07/07/2025
🔥UN'ESTATE MADE IN ITALY🔥
Siamo alle porte di luglio, e l'estate italiana 2025 si è ormai stabilita tra le più calde e devastanti degli ultimi anni.
In città così come in montagna i disastri ecologici e le anomalie climatiche sono quasi all'ordine del giorno.
In una Torino pronta a puntare tutto sull' high-tech, investendo in data center energivori e costosissimi (vedi il mega datacenter previsto nell'ex area Bonafous), sono quotidiani i blackout che investono tutta la città.
Una città che ha ben chiaro dove allocare le proprie risorse: non sul benessere di chi la abita, investendo in miglioramenti della rete, ma su infrastrutture che la renderanno vivibile esclusivamente ad una classe benestante e disinteressata, in nome di progetti fintamente green, mercificazione e cementificazione dei territori.
Fuori da Torino la situazione non è così diversa,a meno di due anni dall' alluvione dell'agosto 2023 il Rio Frejus è esondato di nuovo a Bardonecchia, provocando la morte di una persona.
Tutto questo è inaccettabile ed è la conseguenza di come la crisi climatica non venga affrontata strutturalmente e in modo serio. Stiamo vivendo una delle estate più calde, probabilmente una delle cinque più calde negli ultimi 200 anni con picchi di temperatura di 8/10 gradi sopra la media stagionale. Gli anticicloni africani che passano sopra il Mar Mediterraneo, sempre più caldo, si riempono di umidità fino ad arrivare sui nostri territori causando temperature elevate e alluvioni con possibili esondazioni dei fiumi.
A pagare le conseguenze di questa crisi climatica, sono sempre le persone più povere, quelle che non avranno i soldi per ricostruirsi una casa distrutta, quelle che non hanno i condizionatori in casa per difendersi dalle temperature infernali.
Mentre non sappiamo se invocare una pioggia rinfrescante in queste giornate torride, per paura che arrivino nuovi nubifragi, stiamo a vedere un panorama che non cambia.
È questa che chiamate transizione ecologica?