28/06/2022
Al grido di salviamo le imprese, si riuniscono gli Stati generali delle costruzioni.
Un confronto, quello organizzato in Regione dalle rappresentanze di Confartigianato e Cna, per arginare il rischio-fallimento di migliaia di aziende del sistema casa. Un pericolo generatore dal blocco della cessione dei crediti. A indicare il percorso a ostacoli è Francesco Baldelli. L'assessore alle Infrastrutture e ai lavori pubblici ne spiega la logica perversa: «Le incertezze normative sulle cessioni dei crediti per i bonus edilizi stanno fermando preventivi, progetti e lavori. Di conseguenza le aspettative e le speranze di una moltitudine di famiglie».
La misura
Una falsa partenza, che s'è rivelata un boomerang. «Quella sul superbonus è una norma - prosegue nella narrazione Baldelli - contraddistinta da un'incertezza normativa, con ben sette cambiamenti in due anni, che ha finito con minare le certezze. Una misura nata con regole sbagliate che ha creato anomalie di mercato, contribuendo all'aumento incontrollato dei costi, con il rischio, per il futuro, di contenziosi giudiziari e crisi delle imprese». La sintesi: «La stessa norma che avrebbe dovuto far ripartire il settore edilizio sta, invece, rischiando di affossarlo».
Riprende il filo dei numeri, l'assessore: «Sono 5,4 miliardi di euro di crediti bloccati, di cui 3,7 miliardi da superbonus 110 e 1,7 miliardi da altri bonus edilizi». Baldelli tuttavia tenta il recupero: «La Regione chiede a Governo e Parlamento di garantire un fondo adeguato per i crediti maturati e maturandi da famiglie, imprese e operatori finanziari». Una controffensiva che punta anche a una «riforma organica dei bonus edilizi, che garantisca il loro utilizzo a medio e termine lungo attraverso una proroga sensibile dei tempi di utilizzabilità, con la rimodulazione delle aliquote».
L'ultima mossa: «Spalmare la deducibilità Irpef per i redditi capienti a 10 anni». Confartigianato e Cna invocano, a loro volta, un intervento straordinario da parte dello Stato. Un salvagente per un mosaico che nelle Marche conta 29.546 imprese, con quasi 58mila addetti, il 15% delle quali è un passo dalla chiusura. Una controffensiva che punta anche a una «riforma organica dei bonus edilizi, che garantisca il loro utilizzo a medio e termine lungo attraverso una proroga
Un salvagente per un mosaico che nelle Marche conta 29.546 imprese, con quasi 58mila addetti, il 15% delle quali è un passo dalla chiusura. a loro volta, un intervento straordinario da parte dello Stato. Un salvagente per un mosaico che nelle Marche conta 29.546 imprese, con quasi 58mila addetti, il 15% delle quali è un passo dalla chiusura.
*Di Maria Cristina Benedetti, dal Corriere Adriatico del 27 giugno 2022