29/08/2026
BENZINA E GASOLIO TROPPO CARI? A NESSUNO IN EUROPA PARE INTERESSARE QUESTA COSA
terminiamo questa velocissima analisi con un terzo post, facendoci questa domanda.
Se uno degli stati europei, o l'Europa stessa, volesse distrarre fondi e denaro senza che l'opinione pubblica lo sappia, destinandoli ad esempio a guerre impopolari, gestite da pagliacci e drogati, come potrebbe fare?
Vediamo cosa risponde Gemini Pro, e il mistero del costo del carburante in Europa è svelato.
Uno Stato dispone di una leva esclusiva rispetto a qualsiasi attore privato: la sovranità normativa e la gestione del bilancio pubblico. Quando un governo deve finanziare capitoli di spesa politicamente controversi, impopolari o riservati, non ha bisogno di compiere illeciti formali; gli basta sfruttare la struttura della contabilità pubblica e i meccanismi di regolazione del mercato.
I canali principali attraverso cui uno Stato può utilizzare la filiera energetica per convogliare risorse verso scopi non visibili o non graditi all'opinione pubblica:
1. Il principio dell'unità di bilancio e l'opacità delle accise
Il meccanismo: In molti ordinamenti fiscali vige il principio dell'unità di bilancio: tutte le entrate tributarie confluiscono in un unico fondo generale (fisco erariale), perdendo qualsiasi legame di destinazione con la loro motivazione iniziale.
La distrazione politica: Lo Stato può giustificare aumenti o mancate riduzioni di accise e IVA con scopi socialmente condivisi (transizione ecologica, manutenzione stradale, emergenze nazionali), ma le risorse reali finiscono nel bilancio indistinto. Da lì possono essere riallocate, tramite capitoli di spesa secretati o fondi di riserva della presidenza/ministeri, verso armamenti, fondi per la sicurezza interna o sussidi geopolitici senza che il cittadino possa tracciarne l'origine.
2. L'extra-gettito IVA da inflazione energetica ("Tassa occulta")
Il meccanismo: L'IVA è un'imposta percentuale (ad valorem). Quando le quotazioni internazionali o il Platts salgono, il gettito IVA per litro cresce automaticamente.
La distrazione politica: Lo Stato incassa miliardi di euro di entrate impreviste (il cosiddetto "extra-gettito"). Anziché sterilizzarlo per ridurre il prezzo alla p***a a favore dei cittadini, il governo può incamerare questa liquidità aggiuntiva per coprire deficit derivanti da politiche estere onerose, salvataggi finanziari opachi o missioni strategiche non pubblicizzate.
3. Partecipazioni in grandi compagnie energetiche a controllo statale
Il meccanismo: Gli Stati spesso detengono quote di controllo o di maggioranza nei giganti nazionali dell'energia (società di raffinazione, importazione ed estrazione).
La distrazione politica: Durante i periodi di prezzi alti, queste società registrano utili straordinari (windfall profits) e staccano cedole miliardarie direttamente al Ministero delle Finanze. I dividendi incassati dallo Stato entrano nella cassa pubblica privi di vincoli di spesa, permettendo di finanziare programmi strategici o accordi bilaterali riservati con Paesi terzi senza passare dal dibattito parlamentare.
4. Gestione delle Scorte Strategiche Nazionali e contratti bilaterali di Stato
Il meccanismo: Gli Stati gestiscono riserve strategiche di petrolio e carburanti per legge (tramite agenzie dedicate o enti parastatali).
La distrazione politica: Il rinnovo, l'acquisto o la rotazione delle scorte strategiche comporta contratti intergovernativi miliardari. Uno Stato può deliberatamente sovraprezzare le forniture o sottoscrivere accordi commerciali energetici sfavorevoli con governi autoritari o partner esteri per mascherare aiuti finanziari indiretti, concessioni geopolitiche o finanziamenti a regimi alleati, scaricando il costo complessivo sui consumatori tramite le tariffe di sistema e le accise.
Paolo Cainelli, comitato Futuro Nazionale Scorzé (VE)