08/03/2026
𝐃𝐚 𝐥𝐚 "𝐅𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐃𝐨𝐧𝐧𝐚" 𝐚 "𝐥𝐞 𝐟𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐥𝐚 𝐟𝐞𝐬𝐭𝐚" 𝐞̀ 𝐮𝐧'𝐚𝐭𝐭𝐢𝐦𝐨!😞
Che mondo falso e becero stiamo vivendo!
Oggi è la Giornata Internazionale della Donna, conosciuta anche come Festa della Donna. Questa ricorrenza dovrebbe avere un significato profondo, radicato nelle lotte per i diritti delle donne e delle mamme e dovrebbe riflettere un desiderio di uguaglianza, giustizia sociale e rispetto.
Dovrebbe!
Dovrebbe essere un inno alla vita e alla difesa stessa della vita.
Non è così!
Tra Trump, Netaniuyu e "Mamme cristiane" con annesso triviale contorno vario, come vengono trattate le donne nel mondo è sotto gli occhi di tutti!
Vi racconto due strorie:
la prima è quella di Marian giornalista uccisa a Gaza da Netanyahu e Trump
la seconda è quella delle 108 ragazze uccise a Teheran da Trump e Netanyahu
Sempre loro! Esponenti di una destra che ormai si arroga il diritto di infrangere tutti i diritti internazionali imponendo con la forza al mondo il loro dominio basato sulla violenza, il sopruso e l'annientamento con le bombe della volontà popolare.
«Ghaith, cuore e anima di tua madre, ti chiedo di non piangere per me, ma di pregare per me, così che io possa restare serena». Con queste parole inizia la lettera che la giornalista palestinese Mariam Abu Dagga ha scritto al figlio Ghaith. Una sorta di testamento spirituale dettato dalla situazione in cui si trovava: nel cuore della guerra tra Israele e Hamas, circondata da bombe e fame, dove anche i giornalisti erano a rischio.
«Voglio che tu tenga la testa alta, che studi, che tu sia brillante e distinto, e che diventi un uomo che vale, capace di affrontare la vita, amore mio».
«Non dimenticare che io facevo di tutto per renderti felice, a tuo agio e in pace, e che tutto ciò che ho fatto era per te - continua -. Quando crescerai, ti sposerai e avrai una figlia, chiamala Mariam come me».
Mariam, giornalista freelance per varie testate tra cui l'Associated Press, è morta durante un raid da parte dell'esercito israeliano al complesso ospedaliero Nasser di Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza.
108 𝑩𝒂𝒎𝒃𝒊𝒏𝒆 𝒖𝒄𝒄𝒊𝒔𝒆 𝒂 𝑻𝒆𝒉𝒆𝒓𝒂𝒏
Come tutte le mattine ognuna delle delle 108 bambine ha fatto colazione, ha indossato il grembiulino, preso lo zainetto, salutato la mamma ed è andata a scuola. Dentro lo zainetto quaderni, libri, il diario e una scatola di colori. Non mancava la merenda.
All'improvviso lo scoppio di una bomba israeliana ha spento definitivamente il loro futuro!
Diranno che stanno esportando la democrazia: infatti le hanno uccise!
Una verogogna a vita per Netaniuyu e Trump!
La domanda è dobbligo: come possiamo solo pensare di continuare a vivere le nostre sciocche vite con quello che sta accadendo. Quando ci sveglieremo quando? Quando anche noi italiani sapremo dire basta a ogni cappio che a partire dal prossimo referendum, ci stanno mettendo al collo?