30/09/2026
𝐄 𝐋𝐎𝐑𝐎 𝐆𝐔𝐀𝐑𝐃𝐀𝐍𝐎 𝐍𝐎𝐈...
A corredo di un Consiglio Comunale, in cui abbiamo posto all' attenzione di chi amministra, e dei cittadini, questioni assai importanti e urgenti per la nostra Taviano, non avremmo certo immaginato tanta 𝗰𝗮𝗱𝘂𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝘀𝘁𝗶𝗹𝗲 da parte della Maggioranza, come quella di andare a guardare in casa d' altri; un'ulteriore 𝗽𝗼𝗰𝗵𝗲𝘇𝘇𝗮 , politica, morale e umana a cui Pellegrino ci ha oramai abituato.
Effettivamente "superstiti" - come ci chiamano loro - lo siamo per davvero; 𝘀𝘂𝗽𝗲𝗿𝘀𝘁𝗶𝘁𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗲𝗿𝗲𝗻𝘇𝗮, 𝗱𝗲𝗹𝗹'𝗼𝗻𝗲𝘀𝘁𝗮̀ 𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗽𝘂𝗹𝗶𝘁𝗮 𝗲 𝗼𝗻𝗲𝘀𝘁𝗮.
Superstiti all' ennesimo Consiglio Comunale, fatto di offese, irrisioni e sberleffo da parte del sindaco e del suo assessore, atteggiamenti riprovevoli per i quali continuiamo a ricevere attestati di indignazione da parte dei cittadini e del cui Consiglio invieremo le registrazioni a S.E. il Prefetto di Lecce, affinché sia ripristinato il decoro di tale organo istituzionale.
Anche perché, quando da parte di chi dovrebbe rappresentare la Città vi è la continua denigrazione dell'avversario, con i toni del sarcasmo e della derisione, con la delegittimazione degli altri anche come esseri umani e con l' 𝘂𝘀𝗼 𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗺𝗮𝘁𝗶𝗰𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗳𝗮𝗹𝘀𝗶𝘁𝗮̀ alternata ad un ipocrita vittimismo, il confronto allora non è più tra le idee, ma scade nella inciviltà di uno scontro tra persone, creando ed alimentando divisioni e la disgregazione dell’apparente armonia cittadina.
Fino a degenerare in quel 𝗰𝗹𝗶𝗺𝗮 𝗱𝗶 𝘀𝗼𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗲 𝗱𝗶 𝗶𝗻𝘁𝗶𝗺𝗶𝗱𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 , che è poi la reale ed attuale condizione nella quale il paese è stato trascinato.
Al sindaco e al suo assessore intendiamo rammentare che il nostro fare politica è unicamente inteso come servizio alla Città che noi amiamo;
- Non abbiamo bisogno della politica per essere accettati e stimati dalla nostra comunità, che peraltro continua a restare sbigottita da tanta stucchevole cattiveria ad ogni intervento del primo cittadino.
- Non abbiamo bisogno della politica per vivere, perché un lavoro noi ce l'abbiamo.
E quanto al presunto "fallimento" che essi ci addebitano, sia chiaro anche ai loro facinorosi sodali: ci sentiremo dei falliti solo qualora, arrivati a veneranda età, dovessimo avere bisogno di essere ancora dei mantenuti dal Comune, per poi goffamente atteggiarci a ridicoli moralisti.
In Consiglio invece, guardando GLI ATTI E NON GLI ALTRI, abbiamo evidenziato il 𝗺𝗮𝗿𝗰𝗵𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝗳𝗮𝗯𝗯𝗿𝗶𝗰𝗮 dell'irregolarità, dell'irresponsabilitá e degli interessi personali relativamente all'operato di questa Amministrazione che, al momento, vanta il primato di:
- aver chiuso la Farmacia Comunale, preferendo inseguire altri appetiti anziché prendersi cura di cose serie;
- di continuare ad affidare incarichi sempre 𝗮𝗹 𝘀𝗼𝗹𝗶𝘁𝗼 𝗽𝗿𝗼𝗳𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗶𝘀𝘁𝗮 𝗮𝗺𝗶𝗰𝗼
- di aver sperperato la montagna di ben 10.000.000 di € (finanziamento acquisito dalla precedente Amministrazione e dal precedente Sindaco) per partorire il topolino di un'opera inutile agli operatori dei Mercati Floricolo e Ortofrutticolo (dai quali infatti continuiamo a ricevere lamentele e indignazione) ma utile soltanto agli amministratori.
Abbiamo altresì messo in rilievo l'𝗶𝗹𝗹𝗲𝗴𝗶𝘁𝘁𝗶𝗺𝗶𝘁𝗮̀ 𝗱𝗶 𝗮𝗹𝗰𝘂𝗻𝗶 𝗮𝘁𝘁𝗶 oltretutto certificata dagli uffici, nonché le criticità e le lacune di un regolamento che ci hanno sottoposto e che poi 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗶 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗿𝗲𝘁𝘁𝗶 𝗮 𝗿𝗶𝘁𝗶𝗿𝗮𝗿𝗲 (ma questo non lo dicono!).
Sugli altri punti all' Ordine del Giorno invece, abbiamo espresso parere favorevole, anche perché 𝗮𝘁𝘁𝗶 𝗶𝗹 𝗰𝘂𝗶 𝗶𝘁𝗲𝗿 𝗲𝗿𝗮 𝗴𝗶𝗮̀ 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗮𝘃𝘃𝗶𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗲𝗰𝗲𝗱𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗔𝗺𝗺𝗶𝗻𝗶𝘀𝘁𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲.
E agli atti noi continueremo a guardare, con quella serietà e quella compostezza che si contrappone con fermezza alla 𝗶𝗻𝗲𝗱𝘂𝗰𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝘀𝗶𝗻𝗱𝗮𝗰𝗼 𝗲 𝗱𝗲𝗶 𝘀𝘂𝗼𝗶 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗮𝗴𝗻𝗶.
Ai cittadini continueremo a guardare, con la coscienza pulita di chi persegue solo interessi generali e non personali.
Alla nostra Taviano continueremo a guardare, con atti di amore per la nostra Città, incompatibili con tanto loro livore.
E pazienza se loro invece guardano noi...
E visto che dal Consiglio comunale è arrivata anche la battuta secondo cui la minoranza non avrebbe neppure le carte per giocare a briscola, la chiudiamo sullo stesso terreno:
𝗠𝗘𝗚𝗟𝗜𝗢 𝗧𝗥𝗘 𝗔𝗦𝗦𝗜 𝗖𝗛𝗘 𝗨𝗡 𝗗𝗨𝗘 𝗗𝗜 𝗖𝗢𝗣𝗣𝗘 …
Soprattutto quando qualcuno, guardando le carte degli altri, dimentica di guardare le proprie!