Centro Polivalente di Aiuto alle Persone Fragili

Centro Polivalente di Aiuto alle Persone Fragili Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Centro Polivalente di Aiuto alle Persone Fragili, Servizi sociali, Via Fratelli Rosselli, 70, Seravezza LU, Seravezza.

Il femminicidio non è un’opinione. È una realtà.La libertà delle donne non è una concessione e sopratutto non è qualcosa...
16/06/2026

Il femminicidio non è un’opinione. È una realtà.

La libertà delle donne non è una concessione e sopratutto non è qualcosa che può essere tolto quando ferisce un orgoglio, mette in discussione un controllo o spezza una relazione.

Quando una donna viene punita per aver esercitato la propria libertà, non siamo davanti a una tragedia privata. Siamo davanti a un problema sociale che riguarda tutte e TUTTI e che va chiamato con il suo nome.

Condividiamo questo contributo perché la consapevolezza è il primo passo verso il cambiamento.

Femminicidio: che cos'è e perché si chiama così

Quando si discute se il femminicidio "esista", si rischia di trasformare in opinione un fenomeno che la ricerca studia da cinquant'anni. Come psicologhe e psicologi sentiamo la responsabilità di riportare il discorso su quello che gli studi, i dati e l’esperienza clinica hanno già documentato, perché comprendere questo fenomeno fa parte del nostro lavoro di ogni giorno.

La parola ha una storia precisa. La criminologa Diana Russell usa il termine femicide nel 1976, parlando al Tribunale internazionale sui crimini contro le donne, e ne mette a fuoco il significato nel volume del 1992, quando lo definisce come l'uccisione di una donna in quanto donna, cioè per ragioni che hanno a che fare con il genere. Negli stessi anni l'antropologa messicana Marcela Lagarde conia in spagnolo feminicidio, poi reso in italiano con femminicidio, allargando il concetto fino a comprendere le forme di sopraffazione e di violenza che spesso preparano il terreno all'omicidio. Serviva una parola nuova proprio perché "omicidio", termine neutro, finiva per cancellare l'informazione che più conta, e cioè il movente.

Prima ancora delle teorie, sono i numeri a raccontarlo. Nel 2025, secondo il report del Servizio analisi criminale del Ministero dell'Interno, in Italia sono state uccise 97 donne, di cui 85 in ambito familiare o affettivo e 62 per mano del partner o dell'ex. C'è un dato che colpisce più di tutti: mentre gli omicidi complessivi calano fino al minimo degli ultimi dieci anni, gli omicidi di donne dentro la coppia restano fermi, con le stesse 62 vittime sia nel 2024 sia nel 2025, tanto che le donne arrivano a rappresentare la quota più alta mai registrata sul totale delle persone uccise. Gli uomini vengono uccisi in contesti molto diversi e quasi mai da chi dicono di amare, e questa asimmetria si ripete identica anno dopo anno, segno di un fenomeno strutturale che ha una sua grammatica riconoscibile.

Quella grammatica la conosciamo bene, perché è materia clinica prima ancora che statistica. Il femminicidio arriva raramente all'improvviso, dal momento che di solito è l'ultimo gradino di una lunga escalation. Già nel 1979 la psicologa Lenore Walker, nel suo studio sulle donne maltrattate, descriveva il ciclo della violenza, in cui si alternano una fase di accumulo della tensione, l'esplosione vera e propria e una fase di riconciliazione che illude e trattiene la vittima, mentre la spirale a ogni giro si stringe un po' di più. Anni dopo il sociologo Evan Stark ha aggiunto un tassello che ai clinici dice molto, quello del controllo coercitivo, una forma di dominio fatta di svalutazione, isolamento, sorveglianza, controllo del denaro e delle relazioni, capace di non lasciare lividi e di restare per questo invisibile a chi osserva da fuori. È dentro dinamiche come queste, segnate dal possesso e dall'incapacità di accettare un rifiuto o una separazione, che si misura la distanza tra il femminicidio e gli altri omicidi.

Riconoscere questa specificità produce conseguenze molto concrete. Permette di prevenire, perché aiuta a valutare il rischio nei passaggi più pericolosi, a cominciare dalla fine di una relazione. Permette di proteggere chi è in pericolo e di prendere in carico, nei programmi dedicati, gli uomini che usano violenza, con l'obiettivo di interrompere le aggressioni e ridurre il rischio che si ripetano, tenendo sempre al primo posto la sicurezza delle donne. Permette, a chi resta, di dare un nome al proprio dolore e di sentirsi finalmente creduta. Una parola precisa diventa così uno strumento di lavoro, perché dove manca il nome si fatica perfino a vedere il problema.

Su questo terreno la legge 181 del 2025, che ha introdotto nel Codice penale il reato di femminicidio all'articolo 577-bis, ha recepito quanto la comunità scientifica andava dicendo da tempo. Nella stessa direzione si muove l'Unione europea, visto che la direttiva 2024/1385 nomina espressamente sia il femminicidio sia il controllo coercitivo tra le forme della violenza contro le donne. Quelle norme riconoscono un movente specifico, fatto di odio, dominio e possesso esercitati sulla donna in quanto donna e radicati in una cultura precisa, e gli danno un nome perché senza nome non lo si può contrastare. La dignità di ogni vittima resta identica davanti alla legge, e proprio per questo distinguere il movente aiuta a capire e a prevenire.

Come psicologhe e psicologi mettiamo a disposizione le nostre competenze, dai centri antiviolenza alla valutazione del rischio, dal lavoro con le vittime a quello con gli autori, fino alla formazione di chi accoglie le donne nei servizi. La parola femminicidio è il primo di questi strumenti, e rinunciarvi vorrebbe dire tornare a non vedere, come società intera, ciò che con fatica abbiamo imparato a riconoscere.

𝐶𝑜𝑛𝑡𝑟𝑖𝑏𝑢𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝐹𝑟𝑎𝑛𝑐𝑒𝑠𝑐𝑎 𝑆𝑐ℎ𝑖𝑟 𝑆𝑒𝑔𝑟𝑒𝑡𝑎𝑟𝑖𝑎 𝑑𝑒𝑙 𝐶𝑜𝑛𝑠𝑖𝑔𝑙𝑖𝑜 𝑁𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑎𝑙𝑒 𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝐶𝑜𝑚𝑖𝑡𝑎𝑡𝑜 𝑃𝑎𝑟𝑖 𝑂𝑝𝑝𝑜𝑟𝑡𝑢𝑛𝑖𝑡𝑎̀ 𝑑𝑒𝑙 𝐶𝑁𝑂𝑃, 𝑑𝑖 𝑐𝑢𝑖 𝑒̀ 𝑐𝑜𝑜𝑟𝑑𝑖𝑛𝑎𝑡𝑟𝑖𝑐𝑒

Per approfondire 👇
https://www.psy.it/femminicidio-che-cos-e-perche-si-chiama-cosi/

Il Centro Polivalente di Aiuto alle Persone Fragili voluto dall’Amministrazione del Comune di Seravezza, ha partecipato ...
28/05/2026

Il Centro Polivalente di Aiuto alle Persone Fragili voluto dall’Amministrazione del Comune di Seravezza, ha partecipato con entusiasmo a creare un laboratorio per i piccoli (e anche per le maestre) centrato su un tema molto attuale che va ad includersi nell’ambito della sensibilizzazione e prevenzione: l’emotività. Tra cartoni, presentazione teorica-pratica e laboratori ci siamo divertiti a conoscere nello specifico alcune delle nostre emozioni!
La sensibilizzazione, nell’ambito del maltrattamento è fondamentale e si parte dai più piccoli!

All’interno dell’evento Menti Inclusive il pannello finale restituisce un’immagine chiara: figli e genitori parlano ling...
11/05/2026

All’interno dell’evento Menti Inclusive il pannello finale restituisce un’immagine chiara: figli e genitori parlano linguaggi diversi, ma cercano le stesse cose. Da una parte emergono bisogni concreti come ascolto, accoglienza, sicurezza; dall’altra il racconto di un ruolo che cambia la vita e mette al centro cura e responsabilità.

Messo tutto insieme, viene fuori una cosa semplice ma potente: la relazione funziona quando questi due mondi si incontrano davvero. Quando chi cresce si sente visto e chi educa resta presente, senza perdersi.

All’interno dell’evento “Menti Inclusive” abbiamo dato spazio anche ai genitori, ponendo una domanda speculare: cosa sig...
05/05/2026

All’interno dell’evento “Menti Inclusive” abbiamo dato spazio anche ai genitori, ponendo una domanda speculare: cosa significa essere genitore.

“Essere genitore ti cambia la vita, si diventa fondamentali per i propri figli, ti migliora la vita, i figli ti riempiono la vita” restituisce una visione intensa e coinvolgente del ruolo genitoriale. Un’esperienza che trasforma, che dà senso e che mette al centro una responsabilità profonda, vissuta come valore.

All’interno dell’evento Menti Inclusive abbiamo realizzato un laboratorio partecipativo che ha dato voce ai ragazzi, par...
04/05/2026

All’interno dell’evento Menti Inclusive abbiamo realizzato un laboratorio partecipativo che ha dato voce ai ragazzi, partendo da una domanda semplice ma significativa: cosa significa essere figli.

“Avere la fortuna di avere due persone che mi amano e sapere che, in ogni problema, so dov’è il mio posto sicuro” parla di protezione e stabilità. Essere figli, qui, è avere un punto fermo a cui tornare, qualcuno che resta anche quando le cose si complicano.

All’interno dell’evento “Menti Inclusive” abbiamo realizzato un laboratorio partecipativo che ha dato voce ai ragazzi, p...
01/05/2026

All’interno dell’evento “Menti Inclusive” abbiamo realizzato un laboratorio partecipativo che ha dato voce ai ragazzi, partendo da una domanda semplice ma significativa: cosa significa essere figli.

“Per me essere figlio vuol dire imparare nuove cose” restituisce l’idea della crescita continua, fatta di esperienze, esempi e possibilità. Essere figli diventa così uno spazio in cui scoprire, sbagliare e costruire, passo dopo passo, il proprio modo di stare nel mondo.

29/04/2026

Si informa che mercoledì 29 lo sportello resterà chiuso. Le attività riprenderanno regolarmente il mercoledì successivo dalle ore 10 alle ore 12.

All’interno dell’evento “Menti Inclusive” abbiamo realizzato un laboratorio partecipativo che ha dato voce ai ragazzi at...
27/04/2026

All’interno dell’evento “Menti Inclusive” abbiamo realizzato un laboratorio partecipativo che ha dato voce ai ragazzi attraverso un pannello interattivo, partendo da una domanda semplice ma significativa: cosa significa essere figli.

Tra le risposte raccolte, “essere accolti e ascoltati” richiama un bisogno fondamentale, quello di sentirsi riconosciuti e considerati nella propria unicità. Un punto di partenza essenziale per qualsiasi relazione educativa.

🌏2 Aprile- Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo🌍 2 aprile celebriamo la Giornata mondiale della consapevo...
02/04/2026

🌏2 Aprile- Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo🌍

2 aprile celebriamo la Giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo, un momento per aumentare la consapevolezza sull’autismo, promuovere inclusione e comprensione. È un’occasione per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di garantire alle persone autistiche una vita piena e soddisfacente.

La giornata è stata istituita nel 2007 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e oggi coinvolge organizzazioni di tutto il mondo nella promozione della ricerca, della diagnosi e della riduzione della discriminazione e dell’isolamento che ancora oggi colpiscono le persone autistiche e le loro famiglie.
Durante la giornata, monumenti e luoghi simbolici si tingono di blu, colore che rappresenta l’autismo, con eventi, convegni e iniziative per aumentare la consapevolezza. Nonostante i progressi, in Italia la preparazione e le risorse dedicate all’inclusione delle persone autistiche restano insufficienti, rendendo ancora più importante educare, informare e creare pari opportunità.

La Giornata Mondiale dell’Autismo ci ricorda che ogni persona nello spettro è unica: i sintomi si manifestano in modi diversi e comprendere questa diversità è il primo passo per costruire una società più inclusiva e rispettosa.

✨Impronte – donne che hanno trasformato il mondo💪🏻Temple Grandin, nata nel 1947, è una figura chiave quando si parla di ...
27/03/2026

✨Impronte – donne che hanno trasformato il mondo💪🏻

Temple Grandin, nata nel 1947, è una figura chiave quando si parla di autismo e neurodiversità. Cresciuta in un periodo in cui questa condizione era poco compresa, ha affrontato difficoltà nella comunicazione, isolamento e bullismo, ma non si è fermata lì.

Il suo modo di pensare, basato sulle immagini, è diventato il suo punto di forza. Le ha permesso di rivoluzionare il settore dell’allevamento, progettando sistemi che riducono lo stress degli animali e migliorano le condizioni negli impianti.

Oltre al lavoro scientifico, è diventata una voce fondamentale per le persone autistiche, contribuendo a cambiare lo sguardo sull’autismo. La sua storia dimostra che ciò che viene visto come limite può diventare una risorsa concreta.

Temple Grandin ha trasformato la differenza in possibilità, lasciando un segno reale nel mondo.

Indirizzo

Via Fratelli Rosselli, 70, Seravezza LU
Seravezza
55047

Orario di apertura

Martedì 15:00 - 17:00
Mercoledì 15:00 - 17:00

Telefono

+393294139138

Sito Web

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