Ecologia Politica Torino

Ecologia Politica Torino Collettivo di Ecologia Politica
Assemblea ogni lunedì ore 18:00 presso Aula Bonobo, CLE

☢️Nucleare: l’energia che accende le guerre☢️👉🏼Il nucleare, fin dalla sua origine, è intrinsecamente legato a fini belli...
17/11/2025

☢️Nucleare: l’energia che accende le guerre☢️

👉🏼Il nucleare, fin dalla sua origine, è intrinsecamente legato a fini bellici.
Non è un caso se proprio in questa fase di riarmo europeo si ritorni a parlare di energia atomica.
Analizzando gli aspetti tecnici di questa energia dual-use e vedendo le ripercussioni reali sui fronti di guerra odierni, dal Medio-Oriente all'Est Europa, ci sembra necessario mettere in luce come il nucleare si confermi essere cruciale nell'escalation bellica generale.

👉🏼Ecco alcune riflessioni per prepararsi al contrattacco al nucleare!

Trovate l'articolo più approfondito in descrizione.

🔥Contrattacco al nucleare: prepariamolo insieme!La lotta al nucleare è eredità e fondamento del movimento ecologista: to...
27/10/2025

🔥Contrattacco al nucleare: prepariamolo insieme!

La lotta al nucleare è eredità e fondamento del movimento ecologista: tocca a noi adesso scendere in campo e raccogliere il testimone.

Il 2 ottobre è stata approvata la legge delega al Governo in materia di energia nucleare (vedi l'articolo che abbiamo scritto su questo 👉 link in bio).

I due referendum popolari sono stati aggirati attaccandosi al mutato “quadro politico” e alla presunta incomparabilità tecnologica tra il vecchio e il nuovo nucleare, “sostenibile”. Un colpo di mano che cerca di minimizzare il problema delle scorie – per la gestione e stoccaggio delle quali manca ancora un quadro nazionale di lungo periodo che non si riduca al sacrificio imposto di interi territori.

❗Il “nucleare sostenibile” è dunque una favola non meno del “nucleare civile”: il nucleare nasce con e per la guerra.

La narrazione strumentale sulla “neutralità della scienza” non può farci dimenticare che la stessa tecnologia impiegata nelle centrali nucleari civili potrà sempre essere rinconvertita all’uso militare (vedi il programma nucleare israeliano), e che la fame d’energia dell’EU si spiega anche nella ricerca di fonti che sostengano la sua corsa al riarmo, garantendo stabilità ai massicci approvigionamenti necessari alla produzione bellica.

📣Se il Governo accelera sul nucleare, noi non possiamo aspettare oltre!

📍Il 3 novembre troviamoci al Campus Einaudi (in Main hall) alle h 18.00 per discuterne insieme e cominciare a organizzare una risposta che, partendo dalle nostre città e territori, blocchi ancora una volta l’avanzata dell’atomo!

‼️Il 2 ottobre il governo ha approvato un disegno di legge che mira a reintrodurre il nucleare in Italia, consentendo pr...
22/10/2025

‼️Il 2 ottobre il governo ha approvato un disegno di legge che mira a reintrodurre il nucleare in Italia, consentendo procedure agevolate per la realizzazione delle centrali. ‼️

⚠️ Il tutto avviene in un contesto in cui l’Italia non ha ancora risolto i nodi aperti del suo passato atomico. ⚠️

La necessità di nuova energia deriva dal crescente consumo delle infrastrutture digitali e militari.
Nonostante la svolta al riarmo dell’Unione Europea, la retorica green viene ancora sfruttata come se nulla fosse.

Da un lato dovremmo abbattere le emissioni, dall’altro aumentare le spese per la difesa e investire nelle industrie belliche.

I movimenti contro il nucleare hanno arrestato l’avanzata tecnocratica del capitale e la distruzione dei territori, mettendo in evidenza la connessione intrinseca tra la produzione di energia e le sue finalità politiche.

Oggi la direzione dell'Europa e del governo - che maldestramente professa la religione della sostenibilità - è evidente: il riarmo e la complicità con il genocidio palestinese sono ormai stati messi sotto i riflettori.

👉🏼Leggi l'articolo completo su Infoaut a questo link: https://www.infoaut.org/confluenza/nuovo-ddl-nucleare-via-libera-allenergia-dellatomo-in-italia-alcune-considerazioni-per-prepararsi-al-contrattacco

Il 2 ottobre il governo ha approvato un disegno di legge che mira a reintrodurre il nucleare in Italia, consentendo proc...
21/10/2025

Il 2 ottobre il governo ha approvato un disegno di legge che mira a reintrodurre il nucleare in Italia, consentendo procedure agevolate per la realizzazione delle centrali. Il tutto avviene in un contesto in cui l’Italia non ha ancora risolto i nodi aperti del suo passato atomico.

La necessità di nuova energia deriva dal crescente consumo delle infrastrutture digitali e militari. I data center e l’intelligenza artificiale stanno aumentando enormemente la domanda e per questo le grandi aziende tecnologiche (Google, Microsoft, Amazon) investono nel nucleare. L’industria della difesa, con Leonardo in prima linea, richiede forniture stabili e massicce.

Nonostante la svolta al riarmo dell’Unione Europea, la retorica green viene ancora sfruttata come se nulla fosse. Viviamo in un momento colmo di paradossi: da un lato dovremmo abbattere le emissioni, dall’altro aumentare le spese per la difesa e investire nelle industrie belliche.

I movimenti contro il nucleare hanno arrestato l’avanzata tecnocratica del capitale e la distruzione dei territori, mettendo in evidenza la connessione intrinseca tra la produzione di energia e le sue finalità politiche.

Oggi la direzione dell'Europa e del governo - che maldestramente professa la religione della sostenibilità - è evidente: il riarmo e la complicità con il genocidio palestinese sono ormai stati messi sotto i riflettori.

⏬️Leggi l'articolo completo su Infoaut a questo link:
https://www.infoaut.org/confluenza/nuovo-ddl-nucleare-via-libera-allenergia-dellatomo-in-italia-alcune-considerazioni-per-prepararsi-al-contrattacco

📣Torna l'assemblea APERTA del collettivo di ecologia politica di Torino 📍Lunedì 29 settembre dalle ore 18.00 alle 20.00 ...
25/09/2025

📣Torna l'assemblea APERTA del collettivo di ecologia politica di Torino

📍Lunedì 29 settembre dalle ore 18.00 alle 20.00 vicino all'aula break al Campus Luigi EInaudi.
Sarà un'occasione per iniziare a discutere insieme come proseguire l'anno politico.
🍃Ora più che mai abbiamo bisogno di organizzarci, attraverso la creazione di controsaperi, dibattiti e attivazione.
🎯Vi aspettiamo!

🔥UN'ESTATE MADE IN ITALY🔥Siamo alle porte di luglio, e l'estate italiana 2025 si è ormai stabilita tra le più calde e de...
07/07/2025

🔥UN'ESTATE MADE IN ITALY🔥

Siamo alle porte di luglio, e l'estate italiana 2025 si è ormai stabilita tra le più calde e devastanti degli ultimi anni.

In città così come in montagna i disastri ecologici e le anomalie climatiche sono quasi all'ordine del giorno.
In una Torino pronta a puntare tutto sull' high-tech, investendo in data center energivori e costosissimi (vedi il mega datacenter previsto nell'ex area Bonafous), sono quotidiani i blackout che investono tutta la città.

Una città che ha ben chiaro dove allocare le proprie risorse: non sul benessere di chi la abita, investendo in miglioramenti della rete, ma su infrastrutture che la renderanno vivibile esclusivamente ad una classe benestante e disinteressata, in nome di progetti fintamente green, mercificazione e cementificazione dei territori.

Fuori da Torino la situazione non è così diversa,a meno di due anni dall' alluvione dell'agosto 2023 il Rio Frejus è esondato di nuovo a Bardonecchia, provocando la morte di una persona.

Tutto questo è inaccettabile ed è la conseguenza di come la crisi climatica non venga affrontata strutturalmente e in modo serio. Stiamo vivendo una delle estate più calde, probabilmente una delle cinque più calde negli ultimi 200 anni con picchi di temperatura di 8/10 gradi sopra la media stagionale. Gli anticicloni africani che passano sopra il Mar Mediterraneo, sempre più caldo, si riempono di umidità fino ad arrivare sui nostri territori causando temperature elevate e alluvioni con possibili esondazioni dei fiumi.

A pagare le conseguenze di questa crisi climatica, sono sempre le persone più povere, quelle che non avranno i soldi per ricostruirsi una casa distrutta, quelle che non hanno i condizionatori in casa per difendersi dalle temperature infernali.
Mentre non sappiamo se invocare una pioggia rinfrescante in queste giornate torride, per paura che arrivino nuovi nubifragi, stiamo a vedere un panorama che non cambia.

È questa che chiamate transizione ecologica?

Con i recenti sviluppi sul piano globale e rispetto allo scenario di un riarmo europeo, riteniamo necessario riprendere ...
27/06/2025

Con i recenti sviluppi sul piano globale e rispetto allo scenario di un riarmo europeo, riteniamo necessario riprendere in mano l'eredità dell'ecologia politica e la sua lotta storica contro il nucleare.

Il tema del nucleare infatti è tornato centrale nei discorsi pubblici e politici, in particolare dopo il ddl del febbraio scorso sul nucleare "sostenibile". Una maschera green usata per spianare la strada a nuovi investimenti di capitale per Enel, Ansaldo Energia e Leonardo.

Anche a causa dell’accelerazione degli eventi a livello internazionale è ancora più urgente fare chiarezza sul nucleare: quali sono i suoi usi, quali i rischi e, soprattutto, perché è una questione capace di legittimare guerre, come sta avvenendo con l’attacco di Israele e USA all’Iran.

Il nucleare è nato come arma di guerra, oggi l’orizzonte verso il quale i governi di tutto il mondo tendono è la guerra. Non è un caso che la stessa infrastruttura tecnologica alla base delle centrali nucleari civili possa essere riconvertita a scopi bellici, come dimostra la storia del programma atomico israeliano.

Gli attuali attacchi all'Iran confermano come centrali nucleari destinate ad uso civile possano diventare presto degli obiettivi sensibili, obiettivi di guerra. Le radiazioni liberate comporterebbero danni irreparabili.

Pensare che il Governo italiano possa immaginare di sdoganare la produzione nucleare sul territorio nazionale è un rischio che non è accettabile per i nostri territori già piegati dagli investimenti passati, che ancora oggi convivono con l'eredità del nucleare - dai depositi di scorie radioattive alle ex centrali mai bonificate.

È necessario e urgente tornare a parlare di nucleare oggi, per tornare a mettere in luce le storiche battaglie degli anni 70/80 che hanno smascherato le narrative pro-nucleariste e che oggi si ripropongono nella transizione energetica in un clima di guerra e militarizzazione dei territori.

Per questo e altri motivi, ci troviamo:
📌 Sabato 5 luglio, alla giornata contro il riarmo al Valentino
📌 Domenica 12 luglio, all'assemblea regionale di Confluenza a Mazzè

Mega impianti eolici, fotovoltaici , centrali idroelettriche saranno il futuro dei nostri territori. L’energia rinnovabi...
13/05/2025

Mega impianti eolici, fotovoltaici , centrali idroelettriche saranno il futuro dei nostri territori. L’energia rinnovabile tanto auspicata per superare il fossile sembra avere preso parte alla nostra quotidianità, tra le bocche dei politicanti e dei grandi imprenditori. Ma è veramente quello che desideravamo?

Stiamo andando verso la riduzione delle emissioni di CO2 oppure l’energia green è solo il nuovo business del sistema capitalista?

Di fronte a questo scenario prenderemo in considerazione le voci e le opinioni delle comunità locali che non abbassano la testa di fronte all’ennesima devastazione ambientale e sociale dei loro territori, per proteggere quel paesaggio di cui si prendono cura.

Analizzeremo come i mass media semplificano il discorso delle rinnovabili, plasmando l’opinione pubblica: da una lato i progressisti che accettano i cambiamenti territoriali per un bene superiore, dall’altro gli ottusi che si ribellano. Cercheremo di capire le loro voci, le loro riflessioni per comprendere in senso più ampio le controversie della speculazione energetica.

Ci trovate lunedì 19 maggio, in aula Break!

Mega impianti eolici, fotovoltaici , centrali idroelettriche saranno il futuro dei nostri territori. L’energia rinnovabi...
12/05/2025

Mega impianti eolici, fotovoltaici , centrali idroelettriche saranno il futuro dei nostri territori. L’energia rinnovabile tanto auspicata per superare il fossile sembra avere preso parte alla nostra quotidianità, tra le bocche dei politicanti e dei grandi imprenditori. Ma è veramente quello che desideravamo?

Stiamo andando verso la riduzione delle emissioni di CO2 oppure l’energia green è solo il nuovo business del sistema capitalista?

Di fronte a questo scenario prenderemo in considerazione le voci e le opinioni delle comunità locali che non abbassano la testa di fronte all’ennesima devastazione ambientale e sociale dei loro territori, per proteggere quel paesaggio di cui si prendono cura.

Analizzeremo come i mass media semplificano il discorso delle rinnovabili, plasmando l'opinione pubblica: da una lato i progressisti che accettano i cambiamenti territoriali per un bene superiore, dall’altro gli ottusi che si ribellano. Cercheremo di capire le loro voci, le loro riflessioni per comprendere in senso più ampio le controversie della speculazione energetica.

Ci trovate lunedì 19 maggio, in aula Break!

Questo sabato saliamo in valle per la MARCIA POPOLARE a difesa della piana di Susa.La piana di Susa è sotto attacco, la ...
07/05/2025

Questo sabato saliamo in valle per la MARCIA POPOLARE a difesa della piana di Susa.

La piana di Susa è sotto attacco, la stazione ferroviaria è a rischio chiusura e con una variante di cantierizzazione Telt vuole spostare le operazioni di lavorazione e deposito dello smarino estratto in Val Clarea da Salbertrand alla Piana di Susa.
Ancora una volta il sistema delle grandi opere pensa di non dover chiedere conto a nessuno, come se la valle fosse una scacchiera vuota e disabitata.
Il TAV caccia dalle proprie case gli abitanti di San Giuliano, cementifica e distrugge gli ecosistemi in Val Clarea, dimezza le riserve idriche di Venaus, costruisce rotonde e autoporti per facilitare il via vai di camion da Chiomonte a Caprie, recinta con il filo spinato la Piana di Susa per depositare materiali pericolosi e dannosi per la salute.
Le uniche grandi opere che vogliamo sono la messa in sicurezza dei territori, sempre più vulnerabili a causa delle crisi ecologiche e climatiche come abbiamo rivisto qualche settimana fa, e un territorio le cui priorità siano i servizi, la scuola, il trasporto pubblico e la sanità, e non unicamente il profitto.

Per questo, ma non solo, ci vediamo in Valle alle ore 13.00 all'incrocio Frazione Traduerivi SS24.

Non sai con chi andare o hai bisogno di un supporto logistico, scrivici!

Oltre il Primo Maggio!Nel 2024 la spesa militare globale ha registrato l’aumento più consistente dalla fine della guerra...
29/04/2025

Oltre il Primo Maggio!

Nel 2024 la spesa militare globale ha registrato l’aumento più consistente dalla fine della guerra fredda, arrivando a 2.700 miliardi di dollari, secondo un rapporto dell’Istituto internazionale di ricerche sulla pace di Stoccolma (Sipri) pubblicato il 28 aprile.

In un presente sempre più caratterizzato da guerre e proclami di riarmi generali riflettere con le lenti dell'ecologia politica sulla guerra può aiutarci a mettere a fuoco alcuni aspetti centrali di questo contesto sempre più instabile.

Con uno sguardo che intrecci colonialismo, inquinamento, sfruttamento delle risorse, ecocidi, dual use e molto altro, cercheremo di individuare insieme gli aspetti da cui partire per provare ad organizzarsi contro un futuro di militarizzazione di ogni ambito dell'esistente.

Ci vediamo alle 18.00 lunedì 5 maggio in aula break.

TRANSIZIONE ECOLOGICA E TRANSIZIONE DIGITALE: PERCHÉ LA TECNOLOGIA NON CI SALVERÀDopo i primi due gruppi studio sull’eco...
09/04/2025

TRANSIZIONE ECOLOGICA E TRANSIZIONE DIGITALE: PERCHÉ LA TECNOLOGIA NON CI SALVERÀ

Dopo i primi due gruppi studio sull’ecologia politica, vogliamo andare ad analizzare più a fondo una delle contraddizioni che caratterizza la retorica mainstream: è vero che la transizione digitale va di pari passo con la transizione ecologica? Dato l’utilizzo sempre più diffuso di intelligenza artificiale, cloud computing e data center che richiederanno sempre più energia, consumeranno sempre più suolo e acqua negli anni a ve**re, come si può coniugare una società che si possa definire ecologica con una società tecnologico-artificiale? Un’agricoltura high-tech fatta di droni e robot, monoculture e fertilizzanti, può essere considerata green e sostenibile? Con cosa sono realizzati i componenti delle tecnologie ultra-sofisticate, se non da minerali e sostanze estratte dalla terra in continuazione? Il prossimo gruppo studio ci aiuterà a capire come spesso le vere soluzioni a problemi esistenti non siano di tipo tecnico, ma ancora una volta di tipo politico e che nel digitale non ci sia nulla di immateriale che possa sfuggire all’impatto sull’ambiente.

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