Sì Trento

Sì Trento Lista Civica autonomista, riformista ed europea

26/03/2026
finalmente un ottimo intervento a confronto tra il SÌ e il NO
18/03/2026

finalmente un ottimo intervento a confronto tra il SÌ e il NO

’anno, nella nostra tessera, abbiamo scelto di ricordare gli 80 anni della Repubblica. Ci impegniamo a lavorare per rend...
10/03/2026

’anno, nella nostra tessera, abbiamo scelto di ricordare gli 80 anni della Repubblica. Ci impegniamo a lavorare per rendere di nuovo l’Italia attrattiva: fermare la fuga dei giovani, riportare lavoro, sicurezza e cultura al centro delle politiche pubbliche. Per un Paese che funzioni, che dia opportunità, che non costringa ad andare via.

Scegli di unirti a noi, tesserati qui 👉🏼 https://www.italiaviva.it/tesseramento-2026
Per chi abita in Trentino è possibile fare la tessera cartacea. Appuntamento presso pizzeria DOC in via Milano giovedì 12 marzo alle ore 19.30! Dare conferma a [email protected]
Italia Viva, Stati UItalia Viva Trentino,

Quest’anno, nella tessera di Italia Viva, abbiamo scelto di ricordare gli 80 anni della Repubblica.Italia Viva si impegna a lavorare per rendere di nuovo l’Italia attrattiva: fermare la fuga dei giovani, riportare lavoro, sicurezza e cultura al centro delle politiche pubbliche. Per un Paese che ...

Sotto attacco con Enrico Borghi! Ora presso Hotel AmericaItalia Viva TrentoItalia Viva
13/02/2026

Sotto attacco con Enrico Borghi!
Ora presso Hotel America
Italia Viva Trento
Italia Viva

12/02/2026

sommessamente

1) oggi tutti i giornali locali aprono con la visita di Mattarella a Trento per la titolazione della biblioteca universitaria ad Alcide De Gasperi. Per fortuna che Sergio c’è ..potrebbe essere il mantra.
Sommessamente possiamo dire grazie a Renzi che ha indicato Mattarella un paio di volte??

2) i giornali nazionali sono ancora sull’invito di Draghi all’Europa che deve federarsi anziché confederarsi.
Sommessamente possiamo dire grazie a Renzi che aveva (da solo) indicato Draghi come premier italiano?

3) BIDIMedia stima che oggi il 61% degli italiani vorrebbero gli Stati Uniti d’Europa ! Ora che l’Europa è nelle peste e abbandonata da Trump.
Sommessamente possiamo ricordare che Renzi aveva con Bonino costituito la lista Stati Uniti d’Europa? Non votata dagli stessi italiani?

4) la terra di Mattarella sta franando. Molti auspicano un decreto come di contrasto al dissesto idrogeologico.
Sommessamente possiamo ricordare che già nel 2014 (governo Renzi) esisteva questa misura poi smantellata da Conte pro reddito di cittadinanza?

Vi aspettiamo👋👋
23/01/2026

Vi aspettiamo👋👋

Serata molto interessante, quella di ieri sera. Le testimonianze proposte hanno suscitato molteplici emozioni.  Questo è...
17/12/2025

Serata molto interessante, quella di ieri sera. Le testimonianze proposte hanno suscitato molteplici emozioni.

Questo è l'intervento conclusivo del nostro Consigliere Roberto Sani:
Ci troviamo in un momento storico che esige una riflessione profonda. La guerra che sta lacerando l'Ucraina non è un evento isolato; è il drammatico sintomo delle fratture e delle patologie che percorrono il nostro tempo. Per questo, non possiamo limitarci a discutere di tattiche militari o sanzioni economiche. Dobbiamo interrogarci sul filo sottile e spesso spezzato delle relazioni umane, dal piano globale fino ai nostri contesti quotidiani.
Il mio intervento si articola in cinque punti, che partono dall’analisi delle nostre connessioni per arrivare, in conclusione, a una proposta concreta qui a Trento.
Primo punto. Viviamo nell’epoca più interconnessa che la storia umana abbia mai conosciuto. Le tecnologie, i viaggi, gli scambi commerciali e culturali hanno reso il mondo piccolo. Siamo inondati di immagini e informazioni in tempo reale dai fronti di guerra in Ucraina. Eppure, questa vicinanza fisica o tecnologica non ha generato automaticamente comprensione né, tantomeno, pace.
Abbiamo assistito al fallimento del mito per cui "più comunicazione significa più ascolto". Al contrario, l'eccesso di comunicazione si è spesso tradotto in più rumore, più polarizzazione, più aggressività. Le nostre piazze digitali sono diventate campi di battaglia di propaganda, dove l'ascolto reciproco è soffocato.
Vi lascio con il primo paradosso del nostro tempo:
"Non è mai stato così facile raggiungerci, e non è mai stato così difficile capirci."
Abbiamo in tasca strumenti che annullano le distanze, ma facciamo invece molta fatica a ridurre le diffidenze e l’odio che, oggi, hanno armato i fucili in Europa.

Il secondo punto tocca una costante atavica, oggi tragicamente visibile nel cuore dell'Europa: la tentazione della supremazia. La guerra in Ucraina è la prepotente manifestazione contemporanea di questa logica.
Non è solo un conflitto per un confine; è la brutale rivendicazione di un'idea di dominio: un popolo su un altro, un interesse geopolitico sulla sovranità nazionale.
In ogni epoca, una parte dell’umanità è stata tentata dall’idea di dominare. Oggi, questa tentazione non si manifesta solo attraverso la forza militare, ma anche attraverso il controllo economico, energetico e informativo. Dobbiamo essere lucidi: la violenza non nasce all’improvviso; nasce da piccole concessioni alla prepotenza, all’idea tossica che “il più forte ha diritto”.
È una logica antica, ma sempre attuale:
"La tentazione della supremazia è antica quanto la storia umana: cambiano i confini, cambiano le bandiere, ma non cambia la logica del 'valgo di più, conto di più, mi è dovuto di più'."
E ricordiamolo: la guerra, prima di essere carri armati e missili, è uno sguardo che smette di riconoscere l’altro come pari. L'invasione è l'atto finale di questo disconoscimento.
Terzo punto. È un errore credere che la logica del conflitto sia confinata ai tavoli dei capi di Stato. C’è una connessione diretta tra i conflitti globali e le nostre relazioni quotidiane.
Dobbiamo mettere in parallelo:
• I conflitti tra Stati che portano alla distruzione di Mariupol.
• Le fratture dentro le nostre comunità locali, fino al condominio o ai commenti sui social media.
La stessa logica che vediamo “in grande” – la polarizzazione ("o con me o contro di me") e la semplificazione violenta (ridurre l’altro a una caricatura, a un’etichetta) – la ritroviamo costantemente “in piccolo”. Stiamo sviluppando una profonda stanchezza emotiva che ci porta a chiuderci anziché affrontare.
"Lo vediamo nei rapporti tra gli Stati, ma lo sentiamo anche nelle chiacchiere al bar e nei commenti sui social: la fatica di ascoltare fino in fondo, la voglia di rispondere subito, di avere ragione prima ancora di aver capito."
Attenzione: Quando ci abituiamo a pensare per ‘noi’ e ‘loro’, stiamo già preparando il terreno a qualcuno che userà queste divisioni per il proprio tornaconto.

Quarto punto. Di fronte all'aggressione in Ucraina, l’Europa si trova davanti al suo test più difficile.
L’Europa è nata dall’idea di dire basta alla logica delle guerre tra vicini. Oggi, appare spesso divisa, lenta, e prigioniera dei veti incrociati e degli interessi nazionali.
"L’Europa è fragile quando ha paura di se stessa, quando si riduce a somma di egoismi nazionali, quando dimentica che è nata dal rifiuto di vedere ancora una volta popoli europei massacrarsi a vicenda."
Eppure, proprio in questa crisi, l'Europa ha riscoperto una forza di coesione. Essa rimane uno dei pochi spazi dove le parole “diritti”, “stato di diritto” e “welfare” sono la base per l'azione politica.
"Non ci salverà un’Europa fatta solo di mercati e parametri. Ci può salvare solo un’Europa che si riconosce come comunità di destino, che vede nell’altro – come nel popolo ucraino – non un concorrente, ma un alleato necessario nella difesa dei valori fondamentali."
Andare oltre la debolezza europea non significa buttarla via, ma chiederle di diventare adulta: più coraggiosa nella difesa della pace, e più coerente nel difendere i diritti ovunque.

Quinto punto. E qui arriviamo al punto cruciale: come si traduce tutto questo nella nostra realtà? La responsabilità non è solo di Bruxelles o delle capitali. È nostra.
Dobbiamo guardare a Trento, città che possiede una storia e una struttura che la rendono un laboratorio naturale di risposte concrete. La capacità di Trento di accogliere e ascoltare non è casuale; è il risultato del lavoro quotidiano delle nostre associazioni, dei corpi intermedi e della nostra comunità civile.
Il nostro compito è trasformare questa capacità in leadership morale. Propongo tre azioni specifiche che, partendo dalle nostre forze, possono trasformare la debolezza europea in opportunità:
1. Rafforzare i Ponti Civili e i Gemellaggi Attivi:
Proposta: Trasformare i nostri gemellaggi internazionali, in particolare con realtà dell'Est Europa, in progetti di cooperazione strutturale. Che le nostre associazioni, università e imprese collaborino su progetti concreti di ricostruzione, formazione professionale e scambio giovanile. Costruire ponti tra i popoli non è una metafora gentile: è una necessità strutturale.
2. Il Laboratorio dell'Ascolto Comunitario:
Proposta: Istituire una piattaforma stabile e inter-associativa che canalizzi l'esperienza di accoglienza e ascolto delle nostre reti.
Obiettivo: Trasformare l'ascolto delle necessità – che già avviene nelle parrocchie, nelle associazioni, nei centri – in un modello da condividere con le altre città europee. L'ascolto è il primo passo per contrastare la semplificazione violenta.
3. La Diplomazia dal Basso:
Proposta: Sostenere con fondi e visibilità l'iniziativa di "Diplomazia dal Basso" promossa dalle nostre scuole e dalle università, creando borse di studio e programmi di residenza per giovani profughi o studenti provenienti da zone di conflitto.
Obiettivo: Affermare che ogni volta che un’amministrazione locale, una scuola, un’associazione crea un legame vero con un altro territorio, sta facendo politica estera nel senso più nobile del termine.
Chiudendo. Non possiamo impedire a chi è prepotente di esistere. Possiamo però impedirgli di avere l’ultima parola. Questo passa per un'Europa più coraggiosa, ma soprattutto per città come Trento, che dimostrino che la relazione, l'ascolto e la giustizia sono possibili.
"La pace non è solo assenza di guerra: è presenza di giustizia, di relazioni, di ascolto. È un lavoro lento, quotidiano, spesso invisibile. Ma senza questo lavoro, ogni trattato di pace resta fragile."
La nostra responsabilità è quella di riaffermare che lo sguardo di riconoscimento dell'altro come pari non deve morire, né sul campo di battaglia, né nelle nostre assemblee. Iniziamo, oggi, a tessere questa rete qui, a Trento.

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04/12/2025

Mancano pochi giorni a questo importante evento. In un momento storico dove non appaiono all'orizzonte soluzioni risolutive facili, diviene importante riflettere assieme.

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02/05/2025

Eccoci infine alla chiusura di una campagna elettorale bella, costruttiva e appassionante.
Ora resta solo l’ultimo passaggio: votare, votare, votare

02/05/2025

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