Collettivo Guevara

Collettivo Guevara Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Collettivo Guevara, Organizzazione politica, bari/c/o ex socrate/via fanelli 206/16-b, erchie (br), cisternino (br), martina franca (ta), Trani.

09/02/2023
OLTRE LE ELEZIONI:RICOSTRUIRE UNA SINISTRA DI CLASSE E RIVOLUZIONARIA La crisi sistemica, le elezioni politiche anticipa...
19/09/2022

OLTRE LE ELEZIONI:
RICOSTRUIRE UNA SINISTRA DI CLASSE E RIVOLUZIONARIA

La crisi sistemica, le elezioni politiche anticipate, i compiti per i marxisti rivoluzionari per la fase.
La caduta del governo Draghi ha rappresentato la conclusione di un esperimento ibrido, segnato dal tentativo istituzionale orchestrato da Mattarella di dar vita a un governo presidenzialista-bonapartista e dalla convivenza problematica e conflittuale di forze politiche appartenenti a quasi tutto l’arco parlamentare, ad eccezione di Sinistra Italiana e Fratelli d’Italia. L’ennesimo tentativo di governo “di larghe intese” o “di unità nazionale” ha rappresentato l’ulteriore riconferma della crisi istituzionale e di rappresentanza degli attuali partiti politici nei confronti degli interessi della classe borghese italiana. Infatti il tentativo di stabilire un’alternanza, strutturale e duratura, tra il polo populista-sovranista di centro-destra e quello liberal-democratico a guida Pd, non ha garantito un quadro di riferimento affidabile per la borghesia e non ha tutelato nel migliore dei modi gli interessi contingenti e strutturali sul medio-lungo periodo. La dinamica di fondo che ha sovradeterminato il risultato di logoramento e rottura della fragile e composita maggioranza, a sostegno del governo Draghi, è costituita dalla perdurante crisi di accumulazione e valorizzazione del capitale su scala internazionale, che provoca stagnazione e brevi cicli di lieve ripresa economica alternati a fasi recessive, intrecciata e combinata alla guerra di aggressione all’Ucraina, da parte dell’imperialismo russo e al sostegno militare dell’imperialismo della Nato all’esercito ucraino, all’aumento esponenziale dei costi delle materie prime energetiche con la concomitante “trascrescenza” della drammatica crisi ambientale, che vede l’accumularsi di problematiche come la crisi idrica, fenomeno di portata internazionale, l’aumento di CO₂ in atmosfera, lo scioglimento dei ghiacciai, la drastica riduzione delle aree coltivabili e l’incipiente estensione della desertificazione. Tutti questi fattori, combinati tra loro, danno come risultante un quadro inquietante rispetto al quale emerge, come stridente contraddizione, l’assenza di organizzazioni politiche classiste e rivoluzionarie, dotate di un progetto credibile di trasformazione rivoluzionaria degli attuali assetti sociali. Pertanto lo scenario politico italiano, contrassegnato da queste dinamiche involutive, si prefigura all’insegna di una profonda instabilità e di un ulteriore tentativo di scomposizione-ricomposizione dei due poli dell’alternanza borghese, da parte del futuribile terzo polo centrista, a guida Calenda-Renzi, e dal riposizionamento del Movimento Cinque Stelle in ambito progressista, per dissimulare le responsabilità delle politiche liberticide, per i diritti dei lavoratori e degli immigrati, e guerrafondaie, con l’incremento delle spese militari, dei due governi Conte. Passando velocemente in rassegna le diverse articolazioni delle sinistre in campo, di primo acchito si può evidenziare la palese subalternità di Sinistra Italiana all’egemonia liberal-borghese del Pd, così come risulta di ispirazione “democratico-progressista” il cartello elettorale dell’Unione Popolare tra Potere al Popolo e Rifondazione Comunista. Mentre i residuati stalinisti del Pc di Marco Rizzo reputano conveniente un’accozzaglia con i populisti-sovranisti no-vax, all’insegna del “rosso-brunismo”, al contempo il Pci di Alboresi si schiera, in un’aberrante logica neo-campista, con l’imperialismo russo di Putin e la Cina capitalista. Per quanto concerne le organizzazioni della sinistra anticapitalista e rivoluzionaria, Sinistra Anticapitalista sceglie di accodarsi all’Unione Popolare, Sinistra Classe Rivoluzione si trincera nella propria autoreferenzialità, il Partito di Alternativa Comunista, ridotto ai minimi termini per iscritti, militanti e bacino di riferimento, si autoproclama “avanguardia per una nuova direzione rivoluzionaria”, la Tendenza Internazionalista Rivoluzionaria rifiuta “sdegnosamente” il terreno di confronto elettorale e ribadisce la centralità della propria costruzione e del proprio rafforzamento attraverso il lavoro sindacale del Si Cobas. Rimane il Partito Comunista dei Lavoratori, anch’esso non immune da una perdita progressiva di iscritti e militanti, con un orientamento tattico e strategico condivisibile ma incapace di proporsi come punto di riferimento per un processo ricompositivo dell’avanguardia di classe. Emerge con stridente evidenza la mancanza di partiti politici che possano rappresentare adeguatamente i lavoratori, che ne tutelino gli interessi e svolgano un ruolo propulsivo per l’innesco di processi di autorganizzazione della classe operaia. Al contempo emergono alcuni elementi in controtendenza come l’esemplare vertenza del collettivo di fabbrica Gkn e le manifestazioni del movimento Fridays for Future; ad ogni modo si tratta di una lotta di resistenza contro la chiusura e lo smantellamento dello stabilimento della Gkn di Campi Bisenzio, che il collettivo dell’omonima fabbrica ha ricondotto su un terreno di lotta più generale, squadernando alcune questioni di carattere e importanza fondamentali: come costruire un processo, includente e conflittuale, che porti ad uno sciopero generale e generalizzato, in che modo problematizzare e affrontare la necessità di accrescere i livelli di coscienza di classe, in primis tra i lavoratori, e la capacità di lotta per iniziare a invertire i rapporti di forza tra le due classi fondamentali, borghesia e proletariato, in Italia. Nei settori più politicizzati del vasto movimento dei Fridays for Future, che non a caso si stanno rapportando in un’interlocuzione proficua con le lotte di resistenza operaia, emerge la consapevolezza di approfondire la capacità di analisi critica delle contraddizioni del sistema capitalista, alla base degli sconvolgimenti climatici in atto, e al contempo di elaborare delle proposte di rottura degli equilibri e delle compatibilità della società capitalista. Ad esempio nel “Climate Camp” che si è svolto a Torino c’è stata la partecipazione, ad uno dei tanti dibattiti organizzati, di Andreas Mälm, attivista eco-socialista scandinavo e critico nei confronti delle metodologie di lotta non-violente adottate dal movimento giovanile ambientalista; ma l’avanguardia di questo movimento dovrebbe non solo stabilire un rapporto organico con i militanti dell’eco-socialismo, ma contrastare l’insediamento di nuovi rigassificatori, termovalorizzatori e impianti climalteranti, acquisendo una maggiore consapevolezza teorica anti-sistemica, attraverso l’assimilazione e la socializzazione dei contributi sull’ambientalismo anticapitalista di Giorgio Nebbia e sulla disamina dell’ecologia da un punto di vista marxista rivoluzionario, con il saggio di Tiziano Bagarolo. Ad ogni modo, sia per il movimento dei Fridays for Future che per le lotte di resistenza operaia come quella del collettivo Gkn, come si può compiere il salto qualitativo della presa di coscienza dei compiti immani e gravosi che ci attendono, che non sia ristretto appannaggio di cerchie limitate di avanguardia di classe ma che coinvolgano settori sempre più ampi e, alla lunga, maggioritari dell’odierno proletariato? Come far comprendere e far agire di conseguenza la maggioranza dei salariati riguardo la necessità della rimessa in discussione radicale del modo di produzione, distribuzione e consumo della società capitalista? A questo punto della discussione bisogna far emergere l’impellenza della creazione, nel vivo delle lotte, di strumenti di ricomposizione della classe in ambito politico, sindacale, associativo e culturale, che si pongano l’ambizioso ma ineludibile obiettivo di modificare i rapporti di forza sociali, di strappare risultati e conseguire successi, di chiudere la stagione delle sconfitte e degli arretramenti per la classe operaia, inaugurata dalla sconfitta alla Fiat nell’autunno del 1980. L’elemento a nostro avviso fondamentale riguarda l'attivazione di percorsi e processi di autorganizzazione della classe lavoratrice, riscoprendo e riattualizzando il ruolo fondamentale dei consigli operai nel tessuto produttivo e della democrazia consiliare più in generale. Anche a questo proposito bisognerebbe sviluppare, in concomitanza, un lavoro di formazione teorica sulle tematiche del “controllo operaio” e dei “consigli di fabbrica” elaborati da Trockij, Gramsci e Bordiga. Solo coniugando teoria e pratica rivoluzionaria e dotandoci di strumenti adatti a questo scopo riusciremo a creare le condizioni per sconfiggere la barbarie capitalista e, attraverso la rottura rivoluzionaria degli assetti sociali esistenti, edificare una società comunista.

PER I CENTO ANNI DALLA NASCITA DEL PARTITOUna serata con i compagni di Siena e Firenze Cravos SIENA
19/01/2021

PER I CENTO ANNI DALLA NASCITA DEL PARTITO
Una serata con i compagni di Siena e Firenze
Cravos SIENA

Bologna rompe il blocco! Patrimoniale subito!
08/05/2020

Bologna rompe il blocco! Patrimoniale subito!

Sindacati di base e collettivi: "Blocco immediato degli ammortizzatori sociali e istituzione di un reddito universale; riforma di welfare e sanità pubblica; patrimoniale, fiscalità fortemente progressiva; taglio alle spese militari e riconversione in senso ecologico del modello produttivo"

Indirizzo

Bari/c/o Ex Socrate/via Fanelli 206/16-b, Erchie (br), Cisternino (br), Martina Franca (ta)
Trani

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Collettivo Guevara pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi