Interveniamo solo in casi di rilevanza pubblica, con rigore documentale e autonomia da ogni parte politica. Adoperarsi perché la società possa utilizzare il proprio habitat per l’insieme delle sue esigenze che hanno un rapporto con lo spazio e con il suo uso. Abitare, lavorare, alimentarsi, muoversi, spostare, incontrarsi, apprendere, scambiare, divertirsi, curarsi, gestire i propri rifiuti sono a
lcune delle attività che hanno bisogno di una organizzazione dello spazio. Hanno bisogno che le cose (gli oggetti, le funzioni) necessarie per soddisfare quelle esigenze siano correttamente collocate sul territorio, abbiano tra loro le relazioni (fisiche e funzionali) necessarie per non danneggiarsi reciprocamente e per non renderne difficile l’uso. Anzi, per renderne l’uso e la percezione (la funzionalità e la bellezza) i migliori possibile, nel rapporto con due realtà imprescindibili dall'urbanistica: il territorio e la società. L’attuale crisi dell’urbanistica è strettamente correlata alla crisi dell’ambiente e alla crisi della politica. L’attuale deriva culturale nel quale versa oggi l’urbanistica ufficiale è una espressione della più generale deriva dei saperi e dei sapienti nella “società montante”, per usare l’espressione di Alberto Asor Rosa
L'Urbanistica deve costituire il rapporto tra polis e civitas con la realtà fisica e funzionale del terrotorio. Non può realizzare questo obiettivo senza la società e la politica. Se esiste un progetto di società al quale può aderire un progetto di città o di territorio svolge il suo compito. Sono fondamentalmente tre i modi di fare urbanistica
1. Studiare per capire e vedere come e in cosa si può trasformare un territorio intrecciando diversi saperi (interdisciplinarietà).
2. Essere facilitatore o di devastanti processi in atto o tentando di salvare quel che rimane della città del welfare
3. Fare urbanistica regolativa, cioè richiamare al rispetto delle regole per intervenire in una situazione di conflitto tra antagonisti. Dunque il suo ruolo è spiegare al maggior numero di persone possibili le conseguenze che le scelte sul territorio provocano sugli interessi che difende e che sono sempre e solo collettivi, non privatistici, cioè interessi generali da anteporre a quelli individuali.