PRC Circolo Niccolò Converti

PRC Circolo Niccolò Converti Contro ogni sfruttamento dei Popoli e della Terra: No War

Mettiamoci la faccia, stavolta.Per il Lavoro, per la Legalità, per il Futuro!
04/06/2026

Mettiamoci la faccia, stavolta.
Per il Lavoro, per la Legalità, per il Futuro!

ADESSO INDAGHIAMO SU CHI GUADAGNA SUI NUOVI SCHIAVI E ARMA I CAPORALINon basteranno le parole, stavolta. Si onori il sac...
03/06/2026

ADESSO INDAGHIAMO SU CHI GUADAGNA SUI NUOVI SCHIAVI E ARMA I CAPORALI

Non basteranno le parole, stavolta. Si onori il sacrificio dei quattro braccianti uccisi sulla nostra 106 facendo giustizia. Ma non solo con il carcere per i loro assassini. Ci sta molto di più e di peggio da andare a indagare e punire: perché qui si vive e si muore di lavoro nero e non possiamo far finta di “saperlo” solo se scoppia il bubbone mediatico.
Ogni giorno la 106 teatro del rogo di Amendolara è battuta da migliaia di pneumatici che scorrazzano i nuovi schiavi. Sono altri afghani, altri pachistani, e finanche italiani, che per pochi euro (quando sono fortunati) vanno avanti e indietro tra la Piana di Sibari e la Siritide fino al Tarantino. Un mese è per la stagione degli agrumi, poi è il tempo delle fragole, quindi ciliegie e ortaggi vari. L’inferno della nuova schiavitù anche qui da noi segue logiche precise e alla luce del giorno: mai un controllo, mai un blitz dove il dramma è voluto e gestito dai colletti bianchi del comparto. Nessuno “sa”, “vede” e si indigna: non conosciamo i garage senza servizi dove tanti schiavi consumano le proprie esistenze, non vediamo i troppi fantasmi che si aggirano ai crocicchi dei nostri paesi.
Non si interroga su questo scempio umano alcuna Istituzione. Ben venga l’annuncio di Gianluca Gallo sul fatto che la Regione si costituirà parte civile contro i due killer. Tuttavia, assessore, diciamocelo: ce la prendiamo con due pesci piccoli. Sarebbe il caso, invece, di alzare il tiro: andare a controllare i tanti amici imprenditori che hanno beneficiato di aiuti regionali e chiedersi se stanno in regola o qualcuno di loro assolda i caporali capaci di arrivare a tanta ferocia ad Amendolara ieri e nel quotidiano sempre.
In troppi si arricchiscono sull’inferno del lavoro nero dei braccianti presenti in queste nostre periferie. Ed è un fenomeno che ha le sue ragioni precise, anche politiche: è la mela avvelenata servita ai nuovi poveri (non solo stranieri) di chi si riempie la bocca di “regole”, “spirito nazionale” e “inclusione”. Questo lessico è un bluff, è il nuovo mix di razzismo e classismo che rende l’Italia delle nostre contrade il confine di una nuova e terribile emergenza.
I tre afghani e il pachistano morti ammazzati ad Amendolara sono soltanto la punta di un iceberg. Come le vittime di un precedente incidente sui binari di Rossano, ce li dimenticheremo in fretta. Qualcuno già scomoda le sue analisi contro i “soliti stranieri”… Conviene generalizzare, conviene non avere memoria. Conviene a troppi voltare subito pagina. Tutto: fuorché aprire gli occhi su false cooperative, ricchezze improvvise e sospette, complicità a tutti i livelli.
Meglio spazzare la polvere sotto il tappeto piuttosto che ripulire il settore dai tanti sporcaccioni che lo infestano. Del resto qui, la “nostra” Repubblica è fondata sul lavoro… nero. E i quattro morti ammazzati di questi giorni sono soltanto un incidente di percorso.

PRC CIRCOLO “N. CONVERTI”

L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro nero.
03/06/2026

L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro nero.

Dedicato ai troppi fasci che pure su questa pagina ci hanno fatto la morale sull’episodio. Il caporalato, come la mafia,...
02/06/2026

Dedicato ai troppi fasci che pure su questa pagina ci hanno fatto la morale sull’episodio. Il caporalato, come la mafia, è una montagna di m***a. E questi stranieri schiavi sono la prova dei troppi soprusi che ancora esistono nel campo del lavoro. A chi rispondono certi caporali stranieri: a quali menti e poteri economici locali devono le proprie anime?

Prima c’erano “loro”…Viva la Repubblica!Viva la Costituzione Repubblicana!
02/06/2026

Prima c’erano “loro”…
Viva la Repubblica!
Viva la Costituzione Repubblicana!

Stavolta la 106 “strada della morte” non c’entra. Le quattro vittime del rogo tra Amendolara e Roseto sono state uccise ...
01/06/2026

Stavolta la 106 “strada della morte” non c’entra. Le quattro vittime del rogo tra Amendolara e Roseto sono state uccise da chi guarda sempre dall’altra parte. Sono gli schiavi muti del Silenzio assassino di chi chiude le porte, accusa, chiede che si torni indietro.
Forse pachistani, i quattro morti nel rogo del loro van ci urlano in faccia la necessità di interrogarci. Mentre si cerca di capire la ragione di questa tragedia, resta scritto con l’inchiostro rosso degli ultimi questo ennesimo capitolo di mala inclusione. Come qualche anno fa al passaggio a livello tra Mirto e Rossano, oggi nell’area di servizio tra Amendolara e Roseto.
Stavolta, però, si faccia davvero chiarezza. E giustizia. Senza dimenticare in fretta…

Non ditelo all’ex scrittore sionista e al cantante che ha dimenticato i suoi “gatti sopra i tetti”…
28/05/2026

Non ditelo all’ex scrittore sionista e al cantante che ha dimenticato i suoi “gatti sopra i tetti”…

Chi dimentica è complice.Contro tutte le mafie e la loro montagna di m***a.
23/05/2026

Chi dimentica è complice.
Contro tutte le mafie e la loro montagna di m***a.

 È stato il nostro post più commentato. La nota sulle parole di Gallo ha avuto l’onore di scomodare tanti fan dell’asses...
22/05/2026



È stato il nostro post più commentato. La nota sulle parole di Gallo ha avuto l’onore di scomodare tanti fan dell’assessore, finanche “meritando” l’intervento sul nostro profilo da parte del circolo locale di Forza Italia.
Ovviamente non è mancato il solito commento “Siete solo dei poveri comunisti”. Non abbiamo censurato nulla: è positivo che certe lumachine lascino la scia della loro bava.
Ai secondi commentatori anti-comunisti confermiamo (al limite) la nostra povertà economica rispetto ai patrimoni berlusconiani in fatto di fondi e festini: e ne andiamo fieri, perché siamo ricchi di altro, a cominciare dalle nostre radici ideologiche e storiche.
Ai primi, invece, auspichiamo di essere altrettanto “presenti” nelle nostre lotte per il nostro territorio: sanità pubblica, trasporti, ambiente, diritti e lavoro. Anche se capiamo che è più difficile mettere la faccia nelle lotte reali per quanto è facile invece difendere i propri referenti politici e di “palazzo”. Provateci, però.
E continuate a seguirci con la stessa cura.

22/05/2026

Indirizzo

Trebisacce
87075

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