25/08/2026
Pronti a difendere i diritti di tuttə!
La storia è ciclica. Non procede sempre in avanti e oggi, davanti ad alcune proposte politiche, sembra di assistere a uno di quei momenti in cui si tenta di tornare indietro. La memoria storica è uno strumento di difesa della democrazia.
La storia è ciclica. Non procede sempre in avanti e oggi, davanti ad alcune proposte politiche, sembra di assistere a uno di quei momenti in cui si tenta di tornare indietro. La memoria storica è uno strumento di difesa della democrazia.
Come Assessora alle Pari Opportunità della Regione Campania sento il dovere di intervenire: le proposte di Vannacci colpiscono diritti fondamentali delle persone, delle donne e delle famiglie, riconosciuti dalla nostra Costituzione e tutelati dalle principali carte internazionali sui diritti umani.
La legge 194 del 1978 disciplina e garantisce l’accesso all’IVG. Nel 1981 il popolo italiano respinse con il voto i referendum che ne chiedevano l’abrogazione. Rimettere oggi in discussione l’autodeterminazione delle donne non è una politica per la natalità: è una regressione.
Sul cosiddetto “cambio di sesso dei minori”, Vannacci racconta una realtà che in Italia non esiste nei termini in cui viene presentata. La materia è complessa e sottoposta a specifiche valutazioni, tanto che il Ministero della Salute ha istituito un tavolo tecnico dedicato alla disforia di genere nei minori. Trasformare una questione sanitaria delicata in uno slogan significa alimentare paura.
Lo stesso vale per le persone LGBT+. Parlare di contenuti “genderisti” o “omosessualisti”, immaginare di limitarne la rappresentazione televisiva e proporre di criminalizzare percorsi legati all’identità di genere significa trasformare persone, identità e famiglie in un bersaglio politico.
Questa è politica della paura e dell’odio: costruire continuamente un nemico per non affrontare i problemi reali.
Io preferisco occuparmi di lavoro precario e salari, diritto alla casa, sanità pubblica, istruzione, sostegno alle famiglie con redditi più bassi e alle piccole e medie imprese.
È su questo che dobbiamo misurarci: sui diritti sociali e civili, sulla riduzione delle disuguaglianze, sulla possibilità per ogni persona di costruire liberamente il proprio futuro.
Meno paura, meno odio, meno nemici da inventare. Più diritti, più giustizia, più futuro.»