrativa, dall'altro di correttezza amministrativa. Ma si parte dalla seconda per arrivare alla prima. La lista di opposizione RovatoW nel 2023 osserva che in paese lo studio di architettura del sindaco è attivissimo: cantieri su cantieri. Eppure, a quanto pare (e pare all'opposizione), non potrebbe, stando alla lettera del testo unico degli enti locali, che recita all'articolo 78: «i componenti la giunta comunale competenti in materia di urbanistica, di edilizia e di lavori pubblici devono astenersi dall'esercitare attività professionale in materia di edilizia privata e pubblica nel territorio da essi amministrato». Di un assessore all'Urbanistica o ai Lavori pubblici, nemmeno se ne discute... E quanto a un sindaco, ha il medesimo peso sulla materia. È vero che quello di Belotti non è uno studio individuale, ha un socio, l'architetto Pelati, ma - sostengono all'opposizione - ai lavori dello studio non è estraneo, percepisce un reddito (e citano le dichiarazioni al fisco: 2020, '21, '22); senza dimenticare che Belotti lo si vedrebbe spesso sui cantieri, e che sarebbe lì non nel ruolo di primo cittadino.A quel punto, RovatoW vuol vederci più chiaro, e chiede agli uffici comunali, attraverso un accesso agli atti, il riscontro (quanti e quali) dei procedimenti urbanistici che vedono coinvolto lo studio di Belotti. Il Comune però risponde che non ci sono procedimenti riferibili a Belotti, e quanto allo studio associato non li rende pubblici, «perché lo studio è estraneo all'Amministrazione». È l'antefatto da cui parte il ricorso al Tar, e il tribunale bacchetta il Comune di Rovato, ricordandogli i doveri di trasparenza amministrativa, e gli fa pagare tutte le spese processuali. Non lo condanna perché nel frattempo l'amministrazione Belotti ha accettato di consegnare quanto chiesto dall'opposizione. Alla fine, avere negato la documentazione costerà ai contribuenti oltre 10mila euro di spese legali, somma che lunedì sera in Consiglio comunale è stata riconosciuta come debito fuori bilancio.
Se sulla questione della trasparenza non ci sono ombre, ha detto tutto e chiaramente il Tar; le ombre restano sull'operato del sindaco come libero professionista all'interno di un Comune che fa i piani urbanistici e concede i permessi di costruire, e di cui lui è a capo. Accanimento da parte delle opposizioni contro uno che fa solo il suo mestiere? Ma può o non può farlo, e fare pure il sindaco? «Abbiamo semplicemente chiesto - dicono i consiglieri di RovatoW, Renato Bonassi e Andrea Giliberto - di sapere se lo studio di architettura del sindaco ha lavorato in questi anni a Rovato. Abbiamo capito che ci sono 86 pratiche edilizie curate dal suo studio, nonostante l'incompatibilità stabilita dalla legge. Il Tar ha ritenuto legittima la nostra richiesta e ha pure condannato il Comune a pagarci le spese legali. Il sindaco sta facendo di tutto per creare confusione perché non sa più come giustificare i 10.000 euro che i cittadini di Rovato hanno speso per questa vicenda».

02/10/2024

Per un nostro errore non siamo riusciti a inviare nei tempi previsti il nostro intervento per l'ultimo Leone, ci scusiamo con i nostri lettori e pubblichiamo il pezzo qui.

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Vi ricordate che avevamo chiesto al Comune di Rovato di farci accedere a tutte le pratiche edilizie a firma dello studio associato di architettura del sindaco? E vi ricordate che il Comune ce lo aveva negato con forza, incaricando addirittura due avvocati per opporsi? E che avevamo dovuto ricorrere niente meno che al TAR di Brescia per chiedere giustizia?
Bene, un paio di aggiornamenti:
1) all’udienza di luglio il Comune si era alla fine impegnato a farci vedere tutte le pratiche e ci ha già fornito un lungo elenco completo di tutti i dati;
2) lo scorso 19 settembre il TAR ha deciso che, nonostante ciò, il Comune debba risarcirci le spese legali sostenute per averci costretto a fare la causa quando era ovvio che l’accesso doveva esserci garantito.
Il diritto di accesso, spiega il TAR, “è strettamente funzionale alla verifica e al controllo del comportamento degli organi istituzionali decisionali dell'ente ai fini della tutela degli interessi pubblici (piuttosto che di quelli privati e personali)”. Quindi “il diniego totale opposto dal Comune risulta ingiustificato” perché il nostro scopo era ed è quello “del controllo e della verifica dell’imparzialità dell’esercizio delle funzioni da parte del sindaco”.
Ora noi andremo a vedere i documenti, ma la cosa grave è il Comune dovrà tirar fuori altri € 4.188,00 che si aggiungono ai € 3.040,51 spesi per la consulenza legale al segretario (che aveva sostenuto che non avessimo diritto) e ai € 3.172,00 spesi per la difesa del Comune davanti al TAR (tutto documentato, ovviamente).
Quindi il Comune, pur di non farci vedere quali lavori abbia gestito a Rovato lo studio tecnico del sindaco, ha speso più di DIECIMILA EURO di soldi pubblici.
E forse i rovatesi e i consiglieri e gli assessori di maggioranza dovrebbero tutti domandarsi che senso abbia avuto tutto questo, quando questi soldi si potevano spendere in mille altri modi utili alla collettività.

23/09/2024

RovatoW canta vittoria, annuncia verifiche e attacca: pur di non farci vedere quali lavori abbia gestito a Rovato lo studio tecnico associato del sindaco il Comune ha speso più di 10.000 euro di denari pubblici

SINDACO ARCHITETTO, LA SENTENZA DEL TARPubblicata la sentenza del Tar, il Comune fornisce tutti i documenti che avevamo ...
21/09/2024

SINDACO ARCHITETTO, LA SENTENZA DEL TAR

Pubblicata la sentenza del Tar, il Comune fornisce tutti i documenti che avevamo richiesto ed è condannato a pagare le nostre spese legali.
Le chiacchiere, gli insulti e i consiglieri di maggioranza che abbandonano l'aula tornano a zero.

Vi ricordate che avevamo chiesto al Comune di Rovato di farci accedere a tutte le pratiche edilizie a firma dello studio associato di architettura del sindaco? E vi ricordate che il Comune ce lo aveva negato con forza, incaricando ben due avvocati per opporsi? E che avevamo dovuto ricorrere niente meno che al TAR di Brescia per chiedere giustizia?

Bene, ora è giusto che si sappia che all’udienza di luglio il Comune, vista la malparata, si era alla fine impegnato a farci vedere tutte le pratiche e ci ha già fornito un lungo elenco completo di tutti i dati.
In più, ieri il TAR ha depositato la sentenza di condanna del Comune, dove dice chiaro e tondo quello che sapevamo fin dall’inizio, ossia che “i consiglieri comunali hanno un incondizionato diritto di accesso a tutti gli atti che possano essere d'utilità all'espletamento delle loro funzioni, ciò anche al fine di permettere di valutare - con piena cognizione - la correttezza e l'efficacia dell'operato dell'Amministrazione”. Il diritto di accesso, spiega il TAR, “è strettamente funzionale alla verifica e al controllo del comportamento degli organi istituzionali decisionali dell'ente ai fini della tutela degli interessi pubblici (piuttosto che di quelli privati e personali)”.
Quindi “il diniego totale opposto dal Comune risulta ingiustificato” perché il nostro scopo era ed è quello “del controllo e della verifica dell’imparzialità dell’esercizio delle funzioni da parte del sindaco”.

In altre parole, è lo stesso TAR che riconosce come la nostra intenzione non fosse quella di farci gli affari personali del sindaco ma di controllare che l’operato del nostro Comune sia sempre stato legittimo.
Nessun attacco personale ma il puro e difficile esercizio del mandato che abbiamo ricevuto dagli elettori. Cosa succede ora?
Beh, anzitutto andremo in Comune e ci faremo dare tutti i documenti e le informazioni che abbiamo diritto ad avere. Terremo aggiornata la cittadinanza.
C’è poi un altro tema: il Comune, pur di non farci vedere quali lavori abbia gestito a Rovato lo studio tecnico associato del sindaco, ha speso più di 10.000 euro di denari pubblici.

E forse i rovatesi e i consiglieri e gli assessori di maggioranza dovrebbero tutti domandarsi che senso abbia avuto tutto questo, quando questi soldi si potevano spendere in mille altri modi utili alla collettività.

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