04/06/2026
L’ennesima tragedia , questa volta come altre nella nostra Calabria, ad Amendolara — quattro lavoratori morti — ci colpisce nel profondo.
Quattro persone che ogni giorno attraversavano i campi della nostra terra, portando sulle proprie spalle il peso di un sistema agricolo che continua a generare precarietà, lavoro nero, ricatti e condizioni di vita indegne.
Mentre il Paese celebrava la Festa della Repubblica e il valore costituzionale del lavoro, questa vicenda riporta al centro una realtà che da anni attraversa il nostro territorio: migliaia di lavoratrici e lavoratori subiscono sfruttamento, salari bassi, insicurezza e negazione dei diritti fondamentali.
Il caporalato è uno degli strumenti che alimentano disuguaglianze e ingiustizie. Politiche migratorie che legano la vita delle persone alla precarietà dei permessi di soggiorno, condizioni abitative indegne e scarse opportunità di tutela rendono molte persone più esposte ai ricatti e allo sfruttamento.
Questa morte riguarda tutte e tutti noi. Riguarda il modello di sviluppo che attraversa il Paese, il rispetto che si dà al lavoro umano, le responsabilità di chi trae profitto dallo sfruttamento e di chi ha gli strumenti per intervenire ma rimane inerte.
I Spontanei di San Giovanni in Fiore esprimono vicinanza e solidarietà ai familiari delle vittime e a tutte le persone che ogni giorno lottano per condizioni di lavoro dignitose.
Chiediamo verità e giustizia per quanto accaduto ad Amendolara. Chiediamo tutele concrete, controlli efficaci, percorsi reali di regolarizzazione e il pieno riconoscimento dei diritti di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori.
La dignità del lavoro richiede diritti.
La sicurezza richiede tutele.
La giustizia sociale richiede scelte politiche coraggiose.
Per i quattro lavoratori morti ad Amendolara.
Per chi continua a vivere e lavorare in condizioni di sfruttamento.
Per una società fondata sulla dignità, sull’uguaglianza e sulla libertà.
Francesco Piobbichi - Disegni dalla Frontiera