07/04/2024
619° Pellegrinaggio
Anche quest'anno si è rinnovata la plurisecolare tradizione del pellegrinaggio della comunità sandanielese al santuario mariano di Comerzo.
La prima sosta davanti all’ Ancona della peste poi presso il cippo confinario del XV secolo che dal 1445 al 1762 indicava il confine tra Venezia e lo stato Patriarcale.
Il primo documento sulla costruzione ricordata come “Ancona della peste” o “Maina”, in borgo Bronzacco, tra le vie per Osoppo e Pradimercato, risale al 1405.
Fu edificata in seguito alla gravissima epidemia degli inizi del XV secolo, che colpì tutta la regione: solo a San Daniele morirono 317 persone (la pieve con le borgate di Villanova, Susans, S.Tomaso e Comerzo, Tiveriacco raggiungeva ben quattromila abitanti).
La peste cessò verso la fine della primavera e l’Amministrazione civica fece voto di recarsi processionalmente nella domenica in Albis di ogni anno al santuario mariano di Comerzo (Majano).
Raccontano che la gente del paese si mise nelle mani del Signore e si raccomandò alla Madonna “con le orationi ed efficaci voti, quali hogi si osservano perchè ogni anno l’ottava di Pasqua di Resurretione in memoria sempiterna de la liberatione, che ottennero li nostri antenati, uno per ogni casa, processionalmente cantando salmi et inni vanno a visitar la Chiesa de la Madonna di Dio in Comerzo, et ivi si canta Messa solenne... e si implora che si degni liberarci da sì calamitosa et horenda infermità...”.
Da allora si continua il pellegrinaggio. Si partiva alle cinque del mattino da piazza Duomo, dopo il suono della campana; i vicari di San Daniele mettevano ordine fra i numerosi pellegrini: davanti i bambini, poi i giovani, gli uomini ed infine le donne.
Ciascun sacerdote presente guidava il suo gruppo.
A capo della processione, il pievano in cotta bianca, che invocava a gran voce il procedamus in pace solo all’arrivo di Villanova guidato dal suo cappellano.
Si passava il Portonàt poi la Glacere e quindi la prima sosta per la preghiera all’ancona della peste.
Poco dopo, lì dal Crist di San Tomâs, si passava il quasi confine di stato tra il feudo patriarcale di S. Daniele (dal 1445 al 1762) e la Terra veneziana, per arrivare a Comerzo.
Dal XIX sec. il tragitto subì una variante, passando dietro la chiesa di S. Giovanni di Gerusalemme in S. Tomaso (prima di Comerzo, dov’era consentita una breve polse) per poi raggiungere i campi di San Zorz (quelli della battaglia napoleonica fra Austro-Russi e Francesi) e arrivare finalmente a destinazione.
Nella chiesa della Madonna di Comerzo la messa solenne.
Al termine della liturgia, tutti con l’anima e la coscienza a posto, si disperdevano nei prati per la meritata merenda e qualche bicchiere portati da casa.
da Pestiferus, a cura di Carlo Venuti, in Quaderni Guarneriani, n. 6, 2015, pagg. 55-56