24/05/2026
Come Subiaco Città Aperta esprimiamo forte preoccupazione nel constatare come, ancora oggi, importanti cariche istituzionali dello Stato e purtroppo anche il Sindaco della nostra città ritengano legittimo manifestare pubblicamente stima e ammirazione per Giorgio Almirante.
Non parliamo di una figura neutra della storia repubblicana, ma di un dirigente della Repubblica Sociale Italiana, collaborazionista del nazismo, firmatario di provvedimenti contro i renitenti alla leva e protagonista della propaganda razzista del fascismo. Lo stesso Almirante che scriveva: “Il razzismo è il nostro più profondo e totale patrimonio spirituale”, rivendicando apertamente una visione disumana e antidemocratica.
Nella nostra terra queste responsabilità non sono astratte. I rastrellamenti dei repubblichini contro i renitenti coinvolsero anche Subiaco e contribuirono al clima di violenza e repressione che portò alla fucilazione di Giulio Valente e di tanti altri cittadini colpiti dalla barbarie fascista e nazista.
Non esiste riabilitazione storica possibile fondata sulle buone maniere, sui toni istituzionali o sui protocolli parlamentari del dopoguerra. Il fatto che Almirante sia poi diventato un leader politico della destra italiana non cancella le responsabilità morali e politiche maturate durante il fascismo e la Repubblica di Salò.
Per questo riteniamo grave che un Sindaco, rappresentante di una comunità decorata per il sacrificio e la sofferenza vissuti durante l’occupazione, scelga di rendere omaggio a chi fu parte di quel sistema autoritario, razzista e violento.
Condividiamo e sosteniamo quindi il comunicato della sezione ANPI Giulio Valente
ANPI Subiaco sezione "Giulio Valente"
Comunicato stampa
Il Sindaco di Subiaco esalta la figura del fascista Almirante responsabile diretto dei DELITTI del fascismo.
Soltanto qualche giorno fa avevamo denunciato con indignazione la foto dei giovani di Fratelli D'Italia ( da un articolo del mensile L'Aniene) sotto la targa commemorativa di due repubblichini chiudendo con queste parole: "ma come può il partito, che governa da anni il Comune, formare i suoi giovani in una sede nella quale ancora si inneggia alla Repubblica Sociale Italiana? Come si può esaltare ancora quel regime fascista, collaborazionista con la Germania nazista, creato nel settembre 1943 da Adolf Hi**er e guidato da Benito Mussolini, proprio per affiancare l’occupazione militare dei tedeschi dopo l'armistizio?".
Nel virgolettato c'è quanto deve sapere un cittadino medio circa le responsabilità del fascismo circa le centinaia di migliaia di morti militari e civili e la distruzione totale del Paese. Tra i cittadini medi sembra non rientrarci l'attuale Sindaco di Subiaco visto che pubblicamente e candidamente esalta la figura di un fascista assassino come Almirante sulle proprie pagine social attraverso queste parole in stile in stile ventennio ( Agenzia Stefani): " Il 22 maggio 1988 ci lasciava Giorgio Almirante.Per me è stato e sarà sempre ispirazione ed esempio. Solo un anno prima avevo avuto il privilegio di poterlo votare, alla mia prima elezione da cittadino maggiorenne. Il suo insegnamento resterà per sempre. Noi possiamo guardarti negli occhi".
Ora nell'esprimere tutta la solidarietà per aver avuto ispirazione da cotanta pochezza, denunciamo l'irresponsabilità storica e culturale nell'esaltare, un razzista, fascista, repubblichino, fucilatore di partigiani. Non si vergogna il Sindaco Rapone quando per motivi istituzionali deve presenziare la festa di Liberazione o essere presente alla commemorazione dell'Eccidio dei Martiri di cicchetti?
Perchè quanto accaduto a cicchetti, nella valle dell'Aniene nel 1944, in Italia durante l'occupazione e ancora prima durante la dittatura, ha responsabilità collettive e personali. Ed Almirante le rappresenta entrambe.
Accettiamo tutte le attenuanti culturali, sappiamo che l'essere stato catapultato ( suo malgrado ), alla guida della Città di Subiaco, lo ha scosso al punto da non sapere cosa dire e cosa omettere quando si ricopre il ruolo di Sindaco.
Non siamo stupiti, non è nuovo Rapone all'esaltazione di quell' oscuro periodo degli anni settanta dove la storia di quel partito si intrecciò con la stagione dell'estremismo nero e non è nuovo all'esaltazione del fascismo storico.
Mancava a Subiaco medaglia di bronzo a valor civile, uno sbandieratore della continuità fascista.
L'ANPI prende atto della statura morale e politica del primo cittadino di Subiaco ed agirà di conseguenza.
CHI FU ALMIRANTE
Almirante non fu un semplice “uomo della destra” del dopoguerra: fu parte integrante dell’apparato fascista. Durante il regime lavorò nella macchina della propaganda e collaborò con la rivista *La Difesa della Razza*, uno degli strumenti culturali utilizzati per diffondere il razzismo di Stato e giustificare le persecuzioni contro gli ebrei italiani. In quegli anni sostenne apertamente le politiche discriminatorie del fascismo e si collocò dentro il clima ideologico che portò alle Leggi razziali fasciste, responsabili dell’emarginazione, della persecuzione e della deportazione di migliaia di persone.
Dopo l’8 settembre aderì alla Repubblica Sociale Italiana, il regime collaborazionista nato sotto la protezione del nazismo, emanando il decreto per la fucilazione dei renitenti alla leva (i renitenti saranno fucilati alla schiena). Partecipò alla struttura politica e propagandistica della RSI, mentre in Italia si consumavano rastrellamenti, torture e repressioni contro oppositori politici e partigiani. Nel dopoguerra fu poi tra i fondatori del Movimento Sociale Italiano, partito che raccolse l’eredità politica del fascismo sconfitto dalla Resistenza e dalla nascita della Repubblica democratica. Ricordare questi fatti non è “fare polemica”, ma difendere la memoria storica e i valori antifascisti su cui si fonda la nostra Costituzione. Le istituzioni democratiche dovrebbero essere luoghi capaci di tenere ferma una distinzione netta tra il confronto politico legittimo e chi ha avuto responsabilità dentro un regime autoritario, razzista e antidemocratico.
Ricordare questi fatti non è “fare polemica”, ma difendere la memoria storica e i valori antifascisti su cui si fonda la nostra Costituzione. Le istituzioni democratiche dovrebbero essere luoghi capaci di tenere ferma una distinzione netta tra il confronto politico legittimo e chi ha avuto responsabilità dentro un regime autoritario, razzista e antidemocratico.
ANPI Provinciale di Roma