DSP città di Salerno

DSP città di Salerno Democrazia Sovrana Popolare - Sezione di Salerno Città

C'erano una volta le sardine ...
01/07/2026

C'erano una volta le sardine ...

Santori, il leader di allora: quando abbiamo tentato di strutturarci ci hanno fatto la guerra "Ancora oggi Bonaccini non riconosce il nostro ruolo. Il Pd? Paralizzato dalle correnti".

23/06/2026

DSP Salerno contro la costituzione del nucleo NOS

DSP Salerno stigmatizza la costituzione del nuovo nucleo c.d. NOS voluto dal neo eletto sindaco De Luca.

In primis si evidenzia l’assoluta inutilità di oberare ulteriormente le casse comunali, già in rosso profondo, con l’aggravio di spesa che richiede questa iniziativa.

In secondo luogo, si tratta di attività di controllo del territorio perfettamente compatibile con le attuali forze di polizia già in campo.

Terzo: la centralizzazione del comando operativo nelle mani esclusive del primo cittadino si muove su un confine giuridico opinabile, poiché l'impiego tecnico-operativo degli uomini spetta per legge esclusivamente al Comandante della Polizia Municipale.

Siamo cioè di fronte a probabili guardie pretoriane di stampo romano, pagate più di altri, che rispondono al sindaco e non al comandante come da CCNL, con probabili profili d’illegittimità amministrativa e sindacale.

Il tutto nel silenzio delle opposizioni.

DSP esprime forte preoccupazione per queto accentramento di poteri che, se pur in ambito locale, sembra ricordare l’istituzione delle milizie volontarie di stampo dittatoriale, sempre con la scusa della sicurezza.

Il sistema serve a sistemare, a Salerno come ad Ancona.I giovani cervelli e le giovani forze scappano via da una geronto...
13/06/2026

Il sistema serve a sistemare, a Salerno come ad Ancona.
I giovani cervelli e le giovani forze scappano via da una gerontocrazia malata e feudale.

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Il primo aprile ci ha regalato il più grande degli scherzi: Ascoli è stata nominata Città dei Giovani del 2026. Di primo acchito la risata nasce spontanea, lasciando però quell’amaro in bocca che presagisce che no, questo non è uno scherzo da pesce d’aprile.

L’investitura, neanche a dirlo, risulta farlocca, premiando progetti che fanno accapponare la pelle.

Quando Ascoli, con il suo progetto bizzarro, p***e la corsa a “Capitale della cultura”, la lettura del sindaco fu che la vittoria di Pesaro fosse dipesa dal fatto che il ministro di centrosinistra avesse favorito una città dello stesso segno politico.

A questo raffinato pensiero, ci rifacciamo volentieri oggi: è stupefacente che una città con un’emorragia costante di giovani, che una volta partitə per studiare non tornano più, sia stata premiata come città dei Giovani 2026. Siamo convintə che, sicuramente, non avrà pesato il fatto che la Presidenza del consiglio è dello stesso segno della nostra amata maggioranza e che il nostro sindaco è il presidente del consiglio Anci.

Ed è proprio il Sindaco a ringraziare le associazioni giovanili per questa nomina, dicendo che è stato creato un “modello Ascoli”.

In effetti, ha ragione, il modello c’è: ogni associazione giovanile che è stata da lui “creata” (cit. del sindaco) ha al suo interno un referente politico e un partito. In questo ventaglio abbiamo dai “portaborse” dei politici, ai consiglieri comunali. Niente di illegale, per ca**tà, ma risulta sicuramente inopportuno, considerando che, a queste associazioni, viene poi appaltato tutto il palinsesto delle attività giovanili, vengono dati in gestione spazi comunali, vengono offerte opportunità di co-progettazione, il tutto per creare il clientelismo dell’oggi e del domani.

Un modello che da ormai 6 anni è sotto gli occhi di tuttə ma che nessunə ha il coraggio di evidenziare, e che spesso viene giustificato con un “almeno si fa qualcosa”, senza analizzare cos’è e da dove nasce quel “qualcosa”.

Ormai, scusate il gioco di parole, è questa la questione: “purché si faccia”. E vale per i beni culturali, per gli eventi di qualsivoglia tipo, per le passerelle elettorali, e vale soprattutto per la categoria giovani. Peccato che educando al clientelismo, condanniamo questa città al vivere quello che ha vissuto e sta vivendo, alla situazione in cui ci troviamo oggi: o fai parte di quel giro o devi andartene da qui.

In che contesto si posiziona questa nomina? In una inquinata aria stagnante in cui gli stipendi nella provincia di Ascoli sono inferiori alla media regionale, in cui ci vengono proposti contratti fatiscenti, mansioni sottopagate, rischi alti e nessuna tutela sul luogo di lavoro, sempre SE riusciamo a trovarlo in questo territorio il lavoro per cui abbiamo studiato, con una retribuzione dignitosa, o anche solo un lavoro. E con quella minima retribuzione che ci danno, se per caso volessimo andare a vivere da solə, dobbiamo pagare affitti spropositati per buchi con una finestra sola, giusto per arricchire le tasche di quelli che già hanno le tasche piene, sperando che non arrivi nessuna spesa extra a squilibrare quell’equilibrio già poco stabile. E ne avremmo da dire moltissime altre.

Dove sono le opportunità lavorative, abitative, infrastrutturali e culturali che permetterebbero veramente allə giovani di progettare il proprio futuro in questa città?

Non ne abbiano notizia.

Avanti così fino a quando rimarrete solo voi.

https://www.agendapolitica.it/il-partito-di-marco-rizzo-democrazia-sovrana-popolare-apre-la-sua-sede-provinciale-a-saler...
06/06/2026

https://www.agendapolitica.it/il-partito-di-marco-rizzo-democrazia-sovrana-popolare-apre-la-sua-sede-provinciale-a-salerno/?fbclid=Iwb21leASPpdRjbGNrBI-ltWV4dG4DYWVtAjExAHNydGMGYXBwX2lkDDM1MDY4NTUzMTcyOAABHvyFG0lRt57bPUz7cEjvzv3Guhoh0enfwTcZEgJjbymjem1qrZDGZ3OfqRcJ_aem_t6COJ1TSV2AN2CPdiJTxLA

Democrazia Sovrana Popolare (DSP), giovane partito guidato da Marco Rizzo, rappresentato da Cosimo Ferraioli in Regione Campania e da Antonio Criscuolo in Provincia di Salerno, dopo aver affidato al commissario Adriano Pignataro il compito di costituire il gruppo fondativo, apre ufficialmente la sez...

20/05/2026

AGGIORNAMENTO SULLE CONCESSIONI BALNEARI

La recente sentenza del TAR Latina su Gaeta rappresenta un ulteriore tassello di una situazione ormai molto chiara sul piano giuridico: le proroghe automatiche delle concessioni balneari e dei beni demaniali marittimi sono considerate illegittime dalla giurisprudenza amministrativa italiana ed europea.

Cosa cambia con la sentenza di Gaeta
Il TAR ha annullato:
la proroga generalizzata delle concessioni fino al 30 settembre 2027;
i project financing utilizzati per assegnare stabilimenti senza una vera gara pubblica;
l’impostazione del Comune ritenuta in contrasto con i principi europei di concorrenza, trasparenza e parità di accesso
La sentenza conferma un orientamento ormai consolidato: le concessioni demaniali marittime scadute non possono essere prorogate automaticamente dai Comuni o dallo Stato senza procedure pubbliche.

Situazione attuale in Italia

Ad oggi il quadro è questo:
1. Le vecchie proroghe sono sostanzialmente superate
Negli ultimi anni:
il Consiglio di Stato ha stabilito che le proroghe automatiche sono incompatibili con il diritto europeo;
la Commissione Europea continua a contestare all’Italia il mancato rispetto della direttiva Bolkestein;
numerosi TAR stanno annullando proroghe comunali o regionali.

La linea prevalente dei giudici oggi è:
le concessioni devono essere assegnate tramite gare pubbliche.

2. I Comuni sono in forte difficoltà
Molti enti locali si trovano in una situazione complicata perché:
non esiste ancora una riforma nazionale definitiva pienamente stabile;
i bandi richiedono piani arenili aggiornati;
c’è il timore di contenziosi enormi;
i concessionari storici chiedono tutela degli investimenti effettuati.
Per questo diversi Comuni hanno tentato:
proroghe tecniche;
gare-ponte temporanee;
project financing;
proroghe motivate da investimenti o erosione costiera.
Ma molti di questi tentativi stanno venendo bocciati dai TAR.

3. Le “gare-ponte” stanno diventando il modello più utilizzato
La strada che sembra oggi più solida giuridicamente è quella adottata da Roma per il litorale di Ostia:
concessioni temporanee;
bandi pubblici;
affidamenti limitati nel tempo;
successiva gara pluriennale dopo i nuovi piani arenili.
Il TAR ha ritenuto questo modello legittimo.

4. Rischio concreto per gli attuali concessionari
La situazione oggi espone molti stabilimenti a:
ricorsi dell’AGCM;
impugnazioni davanti ai TAR;
annullamento delle proroghe;
rischio di occupazione senza titolo del demanio.
In alcune pronunce recenti si è arrivati perfino a ipotizzare conseguenze penali per occupazione abusiva del demanio in assenza di titolo valido.

5. Il nodo politico resta aperto
Il Governo continua a cercare una soluzione che tenga insieme:
obblighi europei;
tutela degli investimenti;
continuità occupazionale;
valorizzazione delle imprese storiche.
Si discute di:
indennizzi ai concessionari uscenti;
riconoscimento del valore aziendale;
criteri premiali per esperienza e investimenti;
durata lunga delle nuove concessioni.
Ma il principio della gara pubblica appare ormai difficilmente reversibile.
Effetti concreti per il futuro
La sentenza di Gaeta manda un messaggio molto forte anche a territori turistici come la Pen*sola Sorrentina, il Cilento, la Costiera Amalfitana e tutte le località balneari italiane:
le proroghe generalizzate non reggono più;
i Comuni dovranno organizzare gare pubbliche;
il demanio marittimo entrerà in una fase di profonda trasformazione;
chi non si adegua rischia annullamenti e blocchi amministrativi.
È probabile che nei prossimi mesi aumentino:
ricorsi;
sentenze dei TAR;
pressioni politiche;
richieste di una riforma definitiva nazionale.

Giovanni Rosina
Presidente Atex Mare

Indirizzo

Salerno

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