Futuro Nazionale Scorzè - 823

Futuro Nazionale Scorzè - 823 Pagina ufficiale del Comitato di Zona di Futuro Nazionale a Scorzé. Lavoriamo sul territorio per riportare il buonsenso al centro della politica.

Difendiamo l'identità nazionale, la sicurezza dei cittadini, la famiglia naturale e il valore del merito.

BENZINA E GASOLIO TROPPO CARI? A NESSUNO IN EUROPA PARE INTERESSARE QUESTA COSAterminiamo questa velocissima analisi con...
29/08/2026

BENZINA E GASOLIO TROPPO CARI? A NESSUNO IN EUROPA PARE INTERESSARE QUESTA COSA

terminiamo questa velocissima analisi con un terzo post, facendoci questa domanda.
Se uno degli stati europei, o l'Europa stessa, volesse distrarre fondi e denaro senza che l'opinione pubblica lo sappia, destinandoli ad esempio a guerre impopolari, gestite da pagliacci e drogati, come potrebbe fare?
Vediamo cosa risponde Gemini Pro, e il mistero del costo del carburante in Europa è svelato.

Uno Stato dispone di una leva esclusiva rispetto a qualsiasi attore privato: la sovranità normativa e la gestione del bilancio pubblico. Quando un governo deve finanziare capitoli di spesa politicamente controversi, impopolari o riservati, non ha bisogno di compiere illeciti formali; gli basta sfruttare la struttura della contabilità pubblica e i meccanismi di regolazione del mercato.

I canali principali attraverso cui uno Stato può utilizzare la filiera energetica per convogliare risorse verso scopi non visibili o non graditi all'opinione pubblica:

1. Il principio dell'unità di bilancio e l'opacità delle accise

Il meccanismo: In molti ordinamenti fiscali vige il principio dell'unità di bilancio: tutte le entrate tributarie confluiscono in un unico fondo generale (fisco erariale), perdendo qualsiasi legame di destinazione con la loro motivazione iniziale.

La distrazione politica: Lo Stato può giustificare aumenti o mancate riduzioni di accise e IVA con scopi socialmente condivisi (transizione ecologica, manutenzione stradale, emergenze nazionali), ma le risorse reali finiscono nel bilancio indistinto. Da lì possono essere riallocate, tramite capitoli di spesa secretati o fondi di riserva della presidenza/ministeri, verso armamenti, fondi per la sicurezza interna o sussidi geopolitici senza che il cittadino possa tracciarne l'origine.

2. L'extra-gettito IVA da inflazione energetica ("Tassa occulta")

Il meccanismo: L'IVA è un'imposta percentuale (ad valorem). Quando le quotazioni internazionali o il Platts salgono, il gettito IVA per litro cresce automaticamente.

La distrazione politica: Lo Stato incassa miliardi di euro di entrate impreviste (il cosiddetto "extra-gettito"). Anziché sterilizzarlo per ridurre il prezzo alla p***a a favore dei cittadini, il governo può incamerare questa liquidità aggiuntiva per coprire deficit derivanti da politiche estere onerose, salvataggi finanziari opachi o missioni strategiche non pubblicizzate.

3. Partecipazioni in grandi compagnie energetiche a controllo statale

Il meccanismo: Gli Stati spesso detengono quote di controllo o di maggioranza nei giganti nazionali dell'energia (società di raffinazione, importazione ed estrazione).

La distrazione politica: Durante i periodi di prezzi alti, queste società registrano utili straordinari (windfall profits) e staccano cedole miliardarie direttamente al Ministero delle Finanze. I dividendi incassati dallo Stato entrano nella cassa pubblica privi di vincoli di spesa, permettendo di finanziare programmi strategici o accordi bilaterali riservati con Paesi terzi senza passare dal dibattito parlamentare.

4. Gestione delle Scorte Strategiche Nazionali e contratti bilaterali di Stato

Il meccanismo: Gli Stati gestiscono riserve strategiche di petrolio e carburanti per legge (tramite agenzie dedicate o enti parastatali).

La distrazione politica: Il rinnovo, l'acquisto o la rotazione delle scorte strategiche comporta contratti intergovernativi miliardari. Uno Stato può deliberatamente sovraprezzare le forniture o sottoscrivere accordi commerciali energetici sfavorevoli con governi autoritari o partner esteri per mascherare aiuti finanziari indiretti, concessioni geopolitiche o finanziamenti a regimi alleati, scaricando il costo complessivo sui consumatori tramite le tariffe di sistema e le accise.

Paolo Cainelli, comitato Futuro Nazionale Scorzé (VE)









BENZINA E GASOLIO TROPPO CARI? A NESSUNO IN EUROPA PARE INTERESSARE QUESTA COSA2 post.Ma l'aumento del costo del carbura...
27/08/2026

BENZINA E GASOLIO TROPPO CARI? A NESSUNO IN EUROPA PARE INTERESSARE QUESTA COSA

2 post.

Ma l'aumento del costo del carburante alla p***a può davvero dipendere dalla guerra tra America/Ebrei e Iran?

Il blocco dello stretto di Hormuz davvero crea tutti questi disagi?
Facciamo analizzare la questione a Gemini Pro, partendo da dati che precedono la guerra, ed ecco la risposta:

I dati ufficiali (fonti EIA e IEA) mostrano che la narrativa della scarsità fisica immediata di greggio o carburanti in Europa e in Italia non trova riscontro nei numeri reali della logistica energetica.

I numeri del transito attraverso lo Stretto di Hormuz

Flusso globale: Attraverso Hormuz transitano circa 20-21 milioni di barili al giorno (tra greggio e prodotti raffinati), pari a circa il 20% dell'offerta petrolifera mondiale e al 25% del commercio marittimo di idrocarburi.

Destinazione Asia: Circa l'80%-85% di questo volume è diretto esclusivamente verso i mercati asiatici (Cina, India, Giappone, Corea del Sud).

Quota per l'Europa: Verso l'Europa transita solo circa il 4%-5% del flusso complessivo di Hormuz (circa 600-800 mila barili al giorno). L'Europa si rifornisce storicamente da Mare del Nord, Nord Africa (Libia, Algeria), Stati Uniti, Africa occidentale, Azerbaigian e Kazakistan.

Quota per l'Italia: Il greggio che transita da Hormuz verso le raffinerie italiane rappresenta una percentuale ridotta del fabbisogno nazionale (meno del 10-12% delle importazioni di greggio, con l'Iraq come fornitore principale dell'area). L'Italia acquista la stragrande maggioranza del petrolio e dei raffinati da fornitori del bacino del Mediterraneo, del Mar Caspio e delle Americhe.

Valutazione matematica e fisica: c'è una reale carenza di prodotto?

Dal punto di vista della disponibilità fisica, no: non esiste un deficit reale di carburante nei depositi o nelle raffinerie italiane dovuto a Hormuz.

La discrepanza tra realtà logistica e aumento dei prezzi si spiega con precisi meccanismi:

Il mercato energetico è un vaso comunicante globale: Se l'Asia non riceve greggio dal Golfo, si riversa su fornitori alternativi (ad esempio greggio atlantico o americano), scatenando un'asta globale che alza il prezzo internazionale (il benchmark Platts e il greggio) per tutti, anche per chi non ha mai comprato un solo barile dal Medio Oriente.

Premio al rischio e speculazione finanziaria: Il prezzo alla p***a non riflette il costo del prodotto già presente nelle cisterne, ma il costo di sostituzione stimato sui mercati dei futures. Gli operatori prezzano l'incertezza e il rischio futuro ben prima che si verifichi un'effettiva carenza materiale.

Costi assicurativi e logistici (Noli marittimi): Quando un'area geopolitica entra in crisi bellica, le compagnie assicurative decuplicano i premi di rischio di guerra per il trasporto marittimo delle petroliere, rincari che vengono ribaltati immediatamente lungo tutta la filiera dei raffinati.

Giustificare i rincari alla p***a parlando di un "mancato arrivo fisico del carburante in Italia" è scorretto sul piano logistico; l'aumento è interamente determinato dall'indicizzazione dei listini ai mercati finanziari globali e dal ricarico preventivo del rischio.

segue post 3

Paolo Cainelli, comitato Futuro Nazionale Scorzé (VE)









BENZINA E GASOLIO TROPPO CARI? A NESSUNO IN EUROPA PARE INTERESSARE QUESTA COSA1 postQuando ci fermiamo alla stazione di...
27/08/2026

BENZINA E GASOLIO TROPPO CARI? A NESSUNO IN EUROPA PARE INTERESSARE QUESTA COSA

1 post
Quando ci fermiamo alla stazione di servizio e guardiamo il totale sul display della p***a, la reazione immediata è spesso la stessa: un senso di frustrazione accompagnato da una domanda inevitabile: perché benzina e gasolio costano così tanto?

Nel dibattito comune si tende a liquidare la questione puntando il dito su due soli colpevoli: il prezzo del petrolio sui mercati internazionali e il peso delle tasse statali. La realtà, tuttavia, è ben più complessa e articolata. Il prezzo che paghiamo al litro è il risultato finale di una catena industriale, finanziaria e logistica in cui intervengono molteplici variabili indipendenti tra loro.

Prima ancora che entrino in gioco le imposte, il valore di ciò che versiamo nel serbatoio dipende dalle dinamiche di raffinazione industriale, dalle quotazioni autonome dei carburanti già lavorati, dalle oscillazioni dei tassi di cambio tra le valute mondiali, dai costi di trasporto marittimo e terrestre, fino ad arrivare alla gestione delle scorte e ai margini operativi della distribuzione.

Comprendere come si forma davvero questo prezzo permette di superare i luoghi comuni e di capire dove si concentrano i veri rincari lungo la filiera.

Il disallineamento tra barile di greggio e carburante alla p***a

Una delle convinzioni più diffuse è che il costo di un litro di benzina o gasolio debba muoversi in perfetta sincronia con il prezzo del barile di petrolio (come il Brent europeo o il WTI americano). Spesso sentiamo dire: “Il petrolio è sceso del 5%, perché il carburante al distributore non cala della stessa percentuale?”

La risposta risiede nel fatto che le automobili non bruciano greggio, ma prodotti finiti e raffinati. Il petrolio estratto dai giacimenti è semplicemente la materia prima di partenza, un elemento grezzo che deve essere acquistato, trasportato, lavorato negli impianti di raffinazione e separato nelle sue diverse frazioni commerciali.

Di conseguenza, il mercato all'ingrosso dei carburanti non fa riferimento diretto al prezzo del barile, ma a specifici listini internazionali per i prodotti già raffinati, noti nel settore come quotazioni Platts (con aree di riferimento come il Mediterraneo o il Nord Europa).

Queste quotazioni seguono leggi di mercato proprie:

Domanda e offerta dei singoli prodotti: Può accadere che il prezzo del petrolio greggio rimanga stabile, ma che la domanda globale di gasolio aumenti sensibilmente (ad esempio per motivi stagionali legati al riscaldamento o per una forte ripresa del trasporto merci su gomma), facendo salire il costo del diesel indipendentemente dal greggio.

Capacità e margini di raffinazione (crack spread): Gli impianti di raffinazione hanno capacità limitate e costi operativi specifici legati all'energia impiegata per i processi termici. Se una raffineria chiude per manutenzione o se i costi energetici di lavorazione salgono, il margine richiesto per trasformare il barile in prodotto finito aumenta, allargando la forbice tra costo del greggio e costo del carburante.

L'impatto del cambio valutario Euro/Dollaro

A questa dinamica industriale si aggiunge una variabile puramente finanziaria: la valuta con cui le materie prime vengono scambiate nel mondo.

Sui mercati internazionali, sia il petrolio greggio sia i prodotti raffinati (le quotazioni Platts) sono prezzati esclusivamente in dollari statunitensi per tonnellata metrica. Tuttavia, i consumatori europei acquistano il carburante in euro per litro.

Questo crea un doppio passaggio di conversione:

Conversione volumetrica e di densità: Si passa dal peso (tonnellate) al volume (litri), tenendo conto del peso specifico del prodotto a temperatura standard (circa 15°C).

Conversione valutaria: Il prezzo espresso in dollari deve essere convertito in euro al tasso di cambio del giorno.

Il ruolo del cambio è determinante:

Se il prezzo internazionale del gasolio rimane invariato ma l'euro si deprezza rispetto al dollaro, il costo all'importazione in Europa aumenta automaticamente.

Viceversa, se il prezzo del carburante raffinato sale in dollari ma l'euro si rafforza con la stessa intensità, l'effetto del rincaro viene attutito per i mercati dell'Eurozona.

In sintesi, l'automobilista alla p***a non paga semplicemente il "petrolio", ma acquista un prodotto industriale trasformato, scambiato su un mercato finanziario autonomo e soggetto alle fluttuazioni valutarie tra dollaro ed euro prima ancora di iniziare il suo viaggio logistico verso il distributore.

la spiegazione prosegue nel prossimo post

Paolo Cainelli, comitato Futuro Nazionale Scorzé (VE)









L’ITALIA CHE GUARDA AL FUTURO: TRADIZIONE, SOVRANITÀ E AZIONE CONCRETA 🇮🇹È stato presentato il documento programmatico d...
24/08/2026

L’ITALIA CHE GUARDA AL FUTURO: TRADIZIONE, SOVRANITÀ E AZIONE CONCRETA 🇮🇹

È stato presentato il documento programmatico di Futuro Nazionale per il decennio 2027-2037: un progetto politico chiaro, radicato nei valori della nostra civiltà e determinato a rimettere l’interesse nazionale al centro di ogni scelta.

Di fronte a un'Europa appiattita su vincoli burocratici, ideologie penalizzanti e una crisi demografica senza precedenti, la nostra proposta traccia una linea netta, basata su realismo, buon senso e concretezza.

Ecco i pilastri fondamentali della nostra visione:

🔹 ECONOMIA E FISCO A SOSTEGNO DEL LAVORO
Puntiamo a una riduzione strutturale del cuneo fiscale, all'estensione del principio di cassa per le PMI, alla semplificazione normativa e a strumenti concreti come la moneta fiscale e il Fondo Sovrano Nazionale per difendere imprese, asset strategici e risparmio delle famiglie.

🔹 PIANO DI REMIGRAZIONE E SOVRANITÀ SUI CONFINI
Un piano articolato in 22 misure per porre fine all'immigrazione clandestina di massa: difesa intransigente dei confini, vaglio delle domande di asilo fuori dal territorio nazionale, rimpatrio immediato dei condannati stranieri e criteri rigorosi di concessione e revoca della cittadinanza basati sull'effettiva assimilazione.

🔹 SICUREZZA DEL CITTADINO E CERTEZZA DELLA PENA
La sicurezza è una condizione primaria della convivenza civile: tutela piena per le Forze dell'Ordine, presunzione di proporzionalità per la legittima difesa a tutela della casa e del luogo di lavoro, certezza dell'espiazione della pena e separazione delle carriere nella magistratura.

🔹 SHOCK DEMOGRAFICO E TUTELA DELLA FAMIGLIA
La natalità è l'emergenza vitale della Nazione. Proponiamo il vero quoziente familiare, esenzioni fiscali progressive legate al numero dei figli e il "Mutuo Tricolore": un mutuo prima casa a tasso agevolato che scende a ogni nuova nascita fino ad azzerarsi completamente al terzo figlio.

🔹 ENERGIA PRAGMATICA E SOVRANITÀ ALIMENTARE
Basta diktat ideologici che danneggiano le nostre filiere produttive: mix energetico equilibrato (idroelettrico, biomasse, biometano e nucleare di nuova generazione) per abbattere le bollette, un grande Piano Nazionale dell'Acqua e tutela rigorosa dell'agricoltura, della pesca e dell'autentico Made in Italy contro ogni concorrenza sleale.

🔹 SUSSIDIARIETÀ E RUOLO CENTRALE DEI SINDACI
Riforma dell'architettura pubblica per restituire potere e risorse ai territori attraverso la compartecipazione al gettito IRPEF per i Comuni, premiando l'efficienza amministrativa e il contatto diretto con i cittadini.

La strada per un'Italia sicura, libera, identitaria e prospera è tracciata.

Basta scuse per i delinquenti
01/08/2026

Basta scuse per i delinquenti

STOP VOLTO COPERTO. IN ITALIA CI SI GUARDA IN FACCIA.
Con un emendamento alla Legge Reale n. 152 del 1975, Futuro Nazionale chiede di rendere tassativo il divieto di coprirsi integralmente il volto nei luoghi pubblici.
Il principio è semplice: nello spazio pubblico ogni persona deve essere immediatamente visibile e identificabile. Nessun velo, indumento o accessorio potrà nascondere completamente il volto, salvo le eccezioni previste per motivi di salute, lavoro, sicurezza stradale, manifestazioni autorizzate o all’interno dei luoghi di culto.
È una questione di ordine pubblico e sicurezza: le Forze dell’Ordine devono poter identificare chiunque all’istante.
Ma è anche una battaglia di civiltà, libertà e dignità. Lo Stato non può arrendersi al relativismo culturale né tollerare che sul proprio territorio si impongano pratiche di sottomissione o “tribunali ombra” patriarcali.
Le nostre leggi valgono per tutti.
Le nostre libertà non sono negoziabili.
In Italia, a volto scoperto.

Basta vedere cosa accade in Spagna. Vogliamo che accada anche da noi?Dai, avanti con le scuse per cui qui non può accade...
01/08/2026

Basta vedere cosa accade in Spagna. Vogliamo che accada anche da noi?
Dai, avanti con le scuse per cui qui non può accadere

Ormai sono costretti ad ammetterlo anche i giornali. Meloni, sulla sicurezza della nazione, si ispira al Generale, Vannacci, ma ci aspettiamo che faccia presidiare i confini davvero e non con protocolli standard di ‘merkeliana’ memoria. Avanti! 🇮🇹🫡

05/07/2026

Si sono impantanati grazie al nostro emendamento che chiede l’introduzione delle preferenze come alle elezioni europee. Adesso hanno bloccato il testo della legge elettorale perché la Lega e Forza Italia hanno minacciato Meloni di far saltare il testo per il timore che possa passare la nostra proposta. Bisognerà tenerlo bene a mente quando vedremo i loro esponenti in tivù mentre si riempiranno la bocca di parole importanti quali la ‘sovranità popolare’. È inutile che prendano tempo perché non potranno sottrarsi al voto dell’aula anche se verrà chiesto il voto segreto da parte di qualche deputato kamikaze.

26/06/2026

Continuate pure a censurarlo e a dirgli di essere funzionale alla sinistra mentre regalate privilegi ad Azione. Noi andiamo avanti con ancora più forza! 🇮🇹🫡

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30037

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