27/11/2024
«Incarichi professionali C'è poca trasparenza»
di Eugenio Barboglio
A Rovato la disputa tra minoranza e maggioranza in Comune è finita davanti al Tar
È finito anche davanti al Tar lo scontro tra il sindaco Tiziano Belotti e l'opposizione. Il Tar è solo uno degli step, prima c'è stato il botta e risposta tra gli uffici comunali e i consiglieri di opposizione; ci sono stati i duelli in Consiglio comunale, le intemerate del sindaco, la maggioranza che abbandona l'aula, il sindaco che «allora facciamo il test antidroga», così nel bel mezzo della discussione. Discussione su cosa? Sentenze del Tar su cosa? Guerra politica su cosa? Perché il punto è: cosa succede al Comune di Rovato di cui è stata investita anche la giustizia amministrativa? Il problema è duplice: da un lato è un problema di trasparenza amministrativa, dall'altro di correttezza amministrativa. Ma si parte dalla seconda per arrivare alla prima. La lista di opposizione RovatoW nel 2023 osserva che in paese lo studio di architettura del sindaco è attivissimo: cantieri su cantieri. Eppure, a quanto pare (e pare all'opposizione), non potrebbe, stando alla lettera del testo unico degli enti locali, che recita all'articolo 78: «i componenti la giunta comunale competenti in materia di urbanistica, di edilizia e di lavori pubblici devono astenersi dall'esercitare attività professionale in materia di edilizia privata e pubblica nel territorio da essi amministrato». Di un assessore all'Urbanistica o ai Lavori pubblici, nemmeno se ne discute... E quanto a un sindaco, ha il medesimo peso sulla materia. È vero che quello di Belotti non è uno studio individuale, ha un socio, l'architetto Pelati, ma - sostengono all'opposizione - ai lavori dello studio non è estraneo, percepisce un reddito (e citano le dichiarazioni al fisco: 2020, '21, '22); senza dimenticare che Belotti lo si vedrebbe spesso sui cantieri, e che sarebbe lì non nel ruolo di primo cittadino.A quel punto, RovatoW vuol vederci più chiaro, e chiede agli uffici comunali, attraverso un accesso agli atti, il riscontro (quanti e quali) dei procedimenti urbanistici che vedono coinvolto lo studio di Belotti. Il Comune però risponde che non ci sono procedimenti riferibili a Belotti, e quanto allo studio associato non li rende pubblici, «perché lo studio è estraneo all'Amministrazione». È l'antefatto da cui parte il ricorso al Tar, e il tribunale bacchetta il Comune di Rovato, ricordandogli i doveri di trasparenza amministrativa, e gli fa pagare tutte le spese processuali. Non lo condanna perché nel frattempo l'amministrazione Belotti ha accettato di consegnare quanto chiesto dall'opposizione. Alla fine, avere negato la documentazione costerà ai contribuenti oltre 10mila euro di spese legali, somma che lunedì sera in Consiglio comunale è stata riconosciuta come debito fuori bilancio.
Se sulla questione della trasparenza non ci sono ombre, ha detto tutto e chiaramente il Tar; le ombre restano sull'operato del sindaco come libero professionista all'interno di un Comune che fa i piani urbanistici e concede i permessi di costruire, e di cui lui è a capo. Accanimento da parte delle opposizioni contro uno che fa solo il suo mestiere? Ma può o non può farlo, e fare pure il sindaco? «Abbiamo semplicemente chiesto - dicono i consiglieri di RovatoW, Renato Bonassi e Andrea Giliberto - di sapere se lo studio di architettura del sindaco ha lavorato in questi anni a Rovato. Abbiamo capito che ci sono 86 pratiche edilizie curate dal suo studio, nonostante l'incompatibilità stabilita dalla legge. Il Tar ha ritenuto legittima la nostra richiesta e ha pure condannato il Comune a pagarci le spese legali. Il sindaco sta facendo di tutto per creare confusione perché non sa più come giustificare i 10.000 euro che i cittadini di Rovato hanno speso per questa vicenda».